Nucci Laura (Lodovici Maria Laura)

Nome d'arte di Maria Laura Lodovici (Carrara, 26 febbraio 1913 – Roma, 10 gennaio 1994), è stata un'attrice italiana, attiva in cinema e televisione.

Biografia

Sorella del regista e attore di prosa Carlo Lodovici, iniziò una collaborazione con Alessandro Blasetti, partecipando in molti dei suoi film, impersonificando il ruolo dell'antagonista, della donna fatale, capacità che le rimase anche in seguito.

Durante l'occupazione tedesca di Roma nel 1943-1944 divenne amica intima del capitano della Gestapo Erich Priebke.

Nel 1981 interpreta il ruolo della signora Ida nel film Ricomincio da tre di Massimo Troisi. In televisione ha fatto parte del cast dello sceneggiato televisivo del 1957 Orgoglio e pregiudizio, diretto da Daniele D'Anza.


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1942 04 23 Tempo Laura Nucci intro

Conobbi Laura Nucci mentre si girava «Condottieri». Mi trovavo a Cattolica, che era la base da cui ogni mattina partivano i realizzatori del film per recarsi al bel castello di Gradara, dove secondo la leggenda, nacque e finì il suggestivo amore di Paolo e Francesca. A sera ritornavano, si disperdevano per alberghi e pensioni, stanchi come si può esserlo dopo una giornata di «esterni». La stagione era avanzata, la vita balneare terminava; da un giorno all'altro si aspettava con timore la pioggia. E la pioggia venne. Durò quaranta giorni. Quando vide che il maltempo continuava, Trenker, il regista, si fece venire la famiglia, e trascorreva la giornata pensando a preparare il lavoro futuro e dimostrarsi geloso dei suoi bambini che non voleva fossero, accarezzati e coccolati. Chi specialmente soffriva di questa gelosia era Laura Nucci che i lettori ricorderanno tra i principali interpreti di «Condottieri». Essa si dispiaceva del fatto non solo per un generico sentimento di femminilità ma anche perchè particolarmente incline agli affetti, in senso schietto, sano, casalingo.

Mi resi conto di questo perchè la pioggia, stringendo tutti a una insolita familiarità, ci fece trovare più volte insieme. E una volta ella mi raccontò della sua casa, della sua mamma, dei suoi monti Apuani bianchi di marmo, con commozione che le dava quasi il pianto, insospettata perchè la conoscevo allegra, spensierata, pronta a brindare non per gusto del liquore ma per convinzione di camerata che non vuole assentarsi dalia compagnia, sempre disposta a far quattro salti se uno si metteva al piano a strimpellare una canzone. Insomma. non si dava arie. E’ vero: fino allora non aveva fatto nulla d'importante, ma «I Condottieri» la metteva in vista come attrice di primo piano. Eppure preferiva lasciar parlare l'istinto anziché la ragione che calcola; e credo se ne sentisse più libera, più franca e soddisfatta. Avevo- l'impressione che si beasse della propria sincerità. Sì sentiva felice anche perchè, dopo tempi duri, vedeva finalmente davanti a sè la sicurezza della vita e l'agiatezza.

Dopo di allora l'ho incontrata varie volte, sempre cosi, aperta e cordiale. Con lei non bisogna essere complicati. Se un tantino avverte nel vostro ragionamento qualcosa di ambiguo, di sottinteso, la vedete aggrottare la fronte; e gli occhi, che ha piccoli ma espressivi, si irrigidiscono come nello sforzo di leggere nella mente ciò che non dicono le parole.

Ma le acque non sono sempre cosi tranquille. Se c'è qualcosa che non va, l’afferra un nervosismo minuto, cioè il. desiderio d’un immediato sereno che tomi prestissimo. Per questo l'hanno tutti in simpatia. Non ho inteso nessuno parlar male di lei, nemmeno le più celebri malelingue del cinematografo, caso incredibile ma vero. Nè da lei ho inteso mai dire cose che suonassero offesa per qualcuno. L'ho trovata, anzi, sempre pronta, invece che a criticare, a difendere e con energia. rifiutando di entrare in disquisizioni sottili, in polemiche che non sono adatte per nulla al suo temperamento.

In giro la si incontra diffìcilmente. Da quando le cose vanno meglio sua preoccupazione continua è quella di mettere insieme una bella casa. Ha comperato mobili, tappeti, ninnoli, e libri, magari con gusto un po' confuso, varii di intonazione e di importanza. Ora ha una casetta carina, dove ci sono libri dappertutto perchè Laura Nucci trova che nelle ore lasciatele libere dal lavoro non c'è più interessante occupazione di quella della lettura.

D. M., «Tempo», n. 151, 23 aprile 1942



Filmografia

Palio, regia di Alessandro Blasetti (1930)
Un cattivo soggetto, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1933)
Non sono gelosa, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1933)
L'impiegata di papà, regia di Alessandro Blasetti (1934)
1860, regia di Alessandro Blasetti (1934)
Luci sommerse, regia di Adelqui Millar (1934)
Freccia d'oro, regia di Piero Ballerini, Corrado D'Errico (1935)
Cléo, robes et manteaux, regia di Nunzio Malasomma (1935)
La danza delle lancette, regia di Mario Baffico (1936)
Ballerine, regia di Gustav Machaty (1936)
Un bacio a fior d'acqua, regia di Giuseppe Guarino (1936)
Condottieri, regia di Luis Trenker (1937)
L'ultimo scugnizzo, regia di Gennaro Righelli (1938)
Il suo destino, regia di Enrico Guazzoni (1938)
Eravamo sette vedove, regia di Mario Mattoli (1939)
La voce senza volto, regia di Gennaro Righelli (1939)
Belle o brutte si sposan tutte..., regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1939)
Diamanti, regia di Corrado D'Errico (1939)
Il cavaliere di San Marco, regia di Gennaro Righelli (1939)
Il barone di Corbò, regia di Gennaro Righelli (1939)
Piccolo hotel, regia di Piero Ballerini (1939)
La mia canzone al vento, regia di Guido Brignone (1939)
Cantate con me! di Guido Brignone (1940)
Giuliano de' Medici, regia di Ladislao Vajda (1941)
Arriviamo noi!, regia di Amleto Palermi (1942)
La signorina, regia di Ladislao Kish (1942)
Fra' Diavolo, regia di Luigi Zampa (1942)
Rita da Cascia, regia di Antonio Leonviola (1943)
Ripudiata, regia di Giorgio Walter Chili (1954)
La rivale, regia di Anton Giulio Majano (1955)
I calunniatori, regia di Franco Cirino (1956)
Terrore sulla città, regia di Anton Giulio Majano (1956)
La chiamavano Capinera..., regia di Piero Regnoli (1957)
La cambiale, regia di Camillo Mastrocinque (1959)
Esterina, regia di Carlo Lizzani (1959)
Caterina Sforza, la Leonessa di Romagna, regia di Giorgio Walter Chili (1959)
I fratelli còrsi, regia di Anton Giulio Majano (1961)
Letto di sabbia, regia di Albino Principe (1962)
Un alibi per morire, regia di Roberto Bianchi Montero (1962)
Quel nostro impossibile amore, regia di Alfonso Balcázar (1962)
La cieca di Sorrento, regia di Nick Nostro (1963)
Oro per i Cesari, regia di Riccardo Freda (1963)
I lunghi capelli della morte, regia di Anthony Dawson (1964)
Anthar l'invincibile, regia di Anthony Dawson (1964)
Ramon il messicano, regia di Maurizio Pradeaux (1966)
A ciascuno il suo, regia di Elio Petri (1967)
Odissea, regia di Franco Rossi (1969)
Solamente nero, regia di Antonio Bido (1978)
Suor Omicidi, regia di Giulio Berruti (1979)
Ricomincio da tre, regia di Massimo Troisi (1981)
Colpire al cuore, regia di Gianni Amelio (1982)
Fratelli d'Italia, regia di Neri Parenti (1989)

Prosa televisiva Rai

Il cuore e il mondo di Lorenzo Ruggi, regia di Mario Landi, trasmessa il 18 novembre 1959.


Riferimenti e bibliografie:

  • D. M., «Tempo», n. 151, 23 aprile 1942