Faldini Franca

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(Roma, 10 febbraio 1931 – Roma, 22 luglio 2016) è stata un'attrice, giornalista e scrittrice italiana. Fu la compagna di Totò dal 1952 fino alla morte di lui nel 1967.

Figlia unica, nacque in una famiglia ebrea della borghesia romana che fuggì in Toscana all'introduzione delle leggi razziali.

Dopo aver incontrato casualmente Ben Stahl, era stata scelta dall'artista statunitense per rappresentare l'Italia nel suo "Momento a Villa d'Este: emozioni dall'album di un pittore americano in viaggio per l'Europa", pubblicato su Esquire.[1] Franca Faldini si recò dunque negli Stati Uniti, dove vinse a Hollywood il premio di Miss Cheesecake, dedicato alle attrici esordienti[2] ed ebbe modo di interpretare una piccolissima parte nel film Attente ai marinai, apparendo in una scena dove bacia Jerry Lewis. Negli Stati Uniti visse due anni, conoscendo Jane Russell, Marilyn Monroe, Gary Cooper e altri.

Il suo ritorno in Italia fu oggetto di un servizio della rivista Oggi, che attirò l'interesse di Totò, il quale iniziò a corteggiarla. Franca era poco più grande di Liliana, la figlia che Totò aveva avuto nel 1933 dalla moglie. Totò e Franca furono additati come pubblici concubini ed oggetto di pettegolezzi; per interrompere i quali finsero nel 1954 un matrimonio a Lugano. Nello stesso anno ebbero un figlio, Massenzio, che però morì durante il parto. La stessa Faldini,[3] colpita da gestosi gravidica, rischiò la vita a causa di alcune complicazioni.[2]

Nel 1957, Franca Faldini rimase accanto al compagno durante la sua temporanea cecità e lo affiancò anche negli anni successivi in cui Totò recuperò solo parzialmente la vista.[4]

Franca Faldini partecipò a molti film di successo al fianco di Totò (Totò e le donne, 1952; L'uomo, la bestia e la virtù, Un turco napoletano e Il più comico spettacolo del mondo, tutti del 1953; Dov'è la libertà? e Miseria e nobiltà, 1954; Totò all'inferno e Siamo uomini o caporali, 1955), sebbene, per sua stessa affermazione, della carriera cinematografica non le importasse niente, tanto da rifiutare offerte di lavoro da parte di registi come Alessandro Blasetti e Vittorio De Sica e interromperla a metà anni cinquanta.

Dopo la morte del compagno, avvenuta nel 1967, Faldini diventò giornalista e scrittrice. Nel 1977 scrisse il libro Totò: l'uomo e la maschera, realizzato insieme a Goffredo Fofi, in cui raccontava sia il lato artistico, sia la parte privata dell'attore, con l'intento principale di smentire alcune false affermazioni di scrittori e giornalisti sulla personalità dell'attore.[5] Ha successivamente collaborato con giornali e riviste e – sempre con Fofi – pubblicato alcuni libri su Totò e il cinema italiano.

È tornata a recitare sul grande schermo per Alberto Sordi, interpretando sua moglie nell'ultimo film dell'attore e regista romano, Incontri proibiti (1998).

Sposata dal 1975 con Niccolò Borghese, viveva a Roma nel quartiere Flaminio, dov'è morta a 85 anni il 22 luglio 2016[6].

Opere

Franca Faldini e Goffredo Fofi, L'avventurosa storia del cinema italiano raccontata dai suoi protagonisti, Feltrinelli, Milano 1979
Franca Faldini e Goffredo Fofi, Totò, Pironti 1987. ISBN 8879370278
Franca Faldini, Roma Hollywood Roma. Totò, ma non soltanto, Baldini Castoldi Dalai, 1997, ISBN 9788880892502.
Franca Faldini e Goffredo Fofi, Totò. L'uomo e la maschera, L'Ancora del Mediterraneo 2000. ISBN 8883250133
Franca Faldini e Goffredo Fofi, Totò. Storia di un buffone serissimo, Mondadori 2004. ISBN 8804529105

Filmografia

Attente ai marinai (Sailor Beware), non accreditata, regia di Hal Walker (1952)
Totò e le donne, regia di Steno e Monicelli (1952)
L'uomo, la bestia e la virtù, regia di Steno (1953)
Un turco napoletano, regia di Mario Mattoli (1953)
Il più comico spettacolo del mondo, regia di Mario Mattoli (1953)
Dov'è la libertà?, regia di Roberto Rossellini (1954)
Miseria e nobiltà, regia di Mario Mattoli (1954)
Totò all'inferno, regia di Camillo Mastrocinque (1955)
Siamo uomini o caporali?, regia di Camillo Mastrocinque (1955)
Incontri proibiti, regia di Alberto Sordi (1998)


Così la stampa dell'epoca


Articoli, periodici e quotidiani

Ricordo di Totò

Luciano Pelliccioni di Poli, «Orizzonte dei Cavalieri d'Italia»n.4,5,6, aprile-giugno 1967 289
Ricordo di Totò

Totò, muto da ridere

Ernesto Baldo, «Radiocorriere TV», anno LXIV, n.15, 12-18 aprile 1987 131
Totò, muto da ridere

L'enigma Totò

«Specchio della Stampa», n.108, 14 febbraio 1998 358
L'enigma Totò

1898-1998: Totò cento

Andreina De Tomassi, «Il Venerdi di Repubblica», 5 dicembre 1997 334
1898-1998: Totò cento

Dove sta Totò

Valerio Caprara, «Il Mattino», 11 aprile 1987 228
Dove sta Totò

La febbre di Totò

Franco Berutti e di Paolo Mosca, «Domenica del Corriere», anno LXXIV, n.17, 25 aprile 1972 302
La febbre di Totò

Addio Totò

Flora Antonioni, «Sorrisi e Canzoni TV», anno XVI, n. 17, 23 aprile 1967 831
Addio Totò



2016 Anima Italiana


Totò volle conoscere quella ragazza dagli occhi luminosi. Diventata scrittrice, raccontò in modo assai interessante, insieme a Goffredo Fofi, L'avventurosa storia del cinema italiano


Quando, nel 1952, Antonio De Curtis incontrò per la prima volta Franca Faldini, giovane donna in cerca di nobiltà nel cinema, disse forse “Piacere, Totò”? O invece “Mi presento. Sono il Principe Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio”? Forse né l’uno né l’altro. Bastò un sorriso e Franca, già ben disposta, rispose con un sorriso che sicuramente aveva preparato, come dovesse andare sul set con il grande comico, gigante e aristocratico di antico lignaggio, riconosciuto tale dopo lunghi processi di rivendicazione. Ma il set non era per un film, era per amore.

1951 Franca Faldini 5007 LNel cinema, fra quelli che lo fanno o aspirano a farlo, ci si innamora come per procura, guardandosi in effigie. E fu così infatti che cominciò la grande storia d’amore che scese dai lenzuoli bianchi degli schermi alle alcove benedette dal matrimonio.

Fu una fiaba, quella vissuta da Antonio De Curtis, detto Totò, e Franca Faldini, appartenente a una famiglia romana che fuggì da Roma quando in Italia scattarono le leggi razziali, anno 1938. Fu l’incontro con un pittore americano, Ben Stahl, colpito dalla bellezza della giovane donna che aveva come biglietto da visita due occhi meravigliosi, ad aprire la strada di Franca, raffigurata in Momenti a Villa d’Este, illustrazione pubblicata sulla rivista Esquire. Seguì un viaggio negli Stati Uniti, dove la sua elezione a Miss Cheesecake 1951 (l’anno prima era stata la volta di Marilyn Monroe) valse a Franca una scrittura della Paramount. Non durò molto: stanca di aspettare una parte valida, tornò in Italia, e lasciò con una trovata comunicativa attualissima: “in America, nonostante una dieta ferrea, ho anche preso tre chili rispetto al mio Paese, dove mangio pasta e cibi italiani a volontà: proprio non capisco”.

Intanto, in Italia, nei concorsi di miss nascevano le dive: Sofia Loren, Silvana Mangano, Gina Lollobrigida; e le dive sposavano i produttori. Per Franca andò diversamente. Dicono le cronache mondane, studiate per il grande pubblico, che Totò si accorse dell’esistenza di Franca dalle pagine con foto della bellissima e giovane attrice, stretta tra i due genitori, pubblicate dal settimanale "Oggi" . Totò le vide, non esitò. Volle conoscere quella ragazza dagli occhi luminosi, poco più grande di sua figlia Liliana.

L’amore divampò, in una atmosfera di scandali. I due amanti, in cerca di matrimonio, furono additati come pubblici concubini; e loro, per risolvere, finsero nel 1954 un matrimonio a Lugano. Nacque anche un figlio, Massenzio, che morì durante il parto. Franca si ammalò. Il cinema la salvò, dicono ancora le cronache, sintonizzate sulla fiaba incamminata verso il successo.

Il primo film, 1952: Totò e le donne. E, una dopo l’altra, anche senza Totò, pellicole di grandi firme come Rossellini, Steno, Monicelli...

Mario Mattoli la diresse in quel capolavoro di leggerezza e stile che è Un turco napoletano, da Eduardo Scarpetta, satira della borghesia ricca campana, in cui Franca è fra le adoratrici del “turco”, un supposto eunuco assunto da un possidente geloso fino alla morbosità per controllare le proprie donne: dalla moglie alle bellissima figlie. E proprio in questi giorni di dibattito sul “burkini” i social si rimbalzano la scena in cui Totò scopre le parti femminili nascoste, per gelosia, da costumi da bagno troppo... integrali. Fu un amore sincero, profondo, quello tra Franca e il Principe Antonio De Curtis detto Totò? Lo chiesi, così, senza pudore, direttamente alla Faldini, in un incontro che conducevo per un filmato realizzato da RaiSat Cinema, molti anni dopo la scomparsa del grande attore, quando Franca era diventata scrittrice raccontando in modo assai interessante, insieme a Goffredo Fofi, L'avventurosa storia del cinema italiano.

Lei rispose, serena, addolorata. Raccontò i giorni belli e i giorni della cecità di Totò. Parole profonde e commosse che si comunicarono tra le persone presenti nello studio. I suoi occhi ancora meravigliosi si bagnarono di lacrime. Anni di pazienza e dedizione. Ecco chi era la giovane signora De Curtis... e Griffo, Focas, e i tanti altri cognomi ereditati: una intelligente ragazza, bella e di talento, che imparò a vivere e non a sopravvivere, amando il nostro Charlot. Una storia tra le più belle, in quella magica, avventurosa saga che è stato il cinema degli schermi, ma anche dei segreti, e delle vicende poco note.

Italo Moscati, «Anima Italiana»


Video-omaggio realizzato dal nostro sito in occasione della scomparsa di Franca, avvenuta il 22 luglio 2016


Franca Faldin parla di Totò

Prima parte

Seconda parte



bridge

Franca Faldini

La biografia per immagini

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Riferimenti e bibliografie:

  • (EN) Franca Faldini, su Internet Movie Database, IMDb.com
  • Italo Moscati, «Anima Italiana»