La morte di Franca Faldini, compagna per 15 anni di Totò

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Il 22 luglio, ci ha lasciati all'età di 85 anni.


Lo scorso 22 luglio è stato un triste giorno per il mondo del costume e del cinema. Franca Faldini ci ha lasciati, all'età di 85 anni. E' stata per quindici anni l'inseparabile (giovane) compagna del grande Antonio De Curtis in arte Totò. Franca Faldini non solo ha accompagnato uno degli attori più popolari, ma ha saputo rilanciarne la memoria per diversi decenni. Conobbe Totò nel 1952, lui aveva 54 anni, lei 21.

1982 Franca Faldini 091 LEra nata a Roma nel 1931, la sua famiglia, quando lei era ancora bambina, fu costretta a lasciare la capitale per "rifugiarsi" in Toscana a causa delle leggi razziali. I Faldini erano ebrei. Giovanissima incontra causalmente il pittore americano Ben Stahl (formatosi presso l'istituto d'arte di Chicago e collaboratore verso la fine degli anni sessanta della Walt Disney) che la volle per un ritratto che rappresentasse l'Italia nell'opera "Momento a Villa d'Este, emozioni dall'album di un pittore americano in viaggio in Europa". Un ingaggio che le permise di arrivare negli Stati Uniti come simbolo della bellezza italica.

E grazie al suoi fascino giovanile, a diciannove anni vince "Miss Cheesecake", concorso riservato alle attrici emergenti. Nel 1951 questo premio le consente di essere scritturata nel ruolo di Lucia per il film "Attente ai Marinai", con Dean Martin e Jerry Lewis. In America conosce la sensualissima Jane Russel, la mitica Marilyn Monroe e l'eroe per eccellenza Gary Cooper. Ma la Faldini decide di lasciare l'America per tornare in Italia L'arrivo nel Bel Paese fu subito notato dalle riviste gossip dell'epoca che la descrissero come la diva del momento. Sul settimanale Oggi uscì un articolo che parlava proprio di questa giovane e avvenente attrice italiana capace di conquistare gli Stati Uniti. Totò legge quel servizio, soprattutto ammira la foto che sublimava una bellezza unica. subisce una 'cotta" artistica e sentimentale, che lo spinge a voler subito conoscere quella giovane artista.

Era, appunto. il 1952. Antonio De Curtis era (si direbbe ora) single. Da circa un anno era stato lasciato dall'ex moglie Diana Rogliani. Quest'ultima e Totò si conobbero nel 1931, quando Diana aveva soli 16 anni (lui 33). Nel 1933 dalla loro relazione nacque Liliana, mentre nel 1935 Totò e la Rogliani si sposano, ma il matrimonio fu quasi sempre burrascoso, al punto che nel 1939 decisero di divorziare. In Italia lo scioglimento del matrimonio non era possibile, così optarono per farlo in Ungheria. Ma ciò non impedì ai due di rimanere sotto lo stesso tetto: lo fecero per assistere al meglio la figlia Liliana. Quando questa divenne grande (nel 1951) la madre Diana decise lasciare la casa dove abitava con Antonio de Curtis, trasferendosi altrove.

Torniamo così a Franca Faldini: dicevamo della volontà di Totò di conoscerla, dopo aver provato un'improvvisa rinascita interiore nel vederla in foto e nell'aver letto la sua biografia. Totò aveva avuto diverse esperienze con le donne, alcune delle quali tormentate, una su tutte finita in modo drammatico, come il suicidio di Liliana Castagnola. L'attore napoletano era sulla cresta dell'onda sotto il profilo professionale, erano gli anni in cui girava film di grande impatto come "Guardia e Ladri", "Totò Sceicco", 'Totò a colori", Totò e le donne”, ma aveva bisogno di un grande amore... e il colpo di fulmine verso la Faldini sembrava avergli fatto vedere l'arcobaleno.

Franca accettò l'invito di De Curtis ad incontrarsi, a patto che il primo appuntamento avvenisse in compagnia di amici comuni. Per i due fu subito intesa vera, empatia e stima reciproca. Elementi che furono alla base per una bella relazione sentimentale. Ma la Faldini anagraficamente poteva essere la figlia di Totò (a dire il vero aveva soli 2 anni in più di Liliana De Curtis) e a quei tempi le cronache scandalistiche facevano a gara per scrivere risvolti (inventati) pruriginosi.

Per non destare troppo scandalo l’attore e la giovane compagna decisero di simulare un matrimonio laico in Svizzera, in realtà mai avvenuto. Durante i 15 anni di relazione Totò dedicò all'amata diverse poesie e canzoni: tra queste il brano "Con Te", che parteciperà al Festival di Sanremo del 1954, interpretato da Natalino Otto. Achille Togliani e Flò Sandon's, classificatosi al nono posto. Le parole di questa canzone sono le seguenti: "...Vorrei vivere con te, con te tutta la vita, vorrei fremere con te, con te, gioia infinita. Vorrei perdermi con te. con te nel fuoco ardente, vivere e morire d'amor, con te, con te, con te". Nell'ottobre dello stesso anno la Faldini e Totò ebbero un figlio, Massenzio, che mori poche ore dopo la nascita per complicanze che recarono seri problemi di salute anche alla stessa madre.

Nel 1967 Totò muore e Franca Faldini decide di mantenere sempre viva la memoria del compagno: diventa giornalista e scrittrice e scrive con il critico e saggista Goffredo Fofi, "Totò l'uomo e la maschera", un libro che ha il compito di smentire molte voci inattendibili sul grande attore napoletano.

Per capire quale fu il rapporto tra questa grande donna e uno degli uomini più acclamati del cinema nazionale, bisogna riprendere l'intervista che la Faldini rilasciò nel 1971 alla rivista “Giorni - Vie Nuove": «per quindici anni sono stata la compagna di Antonio De Curtis (...) abbiamo vissuto luna accanto all'altro, con pulizia, con lealtà, con correttezza, in modo molto più coniugale di quello di tante coppie unite da regolare vincolo civile o religioso (...) Non ci siamo sposati perché forse non potevamo farlo? No, lo potevamo benissimo. Antonio aveva ottenuto il divorzio dalla moglie fino dal lontano 1939, in Ungheria, divorzio che era stato pienamente riconosciuto dal l'Italia (...) Antonio ed io non ci sposammo per via della notevole differenza di età che ci separava, non credevamo in un vincolo di carattere contrattuale. Stavamo bene insieme ed era bello sapere che ci si restava perché entrambi lo desideravamo (...). E per separali anziché un contratto è dovuta giungere dall'alto la volontà divina».

Fabio Buffa


Slide  Fabio Buffa, «Slide», n.76, settembre 2016