In una rosa tatuata il segreto di un amore impossibile

1953 Silvana Pampanini 1000

1955-06-23-Tempo-Anna-Magnani

Presentiamo ai nostri lettori le più belle immagini della “Rosa tatuata”, il torrido lavoro di Tennessee Williams che Anna Magnani ha interpretato per un produttore di Hollywood.

Partendo da Miami ci si inoltra su un ponte che si lancia a perdita d’occhio sull’oceano. Dopo cinque miglia circa si incontra un’isola; la si attraversa e si trova un altro ponte. E così per due, tre quattro, cinque, sei isole. La settima isola è Key West: lì si vive la storia narrata in «La rosa tatuata», il film tratto da un lavoro di Tennessee Williams e interpretato da Anna Magnani. Burt Lancaster e Marisa Pavan.

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Anna Magnani (che nel film sostiene la parte di Serafina) e Burt Lancaster (al quale è stato affidato il personaggio di Alvaro) in un’inquadratura di « La rosa tatuata ». Il film, prodotto da Hal Wallis, è stato diretto da Daniel Mann. La Magnani ha lavorato negli Stati Uniti per tre mesi e mezzo.

Il clima è caldo e dolce come quello di un’isola mediterranea. Per questo tanti siciliani sono finiti laggiù. Ci si sono riuniti e vi vivono come in casa loro, in comunità che conservano della patria le tradizioni e in parte il linguaggio. E laggiù approdò, venendo dalla Sicilia, Serafina. A lei Anna Magnani ha dato il suo volto. Serafina, la protagonista di «La rosa tatuata», aveva sposato Rosario delle Rose, un siciliano di famiglia nobile che viveva a Key West.

Dodici anni trascorsero per Serafina, a Key West, come un solo attimo di intensa felicità. Lavorava da sarta e da camiciaia; Rosario commerciava in banane: partiva di tanto in tanto con un camion carico di banane e stava fuori parecchi giorni. Quando si inizia il racconto, Serafina, che ha già una figlia di dodici anni, torna a casa dopo esser stata segretamente dal medico che le ha annunciato che una nuova creatura già vive nel suo grembo. Serafina è felice. E a casa, dice anche al marito che non deve partire più.

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Una delle scene più movimentate è quella dell’improvvisa esplosione di allegria in casa di Serafina quando Alvaro si reca a trovarla per la prima volta dopo che l'ha conosciuta in drammatiche circostanze. Tutto il racconto si sviluppa per contrasti, passando continuamente da momenti tragici o drammatici a episodi soffusi di un bonario umorismo, se non addirittura buffi. Il film, che è in bianco e nero, verrà presentato in Italia e negli Stati Uniti l’anno venturo.

Ma Rosario più tardi parte. E nella notte il suo camion viene bloccato dalla polizia. Rosario non obbedisce, spinge anzi il veicolo a tutta velocità; ma una raffica di fucileria raggiunge il camion, lo fa sbandare e rovesciare. Il veicolo si incendia e Rosario muore bruciato sotto il carico di contrabbando nascosto da un sottile strato di banane. A Serafina resta solo un ricordo: quello della rosa tatuata al centro del torace dell’uomo che era stato tutta la sua vita.

Per Serafina sembra che la esistenza non significhi più nulla. Ma intanto la figlia cresce e col trascorrere degli anni diventa una signorinetta che guarda, piena di speranze, alla vita. Ma Seraflna si ribella: senza rendersene conto vorrebbe sacrificare anche la vita della figlia al suo stesso dolore.

Lentamente, la ragazza le scappa di mano. E una sera che è ritornata a casa più tardi del solito Serafina la affronta e le rinnova la proibizione a godere della vita. La figlia si ribella. E nella rivolta dice alcune parole amare su di sè, sulla sua famiglia, sul padre "barone” che non era che un contrabbandiere; Serafina la colpisce con un violentissimo schiaffo.

La mattina dopo Serafina va dal prete, dal sacerdote che preparò e benedisse le sue nozze. Vuol sapere tutto di Rosario. E pazza, disperata, pretende che il sacerdote le riveli ciò che Rosario gli diceva nel segreto del confessionale. Invano il prete cerca di farle capire. E’ una scena disperata. La interrompe l’arrivo di Alvaro Mangiacavallo, che per incarico del prete .riaccompagna Serafina in camion a casa. Alvaro non è belio, ma è buono. E’ tanto commosso dallo stato in cui si trova Serafina che finisce per piangere con lei. E Serafina finisce per invitarlo per la stessa sera. E’ un incontro buffo tra due persone che si sono vestite per la occasione e non sanno che dirsi e che fare. Ma ecco che Alvaro rivela a Serafina che suo marito aveva da tanti anni un’amante. E la notte stessa la conduce in un locale di infimo ordine in cui c’è una donna bionda che Serafina aveva già visto una volta. E quella donna aveva sul petto, tatuata, una rosa identica a quella di Rosario. Era, quella rosa, il simbolo del loro legame di amore.

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L’energia della quale la Magnani diede prova schiaffeggiando, in una scena del film (foto in alto), Marisa Pavan, fece nascere la diceria — presto smentita — che tra le due attrici non corresse buon sangue. Nella foto qui sopra è ripreso un momento del drammatico colloquio fra la vedova Serafina e un sacerdote. Sotto, Burt Lancaster e Anna Magnani nella scena dell’incontro che deciderà del loro avvenire. Per ora la nostra attrice non ha preso ulteriori impegni con Hollywood.
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Serafina torna alla sua casa e dà appuntamento per la sera ad Alvaro decisa a scrollarsi di dosso, per sempre, l’impossibile amore per Rosario. Ma Alvaro, forse per darsi coraggio, beve troppo e giunge al convegno d’amore completamente ubriaco.

In Serafina non si sa se prevalga il dolore o il disgusto. Ma ancora una volta si domina. E accomoda l’uomo su un divano nella piccola sala da pranzo. Più tardi giunge la figlia e si coricai E all’alba Alvaro, svegliandosi perfettamente lucido, resta assorto a guardare la bella ragazza che dorme al di là della tenda nella stessa piccola sala. La figlia si sveglia e sentendosi guardata grida. Serafina pensa che Alvaro abbia tentato di insidiare la ragazza e caccia via l’uomo.

Ma Alvaro non si allontana. Resta dinanzi alla casa, anzi si arrampica sull’albero di una barca arenata e continua a chiamare ad aita voce Serafina. Forse è ridicolo quell’uomo che a torso nudo, arrampicato su un albero di barca, chiama l’amore. Finiscono per fargli coro le donne del vici-, nato. Finché Serafina non esce dalla sua casa con una camicia in mano, una camicia rosa che aveva preparato un tempo per Rosario. E la camicia passa di mano in mano fino ad Alvaro perchè possa indossarla ed entrare nella casa di Serafina.

P.S., «Tempo», anno XVIII, n.25, 23 giugno 1955


Tempo
P.S., «Tempo», anno XVIII, n.25, 23 giugno 1955