Cajafa Gianni

Gianni Cajafa

Talvolta indicato come Gianni Caiafa (Napoli, 30 novembre 1914 – Milano, 19 aprile 1997), è stato un attore italiano di cinema, teatro, televisione, radio.

Biografia

Iniziò la carriera con il teatro di varietà prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Lavorò con Totò, Anna Magnani ma soprattutto con Macario, affiancandolo anche in Macario più, ultimo programma televisivo del comico piemontese. Recitò anche con Buster Keaton.[senza fonte]

Fece parte nel 1950 della nutrita schiera di attori che intervenne nella prima versione teatrale di Carosello napoletano, diretta da Ettore Giannini. Passato poi al cinema e alla televisione, recitò in numerosi film (anche di genere poliziottesco) e telefilm, fra cui Don Tonino. La sua ultima interpretazione cinematografica è stata in L'amore molesto, di Mario Martone. Era il padre dell'attrice Eleonora Cajafa.


Totò, una cosa enorme

Gianni Cajafa

Con Totò io facevo tre cose, e ricordo che alla prova generale prima del debutto mi disse: «Caro Cajafa, guardate», lui dava del voi a tutti ma io ero guardato in un modo particolare perché venivo dalla prosa, «in questo primo sketch non imparate la parte, perché tanto è inutile, perché vi farò ridere, e allora il pubblico vede che voi ridete e ride pure lui. Avete capito?».
E io pensai: «Ma guarda com’è presuntuoso questo individuo! Io non riderò, qualunque cosa faccia non riderò, voglio vedere che succede».
Ebbene, per tutti i dieci mesi dello spettacolo, tutte le sere, io non è che ridessi, mi rotolavo dal ridere per le cose che faceva. Era una cosa enorme.

Gianni Cajafa


Primo Carnera e la boxe con Totò

Primo Carnera

Nel 1940-1941 c’era la rentrée nelle grandi città. A Milano, per esempio, facemmo due periodi, uno al Mediolanum e un altro al Lirico. Quando rientrammo, Galdieri scrisse uno sketch nuovo da aggiungere alla rivista, a cui avrebbe partecipato anche Primo Carnera, il campione del mondo di pugilato. Il palcoscenico era diviso in due parti, una parte era un ring e l’altra era una casa, e c’era una sorta di parallelismo tra la scazzottata del pugile e la scazzottata del salotto per «arrivare». Volevo vedere Carnera e sapendo che sarebbe arrivato di mattina, alle nove mi presento in teatro. Carnera era nella portineria del teatro Lirico con Gildo, il portiere. Lo vidi seduto e già mi spaventai: aveva una testa che era mezzo metro d’altezza, quando si alzò era 2 metri e 20, non si capiva un tubo di quello che diceva. Quando lo vide, Totò disse: «Voi siete pazzi, ma io neanche per sogno faccio la boxe con questo». Non voleva assolutamente fare la scena, proprio non voleva. Nello spettacolo lui scappava in passerella e Carnera lo inseguiva... Sai che cos’era il pubblico? Impazziva! Pensa Totò che corre, poi Camera che lo prende in braccio e lui che gli dà i cazzotti sulla faccia. Chiunque faccia questo non fa ridere, ma lui...

Gianni Cajafa


Franca Faldini e il Formaggino Mio

Franca Miss Formaggio 

Il fatto di non essere stato un erudito, forse era un grande vantaggio per Totò, per cui rimane solo il senso naturale e iniziale della cultura. Cosa che gli permetteva di fare autoironia, molte volte. Anche se...

Devo dire che personalmente ho chiuso molto male con Totò. Accadde nel 1953, con lo spettacolo Davanti a lui tre... Nava tutta Roma, al Quattro Fontane. Io facevo proprio la parodia di Totò e quando andavo via dicevo:

«Adesso devo andare via perché mi aspetta il Formaggino Mio».
«Chi?»
«Franca Faldini».

Qualche anno prima, negli Stati Uniti, la signora Faldini, bellissima donna, era stata nominata "miss torta di formaggio". E la battuta funzionava molto perché la cosa era attuale... Non ho avuto il piacere di conoscere personalmente la Faldini ma per lei ho una stima immensa, perché è una donna che ha saputo stare veramente accanto a un uomo. E a un uomo non facile, perché nessun artista è facile. Quella sera Totò si offese, si alzò dalla prima fila e se ne andò, durante lo spettacolo. E mi dispiacque moltissimo. C’era anche la Magnani in prima fila, che mi fece una smorfia come a dire: l’hai fatta grossa. Non ci incontrammo più.

Gianni Cajafa


Galleria fotografica e stampa dell'epoca


Filmografia

Napoleone, regia di Carlo Borghesio (1951)
Per le vie della città, regia di Luigi Giachino (1956)
Non cantare, baciami!, regia di Giorgio Simonelli (1957)
Il dominatore dei 7 mari (1962)
Scaramacai e l'isola beata (1963, serie televisiva)
La donna di picche (1972, serie televisiva)
I grandi detective - Missione segreta (1975, serie televisiva)
Le impiegate stradali - Batton Story (1976)
Sbirro, la tua legge è lenta... la mia no!, regia di Stelvio Massi (1979)
Il viziaccio (1980)
Il ras del quartiere (1983)
Arrivano i miei (1983)
Il volatore di aquiloni (1987)
Colletti bianchi (1988, miniserie televisiva)
Il tuffo (1993)
L'amore molesto (1995)


Riferimenti e bibliografie:

Gianni Cajafa ha lavorato con Totò in "Quando meno te l’aspetti", la prima delle grandi riviste di Michele Galdieri. Lo spettacolo debuttò il 25 dicembre del 1940 e venne portato in tournée subito dopo la lavorazione di "San Giovanni decollato" e "L'allegro fantasma". Della rivista è anche rimasta una piccolissima scheggia cinematografica nel secondo tempo di La fuggitiva (1941) di Pietro Ballerini, girata al teatro Quattro Fontane di Roma: Cajafa vi figura come il ballerino che scende dalla scalinata sul palco insieme alla Magnani.