Lombardo Gustavo

Gustavo Lombardo

(Napoli, 3 settembre 1885 – Roma, 15 marzo 1951) è stato un commerciante, poi impresario-industriale cinematografico italiano. Iscritto al Partito Socialista Italiano.

Approssimativamente dal 1904-1907 (dati da verificare) fonda e dirige una Società di noleggio pellicole prodotte da altri(ditte francesi ed italiane) che vende nei mercati dell'Italia centro-meridionale, Malta e Turchia: MONOPOLIO LOMBARDO (con prima sede a Napoli e filiali a Roma e Milano).

Dal 1908 dirige il mensile cinematografico "LUX" che in seguito diventa settimanale.

In seguito principale azionista della napoletana S.I.G.L.A. (Società Italiana Gustavo Lombardo Anonima)

Titolare della Società di produzione con teatro di posa a Napoli "LOMBARDO TEATRO FILM"

La impresa "GUSTAVO LOMBARDO" gestisce alcuni cinema-teatri a Roma.

Dopo aver rilevato gli Stabilimenti POLI-FILMS a Napoli-Vomero, mette a punto la "LOMBARDO FILM" con sede principale a Roma e stabilimento a Napoli e produce parecchie pellicole.


Così la stampa dell'epoca

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Roma, agosto

Negli stabilimenti cinematografici Titanus, che si trovano sul terreno collinoso fuori Ponte Milvio, manca il teatro di posa n. 4. Teoricamente i teatri di posa sono sei, in realtà sono cinque: il numero 4 crollò durante l'occupazione alleata e non è stato ancora ricostruito. Subito dopo la liberazione di Roma la Titanus fu requisita dagli americani. Gli americani si fermarono pochi giorni subentrarono gli inglesi. «Via tutti» dissero. Era un’unità che stampava carte militari segrete. Via tutti, proprietari e guardiani. Cosi i teatri di posa furono circondati con filo spinato. Se i proprietari - Gustavo Lombardo o il figlio, Goffredo Lombardo - si presentavano per conoscere di tanto in tanto che cosa succedeva della loro roba, venivano condotti bendati negli uffici. Nel teatro n. 4 gli inglesi piazzarono poderose e enormi macchine stampatrici, i muri vibravano giorno e notte, e finalmente cedettero. Il teatro n. 4 crollò così.

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1920: Gustavo Lombardo (secondo da sinistra) con la moglie Leda Gys

Negli ultimi mesi del 1945, finita la requisizione, gli stabilimenti Titanus avevano un aspetto desolante. Dice Goffredo Lombardo: «Un tempo i cani randagi venivano lassù volentieri perché vi si trovavano bene. Quando vi tornai e, senza benda, potei liberamente guardarmi intorno, mi colpì soprattutto il fatto che non vi circolavano più neanche i cani randagi..». Dispersi o deteriorati - fra tante vicissitudini - macchinari e attrezzature, con i teatri in rovina, v’era da mettersi veramente le mani nei capelli. Il primo impulso fu di abbandonare ogni cosa alle ortiche, lasciare che finisse in malora. Ma per Gustavo Lombardo quegli stabilimenti erano il risultato di tutta una vita e, per suo figlio, una ragione di vita. Così decisero di ricominciare. Nelle immense difficoltà del tempo, Goffredo Lombardo cominciò ad aggirarsi per i mercati di Campo dei Fiori, Porta Portese e Piazza Vittorio, comprando qua un obbiettivo, là un riflettore o un rotolo di cavo elettrico. Fu in questo modo che la Titanus venne rimessa in grado di riprendere il lavoro, in quello spirito di avventura e di improvvisazione che caratterizzò il nostro cinema nel dopoguerra e gli dette forza. Dopo poche settimane, il regista Gennaro Righelli potè infatti, e non erano stati ancora tolti i reticolati, realizzare il primo film dell'avventurosa ripresa, «Abbasso la miseria!» con Anna Magnari.

Tra Gennaro Righelli e Gustavo Lombardo esisteva una profonda amicizia che datava da molti anni, dai tempi di Napoli, quando la Titanus di Roma era di là da venire. Recentemente, celebrandosi i cinquantanni di attività cinematografica della famiglia Lombardo, quei tempi sono stati rievocati, ma Gustavo Lombardo non c'era, scomparso nel 1951. Erano i tempi dei pionieri ed egli fu uno di questi pionieri. Il cinema era ancora un fenomeno da baraccone quando Gustavo Lombardo scappò di casa, all'età di 14 anni, per partecipare alla sua avventura. «Voglio fare del cinema» aveva detto in famiglia. I Lombardo erano medici e avvocati, borghesi e tradizionalisti: l'avevano guardato come se all'improvviso avesse dato segni di pazzia. Scappò per questo. Con i film sotto il braccio girava per i paesi, li vendeva a metraggio, cosi allora si faceva il noleggio dei film e quanto più essi erano lunghi tanto più rendevano; la piazza era del venditore che arrivava prima Non si facevano contratti scritti, bastava una stretta di mano, come per un cavallo o un paio di buoi nelle fiere. Questo avveniva all'alba del 1900. Poi Gustavo Lombardo creò a Napoli la prima società di distribuzione di film in esclusiva. Più tardi egli ebbe anche cinematografi propri.

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Una veduta aerea degli stabilimenti Titanus Film alla Farnesina, fuori Ponte Milvio. Il complesso dispone di cinque teatri di posa.

Le branche dell’industria cinematografica sono tre: produzione, distribuzione ed esercizio. Ancora giovanissimo, Lombardo si trovò ad avere in pugno due di queste branche: la distribuzione e l’esercizio. Ma perché distribuire e proiettare soltanto film degli altri? Perché non produrre direttamente? Il ciclo sarebbe stato completo. Ed ecco allora sorgere al Vomere, in Via Cimarasa, i teatri di posa della Lombardo Film, teatri di posa a vetri dove il sole di Napoli precedette egregiamente l'illuminazione artificiale. Era l’epoca di «Sperduti nel buio» (1914) e di «Assunta Spina» (1915), il capolavoro di Francesca Bertini, la «brune beauté d’Italie», come la definì un altro pioniere del cinema, Charles Pathé. Al Vomero si affermò il talento di una delle più famose dive del cinema muto, Leda Gys, che divenne la moglie di Lombardo. Goffredo Lombardo, l'attuale dirigente della Titanus, nacque dal loro matrimonio.

Goffredo Lombardo ricorda quando, bambino, frequentava i teatri di posa del Vomere e il padre lo iniziava ai misteri del cinema. La sua passione era l’attrezzeria dove trovava armi e corazze, costumi e parrucche: giocattoli meravigliosi e straordinari, allora i teatri di posa a vetri cadevano già in disuso e, poiché l’organizzazione cinematografica era divenuta assai più impegnativa e complessa di un tempo, Lombardo si sentiva consigliato a trasportare a Roma la sede della società. Infatti, nel 1928, trasferitasi nella Capitale, la Lombardo Film divenne Titanus Film e iniziò la sua nuova attività nel vecchio teatro di posa del principe Giovannelli rimodernato e ampliato. Gli attuali stabilimenti sono sorti intorno a quel primo nucleo: un teatro di posa e una lavanderia. Ma, a Napoli, Lombardo aveva un po’ lasciato il cuore, la catena dei suoi cinematografi che egli ha voluto personalmente curare fino al giorno della morte. In quei cinematografi egli aveva anticipato il sonoro nascondendo dietro il bianco schermo le orchestrine e i cantanti che, in sincronismo con l’immagine, davano agli spettatori dei film di ambiente napoletano con musiche e canzoni l’illusione della realtà.

Dal 1928 a oggi, nonostante la parentesi della guerra, la Titanus è venuta ampliando il suo lavoro fino a divenire uno dei più vasti e complessi organismi cinematografici d'Europa, «una grossa industria in senso verticale», l’ha definita l’avv. Monaco quando si è celebrato il cinquantenario. In questa occasione, Goffredo Lombardo ha ricevuto lettere e telegrammi augurali a migliaia. Fra gli altri, ha telegrafato Totò che per la Titanus interpretò nel 1936 il suo primo film, «Fermo con le mani». Il contratto che lo legava alla Società per due anni era, nel testo, motivato col riconoscimento che egli aveva «un viso fuori dell’ordinario» e che possedeva una notevole «vis comica». Un bel telegramma è venuto da Ubaldo Del Colle che fu uno dei più fedeli «direttori di scena» della Lombardo Film di Napoli e diresse, fra gli altri, «La madonnina dei marinai» con Leda Gys, film che, col titolo «Menzogna», Goffredo Lombardo ha voluto recentemente fargli rifare con Yvonne Sanson. «C’è sempre un legame sentimentale che mi porta avanti» dice Lombardo. Egli crede alla forza di questo legame, tanto più vi crede in questo momento in cui, celebrandosi per l'appunto il cinquantenario della Casa, egli ha abbandonato la produzione commerciale degli ultimi anni per tentare film che siano nello stesso tempo artisticamente degni e di successo.

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Leda Gys oggi, tra Betty Genina, moglie del regista Augusto Genina, e il figlio Goffredo Lombardo. Leda Gys fu una delle più famose attrici del cinema muto.

Questi film, i primi del nuovo indirizzo, sono già in lavorazione: «Pane, amore e fantasia», con De Sica e la Lollobrigida, diretto da Luigi Comencini; «Stella dell’India», produzione associata italo-inglese, diretta da Arthur Lubin e interpretata da Cornei Wilde, Jean Wallace e Yvonne Sanson; «Maddalena», diretto da Augusto Genina e interpretato da Marta Toren, Gino Cervi e Charles Vanel; «La spiaggia», diretto da Alberto Lattuada e interpretato da Martine Carol e Raf Vallone. I due ultimi film sono entrati in lavorazione in questi giorni. Complessivamente un programma di grande impegno. Afferma Lombardo: «Più film buoni si fanno e meglio va per tutti. Non sono invidioso dei miei concorrenti ma non posso soffrire gli irresponsabili cui risale la colpa dell’aumento dei costi e dell’inflazione della produzione».

«Epoca», anno IV, n.150, 16 agosto 1953



CSC - Biblioteca Luigi Chiarini



Nel 1928 la sua "LOMBARDO FILM" confluisce nella nuova e definitiva sigla "TITANUS" e sposta gli stabilimenti a Roma.

Membro della varie Federazioni industriali dello Spettacolo.

E' anche stato Amministratore delegato della napoletana S.p.A. SOVRANA.

Nel 1939 è fra i soci fondatori della O.D.I.T. (che distribuirà ANIMALI PAZZI prodotto nel 1937-1938 dalla propria TITANUS), allo stato attuale non so se Gustavo in persona od un delegato, ma per certo la Titanus film SPA produce i primi due lungometraggi con protagonista Totò.



Il primo contratto cinematografico di Totò stipulato il 4 giugno 1936 con la Titanus di Gustavo Lombardo per l'esclusiva per ben quattro pellicole da girarsi in media una all'anno, d'estate, dal 1936 al 1939. Se ne fecero solo due, "Fermo con la mani" e "Animali pazzi", e dal 1940 tornò libero di firmare altri contratti. La copia del contratto fu fornita dal Marchese Camillo de Curtis, figlio del Marchese Gaspare che dal 1936 al 1938 (anno che morì suicida) fu segretario di Totò, a Federico Clemente figlio del cugino di Totò Eduardo Clemente. Interessante è il compenso (50000 lire) che per l'epoca era ragguardevole

Riferimenti e bibliografie:

  • Simone Riberto, alias Tenente Colombo
  • CSC - Biblioteca Luigi Chiarini
  • «Epoca», anno IV, n.150, 16 agosto 1953