15 febbraio 1998: Totò cento

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Il 15 febbraio 1898, alle ore 7.30, nel Rione Sanità di Napoli, in via Santa Maria Antesaecula, al secondo piano del numero civico 109 (1), nasceva Antonio Clemente, figlio di Anna Clemente (sedicenne, nubile) e del marchese Giuseppe de Curtis detto Don Peppino. Nascita irregolare, quindi, per colui che sarebbe diventato una celebrità con l'abbreviazione di Totò e che, invece, si sarebbe costruito un nome enciclopedico: Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e d'Illiria, principe di Costantinopoli, di Cilicia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e d'Epiro, conte e duca di Drivasto e di Durazzo. Dopo il numero speciale a lui dedicato l'anno scorso per il trentesimo anniversario della morte, "Film Tv" torna a parlare del grande Totò.


CELEBRAZIONI & CURIOSITÀ

Una celebrazione lunga un anno. Con mostre, convegni, spettacoli teatrali. Quasi un omaggio infinito al principe della risata. Ecco qui di seguito gli appuntamenti più significativi organizzati per il centenario della sua nascita.

1998 02 15 Film Tv logoPALCOSCENICO Andrà in scena proprio il 15 febbraio al teatro Mercadante di Napoli l’ormai classico “Miseria e nobiltà” interpretato dalla compagnia di Aldo Giuffrè.

IN SARDEGNA “Totò, dal varietà al cinema” è il tema della mostra allestita sino al 4 marzo al Salone delle Volte di Cagliari, che punta anche sull’aspetto musicale della ci nematografia di Antonio De Curtis. Alla mostra, organizzata dall’associazione Antonio de Curtis e da Ibi-mus (Istituto di bibliografia musicale), saranno abbinate anche alcune manifestazioni coliate rali di cinema, musica e balletto, in programma sino ai primi di marzo.

IN TV Anche la televisione ricorda Antonio De Curtis con un programma-ritrat to di Giancarlo Governi intitolato “Totò cento. Vita, morte e immortalità del principe de Curtis”, in onda venerdì 13 su Raiuno alle ore 22.40. Dalla nascita al rione Sanità ai trionfi teatrali e cinematografici del principe erede al trono di Bisanzio.

MOSTRA Verrà inaugurata in primavera (manca ancora la data ufficiale) la grande rassegna monografica “Totò, l’uomo, l’artista, il principe” organizzata al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal Comune e dal Ministero dei Beni Culturali.

VARIETÀ Prosegue la tournée del varietà di Marco Mattolini “Nel cuore di Totò”, di cui è protagonista Mariangela D’Abbraccio.

PREMIO Data ancora da definire anche per il Premio Totò che nel mese di aprile in diretta su Raiuno dalla piazza del Plebiscito di Napoli assegnerà il riconoscimento in nome di Totò a un giovane attore italiano. MUSEO Finalmente è confermato: al principe Antonio de Curtis verrà presto dedicato un museo. Per il momento è stato scelto il luogo che farà da scenografia a cimeli, costumi, oggetti appartenuti al grande Totò, due appartamenti di undici vani nello storico Palazzo dello Spagnuolo di Napoli.

TEATRO Da un anno e mezzo il palcoscenico dell’Ausonia, a Napoli, ha cambiato nome ed è stato ribattezzato Teatro Totò. La sala si trova nell’antica via Foria, a due passi dal suo rione Sanità, e ospita rassegne teatrali e cinematografiche in suo onore.

SANTO E morto da oltre trent’anni ma è ancora considerato il confidente di molti suoi fan, uno da invocare addirittura nei momenti di difficoltà. C’è chi gli domanda i numeri vincenti al lotto o l’intercessione perché il marito fuggitivo faccia ritorno a casa oppure chi gli chiedi protezione per mantenersi sul sentiero della rettitudine. Centinaia di lettere che portano tutte un indirizzo inequivocabile:

Totò, Cimitero della Pietà,
00144 Napoli.

A MILANO Ci ha pensato all’incirca un anno fa la giunta leghista che ha deciso di dedicargli una via.
Un po’ periferica, nel quartiere Gallaratese, ma comunque un riconoscimento per il comico che a Milano girò alcune se quenze memorabili di “Totò, Peppino e la... malafemmina”.

IN RUSSIA Un remake del film di Steno e Monicelli con Totò e Aldo Fabrizi è stato proiettato qualche giorno fa a Mosca in versione anti-americana. Uguale il titolo, ma nella nuova pellicola il Fabrizi sovietico non è un brigadiere ma il custode di una fabbrica di pasta e il ruolo del cattivo è affidato al direttore della fabbrica, un americano di pessimo carattere, avaro, ipocrita e dittatore. Che, naturalmente, viene punito.

A BARI Dal 9 al 15 febbraio, a Bari, presso il cinema Armenise, rassegna cinematografica intitolata “Buon compleanno Totò”, con proiezione quotidiana di quattro pellicole interpretate dal comico.

VETRINE Per celebrare il centenario della sua nascita, le vetrine dei negozi di Loano renderanno omaggio a Totò. La migliore sarà premiata il 15 febbraio.

LIVORNO Si conclude il 15 febbraio la manifestazione dedicata al popolare comico dal Comune di Livorno: una mostra fotografica e proiezioni (anche inedite come il breve “Totò a Livorno”): e in chiusura il concerto “Festa di compleanno di Totò”, che propone canzoni da lui scritte o tratte dai suoi film ed eseguite per l’occasione dall’ensemble “Antonio Scannagatti”.

RACCONTANO DI LUI

Un attore, un’attrice e un regista. Con un denominatore comune: aver diviso il set con il principe De Curtis. E allora sentiamo cosa ricordano Teddy Reno, Isa Barzizza e Mario Monicelli di quei giorni trascorsi a tu per tu con Totò.

TEDDY RENO Ha all’attivo “Totò, Peppino e la... malafemmina”, “Totò, Peppino e i fuorilegge”, “Totò, Vittorio e la dottoressa”, film girati quasi per caso dopo che Totò lo ascoltò cantare in un club di via Veneto, la sua “Malafemmina”: «Rimase colpito perché la interpretavo con voce baritonale e non tenorile, come accadeva di solito. Lui mi disse: “Se faccio un film con Peppino ti chiamo”. E così avvenne nel 1956 quando Totò mi affidò la parte del loro nipote scapestrato. Fu un mese memorabile: quand’ero ragazzo Totò e Peppino per me erano due idoli. Anche perché, oltre alle indubbie qualità comiche, Totò aveva una grandissima nobiltà d’animo, tanto che mi aiutò a superare con parole gentili un momento particolarmente difficile della mia vita matrimoniale, quando ancora ero sposato con Vania Protti. Mi diceva, per sdrammatizzare: “Caro Teddy, il matrimonio è come un melone, o nasce rosso o nasce bianco”. Professionalmente, invece, mi insegnò la tecnica e i tempi della risata, e a strappare un sorriso anche solo con uno sguardo. Il suo cruccio era non sentirsi compreso dai critici e da molti registi che lo consideravano un attore di serie B. Forse perché non aveva colore politico, non era schierato ideologicamente. Oggi l’Italia intera si è appropriata di lui. Un’Italia pronta a venerare i morti».

ISA BARZIZZA È forse l’attrice più fedele a Totò, con le undici pellicole girate assieme al principe, da “I due orfanelli” a “Fifa e arena”, da “Totò al giro d’Italia” a “Totò a colori”... e due varietà teatrali. Ricorda: «Io ero impegnata a teatro con la compagnia di Macario. Era il 1949. Il regista Mario Mattoli pensò di utilizzare le costosissime scenografie e i costumi del suo “Fiacre n.13” per un altro film, “I due orfanelli”, da far girare a Campanini e a Totò fermo sin da prima della guerra. Mattoli venne in camerino e mi propose la parte. La pellicola ebbe un successo clamoroso, così come l’anno dopo “Fifa e arena”, il primo film italiano a superare il miliardo d’incasso. Che cosa mi ricordo di quei giorni trascorsi con Totò? La signorilità non formale dei suoi modi e il suo istinto artistico. Lui non stava assieme a noi attori giovani, ma in disparte con la moglie di cui era gelosissimo. Al punto da appoggiare un pezzetto di carta sullo stipite della porta per verificare se c’era ancora quando lui tornava a casa, la prova che la moglie era uscita' o che qualcuno era entrato in casa. O da spargere un lieve strato di borotalco nella casa per controllare poi le eventuali impronte».

MARIO MONICELLI Ha diretto Totò in film come “Totò cerca casa”, “Totò e i re di Roma”, “Totò e Carolina”: «Mi ha sempre fatto sorridere la sua mimica, a volte quasi allucinante, e la sua inventiva nata sul palcoscenico della rivista dove io andavo a vederlo di frequente. E poi c’era quel suo carattere, malinconico di fondo, qualcuno dice causato dalle sue origini di trovatello. Forse le stesse che lo portarono a cercare con cocciutaggine l’affermazione delle origini nobili dell’uomo che lo aveva adottato. Ma vero o non vero quel titolo di principe lui lo portava benissimo. E proprio così lo chiamavano tutti con reverenza sul set. Io no, io lo chiamavo semplicemente Totò».

E LA CRITICA NON CAPIVA

Applaudito dal'pubblico e fischiato dai critici.. Che molte volte stroncarono Totò in modo supponente e sarcastico, dimostrando tra l’altro di non avere molto senso profetico. Ecco qualche opinione contraddetta anni dopo dalla rivalutazione dei suoi film proprio da parte della critica.

TOTÒ LE MOKÒ «Una buffonata, nient’altro che una buffonata. Totò? Un mimo che^ parla troppo. Ben difficilmente potrà essere un personaggio» (“La Stampa”, 25 gennaio 1950).

TOTÒ CERCA MOGLIE «Abbiamo l’impressione che il fenomeno Totò sia in declino (“Il Popolo”, 16 marzo 1950).

«Questo e l’anno del declino di Totò. Il personaggio è inflazionato, avvilito, sciupato da avventure le più insipide, screanzate, volgari» (“La settimana Incom illustrata”, 18 novembre 1950).

TOTÒ A COLORI «Si ride. Certo. Ma a patto di vergognarsi d’aver riso» (“Corriere della Sera”, 9 aprile 1952).

MISERIA E NOBILTÀ «Qui tutto si traduce in masticazione. Usciamo dal cinema come avessimo partecipato alla crapula sazi sino al disgusto» (“Il nuovo Corriere della Sera”, 20 aprile 1954).

TOTÒ, PEPPINO E LA MALAFEMMINA «Si parla tanto di migliorare il cinema e si continuano a fare film così. Farsa grossolana, urlata dalla prima scena all’ultima, avanspettacolo e fumetto della peggiore qualità» (“L’Avanti”, 7 settembre 1956).

TOTÒ E CLEOPATRA «Squallido, volgare, inintelligente, per pubblici sottosviluppati e provinciali che facciano quadrare il bilancio di produttori improvvisati» (“La Nazione”, 31 ottobre 1963).

UCCELLACCI E UCCELLINI «Temiamo che Pier Paolo Pasolini abbia sbagliato protagonista. Se Totò non fa più ridere, infatti, non è più Totò» (“Corriere d’Informazione”, 5 maggio 1966).

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BATTUTE CELEBRI

Siamo uomini o caporali? Una battuta passata alla storia, ma non certo l’unica pronunciata da Totò nei suoi film. Ecco qualche non-sense, doppiosenso e dialogo che ancora oggi fa sorridere.

► Lei vuole sposare mia figlia? No, non se ne fa niente; a me i generi non interessano, a meno che non siano alimentari (“Totò cerca casa”)

► Da un occhio ci vedo male: sono preside. (“Totò cerca moglie”).

► Io e il mio amico siamo ricchi sfondati. Io sono il ricco, lui è lo sfondato (“Totò, Peppino e i fuorilegge”).

► Mi dia la matricola. Ah, io non c’ho né matricola, né patricola: sono un orfano. (“Le motorizzate”).

► Si dice che l’appetito vien mangiando. Macché, viene a stare digiuni (“Totò al giro d’Italia”).

► Sono un uomo di mondo. Ho fatto tre anni di militare a Cuneo. (“Totò a colori”)

► Vuole vedere il curriculum? Ma qui, davanti a tutti? No, non posso, ci sono delle signore (“Il tuttofare”).

► Sono vent’anni che lei dice di essere un perito, ma non perisce mai. Ma perisca una buona volta, mi faccia il piacere. (“Chi si ferma è perduto”).

► I parenti sono come le scarpe: più sono stretti più ti fanno male (“Che fine ha fatto Totò baby?”).

► Abbiamo vegliato la salma tutta la notte. È stato un veglione. (“Il monaco di Monza”).

► Io sono integro e puro: non ho commesso peccati, né di carne né di pesce (“Totò le Mokò”).

Roberta Pasero


NOTE

(1). Totò nacque al civico 107 di Via Santa Maria Antesaecula, a Napoli.


Film TV  Roberta Pasero, «Film TV», anno VI, n.7, 15-21 febbraio 1998