La malattia agli occhi: Totò quasi cieco dopo l'emorragia

Totò Malattia

1957-05-06-Gazzettino-Sera-Malattia

Ha lasciato le scene forse per sempre. Anche l'occhio destro colpito «per simpatia» del male... Il massiccio uso di antibiotici per curare un broncopolmonite...


PALERMO, maggio

Nuovi particolari si apprendono stamane sulla emorragia retinica, causata da eccessivo uso di antibiotici, che ha colpito improvvisamente il popolare Antonio De Curtis, in arte Totò, proprio nel corso della sua serata d'onore, causandogli la completa cecità in un occhio, mentre nell'altro la trista sarebbe ridotta a due decimi.

Come si ricorderà, già una volta, qualche mese fa, a Milano, le recite della rivista a "A prescindere", con la quale appunto Totò era tornato quest’anno al palcoscenici dopo un lungo periodo di inattività teatrale, erano state sospese a causa della broncopolmonite che aveva colpito l’attore. Totò non aveva esitato ad affrontare il rischio di una cura massiccia a base di antibiotici, per non costringere la compagnia a una lunga vacanza che avrebbe economicamente danneggiato tutto il complesso artistico.

Conseguenza temuta delta cura veloce è stata un'emorragia retinica, di particolare violenza, all’occhio sinistro. Con un occhio quasi completamente oscurato, Totò riprese a recitare, forse non comprendendo la gravità del male. Se ne andò in giro per l’Italia, dando poco ascolto ai medici che gli consigliavano il riposo. Anche quando gli dissero chiaramente che, se avesse continuato ad offendere quotidianamente l’occhio con la luce violenta, sarebbe stato a suo rischio e pericolo. A Sanremo fu sul punto di dover interrompere la tournée, talmente forte era l'attacco che lo colpi. Domenica scorsa, dopo due repliche di grande successo al «Politeama», un fitto telo scese anche sull'occhio destro, lasciandogli una scarsa e confusa visibilità. .

I migliori oculisti della città da lui consultati dopo accurati esami, gli avevano consigliato l’assoluto riposo e una cura con la quale si riteneva di poter arrestare il corso del male. L'improrogabilità della terapia consigliata dai sanitari imponeva al noto comico di sospendere le recite, il che accresceva il nervosismo che già lo tormentava. E' stato, però, necessario seguire il consiglio dei medici; pertanto Totò, assistilo e sorretto dalla figliola che lo aveva accompagnato a Palermo, sia pure a malincuore aveva preso la decisione di chiudere la tournée con quindici giorni di anticipo.

Ieri sera gli spettatori affollavano il «Politeama» per tributare al grande attore il terzo successo della sua tournèe palermitana. Lo spettacolo era cominciato da poco, quando il pubblico aveva modo di accorgersi che qualcosa non andava per il suo giusto verso. Già sul primo apparire in scena, gli spettatori più smaliziati avevano potuto percepire che Totò non si trovava nelle migliori condizioni di forma, e che solo la sua innata disciplina teatrale ed il suo enorme senso del palcoscenico gli permettevano di restare in scena. Pochi minuti dopo, infatti, veniva annunciata la sospensione dello spettacolo; il medico di servizio veniva chiamato d’urgenza tra le quinte. Bastava un breve esame, perchè il.sanitario si rendesse subito conto che le condizioni di Totò erano gravi e, benché questi insistesse con lodevole abnegazione per continuare fino in fondo il suo lavoro, ne consigliava l'immediato trasporto in una clinica oculistica. Nonostante te sue affermazioni contrarie, era evidente, infatti, come l'attore non riuscisse più distinguere neppure i suoi più cari compagni di lavoroi.

Cosi, fra la generale costernazione, Totò veniva trasportato d’urgenza. presso un sanitario specializzato che gli prestava le prime cure del caso. Poi, nonostante il parere contrario dei medici, faceva ritorno in albergo. Ora, bendato, ed immobile, egli è costretto ad un riposo più assoluto; e i medici hanno vietato perfino ai suoi colleghi di visitarlo.

Secondo quanto si è appreso dai medici curanti, il male ha attaccato la retina dell’altro occhio molto probabilmente per un fatto sompatico e precisamente per «coroidite acuta centro-recidivante». L’attore ha bisogno di riposo, di tenere gli occhi al riparo dalla luce e di curarsi clinicamente con iniezioni di solventi che sciolgano le sostanze precipitate nel sangue e che erano contenute negli antibiotici.

La compagnia si è sciolta, rinunziando ad ultimare la tournée che avrebbe dovuto concludere il 21 maggio a Napoli. Totò partirà per questa città per entrare nella clinica del prof. Lo Cascio, uno dei migliori oculisti italiani. Il principe De Curtis «O’ pazzariello», il comico più famoso del dopoguerra, l'attore che sabato scorso ha fatto esaurire le duemila contromarche del «Politeama» se ne va dalla scena per averla troppo amata.

«Gazzetta di Venezia - Gazzettino Sera», 6 maggio 1957


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