I giudici di Sanremo hanno perso la libertà

Sanremo 1960


1959-12-03-Il-Musichiere-Sanremo

La «fumata bianca» con la quale Totò annuncerà che la commissione da lui presieduta ha scelto le 20 canzoni del X Festival di Sanremo è prevista per mercoledì 9 dicembre. Finora molta discrezione ha circondato i lavori di questa giuria. Nella sala dove vengono ascoltate le canzoni è interdetto l'accesso anche ai camerieri, per cui i commissari, se vogliono sorseggiare, durante le riunioni, un pò di caffè devono portarselo da casa.

Sono state perfino controllate le generalità di un agente di servizio che dall'apparenza somigliava al «braccio destro» di un editore milanese. Comunque, qualche pettegolezzo è trapelato: Totò avrebbe caldeggiato invano una canzone composta da Sergio Bruni, che è finita, invece, assieme a quelle scartate al primo vaglio. Al malcontento manifestato
da alcuni commissari per il basso valore monetario corrispondente al gettone di presenza, possiamo anticipare che gli organizzatori hanno prontamente rimediato portandolo da 10 a 25 mila lire al giorno, oltre alle spese del viaggio e del soggiorno romano. Alla sua quota ha rinunciato Totò, che come presidente avrebbe avuto diritto ad un gettone di presenza di 50 mila lire. A prima vista può sembrare alto il «gettone» che viene corrisposto ai commissari, ma bisogna considerare che non c’è moneta in grado di compensare la libertà personale. I membri della commissione giudicante, questa libertà l'hanno persa e nei prossimi giorni perderanno anche l'amicizia della maggioranza dei «bocciati».

Sanremo 1960

Alcuni commissari sono stati perfino costretti ad abbandonare le loro abitazioni per non essere assediati e asfissiati dalle telefonate. Per questa ragione, e poiché il regolamento prevede che la giuria non deve conoscere gli autori delle canzoni in gara, sarebbe stato proposto (avvocato Dell'Erba?) di eliminare tutti quei motivi che, per una ragione o per l'altra, erano stati fatti sentire ai membri della commissione prima della convocazione romana. Questa proposta è stata immediatamente respinta poiché avrebbe voluto dire fare naufragare Sanremo: tutti gli autori ed editori hanno fatto ascoltare in anteprima le loro composizioni a uno o più membri del grupppo giudicante. La cosa non deve stupire, ormai è una regola.

D’altra parte, in concomitanza delle riunioni romane, gli uffici degli editori di canzoni sono quasi deserti, tutti i responsabili si sono trasferiti nella Capitale per seguire da vicino gli sviluppi delle selezioni. Ciò dimostra l'elettrizzante atmosfera che avvolge esternamente la sala dove vengono scelte le canzoni. Fuori da quelle mura si sente gii parlare di «congiura» e di carta bollata.

È stata una decisione infelice quella di riunire i selezionatori in un locale familiare alla Titanus, dal memento che tre commissari hanno rapporti di lavoro con questa Casa che, oltre a produrre film, è editrice di canzoni. Non bisogna dimenticare che la Titanus, all'ultimo Festival di Napoli, si è assicurata i primi due premi (Sarà... chi sa? e Padrone d' ’o mare) e per il prossimo Sanremo è considerata il «pericolo numero uno» dagli editori milanesi i quali, finora, si erano sempre accaparrati il «malloppo» sanremese. In questo clima di diffidenza è comprensibile che si sentano già i primi «strilli»: aumenteranno d'intensità nei prossimi giorni.

Dopo i primi week-end romani sono rimaste in lizza un centinaio di canzoni: saranno riascoltate nell'ultimo convegno che inizierà sabato prossimo e che si esaurirà quasi certamente mercoledì 9 dicembre. Dopo che sarà reso noto l'elenco delle venti canzoni, gli organizzatori annunceranno ufficialmente il cast dei cantanti e il programma dello Spettacolo. L’avvocato Bertolini, responsabile dell'organizzazione, ha approfittato delle riunioni romane per consultarsi con alcuni esperti dell’ambiente musicale.

Nel corso di questi colloqui è stato deciso che due saranno le orchestre del Festival, contrariamente a quanto era stato precedentemente stabilito.

Sarebbe stato il maestro Trovajoll a consigliare questa soluzione per evitare il ripetersi dell’inconveniente accaduto durante la passata edizione: come si ricorderà il riassunto dei motivi esclusivamente musicale era passato inosservato, per cui i due «pianisti-riassuntori», Gianfranco ed Enrico Intra, avevano abbandonato il palcoscenico in segno di protesta. Oltre al maestro Armando Trovatoli i più quotati aspiranti alla direzione delle orchestre del Festival sono il «vecchio mago» Angelini, e i «giovani» Franco Pisano e Pino Calvi, mentre Gorni Kramer avrebbe già fatto sapere di non essere disponibile.


Taccuino segreto del Festival

VENTI SARANNO I CANTANTI. I più quotati sono: Domenico Modugno, Achille Togliani, Tonina Tornelli, Fausto Cigliano, Mina, Joe Sentieri, Jula De Palma, Tony Dallara, Dalida, Teddy Reno, Miranda Martino, Tina De Mola, Betty Curtis, Johnny Dorelli, Flo Sandon's, Germana Caroli, Gloria Christian, Arturo Testa, Wilma De Angelis.

Inoltre hanno qualche probabilità di venire «ricuperati»: Nilla Pizzi, Claudio Villa, Aurelio Fierro, Luciano Tajoii, Fred Buscaglione, Natalino Otto, Bruno Paliesi, Nella Colombo, Giorgio Gaber, Corrado Lojacono, Anna D'Amico, Bruna Lelll, Wera Nepy, Maria Parla, Umberto Bindi, Adriano Celentano, Carla Boni e Gina Latilla.

DUE SARANNO I COMPLESSI VOCALI. Certo il Quartetto Cetra, mentre il secondo posto è in palio tra Il duo Fasano, Il Quartetto «Due + Due» e il «Poker di voci». Il quartetto «Radar» è stato escluso perché impegnato con la rivitsta di Walter Chiari.

DUE SARANNO LE ORCHESTRE che accompagneranno i cantanti. I candidati a dirigere sono: Armando Trovajoli, Franco Pisano, Pino Calvi, Cinico Angelini, Bruno Canfora, Marcello De Martino, Gianni Ferrio. Gorni Kramer interpellato ha gli rinunciato all'incarico.


L'assegnazione delle canzoni ai venti cantanti non sarà affidata alla commissione selezionatrice, ma rimarrà compito degli organizzatori, i quali sono ricorsi alla consulenza di Ezio Radaelli.

Il problema degli autori-interpreti è già stato praticamente risolto: se un cantante compreso nella «rosa» avrà una canzone in finale, potrà, a giudizio degli organizzatori, interpretare la sua composizione. Ciò naturalmente farà tirare un sospiro di sollievo a Modugno.

Ernesto Baldo, «Il Musichiere», anno I, n.48, 3 dicembre 1959


Il Musichiere
Ernesto Baldo, «Il Musichiere», anno I, n.48, 3 dicembre 1959