Salinas Jone

(Reggio Calabria, 8 marzo 1918 – Roma, 27 maggio 1992) è stata un'attrice italiana.

Biografia

Attratta dal mondo dello spettacolo e dalla recitazione si trasferisce dal capoluogo calabrese, a Roma per frequentare i corsi del Centro Sperimentale di Cinematografia, dove si diploma nel 1940, dopo aver già debuttato nel cinema diretta da Blasetti del film Un'avventura di Salvator Rosa, successivamente è nel cast di Fortuna con la regia di Max Neufeld, uno dei registi più apprezzati del periodo.

Nel 1943 sposa il regista teatrale e cinematografico Antonio Musu, in quell'anno sarà presente solo in due film, nel dopoguerra ritornerà davanti alla cinepresa nel 1947 con Vendetta nel sole di Giuseppe Amato, sino alla grande occasione che le si presenta con l'incontro con Pietro Germi, che la farà scritturare come protagonista, nel cast de In nome della legge, dopo il quale i lavori che le si presenteranno saranno di poco valore, e così sino al 1964 quando lascerà per sempre la sua attività.

Saltuaria la sua presenza in lavori teatrali e televisivi.


Galleria fotografica e stampa dell'epoca

1943 05 13 Tempo Jone Salinas intro

Capitò un giorno, al Centro Sperimentale di cinematografia, una ragazza che ben presto dimostrò una sicurezza notevole sulle sue possibilità di attrice. Non aveva ancora vent'anni; occhi neri, una bocca calda che esprimeva chiaramente la decisione del suo carattere. Seppe subito farsi apprezzare: e, dopo qualche mese di scuola, nessuno dubitava più delle sue doti di attrice. Quando i due anni di Centro terminarono, ella era ormai pronta per essere un'attrice, una vera attrice di cinematografo: poteva dubitare del suo destino? Soltanto ora sapeva bene dove l'avrebbe portata il suo temperamento. Ma, se aveva un dubbio, era proprio questo: avrebbero i produttori italiani capita la sua personalità?

1943 05 13 Tempo Jone Salinas f1
Comprare all'inizio della primavera un paio di leggerissimi sandali autarchici, «senza punti», è una vera gioia: si pensa già al sole d’estate, alle spiagge.

Quella ragazza era Jone Salinas. Non tardarono i produttori ad offrirle piccoli ruoli, nessun regista espresse mai dubbi su di lei. Ma le affidarono delle parti che di solito si usano definire, nel linguaggio cinematografico, «brillanti». Erano prove, erano assaggi, le dicevano. Ed ecco il primo film, «L’arcidiavolo», il secondo, «Melodie eterne»: e poi ancora, «Fortuna», «L'allegro fantasma» (1), «L'amore canta», «Elisir d'amore». Jone Salinas continuava ad arrabbiarsi, a far presente che ella voleva interpretare personaggi ben diversi. Una vera donna, non importa di quale condizione, non importa se ben vestita, ma che per carità fosse un personaggio vero, nel quale giocassero sentimenti e passioni. Insomma, Jone comprendeva assai bene che di quel passo non sarebbe mai arrivata ad essere una vera attrice.

1943 05 13 Tempo Jone Salinas f2 1943 05 13 Tempo Jone Salinas f3
 Quel fattorino in bicicletta non si volge soltanto per ammirare in Jone Salinas una «diva» del cinema: è anche incuriosito dai movimenti del fotografo. Con gli occhiali da sole alzati sui capelli, come un ciclista dopo la corsa, Jone esamina, forse con finta competenza, un servizio di cristallo per dolci. 

La incontrammo spesso, a Cinecittà e altrove. Anche quando non lavorava, non si poteva mai leggere sul suo viso segno di sconforto o di delusione. Eppure non è fortunata! — dicevamo. E poi, e poi... si, possiamo dirlo; si vedeva che Jone sapeva vivere: il cinema era una cosa importante, ma essa non dimenticava di essere una donna. E così sapemmo che si
era fidanzata con un tenente del reparto Cinematografisti del R. Esercito.

Per un certo tempo non incontrammo più Jone. Ma un giorno, alla prima visione di «Sissignore» di Poggioli, un buon film che apparve sugli ghermì italiani due anni fa, fummo veramente meravigliati di vederla finalmente in una parte che le si addiceva. Qualcuno di voi si ricorderà forse ancora di Enrichetta, la compagna più svelta e più «navigata» tra le servette amiche della Denis. Dopo un'interpretazione così incisiva e così ben caratterizzata, i produttori non dovrebbero più sbagliare: fu subito il nostro pensiero. Invece, un bel niente: Jone, se volle ancora lavorare, dovette di nuovo accontentarsi di insignificanti particine senza sostanza e di nessun rilievo. L'elenco continua: «L’ultimo combattimento», «Soltanto un bacio», «La danza del fuoco», fino all'ultimo. «Senza una donna», diretto da Guarini.

1943 05 13 Tempo Jone Salinas f6
  Non dev'essere molto facile, a quanto pare, prendere una decisione sul colore e lo spessore di pochi centimetri di nastro elastico. Nella soluzione di questi minuti problemi anche un’attrice può dimostrare di essere una donna che ha molto amore per la casa, per la sua persona e per il suo ordine economico.
1943 05 13 Tempo Jone Salinas f4 1943 05 13 Tempo Jone Salinas f5
 Non è facile capire come funzioni questa macchinetta per il «surrogato» espresso: l’atteggiamento di Jone e della commessa confermano il dubbio. Dove andare? La carrozzella partirà quando la bella cliente avrà deciso come meglio utilizzare i pochi «punti» che le restano ancora da spendere. 

Poi, recentemente, Jone ci confidò che ormai era veramente stanca di ripetere lo stesso discorso ai produttori; «Una vera donna, non importa di quale condizione, non importa se ben vestita», ecc. Si, ora Jone non intendeva più in nessun modo continuare in questo giuoco stupido ed inutile; «Se qualcuno vorrà affidarmi una parte, mi cercherà. Per ora. io penso a sposarmi: il cinematografo sarà per me d'ora innanzi uno dei fini, non l'unico della mia vita».

Dette queste parole, Jone ci salutò: aveva fretta, era uscita di casa con 1200 punti che il Consiglio Nazionale delle Corporazioni le aveva concesso per il suo prossimo matrimonio con il tenente dei cinematografisti. E non la trattenemmo: volevamo ancora dirle che noi credevamo in lei, che un giorno o l’altro sarebbe venuto il regista che l'avrebbe compresa, che per noi era una perfetta Santuzza, l'ostessa dei «Malavoglia», ma... Ma proprio non trovammo la possibilità di fermarla...

Ed ora, l'accompagnino i lettori, nel suo itinerario...

Vice, «Tempo», n.206, 13 maggio 1943



Filmografia

Un'avventura di Salvator Rosa , regia di Alessandro Blasetti (1939)
Fortuna , regia di Max Neufeld (1940)
L'arcidiavolo , regia di Toni Frenguelli (1940)
Melodie eterne , regia di Carmine Gallone (1940)
L'elisir d'amore , regia di Amleto Palermi (1941)
L'allegro fantasma, regia di Amleto Palermi (1941) (1) Non citata nei titoli di testa
L'amore canta , regia di Ferdinando Maria Poggioli (1941)
L'ultimo combattimento , regia di Piero Ballerini (1941)
Sissignora , regia di Ferdinando Maria Poggioli (1941)
Soltanto un bacio , regia di Giorgio Simonelli (1942)
Inferno giallo , regia di Géza von Radvànyi (1942)
Gioco pericoloso , regia di Nunzio Malasomma (1942)
La danza del fuoco , regia di Giorgio Simonelli (1943)
Senza una donna , regia di Alfredo Guarini (1943)
Vendetta nel sole , regia di Giuseppe Amato (1947)
L'Apocalisse , regia di Giuseppe Maria Scotese (1947)
Ruy Blas , regia di Pierre Billon (1948)
In nome della legge , regia di Pietro Germi (1949)
Vertigine d'amore , regia di Luigi Capuano (1949)
Due sorelle amano , regia di Jacopo Comin (1950)
La taverna della libertà , regia di Maurice Cam (1950)
Persiane chiuse , regia di Luigi Comencini (1951)
Gli uomini, che mascalzoni! , regia di Glauco Pellegrini (1953)
Sinfonia d'amore , regia di Glauco Pellegrini (1954)
Totò e Marcellino , regia di Antonio Musu (1958)
La fuga , regia di Paolo Spinola (1964)
Le belle famiglie , regia di Ugo Gregoretti (1964)


Riferimenti e bibliografie:

  • Vice, «Tempo», n.206, 13 maggio 1943