Totò calzolaio in «San Giovanni decollato»

Totò Franca

1940 11 14 Tempo intro

Favorito da un viso asimmetrico, dove sembrano giocare le linee di antiche maschere greche, Totò, alle volte, buttato sul palcoscenico, pare tirato fuori pari pari da un corteo cacchico. Allora una felicità istintiva del moto lo conduce a bizzarrie che tolgono il respiro alla platea; gli angoli della sua satiresca figura e gli spigoli di fantomatiche ossa, sembrano staccarsi per una danza geometrica tutta fuori d’equilibrio e di gravità. L'uomo si snatura, ridotto a stracci impalpabili, sotto i quali si affaccenda a irridere sè medesimo, un viso meridionale e furbesco. In questi momenti, un fuoco intimo e nascosto lo trasfigura: gli occhi da Pulcinella ammiccante, la bocca tirata a sorrisi astuti e concilianti, o le parole marcate che sembrano pronunciate dalle labbra.

Totò, pur dotato di mezzi eccezionali — fonti di riso immediato e sovente convulso — non è stato ancora definito bene, ma è stata notata la fantasia spontanea che si accende in lui, con trovate briose per ogni situazione, man mano che nella sala cresce l'entusiasmo. Che cosa gli manca, per togliere il punto fermo in un discorso su di lui? Il buffone se si va a stringere, ci sfugge tra le dita.

Cosi tutta la sua aerea baracca pare fragorosamente piombare in terra. Gli manca essenzialmente una cosa; uno sfondo che da lui dipenda e lo accompagni. Le strade popolari e melanconiche definiscono e inquadrano di colpo in una sensibile e concreta cornice il personaggio di Charlot. gli ostacoli meccanici o naturali, talvolta immani, attorniano Buster Keaton; corteggi fragorosi, g nel muto, squallidamente annuvolati di polvere, punteggiano le azioni di Harold Lloyd o di Laurei e Hardy. Ma Totò, nè in teatro, nè in cinema possiede attorno a sè e nemmeno se li trascina dietro, quei contorni di cose non mai casuali, che danno corpo e stile a una creazione.

Totò ha bisogno, cerne nessun altro, di regìa; e Zavattini, che s'è messo in testa di farne un suo personaggio cinematografico, e che è uomo capace di donare generosamente a Totò quella ricchezza di stile e di moralità che gli manca, lo ripete ogni giorno. Nel cinema, dopo due esperimenti poco felici (Fermo con le mani e Animali pazzi), Totò viene chiamato a tentativi più maturi. La sua prima pellicola della nuova serie è San Giovanni decollato, ora in cantiere. Dalla tradizionale interpretazione di Musco al funambolesco Totò, è un esperimento curioso, anche perchè Zavattini è (assieme con Aldo Vergano, talento equilibrato ed esperimentato) l’autore della sceneggiatura. Amleto Palermi è il regista.

Dalle prime immagini, si direbbe che lo sfondo si vada concretando. Totò calzolaio sta vincendo una grande battaglia per Totò, «astro» sostanzioso del cinema italiano.

G.P.


Tempo G.P., «Tempo», anno IV, n.77, 14 novembre 1940