Schiaffino Rosanna

Genova, 25 novembre 1939 – Milano, 17 ottobre 2009) è stata un'attrice italiana.

Biografia

Inizia a lavorare come modella dopo aver vinto vari concorsi di bellezza. La prima prova al cinema è con un ruolo secondario in Totò lascia o raddoppia? (1956) di Camillo Mastrocinque. Si impone subito grazie alla sua prorompente bellezza mediterranea, ma dimostra anche doti interpretative e versatilità in varie pellicole italiane e straniere come La sfida (1958) di Francesco Rosi, Il vendicatore (1959) di William Dieterle, La notte brava (1959) di Mauro Bolognini e Due settimane in un'altra città (1962) di Vincente Minnelli e fu in quell'occasione che si colse la straordinaria somiglianza con la sua collega israeliana Daliah Lavi.

Fu molto apprezzata la prova offerta nell'adattamento di Alberto Lattuada de La mandragola (1965) nel ruolo di Lucrezia, per cui viene premiata con una Targa d'Oro ai David di Donatello. Dalla seconda metà degli anni sessanta ha recitato soprattutto in produzioni di scarso rilievo, e a metà degli anni settanta si è ritirata dalle scene.

È stata sposata due volte: la prima col produttore cinematografico Alfredo Bini da cui nacque Annabella nel 1969 e la seconda con Giorgio Falck da cui nacque Guido Nanni nel 1981. Il divorzio da Falck e le battaglie legali per l'affidamento, e il mantenimento del figlio hanno occupato a lungo la cronaca rosa.

Colpita nel 1991 da un cancro al seno, si impegna nella lotta contro il cancro insieme alla Fondazione di Umberto Veronesi, fino a morire, stroncata dalla malattia, il 17 ottobre 2009 all'età di 69 anni.[1] I funerali si sono svolti il 19 ottobre 2009 nella chiesa di Santa Maria Segreta in Milano davanti a pochi intimi amici. La sua salma è stata portata al cimitero di Portofino, dove è stata tumulata.


Galleria fotografica e stampa dell'epoca


1957 07 25 La Gazzetta di Mantova Rosanna Schiaffino intro


Gli americani l'hanno definita «bellezza voluttuosa» -In questi giorni interpreta con Mastroianni «Un ettaro di cielo», suggestiva vicenda nella «Bassa» ferrarese.


Codigoro, luglio.

Qui siamo arrivati con altri colleghi in un giorno festivo Codigoro è una piccola ridente cittadina, nei pressi di Ferrara. Vi si arriva SL un trenino che sembra procedere volutamente con il ffiitatore e dai cui finestrini si ammira l'ubertosa campagna della zona, recentemente devastata dall'alluvione del Po. Parlando con la gente che ora è tornata alla propria casa semidistrutta dalla furia delle acque, stu-pisce la stoica rassegnazione che distingue qusti bravi e coraggiosi contadini. Molti dovranno affrontare notevoli sacrifici per riprendere il lavoro e la vita normali, ma osservando l'espressione dei loro volti, vien fatto di pensare che non si considerano dei vinti dalle forze brutali e irniente della natura. Sembra vogliano dire, tra l'altro: l'uomo è forte. Come tale deve comunque avere ragione del fiume, dei suoi tradimenti, della sua capricciosa e sconcertante violenza. C'è veramente da imparare guardando a questa gente, a questi tenaci contadini di una delle zone più fertili d Italia.

Giunti a Codigoro, tutte queste considerazioni scompaiono, si dimenticano. Altri motivi, ben più lieti o vistosi attraggono l'attenzione, dall'accogliente e riposante atmosfera domenicale del paese, al regista Casadio che in un'osteria sta discutendo con alcuni tecnici il plano di lavorazione in programma per «Un ettaro di cielo», da un gruppo di ragazze che attende a piè fermo l'uscita di Marcello Mastroianni dall'albergo per chiedergli un ennesimo autografo e possibilmente una fotografia, alla beila e più che mai seducente Rosanna Schiaffino che in compagnia di sua madre ci riceve comportandosi da ospite perfetta, preoccupata che ognuno di noi si trovi a proprio agio, nonostante la canicola che infierisce per ogni dove. Da Roma, Rosanna si è fatta portare un piccolo bar fornitissimo. C'è da bere per tutti i gusti, con ghiaccio, s'intende, sono passati dieci mesi dall'ultima volta che avevamo incontrato la giovane attrice. Allora stava «girando» in una località di campagna, nei pressi della capitale. Sosteneva il ruolo della seducente Angelica, ma la sua bellezza appariva necessariamente contenuta dai castigati indumenti del suo antico personaggio.

Oggi Rosanna è completamente diversa, qualcosa si è maggiormente affinato nei suoi tratti e sembra persino cresciuta in altezza. No, non sono i tacchi alti. Effettivamente quando si hanno soltanto diciotto anni, capita di allungarsi un poco, quanto basta per farlo notare a chi non vi vede da quasi anno. E in questo frattempo la vita e la carriera di Rosanna hanno compiuto passi decisivi. Di questa stupenda ragazza, genovese di nascita e di famiglia, che pur avendo interpretato due film modesti anzichenó era già molto nota al pubblico, essendosi affermata come una delle più ricercate «cover-girl», si è occupato qualche mese fa il fotografi di «Life», Philippe Halsman, il quale si è creduto in dovere far pubblicare una sua fotografia sulla grande rivista americana.

Oggi Rosanna non è più una « stellina ». Non lo è più perchè quando si riesce a smuovere un celebre fotoreporter d'oltreoceano vuol dire che si comincia a diventare attrici, in questi giorni, infatti, ella sta girando alcune tra le scene più impegnative di « Un ettaro di cielo », con Marcello Mastroianni ed altri, per la regia di Glauco Casadio, un giovane che è arrivato alla macchina da presa attraverso li giornalismo.

Rosanna si è letteralmente innamorata del ruolo che le è stato affidato in «Un ettaro di cielo», dove per la prima volta ella affronta un personaggio ben delineato, consistente; un ruolo, insomma, che veramente rappresenta il banco di prova delle sue possibilità, indipendentemente dalla grazia e dal sex-appeal che la distinguono. «Sono stanca di sentirmi dire che sono bella — ella dice. — Dopo questa mia interpretazione spero di mettere in evidenza anche un certo talento...».

Il film che ora la giovane attrice sta girando con Mastroianni si stacca notevolmente dalle solite vicende di maniera. Esso narra una storia ambientata in un angelo della «Bassa» ferrarese. Qui un giorno arriva Severino con la sua scassata «balilla». Egli è un giovane ciarlatano che ogni anno giunge nella zona per la fiera. In palude, tra i vecchi pescatori d’anguille, sboccia nella sua mente la grande trovata. Questi pescatori sono stanchi e delusi della loro vita. E Severino sorprende la loro buona fede, dando ad intendere che lui rappresenta per l'Italia una grossa «società», la quale vende a piccoli lotti del «pezzi di cielo». Ci si può stare comodi dopo morti, oppure li si potrebbe affittare agli aeroplani di passaggio, ricavandone un buon guadagno.

I vecchi pescatori di frodo prendono sul serio questa favola. Nel frattempo Severino si sente triste suo malgrado per aver inventato quella storia. E all’osteria, quando incontra Marina, una bella figliola impersonificata da Rosanna Schiaffino che serve nel locale, le dice parole d'amore che sono sincere. Intanto i vecchi hanno preso una solenne decisione. Vogliono acquistare alcuni ettari di cielo e Severino, per non deluderli, non ha più il coraggio di tirarsi indietro. Perciò egli accetta poche migliaia di lire e suggella il contratto con una stretta di mano. Il cielo è qualcosa di troppo bello per goderselo subito. Questa la ragione che induce i poveri pescatori a propositi suicidi. Da qui la suggestiva e poetica vicenda di «Un ettaro di cielo» assume toni molto commoventi, che poi tuttavia diventeranno allegri, in quanto gli stessi vecchi dopo aver consumato un bel pranzo per festeggiare l’addio alla vita e aver fatto una gita in barca sul fiume, diventano improvvisamente ottimisti e rinunciano al suicidio. Severino e Marina, ormai veramente innamorati, lasceranno insieme la palude. Ai vecchi pescatori resta la certezza di poter ancora coltivare i più fantastici sogni, o-gni volta che un po' di fantasia giovanile li assisterà.

In quest'ultimi tempi Rosanna Schiaffino ha ricevuto allettanti offerte da produttori stranieri, ma per ora non intende abbandonare l'Italia, anche perchè ha già troppi impegni per l'interpretazione di prossimi films. Tra qualche settimana ella darà vita al personaggio di una ragazza della malavita napoletana in «La sfida» con Josè Suarez, il bravo attore spagnolo che sostenne il ruolo del protagonista in «Calle Mayor», Forte dei suoi diciotto anni e dell’entusiasmo che l'anima, la bella Rosanna non potrà quindi concedersi neppure un giorno di vero riposo durante tutta l'estate. E' ormai divenuta schiava della macchina da presa. Una schiava felice, però.

Gino Barni, «La Gazzetta di Mantova», 25 luglio 1957



Filmografia

Totò lascia o raddoppia?, regia di Camillo Mastrocinque (1956)
Orlando e i paladini di Francia, regia di Pietro Francisci (1956)
La sfida, regia di Francesco Rosi (1958)
Un ettaro di cielo, regia di Aglauco Casadio (1959)
Il vendicatore, regia di William Dieterle (1959)
La notte brava, regia di Mauro Bolognini (1959)
Ferdinando I° re di Napoli, regia di Gianni Franciolini (1959)
Le schiave bianche (Le bal des espions), regia di Michel Clément e Umberto Scarpelli (1960)
Teseo contro il minotauro, regia di Silvio Amadio (1960)
L'onorata società, regia di Riccardo Pazzaglia (1961)
La Fayette - Una spada per due bandiere (La Fayette), regia di Jean Dréville (1961)
La congiura dei potenti (Le miracle des loups), regia di André Hunebelle (1961)
Il ratto delle Sabine, regia di Richard Pottier (1961)
I briganti italiani, regia di Mario Camerini (1961)
Il delitto non paga (Le crime ne paie pas), regia di Gérard Oury (1962)
Due settimane in un'altra città (Two Weeks in Another Town), regia di Vincente Minnelli (1962)
Donne senza paradiso (Axel Munthe - Der Arzt von San Michele), regia di Giorgio Capitani e Rudolf Jugert (1962)
La corruzione, regia di Mauro Bolognini (1963)
Ro.Go.Pa.G., episodio Illibatezza, regia di Roberto Rossellini (1963)
I vincitori (The Victors), regia di Carl Foreman (1963)
Le lunghe navi (The Long Ships), regia di Jack Cardiff (1964)
Sette contro la morte, regia di Edgar G. Ulmer (1964)
A 009 missione Hong Kong, regia di Ernst Hofbauer (1965)
La mandragola, regia di Alberto Lattuada (1965)

La strega in amore, regia di Damiano Damiani (1966)
El Greco, regia di Luciano Salce (1966)
Arrivederci, Baby! (Drop Dead Darling), regia di Ken Hughes (1966)
L'avventuriero, regia di Terence Young (1967)
Violenza per una monaca (Encrucijada para una monja), regia di Julio Buchs (1967)
Scacco alla regina, regia di Pasquale Festa Campanile (1969)
Simon Bolivar (Simón Bolívar), regia di Alessandro Blasetti (1969)
La Betìa ovvero in amore, per ogni gaudenza, ci vuole sofferenza, regia di Gianfranco De Bosio (1971)
7 fois... par jour, regia di Denis Héroux (1971)
Trastevere, regia di Fausto Tozzi (1971)
Ettore lo fusto, regia di Enzo G. Castellari (1972)
Il magnate, regia di Giovanni Grimaldi (1973)
Lo chiamavano Mezzogiorno (Un hombre llamado Noon), regia di Peter Collinson (1973)
Gli eroi, regia di Duccio Tessari (1973)
Il testimone deve tacere, regia di Giuseppe Rosati (1974)
L'assassino ha riservato nove poltrone, regia di Giuseppe Bennati (1974)
Commissariato di notturna, regia di Guido Leoni (1974)
Cagliostro, regia di Daniele Pettinari (1975)
La trastienda, regia di Jorge Grau (1975)
La ragazza dalla pelle di corallo, regia di Osvaldo Civirani (1976)
Don Giovanni in Sicilia, regia di Guglielmo Morandi (1977) - miniserie televisiva

Doppiatrici italiane

È stata doppiata da:

Rita Savagnone in La Fayette - Una spada per due bandiere, Ro.Go.Pa.G., Le lunghe navi, Ettore lo fusto, Il magnate
Clara Bindi in La sfida, Ferdinando I° re di Napoli
Maria Pia Di Meo in La congiura dei potenti, I briganti italiani
Lydia Simoneschi in Totò lascia o raddoppia?
Gabriella Genta in Un ettaro di cielo
Adriana De Roberto in Il vendicatore
Anna Miserocchi in La notte brava
Rosetta Calavetta in Teseo contro il minotauro
Noemi Gifuni in Sette contro la morte

Premi

Targa d'oro al David di Donatello 1966


Riferimenti e bibliografie:

  • Gino Barni, «La Gazzetta di Mantova», 25 luglio 1957