Caro papà, grazie anche a nome dei tuoi umili fans. Liliana de Curtis

Liliana_de_Curtis

1992-04-15-Il_Mattino

In una lettera aperta al celebre artista l’amore e il rimpianto della figlia Liliana autrice di un libro di prossima uscita che raccoglie aneddoti e testimonianze di amici e colleghi del principe della risata Una commemorazione col tono di una festa.


Caro papà, te ne sei andato venticinque anni fa eppure sei più vivo che mai, non soltanto nel mio cuore, ma anche in quello del tuo pubblico, vecchio e nuovo.

I giovani, che ti conoscono attraverso i tuoi film ti adorano, le persone di una certa età ti rimpiangono. Persino i critici, che quando eri ancora tra noi ti bistrattavano definendoti attore di serie B, adesso ti portano alle stelle, indicandoti come il precursore del genere demenziale, un genio comico in assoluto.

1950 Liliana de Curtis Toto 03 LA volte la totolatria, come si chiama il fenomeno di cui sei diventato protagonista, arriva a eccessi quasi imbarazzanti, ma mai esagerati, quando riguardano la tua umanità, oltre che la tua arte.

Perché, caro papà, tu sei stato veramente un uomo generoso, una persona perbene nel senso più ampio e nobile del termine. Il pubblico lo intuisce, al di là dei tuoi personaggi cinematografici e ti ringrazia con ondate ininterrotte d’amore. In questo clima è giusto che il venticinquesimo anniversario della tua scomparsa non abbia il tono di una commemorazione, ma piuttosto quello di una grande festa.

Di regali, credimi, te ne arriveranno a bizzeffe. Sono certa che dal luogo tanto lontano in cui ti trovi tu sai già quello che sta succedendo. Ti sento, infatti, vicinissimo a me, vigile e tenero, come quando da bambina mi tenevi per mano chiamandomi Lilianuccia. Tuttavia desidero raccontarti tutto ih una lettera, per spartire con te la gioia ai questo evento. Sembra quasi che il destino voglia ricompensarti con un autentico trionfo di tutti i dispiaceri che avesti in vita, quando, vulnerabile come tutti i veri artisti, soffrivi nel non sentirti giustamente apprezzato.

Caro papà, prima di tutto voglio farti sapere che la Zecca di Stato ha coniato una medaglia d'oro alla tua memoria: un onore che fino ad ora non era mai stato concesso a un attore italiano. Un onore che ti renderà felice e quanto e più del blasone da principe a cui tenevi tanto. Aggiungendo, però, che la vera nobiltà risiede nel cuore e che il tuo, per l’amore che portavi agli umili, era rimasto «pezzente». Sì, dicevi proprio «pezzente», in ricordo della tua misera infanzia vissuta nel rione Sanità, insieme a tanti scugnizzi avidi d’affetto e di cibo.

Per coordinare le varie manifestazioni nate per festeggiarti è stato istituito un Comitato d’onore a cui hanno aderito molti personaggi illustri, tutti totologi convinti, da Luciano De Crescenzo e Renzo Arbore, da Mauro Bolognini a Federico Fellini, tanto per fare qualche nome. Sì, papà, hai letto bene proprio Fellini, il «reggistone», come lo chiamavi con reverente ammirazione, col quale avresti voluto girare un film. Dice cne sei un «angelo buffo», un «robottino fantastico» e tante altre cose belle e poetiche, con una carica di affetto che commuove.

Renzo Arbore, per il quale sei «lo zio di Napoli», ha intenzione di dedicarti due serate in televisione e continua a ripetermi di sentirsi un tuo figlio adottivo. Questi due tuoi ammiratori, sono un esempio della qualità dei tuoi amici ai quaggiù: tutte persone di primissimo ordine, come diresti tu.

Anch’io, naturalmente, ho voluto farti un regalo. Si tratta di un libro che ho scritto con la giornalista Matilde Amorosi, anche lei «innamorata» di te, che raccoglie, in una serie di aneddoti, le testimonianze di quelli che ti conobbero, dalla tua controfigura ai colleghi più noti.

Si intitola «Totò, a prescindere» e spero che ti piacerà. Non aggiungo altro perché altrimenti ti farei, come mi dicevi spesso, «'na capa tanta», ma prima di salutarti voglio farti sapere un’altra cosa. In tutti i migliori umoristi italiani rivive qualcosa della tua arte, che so, un guizzo nell’espressione del volto, una battuta, un gesto.

Ma c’è di più. Adesso ti apprezzano anche all’estero e Jim Belushi, uno di cui non riusciresti mai a pronunciare correttamente il nome, ti ha definito «marvelous clown» e cioè clown meraviglioso. Pensa che persino nell'ultimo Woody Alien, ho percepito, a tratti, un riflesso della
tua arte, un frammento della fragilità smarrita di certi tuoi personaggi.

Sei contento? Come vedi, il patrimonio umano e artistico che hai lasciato su questa terra alimenta tante persone. A me dà addirittura la forza di andare avanti tra le mille difficoltà della vita. Quante volte ti chiedo consiglio, come se fossi accanto a me! Tu non puoi rispondermi, ma sempre, a modo tuo, mi mandi un cenno del tuo amore, della tua inimitabile dolcezza che non smetterò mai di rimpiangere.

Ma adesso basta, altrimenti rischio di intristirmi e tu vuoi che io sia serena, soprattutto nel giorno del tuo anniversario.

La mia lettera è ormai tra le tue mani. Mi sembra di vedere il tuo viso intenerito mentre la scorri con l'ombra di un sorriso. Avere tanti amici ti riempie certo di gioia, al punto che ormai hai cancellato ogni rancore verso chi ti fece soffrire.

In questo giorno di festa c’è posto solo per la felicità, nella consapevolezza di aver sconfitto la terribile Livella che hai celebrato in una tua poesia. Ormai, quella che consideravi un’acerrima nemica deve rassegnarsi: nell’ eterno duello tra la vita e la morte, hai vinto tu e chi s’è visto s’è visto.

Ciao, papà, e grazie di tutto.

Liliana de Curtis


Il Mattino  Liliana de Curtis, «Il Mattino», mercoledi 15 aprile 1992