Un povero cieco

Antonio e Franca, negli anni 60, amavano villeggiare in Svizzera, precisamente a Lugano. I ricordi di Franca Faldini:

«Oggi, ogni volta che passo di fronte alla Farmacia Internazionale in piazza Riforma (a Lugano, n.d.r.), mi riviene immancabilmente in mente Antonio in un giorno poco lieto. Scendeva di macchina, gli dissi che un gruppo di italiani lo avevano riconosciuto, lo osservavano sorridendo e, anzi, ora si avvicinavano. Orgoglioso, ribattè subito che non voleva essere aiutato, sarebbe andato solo ad acquistare quanto gli occorreva. E si avviò, disinvolto quasi come se ci vedesse. Ma non ci vedeva e, inciampando su uno scalino del marciapiede cadde. Un incidente da nulla. Si rialzò subito, tornò in macchina e ordinò di mettere in moto. "Che vergogna!" mormorò. "Adesso avranno ragione di dire che sono un povero cieco. E io non voglio ridurmi un essere che suscita pietà!". Guardandolo di sguincio, notai che i suoi occhi erano colmi di lacrime. Quella fu una delle rare volte in cui lo vidi piangere»