Barbi Vincent (Vincenzo)

(11 gennaio 1912 – Los Angeles, 27 settembre 1998) è stato un attore italiano naturalizzato statunitense.

Biografia

È stato spesso utilizzato nei ruoli di gregario gangster che fa da spalla ai boss della malavita, ruolo che aveva anche nel film Totò lascia o raddoppia? Ha partecipato al film Guerra e pace (1956), interpretando il ruolo non accreditato di Balaga, il cocchiere di Dolochov.


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Vincenzo Barbi racconta come passò l’oceano per diventare da pugilatore il “gangster di ghiaccio" della televisione americana.

Roma, ottobre

Sono Vince Barbi. Ho 42 anni e sono nato a Napoli. Attore della televisione americana, per i telespettatori d’oitre Oceano sono l' "assassino numero uno degli Stati Uniti". In quattro anni, dal 1950 ad oggi, nei “gialli" programmati dalla TV americana ho ucciso 210 persone e sono stato ammazzato dodici volte, cinque sulla sedia elettrica e sette in conflitti a fuoco con la polizia. Il giornale newyorchese "Herald Tribune", attraverso un referendum fatto tra i suoi lettori. mi ha soprannominato il "gangster di ghiaccio" per l'impassibilità e la facilità con le quali mando all’altro mondo i miei consimili.

Nel 1931 quando lasciai Napoli per gli Stati Uniti, non immaginavo di certo che un giorno sarei diventato un feroce assassino, sia pure nella finzione. Allora ero un pugilatore, un peso leggero. Scelto per rappresentare il pugilato dilettantistico europeo contro quello americano, salutai mia madre Concettina con un "arrivederci presto". Avrei dovuto ritornare in Italia quindici giorni dopo e invece ho rivisto la mia famiglia soltanto poco tempo fa. dopo ben 23 anni di lontananza. Decisi di restare in America dieci giorni dopo il mio arrivo allorché mi resi conto che laggiù avrei potuto guadagnare qualche soldo in più rispetto a quelli che riuscivo a racimolare a Napoli. Mi stabilii definitivamente a New York. Dapprima, la vita non mi fu molto facile: poi, piano piano, risalii la corrente.

Passai al professionismo nel 1935: sostenni 68 incontri vincendone 42. Combattei anche contro l’allora campione del mondo dei pesi "medi" Fred Apostoli, dal quale, peraltro, venni sconfitto per k.o. tecnico al settimo round. Due anni dopo, ossia nel '37, mi sposai con Joan, una ragazza olandese che avevo conosciuto qualche tempo prima e che mi diede poi la felicità di diventare padre di due bambini: Barbara, che ora ho otto anni e balla alla televisione, e Richard, nato cinque anni or sono.

In quella città babelica che risponde al nome di New York, un individuo che appena appena ci sa fare riesce a vivere decorosamente. Per un napoletano come me, poi, la cosa riusci meno disperata del previsto. Fu cosi che attraverso le conoscenze che mi ero fatto nel mondo del pugilato, divenni direttore di un "night club" e uomo di fiducia del direttore d’orchestra Guy L imbardo, proprietario di un nòto ristorante a Long Island, lo East Point House". Nel 1940, dopo aver battuto per k.o. Larmin Kallain, abbandonai definitamente il pugilato. Feci il detective privato per un gruppo di alberghi di New York e di Miami e divenni proprietario di una Piccola scuderia di cavalli. Volevo diventare milionario e invece un bel giorno, puntando tutto su un cavallo che poi venne sconfitto persi sino all'ultimo centesimo. Ricominciai da capo: ripresi a frequentare il mondo dell’ippica, feci l’istruttore pugilistico nel "Club cattolico dei giovani americani" a New York, divenni per qualche tempo "manager'’ di Camera lottatore.

La mia carriera di attore della televisione ebbe inizio il giorno in cui negli uffici della "Federazione americana del Lavoro" dove io mi trovavo come impiegato al 305 West della Quarantaquattresima strada di New York, vidi alla televisione il direttore dei programmi della C.B.S.. Bob Fryer. mentre esponeva le modalità per partecipare a un concorso televisivo riservato ad aspiranti attori. Decisi di tentare quella cartiera. Però, sin dai primi passi, non mi accontentai soltanto di interpretare dei personaggi, ma volli anche crearli. Portai a Fryer il primo di una lunga serie di miei soggetti: un pugile compie una rapina, uccide due persone e si crea un alibi per sfuggire alla polizia. Immediatamente dopo il delitto, si reca in palestra a sostenere l'allenamento per disputare un imporUinte incontro. Da un venditore di noccioline, però, che solitamente staziona davanti alla palestra, la polizia saprà che quel giorno il pugilatore non ha iniziato le sue consuete sedute atletiche alle cinque del pomeriggio. ma venticinque minuti dopo. Interrogato e scoperto, il pugile assassino viene condannato alla sedia elettrica. Uccisi p morii per la prima volta nel breve spazio di ventidue minuti. Il soggetto piacque unicamente per la sua semplicità. Fu da quel giorno che incominciai a uccidere e non so quando mi fermerò.

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VINCENZO BARBI, il cui nome è stato trasformato dapprima in Vincent e poi in Vince, è l' "assassino meglio pagato d’America". L’anno scorso venne realmente arrestato dalla polizia di New York che lo aveva scambiato per un noto evaso da Sing-Sing. Chiarito l’equivoco, venne subito rilasciato. Barbi ha preso parte anche a numerosi film l’ultimo dei quali è «Sulla banchina», accanto a Marion Brando. Nella foto, Barbi, nella parte di un gangster spietato, sorpreso in un bar da un poliziotto, lo uccide. Il "giallo” venne programmato dalla TV americana nel 1953; il titolo dell’opera era «Martin Kane, occhio privato».

Duecentodieci persone ho ucciso, finora, come ho già detto. Per porre fine ai loro giorni, ho usato di tutto: dalla pistola al veleno, dai pugni ai mattoni. In un "giallo" che la TV americana offri ai primi del 1951. ammazzai persino un uomo con una sega elettrica. Questo era l’intreccio: io tento, nella parte di un gangster newyorkese di portare a compimento, in casa di un grosso industriale di legname, un colpo ladresco per l'importo di centomila dollari. Nonostante lo minacci con la pistola in pugno, il milionario non vuole dirmi dove tiene nascosti i soldi. Gli dò allora un pugno e me lo carico, svenuto, sulle spalle. Lo porto in una segheria poco lontana dalla sua abitazione e lo sdraio su un tavolo a qualche centimetro da una sega circolare. Lo faccio rinvenire con un ceffone e gli dico che se non mi rivela dove tiene nascosta la somma, lo taglio a metà. Disperato. mi giura die una tale somma lui non l'ha mai posseduta. Con la massima indifferenza, giro allora l'interruttore della corrente elettrica e spingo l'uomo verso la sega che gira velocemente. Lo taglio a metà come un tronco d’albero. Fu da quella sera che l’ "Herald Tribune" mi definì l’ "uomo di ghiaccio".

E’ di mercoledì che la TV americana offre i "gialli’’ nei quali io compaio come gangster. E vi assicuro che il mio naso schiacciato e le mie sopracciglia ormai appiattite dai numerosi colpi ricevuti nella mia carriera di pugile, rendono perfettamente l’idea dell'uomo sadico e assetato di sangue. I programmi televisivi americani sono quasi tutti offerti, laggiù, da ditte commerciali. Io. ad esempio, lavoro per una grossa fabbrica di formaggi. Attraverso questa forma di pubblicità, decine e decine di Case industriali hanno decuplicalo la vendita dei loro prodotti nel breve spazio di pochi mesi.

Sono sette, in America, le Compagnie radio-televisive: la C.B.S.. la N.B.C., la Dumont, la A.B.C. TV. la W.O.R.. la W.P.I.X. e la W.A.T.V. Ognuna ha un programma proprio che va in onda con un unico orario: dalle sette del mattino alle quattro di notte del giorno dopo. Manovrando un "bottone" di cui ogni apparecchio televisivo è munito, voi potete assistere al programma che più vi piace. Per questo, in molte abitazioni americane sono installati fino a cinque apparecchi. collocati in varie stanze. L’esistenza di queste sette Compagnie televisive, porta a un continuo miglioramento dei programmi. La fortissima concorrenza aguzza l’ingegno. Sono da diversi mesi in Italia e ho potuto rendermi conto di quanto offre la televisione italiana rispetto a quella americana. Ebbene. devo sinceramente ammettere che la TV in Italia è una delle migliori del mondo e sono convinto che nel giro di pochi anni raggiungerà una forza pari a quella statunitense.

In questi ultimi quattro anni, ho lavorato per la TV americana assieme a molti attori notissimi. che certo conoscerete per averli visti al cinema. Sono Bob Hope, Gianni e Pinotto, Robert Montgomery, Barry Filzgerald. Zsa-Zsa Gabor, Edward G. Robinson, Robert Taylor, Gary Cooper, Mima Loy, Ezio Pinza, Peter Lorre, George Raft e Marilyn Monroe. I compensi per questi attori, per un’ora di televisione. variano dai 5.000 ai diecimila dollari, fatta eccezione per Bob Hope che guadagna persino ventimila dollari alla trasmissione. Con la bionda Marilyn. ho lavorato l’anno scorso, alla televisione di Miami. Per me, la Monroe è la più bella donna del mondo. Ha un fascino irresistibile; attrice intelligente e simpatica, affronta macchina da presa e telecamera con una disinvoltura sbalorditiva. Difficilmente deve ripetere una stessa scena due volte. Non c’è copione che la impensierisca.

Prima di lasciare gli Stati Uniti, Marilyn Monroe mi ha pregato di salutare, attraverso le colonne di "Tempo", tutti i suoi ammiratori italiani.

Vince Barbi, «Tempo», anno XVI, n.41, 14 ottobre 1954



Filmografia

Ballata tragica, regia di Luigi Capuano (1954)
Totò all'inferno, regia di Camillo Mastrocinque (1955)
Il principe dalla maschera rossa, regia di Leopoldo Savona (1955)
Siamo uomini o caporali, regia di Camillo Mastrocinque (1955)
Totò lascia o raddoppia?, regia di Camillo Mastrocinque (1955)
Guerra e pace (War and Peace), regia di King Vidor (1956)
Io Caterina, regia di Oreste Palella (1957)
Autopsia di un gangster (Never Love a Stranger), regia di Robert Stevens (1958)
Fluido mortale (The Blob), regia di Irvin S. Yeaworth Jr. (1958)
Pagare o morire (Pay or Die), regia di Richard Wilson (1960)
L'impero dell'odio (Black Gold), regia di Leslie H. Martinson (1960)
Panic Button... operazione fisco! (Panic Button), regia di George Sherman, Giuliano Carnimeo (1964)
Una moglie (A Woman Under the Influence), regia di John Cassavetes (1974)
Quella sporca ultima notte (Capone), regia di Steve Carver (1975)
L'assassinio di un allibratore cinese (The Killing of a Chinese Bookie), regia di John Cassavetes (1976)
Ipnosi morbosa (Mind Twister), regia di Fred Olen Ray (1994)


Riferimenti e bibliografie:

  • Vince Barbi, «Tempo», anno XVI, n.41, 14 ottobre 1954