Sposerà Totò la «bella di Via Veneto»

1952 Franca Faldini

1952 03 04 Il Messaggero Franca Faldini L

Ai primi dello scorso febbraio, appena rimesso piede in Italia, dopo nove mesi di soggiorno a Hollywood, Franca Faldini, «la più bella di via Veneto», proclamata poi «la più bella italiana d'America» dichiarò: «L’America è un paese straordinario, ma io morivo di nostalgia e sono quasi fuggita da Hollywood per poter tornare a casa. Sento che per essere felice devo vivere qui e sposare un Italiano»

1951 Franca Faldini LL’italiano che Franca Faldini ha scelto come marito è Totò, o meglio S.A. Reale e Imperiale il principe Antonio De Curtìs, il quale, da oggi in poi, non scriverà più di certo patetiche canzoni napoletane intitolate a "malefemmene" incapaci di comprendere lo slancio del suo cuore. Come sia nato il fulmineo amore tra i due, non si sa ancora: ma quel che è certo è che Franca ha detto di si al principe innamorato e che le nozze si faranno presto.

La futura sposa del principe-attore è una meravigliosa ragazza che ha compiuto i ventun anni da pochi giorni. I suoi grandi occhi verdi, i lunghi capelli neri annodati sul collo a chignon, il corpo mirabile, ne fanno un tipo di bellezza mediterranea, un incrocio tra Lupe Velez e Rita Hayworth, secondo la definizione data dagli americani.

Figlia di un facoltoso commerciante, Franca si era trovata a diciotto anni con un diploma di maestra e uno di insegnante di lingua inglese, una prepotente bellezza, un’ottima educazione e un gran desiderio di fare qualcosa per vivere, per combattere l’educata noia della sua esistenza di ragazza borghese. Ma «fare qualcosa» non voleva dire indossare a tempo perso i modelli delle grandi case di mode e valorizzarli con la propria bellezza, e neppure accontentarsi di una particina offertale nel film «Quo Vadls?».

Conosciuto in casa di amici comuni l'attore americano Erroll Flynn, Franca ne divenne la segretaria e attraverso l’esperienza diretta si convinse che la vita di un «divo» non era poi quella meravigliosa cosa che ci si poteva immaginare. Flynn le disse un giorno: «Se sceglierai questa via, dimenticati la felicità». E Franca accantonò l'idea, rifiutando perfino una parte che lo stesso Flynn le offriva. Poi l'attore si sposò e tornò in America. Venuta l’estate Franca accettò l'invito che i coniugi Flynn le facevano di andare a trascorrere le vacanze con loro in California. Partì da Roma con un baule pieno di elegantissimi abiti quasi tutti neri e con un gran desiderio di conoscere l'America.

Pensava di fermarsi per tre mesi soltanto e l’idea di conquistare Hollywood non le passò neppure per la mente. Fu Hollywood che si innamorò di Franca e che la prese nei magico gioco delle sue luci. I tre mesi preti visti divennero nove. Franca fu fotografata, studiata, «lanciata» come si lancia un dentifricio o un liquore.

Dopo aver interpretato per conto della «Paramount » un film prodotto da Hal Wallis «Attenti ai marinai », Franca Faldlnl recitò per la televisione una parte molto importante nella famosa commedia di Thennesee «La rosa tatuata», e si prestò a lanciare un nuovo tipo di calze per una fabbrica di New York.

II successo riportato dalla fotografia pubblicitaria pubblicato dalla rivista «Star and Stripes» fu tale che 24 ore dopo Franca fu proclamata all'unanimità «Miss Cheesecake» cioè «Miss torta di formaggio». Il titolo, ambitissimo fra le ragazze americane, fece salire di colpo le già alte quotazioni di Franca che, subito dopo, si vide proclamata «Miss Forze d’occupazione» da parte delle Forze armate americane dislocate in Europa.

Il produttore di calze, riconoscente, non trovò di meglio che offrirle in segno di omaggio due paia di calze tramate d'oro a 24 carati del valore di trecentomila lire il paio. Lo stesso omaggio, in precedenza, era stato fatto soltanto a Joan Crawford e o Marlene Dietrich. Offerte di nuovi contratti, sempre più vistosi, piovvero da ogni parte, tre uomini diversamente famosi e potenti, un attore, un produttore e uno scrittore, chiesero a Franca di sposarli.

Franca disse di no a tutti, era terrorizzata all'idea di impegnarsi in modo da non poter più tornare a casa liberamente. Così decise di fuggire. Fece le valige alle chetichella e parti per New York, dopo aver annunciato per telefono che rompeva ogni contratto. I produttori non si lasciarono disarmare: tutta la polizia di New York fu mobilitata per rintracciare la bella italiana che aveva lasciato Hollywood dietro di sè senza rimpianto per tornare a cosa. Non ci fu niente da fare. «Forse tornerò», promise Franca. Ma adesso che ha accettato di sposare Totò, è ormai evidente che non ha più nessuna intenzione di tornare.

«Il Messaggero», 4 marzo 1952


L'Impero «Il Messaggero», 4 marzo 1952