UNA MISS AL GIRO D'ITALIA

Approf Miss

Anno di emozioni il 1948, quando Miss Italia diviene un concorso a carattere nazionale con l’arrivo dell’Enit al fianco degli organizzatori. Giuria con grandi nomi, tra i quali quello di Totò, presente a Stresa per girare un film con la vincitrice del Concorso, “Totò al Giro d’Italia”, e tre favorite, Anna Visconti, Ornella Zamperetti e Fulvia Franco, che ebbe la meglio. Triestina, rappresentante della bellezza “acqua e sapone”, poi moglie del pugile Tiberio Mitri, la ragazza, 17 anni, fu festeggiata al grido di “Viva Trieste” poiché il suo successo ebbe un particolare significato nel momento di tensione per la rivendicazione d’appartenenza di Trieste all’Italia. Il suo ritorno a casa, in un giorno di ottobre, fu un trionfo: un corteo di automobili accompagnò Miss Italia al posto di blocco del Territorio libero di Trieste e il percorso dal confine alla città vide la folla ferma lungo le strade ad applaudire e a salutare con bandiere e fazzoletti tricolori. Durante lo svolgimento del concorso il regista Mario Mattoli girò il film "Totò giro d’Italia", dove Fulvia Franco impersonò se stessa. La giovane, altezza 1,70m busto 98, vita 63, fianchi 98, capelli castani e occhi scuri, vinse per il suo aspetto naturale e l’assenza di trucco. Recitò in tantissimi film, spesso con il ruolo di femme fatale, si spense a Roma nel 1988.

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Elezione Miss Italia 1948 - Rassegna stampa

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Il concorso di bellezza del ‘48 al Regina Palace e quel verdetto contestato

Stresa - Antonio De Curtis, in arte Totò, ed Ernest Hemingway erano personaggi agli antipodi. Il primo fu la maschera tragicomica dell'italianità nel cinema del Dopoguerra, il secondo lo scrittore vitalista dipinto tra eroismo ed eccessi in puro stile yankee. Entrambi, nati alla fine del XIX secolo, erano però accomunati dalla sensibilità per il fascino femminile. Ebbero infatti diverse compagne nella loro vita. Ma avevano gli stessi gusti in fatto di bellezza. Parrebbe di no. O almeno così avvenne 70 anni fa a Stresa, quando nei medesimi giorni si trovarono a frequentare le rive del Verbano. Il principe della risata faceva parte della giuria di miss Italia che dal 1946 si svolgeva nella perla del Verbano. Per la cronaca, quella del ‘48 fu la penultima edizione borro-mea, poi dal 1950 il concorso si tenne a Salsomaggiore Terme, ad eccezione del 1958 (con ritorno a Stresa). La finale era in programma domenica 26 settembre 1948 al Regina Palace hotel.

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Totò in quei giorni era sul Verbano anche in veste di attore. Miss Italia era infatti il set delle scene iniziali di Totò al Giro d’Italia". Diretto da Mario Mattioli, fu il primo film, di una lunga serie, con il nome di Totò nel titolo. De Curtis interpretava un professore di liceo, giurato a Miss Italia, che si invaghisce di una bella giurata, e così lei per allontanare le avan-ces dice che lo sposerà se lui vincerà il Giro d'Italia. Da qui nasce un patto “faustiano” col demonio per battere Coppi e Bartali.

Ma una commedia si sarebbe potuta girare anche sulle vicende di quell'edizione del concorso di bellezza, dove forse l’amor patrio e la ragione politica ebbero la meglio sull'estetica.

A essere proclamata la più bella d'Italia fu infatti Fulvia Franco, e secondo le cronache dell'epoca la giuria (oltre a Totò, il pittore Funi, gli scrittori Vergani e Ridenti, la pittrice Brunetta e il sindaco di Stresa) arrivò alla scelta poiché non vi era una giovane che primeggiasse più delle altre.

D'altronde la miss vincitrice viene descritta come una ragazzata di 1,66 metri per 60 chili, fisico atletico, non certo una mannequin, ma l'essere di Trieste in quegli anni era una bella carta da giocare. L'anno prima infatti la città al confine con la Jugoslavia era diventata “territorio libero” sotto le Nazioni Unite, e veniva però rivendicata dall'Italia (che l’amministrerà poi a partire dal 1954). Perciò una miss triestina poteva garantire copertine della giovane con bandiere tricolore da associare alla Venezia Giulia. Peccato che la seconda arrivata, Miss Emilia, al secolo Ornella Zamperetti da Bologna, non prese bene la sconfitta. E intentò una causa legale contro gli organizzatori del concorso. Il motivo? La Franco non aveva ancora compiuto 18 anni come previsto dal regolamento, il titolo andava perciò riassegnato, in alternativa Zamperetti chiedeva di essere indennizzata con 8 milioni di lire (l’equivalente odierno di circa 150mila euro) per premi e occasioni di carriera persi. La querelle si trascinò nelle aule giudiziarie sino all'aprile del 1949, quando le due miss incontrandosi sul set di un film pubblicitario per la Fiera di Milano si strinsero la mano, fecero pace e la causa di Zamperetti fu ritirata.

Ritorno al lago

Ma cosa c’entra Hemingway? Sulla Nuova Stampa del 26 settembre otto righe in cronaca informano che lo scrittore nordamericano è sbarcato il giorno prima a Genova. Si parla di una sosta di alcuni giorni in Liguria prima di recarsi in Francia. Invece? Invece l’autore di “Per chi suona la campana", che è con la quarta moglie, ha cambiato idea, e dopo vent'anni lontano dall'Italia sceglie di concedersi un viaggio amarcord, e la prima tappa, che
poi lo porterà a Cortina e in altre località dello Stivale, è Stresa. A Genova noleggia un'auto, la guida il cugino di Costante Girar-dengo (ancora ciclismo in questa storia), e all'imbrunire arriva a Stresa e prende camera al Des Iles Borromées, dove aveva ambientato alcune delle scene finale del romanzo “Addio alle armi”, pubblicato nel 1929 e ispirato alla sua esperienza di militare in Italia durante la Grande Guerra. Perché a Stresa, trent’anni prima, Hemingway era stato ospite in convalescenza dal fronte.

E’ la sera di domenica 26 settembre, ma il buon Ernest, a differenza della moglie Mary, non ha voglia di andare a dormire, è attirato dal trambusto della finale di Miss Italia nel vicino Regina Palace, così si affaccia nella hall. E ai cronisti racconta che lui scommette sulla concorrente bolognese. Poi si ritira. L’indomani i giornalisti gli portano la notizia
che la sua preferita è stata sconfitta. Nel libro di Andrea di Ro-bilant “Autunno a Venezia”, si riporta che Hemingway commentò: «I giudici hanno fatto un errore, la ragazza di Bologna era meglio. Questa è la verità».

Anche Totò pensava fosse la verità ma decise in giuria di seguire la scelta irredentista nel segno dell’amor di Patria? Chissà?

L’imbarazzo della scelta

Di certo, a pensare all’edizione di miss Italia dell’anno precedente, sempre a Stresa, si può ritenere che la scelta veramente ardua fu quella della giuria del ‘47. Quando tra le concorrenti c’erano alcune delle “maggiorate” che poi divennero le dive del cinema degli anni Cinquanta: Gina Lollobrigida. Silvana Mangano, Eleonora Rossi Drago, Lucia Bosé. Vinse quest’ultima. Ma questa è un’altra storia.

Andrea Dallapina, «Eco - Risveglio di Ossola», 20 settembre 2018



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I documenti

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In Totò al Giro d’Italia (realizzato mentre i corridori si preparavano per l’imminente Giro di Lombardia) recitano, nella parte di se stessi, alcuni celebri ciclisti; inoltre fanno una fugace apparizione, nel bar Vittorio Emanuele nel centro di Milano in cui il professor Casamandrei si reca per trovare un buon trainer, famosi sportivi di altre discipline. Del cast fanno parte inoltre Fulvia Franco, Miss Italia nel 1948, e Luigi Pavese, il quale affiancò Totò in diversi altri lavori.
All’inizio del film la sfilata delle concorrenti a Miss Italia avviene a Stresa, di fronte al Grand Hotel des Iles Borromées; una tappa dl Giro si conclude al Motovelodromo di corso Casale a Torino. Durante le riprese film Totò si fece sostituire sovente dalla sua controfigura, Dino Valdi, nelle scene in esterni, in particolare in quelle in cui doveva pedalare, non essendo davvero pratico nell’uso della bicicletta, proprio come il personaggio da lui interpretato.


Riferimenti e bibliografie: