Cento anni dalla nascita: Totò come non l'avete mai visto

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Antonio de Curtis, principe e mimo, odiava la retorica degli anniversari e ai compleanni si intristiva, però le sincere manifestazioni d’affetto lo commuovevano profondamente. Per il suo primo secolo, «Sorrisi» ricorda l’ultima grande maschera italiana con un profilo dell’attore e le foto inedite più curiose.

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IL COMICO TRISTE «Chiudo in fallimento», dice Antonio de Curtis nel ’65, «sono un uomo sconfitto». Qualche mese dopo Pier Paolo Pasolini lo chiama per interpretare con Davoli «Uccellacci e uccellini».

Domenica 15 febbraio Totò compie 100 anni. Lui, se fosse ancora su questa terra, si ritirerebbe in un angolo e comincerebbe a rimuginare qualche nuova poesia. Lo sa bene Franca Faldini, la donna che seppe stargli accanto con amore e generosità negli ultimi quindici anni di vita: «Il 15 febbraio», ci dice, «per Totò era una giornata di lutto. Gli auguri glieli facevamo solo per il suo onomastico. E se qualcuno gli ricordava il compleanno, lui rispondeva "Ah, per carità, cosa c’è di bello nel compiere gli anni? Bisognerebbe finire di festeggiarli a diciotto”». Però, a prescindere, l’affetto di cui si vedrebbe ancora circondato lo commuoverebbe di sicuro. Il «comico antico», come amava definirsi, sta per superare la barriera dei cento anni e si avvia a consegnare la sua arte ai figli del terzo millennio: e questo, di sicuro, lui non l’avrebbe mai creduto possibile.

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BRINDISI ALLA FRANCESE Novembre 1957. Fernandel e Totò brindano all’inizio della lavorazione di «La legge è legge», l’unico film che i due interpretarono insieme. In quell’anno la vista di Totò si ridusse drasticamente per una malattia: impossibilitato a doppiarsi, chiese a Carlo Croccolo di prestargli la voce in alcune scene dei film successivi.
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BACIAMI, ALDO Un affettuoso fuori scena sul set di «I tartassati» (’59) Aldo Fabrizi e Totò erano buoni colleghi sul lavoro e amici nella vita. Spesso, durante le riprese, scoppiavano a ridere. «Prima di girare», ricorderà Fabrizi, «cercavamo di rattristarci nominando le nosttìe età e le nostre tasse».
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PRIMA DEL CIAK Totò non improvvisava tutto sul momento: prima di girare, studiava sempre con estrema attenzione la sceneggiatura del film. Eccolo sul set di «Figaro qua... Figaro là» (’50).

«Oggi sarebbe molto felice», aggiunge Liliana de Curtis, la figlia dell’attore. «Papà era molto modesto, non avrebbe mai immaginato di avere un grande successo post mortem e soprattutto questo grande affetto dal pubblico. Hanno fatto i pupazzi, le magliette, per strada vendono i suoi poster a 10.000 lire: di fronte a tutto questo rimarrebbe come un bambino davanti ai regali e all’albero di Natale...».

Allevato ai marionettismi futuristi di Gustavo De Marco, comico «svitabile» notissimo nei primi decenni del secolo, Totò passò attraverso le esperienze più disparate (il café-chantant, la prosa dialettale, l’avanspettacolo, l’operetta, la rivista), creando mille macchiette e una sola inimitabile Maschera.

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COPPIA D’ORO Anna Magnani soffoca nel suo abbraccio l’amico Antonio de Curtis.COPPIA D’ORO Anna Magnani soffoca nel suo abbraccio l’amico Antonio de Curtis. Tra il ’40 e il ’44 i due attori hanno interpretato insieme i migliori spettacoli del nostro teatro di rivista, «Quando meno te l’aspetti», «Volumineide», «Che ti sei messo in testa?» e «Con un palmo di naso». Per il cinema la coppia fu ricomposta un’unica volta da Mario Monicelli per il malinconico «Risate di Gioia» (’60)
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UN MORSO A FRANCA 15 marzo 1952. Totò, che diversi anni prima ha divorziato dalla moglie Diana Rogliani, presenta ai giornalisti la nuova fidanzata Franca Faldini. Giornalista e scrittrice, la Faldini ha raccolto i suoi ricordi nel libro «Roma Hollywood Roma: Totò, ma non soltanto» (Baldini&Castoldi).

Il cinema fu un ripiego; provvidenziale perché, senza queste 97 pellicole, di Totò sarebbe rimasto solo il ricordo e qualche cinegiornale, ma comunque un ripiego: passata la bufera bellica, la rivista era entrata in crisi mentre il cinema attirava masse sempre più consistenti. Il «comico antico» seguitò così a esercitare la sua arte davanti ai riflettori cinematografici, sostituì alla platea il gruppetto di macchinisti e di attori presenti sul set e continuò a giocare sul filo dell’assurdo, riprendendo e rinnovando la tradizione dei comici «dell’arte».

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LA TOTOMANIA Il 1950 è l’anno del grande successo. Totò realizza una dopo l’altra diverse parodie di successo e gira contemporaneamente l’Italia con le sue riviste: i giornalisti coniano il neologismo «Totòmania». Qui Totò è in un fuoriscena di «Figaro qua... Figaro là», diretto in quell’anno da Carlo Ludovico Bragaglia e interpretato insieme a Rascel e Isa Barzizza.
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GARA DI PERNACCHIE Una delle scene più divertenti di «Totò nella Luna» ('58) di Steno. Ugo Tognazzi prepara una sonora pernacchia ma Totò, che nel film è il suo odiato datore di lavoro, lo batte tempo. Tognazzi iniziò la carriera in rivista proprio facendo l’imitazione di Totò.

Contorcimenti, giochi di parole, macabri sogghigni, frizzi e lazzi costruiti con una troupe ormai affiatata. Un talento enorme, spesso dissipato in parodie da quattro soldi; un mimo sublime che gran parte della critica finì per considerare un semplice guitto di talento. Rilanciato in extremis da Pasolini, Totò lasciò in eredità un rimpianto generale. Ora, arrivato l'anniversario, la fortuna postuma dell’attore lascia la cronaca e si trasforma in Storia.

Festeggiamenti ci saranno e saranno tantissimi. Trasmissioni, mostre, libri, dischi, conferenze. E un museo, che alla fine dell'anno verrà inaugurato al Palazzo napoletano dello Spagnuolo. Di Totò si parlerà e si riparlerà per tutto il '98: verranno a galla particolari inediti, si scoprirà qualche pellicola dimenticata, verranno ripescati, inevitabilmente, anche i soliti luoghi comuni (l'identificazione tra Totò e Pulcinella, la leggenda dell’improvvisazione totale).

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LA SCORTA NAPOLETANA 1954. Totò gira l’episodio «Il guappo» per il film di Vittorio De Sica «L’oro di Napoli». Gran parte delle riprese si svolgono alla Sanità, il rione in cui nacque l’attore. Per evitare i rischi di un troppo affettuoso assedio da parte dei compaesani, Antonio de Curtis è costretto a raggiungere il set scortato dalla polizia.
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L’APPLAUSO DEL PRINCIPE Liliana de Curtis accanto al padre sul set di «Figaro qua... Figaro là» (’50). Presidente dell’associazione Antonio de Curtis, la figlia dell’attore ha raccolto i biglietti che i fan lasciano sulla tomba del padre nel volume di prossima pubblicazione «Caro Totò, veniamo con questa mia»: il ricavato delle vendite sarà devoluto in beneficenza.
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LA CADILLAC Urbino, 1965. Totò interpreta il corrotto fra' Timoteo in «La mandragola» di Aberto Lattuada. Sul set, come sempre, lo attende l'autista con una lussuosa auto americana per riportarlo a casa.
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IL NUOVO PUBBLICO 1953. Antonio de Curtis gira «Totò e Carolina» per la regia di Mario Monicelli. Mentre fuma una delle sue predilette Turmac, l’attore viene improvvisamente circondato da un gruppo di bambini estasiati. Anche i bambini degli Anni Novanta amano moltissimo Totò.

La Faldini, giustamente, mette in guardia dal rischio di sovraesposizione: «Ogni o-maggio che si fa a Totò mi riempie di gioia ma io conosco anche la sua reticenza a comparire troppo: un'immagine inflazionata alla fine si brucia. In Tv soprattutto. Molti tra i suoi film Totò fu costretto a girarli per osservare un contratto o per necessità di denaro. Pur avendogli voluto un mondo di bene vorrei rimanere abbastanza obiettiva: spesso si attendono tre quarti d'ora per i suoi cinque minuti da leone, io prenderei tutti i pezzetti migliori e farei una grande antologia». Totò, il comico antico, la Maschera che preferiva le scomode assi del palcoscenico all'usa e getta del cinematografo, ne sarebbe contento.

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I FESTEGGIAMENTI

Cominciamo con le mostre: «Totò al cinema» fino al 4 marzo al Salone delle Volte di Cagliari: la più imponente è «Totò. L’uomo, l’artista, il principe», in aprile al Palazzo delle Esposizioni di Roma: la più curiosa «Un francobollo per Totò», realizzata dai maggiori disegnatori italiani, a luglio ad Acquaviva Picena (AP). Consistenti gli omaggi musicali. Già usciti i Cd «Il cuore di Totò», canzoni di Antonio de Curtis (tre inedite) interpretate da Mariangela D’Abbraccio, e «Le canzoni di Totò», raccolta antologica curata da Vincenzo Mollica; in uscita i 13 brani di «Totò, il Principe e la Malafemmena». In Tv si segnala il doppio speciale di Raiuno «Totò cento» (venerdì 13 e venerdì 20, ore 22,40) e l’antologico «SuperTotò» (Retequattro, domenica 15, ore 14); prevista in aprile una serata su Raiuno dedicata al principe. A lato, Liliana de Curtis (66 anni).

Alberto Anile, «Sorrisi e Canzoni TV», 15 febbraio 1998


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Alberto Anile, «Sorrisi e Canzoni TV», 15 febbraio 1998