Blain Estella

Nome d'arte di Micheline Estellat (Parigi, 30 marzo 1930 – Port-Vendres, 1º gennaio 1982), è stata un'attrice e cantante francese.

Biografia

Trascorse l'infanzia nella Francia orientale, prima di tornare a Parigi, dove conobbe e sposò nel 1950 l'attore Gérard Blain. La sua carriera cinematografica iniziò nel 1954 e si svolse in un primo tempo esclusivamente in Francia, dove recitò in ruoli di primo piano, spesso in thriller commerciali. Negli anni sessanta iniziò a lavorare in coproduzioni europee, in Austria, Italia (prese parte a Totòtruffa 62) e Spagna, dove diretta da Jesús Franco interpretò uno dei suoi ruoli più importanti, quello della protagonista di Miss Muerte (1965).

Dopo il divorzio da Gérard Blain nel 1953, la sua carriera di attrice fu affiancata da quella di cantante (Djimbo l'éléphant, Solitude). In questo ruolo debuttò al seguito di Nana Mouskouri all'Olympia. Nel 1959 ebbe un figlio, Michel Blain-Estellat, divenuto poi attore e regista, e per il quale scrisse la serie TV "Un enfant nommé Michel". Per la televisione francese scrisse la serie Les aventures extraordinaries de Michel et Chantal e partecipò ad alcuni varietà, tra cui Lumière dans la nuit.

Recitò anche in teatro nella compagnia di Jean-Louis Barrault, tra l'altro interpretando Margherita nel Faust. All'inizio degli anni settanta la sua carriera di attrice cinematografica è al tramonto. Nel 1971 prende parte ad un film turco, Çiplaktar. Nel 1976 tentò di uccidersi con i sonniferi.

Nel 1981 apparve un'ultima volta alla tv francese in L'uccellino azzurro di Maurice Maeterlinck, che fu trasmesso il giorno di Natale. Sei giorni più tardi, la notte di Capodanno, si uccise con un colpo di pistola alla tempia sulla spiaggia di fronte alla sua villa a Port-Vendres all'età di 51 anni.



Galleria fotografica e stampa dell'epoca

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Estella Blain si è semplicemente adattata, con intelligente disinvoltura, al personaggio che le sue vicissitudini matrimoniali, artistiche e familiari hanno fatto di lei

Roma, agosto

La chiamano Estella Blain. In realtà Estella e Gerard Blain hanno divorziato sei anni fa. Ed Estella, che da ragazza si chiamava Micheline Estellat, oggi ha un altro cognome. Si chiama Estella Bonjean. Però continua a usare il cognome del primo marito e il proprio cognome, privo della "t” finale, come nome, perchè come attrice è nota così. Non è la sua unica complicazione. Ogni anno, una ragazza in bikini inaugura il festival di Cannes. Ha i capelli biondo cenere, da vamp. Il suo bikini è ridottissimo, le sue misure sono perfette. Eccole: 1,62, 85, 52, 85. Il suo nome? Estella Blain. La classica pin-up pensa la gente. Ebbene, no. Estella è un’attrice, una vera attrice di teatro. Ha debuttato al Grand-Guignol, ed è stata vari anni con Jean-Louis Barrault.

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E allora perchè va a Cannes e si spoglia in quel modo? Perchè è anche attrice di cinema, è giovane, attraente, ragioni per cui segue il metodo più normale per farsi pubblicità. Nel cinema debutto sette anni fa con un film che fece sensazione. Si chiamava Frutti selvatici; Estella era il più selvatico.

Quando compariva sullo schermo, un brivido percorreva la platea. Estella ha un viso aguzzo, con la bocca larga e le labbra tumide; gli occhi un po’ duri, dallo sguardo carico. E' il tipo della cattiva, dal fascino perverso.

1960 08 20 Tempo Estella Blain f2In Italia da un mese per girare un film, l'attrice francese trascorre i suoi "week-end" a Santa Marinella dove sono state esegiote queste fotografie.

Ma è veramente cosi? E’ il contrario. Cioè: incontrandola in pubblico, è difficile non accorgersi di lei. Estella porta delle scollature alla Lollo "prima maniera", e la natura non l’ha meno abbondantemente fornita. Ma dietro questa apparenza si nasconde, nella vita privata, una ragazza ai latte e miele. Dolce, semplice, affettuosa, il cui interesse è tutto riversato sulla famiglia.

Vale a dire sui suoi "due Micheli”. Il primo Michele ha un anno e mezzo, occhi neri come il papà, naso piccolo e camuso, come la mamma. L’altro Michele è un tipo atletico, sportivo, molto in gamba, vende automobili, e ha 34 anni di più. Ma il pubblico ha conosciuto prima suo figlio e poi lui. Solo quando è nato il Michele numero uno, la gente infatti ha saputo che Estella era sposata con Michel Bonjean.

1960 08 20 Tempo Estella Blain f3Estella Blain è nata 26 anni fa a Parigi, debuttò al Grand Guignol

Come vedete, più si va avanti e più le cose si complicano; ragion per cui è meglio cominciare da capo. E cioè dalla studentessa, seria e volenterosa, che era Estella quando aveva diciassette anni e sognava di diventare attrice di teatro. A Parigi sono molti i giovani che tentano la via del palco-scenico. Le scuole di recitazione e i teatrini dei boulevards sono le loro palestre.

Anche Estella seguì questa strada e le andò meglio di altri, per due motivi. Primo, perchè riuscì a mettersi in luce abbastanza presto, poi perchè conobbe un giovane attore già affermato: Gérard Blain. Quando carriera e amore coincidono si dice che è il massimo della felicità. Così credettero anche loro e si sposarono. Troppo in fretta, però. E infatti l'anno dopo divorziarono.

Gérard Blain è un giovane ambizioso, pieno di complessi, risentito: la carriera, il bisogno di affermazione sono in cima ai suoi pensieri. Estella cercava soprattutto un marito.

Per alcuni anni, Estella è rimasta sola, alternando al lavoro teatrale quello cinematografico. Era brava in entrambi. Di lei tutti ricordano ancora la sua interpretazione in "Irene la dolce", di Ugo Betti, al Petit Marigny; e, più di recente, il suo successo nella commedia di Roussin, "La mamma". L’ultimo film che ha girato si chiama Collera fredda, il penultimo è Les dragueurs.

Fu durante le rappresentazioni della commedia di Roussin che Michel Bonjean la notò; Estella invece si accorse di lui durante una gita in macchina. Bonjean vende macchine, Estella le distrugge. Tre anni fa, alla vigilia delle vacanze, ebbe un incidente e decise di cambiare automobile. Le diedero un numero di telefono, «Vedrai — le dissero — che il signor Bonjean ti servirà bene».

Infatti. Non soltanto le propose una splendida fuoriserie italiana bleu, ma si offrì anche di fargliela provare.

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CON IL SECONDO MARITO (del primo ha conservato solamente il cognome per ragioni di notorietà) Estella Blain ha avuto un bimbo, Michele, che ha un anno e mezzo. Michel Bonjean, l’attuale marito, ha trentacinque anni, vende automobili ed è molto sportivo. I due si conobbero appunto per trattare la compra-vendita di una macchina. Partiti insieme per provare una fuoriserie, ritornarono fidanzati dopo una gita protrattasi più del previsto. Un mese più tardi erano marito e moglie ed è un’unione tuttora felice. Estella Blain debutto nel cinema nel 1953. in "Frutti selvatici”, e da allora ha partecipato ad altri nove film.

Un mese dopo si sposarono. Ecco, questa è Estella Blain. Un matrimonio sbagliato, uno riuscito; una buona fama come attrice di teatro e di cinema; nessuna intenzione di diventare una diva; una ragazza che in bikini dà il capogiro; un’attrice, caso piuttosto raro, equilibrata. Le complicazioni non sono dentro di lei, ma nelle cose. Estella vi si adatta, rischiando di smentire se stessa, in realtà tirando l’acqua al mulino della sua felicità.

1960 08 20 Tempo Estella Blain f6”I PIRATI DELLA COSTA”, diretto da Domenico Paolella, è il film che Estella Blain è venuta a girare in Italia, in veste di protagonista. Accanto a lei appariranno Liana Orfei e Lex Barker. Per parecchi giorni la troupe ha lavorato in esterni sul lago di Garda. Estella Blain rimane tuttavia un’attrice di teatro. Basti dire che ha recitato diversi anni con Jean-Louis Barrault.

A. D., «Tempo», anno XXII, n.34, 20 agosto 1960


1982 01 04 Corriere della Sera Estella Blain morte intro

PARIGI — L'attrice Estella Blain (47 anni) si è uccisa, la notte di Capodanno, con un colpo di piatola alla testa nel giardino della villa di un amico a Port-Vendres (Pirenei orientali).

1982 01 04 La Stampa Estella Blain morte2

Estella Blain, che aveva conservato il cognome del suo primo marit Gerard Blain (l'interprete di molti film della «nouvelle vague), aveva iniziato la carriera in teatro nella compagnia di Jean-Louin Barrault. Poi era apparsa un paio di volte sullo schermo a fianco del marito e aveva interpretato qualche altro film di limitato interesse. Ma le maggiori soddisfazioni gliele aveva date il teatro, recitando, tra l'altro, in «La Mamma» di Roussin e in «Le placard» con Edwige Feuillère. Era anche nota come autrice e interprete di canzoni soprattutto dedicate ai bambini.

«Corriere della Sera», 4 gennaio 1982



Filmografia

Les Fruits sauvages, regia di Hervé Bromberger (1954)
Escalier de service, regia di Carlo Rim (1954)
Tant qu'il y aura des femmes, regia di Edmond T. Gréville (1955)
Le collegiali, regia di André Hunebelle (1957)
La Bonne Tisane, regia di Hervé Bromberger (1958)
La belva scatenata (Le fauve est lâché), regia di Maurice Labro (1959)
Dragatori di donne (Les Dragueurs), regia di Jean-Pierre Mocky (1959)
I vampiri del sesso (Des femmes disparaissent), regia di Edouard Molinaro (1959)
Colère froide, regia di André Haguet, Jean-Paul Sassy (1960)
L'Ennemi dans l'ombre di Charles Gérard (1960)
I pirati della costa, regia di Domenico Paolella (1960)
Im weißen Rößl, regia di Werner Jacobs (1960)
Totòtruffa 62, regia di Camillo Mastrocinque (1961)
Le Tout pour le tout, regia di Patrice Dally (1963)
La Corde au cou, regia di Joseph Lisbona (1964)
Angelica alla corte del re (Angélique et le Roy) regia di Bernard Borderie (1966)
Miss Muerte, regia di Jesús Franco (1966)
Vivre la nuit, regia di Marcel Camus (1967)
La pulce nell'orecchio (A Flea in Her Ear), regia di Jacques Charon (1968)
Les Têtes brûlées, regia di Willy Rozier (1969)
Le Soldat et la sorcière, regia di Jean-Paul Carrère (1971) (TV)
Çiplaktar, (1971)
Le Franc-tireur, regia di Jean-Max Causse e Roger Taverne (1972)
Les Hasards de la gloire, regia di Jean-Marc Causse (1973)
Les Sauvagines, regia di Jacques Villa (1973)(TV)
Il montone infuriato (Le Mouton enragé) regia di Michel Deville (1974)

Bibliografia

Lucas Balbo, Estella Blain, in Jess Franco's Diabolical Doctor "Z", DVD, Mondo Macabro 2003.


Riferimenti e bibliografie:

  • A. D., «Tempo», anno XXII, n.34, 20 agosto 1960