Don Lurio (Benjamin Lurio Donald)

Don_Lurio

Donald Benjamin Lurio, più noto come Don Lurio (New York, 15 novembre 1929[1] – Roma, 26 gennaio 2003), è stato un ballerino, coreografo, conduttore televisivo e cantante statunitense naturalizzato italiano.

Carriera

Di origine italo-americana, studiò danza a Broadway con Bob Fosse e Jack Cole, poi arrivò in Europa con il suo tour in Francia con Roland Petit; a Parigi allestì le coreografie di Appuntamento mancato di Françoise Sagan, e venne notato da alcuni dirigenti della sede Rai di Torino, per cui venne scritturato in Italia nel 1959 per lo show Crociera d'estate. Lo stesso anno curò le coreografie di Delia Scala per Canzonissima.

Nel 1961 portò in Italia le gemelle Kessler col programma Giardino d'inverno, e nello stesso anno lavorò nuovamente con loro in Studio Uno. Negli anni sessanta partecipò con Totò come comparsa al film Totò di notte n. 1 ed a film musicali. All'inizio degli anni settanta fece conoscere Minnie Minoprio e fu coreografo per i programmi Hai visto mai? (con Lola Falana), Formula due, Chi? condotto da Pippo Baudo. Nel 1978 ritrovò Delia Scala e con lei condusse Che combinazione !, mentre l'anno successivo presentò il varietà Così per caso, insieme a Cecilia Buonocore e con la partecipazione di Elton John quale ospite fisso.

Negli anni ottanta fu protagonista di Pronto chi gioca?, il programma di Gianni Boncompagni, con Giancarlo Magalli e Enrica Bonaccorti su Rai uno. Pippo Baudo l'aveva avuto come ospite nel 1992 a Partita doppia.

Nel 1985 ha condotto Quo vadiz?, con Maurizio Nichetti e Sydne Rome, con i disegni di Bruno Bozzetto. Partecipò l'anno seguente alle trasmissioni di Raiuno Vincerai e Regali di Natale su testi di Marco Di Tillo.

Ha partecipato al Festival di Sanremo 1999 come "coreografo" ed insegnante di danza della co-conduttrice Laetitia Casta, con la quale improvvisò diversi siparietti comici durante le serate in diretta. Nello stesso 1999 ha preso parte al film di Leonardo Pieraccioni Il pesce innamorato nel ruolo di Pacini.

Vita privata

Ebbe una relazione di oltre 20 anni con il suo manager Livio Costagli, morto di AIDS nel 1994 a soli 44 anni. A seguito della morte del compagno dovette affrontare una causa legale con i familiari del Costagli, i quali impugnarono il testamento olografo in cui l'estinto lasciava tutti i suoi beni a Don Lurio,[2] che dovette lottare a lungo per veder riconosciuti i suoi diritti all'eredità.[3]

È morto nel 2003 a causa di un attacco respiratorio al Policlinico Gemelli di Roma lasciando come testamento di istituire una borsa di studio a suo nome per l'Accademia Nazionale di Danza. È sepolto nel cimitero del Verano.


Galleria fotografica e stampa dell'epoca

1967 04 23 Tribuna Illustrata Don Lurio introDomanda. « Studio uno », mutato il nome in « Sabato sera », e con una splendida scenografia da « Concilio Vaticano III », si è ripresentato al pubblico sostanzialmente identico. Pardon! E’ cambiato il coreografo: al posto di Hermes Pan, c'è lei, ma anche le sue coreografie sono all’americana.

Risposta. E’ mio il titolo di coreografo ufficiale di « Studio uno », essendo la partecipazione di Hermes Pan una parentesi relativa alla edizione dello scorso anno. Lei parla poi di coreografie all'americana. Ebbene, preferisco chiamarle coreografie alla Don Lurio.

D. Certo, se preferisce, chiamiamole così. Lei, a suo modo, è un divetto della nostra televisione, qualifica che non possono vantare gli altri coreografi-ballerini, il cui lavoro è rimasto più in ombra. Come spiega il fatto? E’ più bravo degli altri o è più fortunato?

R. Mi mette in un terribile dilemma, amico. Che dirle? Quando gioco a carte, perdo sistematicamente; quando lavoro — anche per sedici massacranti ore consecutive — può darsi che sia più fortunato e che il prodotto della fatica riesca bene. Decida lei.

D. Rimettiamoci al popolo. In questi anni di glorie e di tempeste di «Studio uno », il popolo lo ha acclamato re del balletto nazionale. Però, dommage! Con dieci centimetri di statura in più, quale altra imponenza avrebbe avuto la sua regalità!

R. Per il vostro nobile paese è un destino avere piccoli re. Pensi: Vittorio Emanuele III era più basso di me!

D. Giusto, Don Lurio; mi era sfuggito il particolare. Tornando a « Sabato sera », molta gente è convinta che la trasmissione sia in mano a una cricca di amici, che fa il bello e il cattivo tempo, e che lei fa parte del clan.

R. La gente dice sempre tante cose, lo so; e l’andar dietro alle dicerie ci farebbe sperdere in intricati labirinti. Personalmente, distinguo nettamente lavoro
da amicizia. I miei amici più sinceri li annovero in tutt’alt.ro ambiente.

D. Nato in televisione come elemento esotico, si è poi trasformato in elemento permanente, diventando quasi un idolo domestico. Mi chiedo se lei oggi sia ancora popolare per inerzia, oppure perché ha ancora qualcosa da dire al nostro pubblico.

R. La prego di lasciarmi la consapevolezza — o se vuole, l’illusione — di avere ancora qualcosa da dire, perché se un artista è convinto del contrario, significa che per lui è giunto il momento di scomparire.

D. Ma queste coreografie, che la TV infila dappertutto, sono proprio essenziali ad uno spettacolo di rivista? Il pubblico chiede sempre cose più distensive e leggere in fatto di varietà, e dunque un varietà senza i soliti balletti potrebbe risultare più agile e digestivo.

R. Ben venga questo varietà ben congegnato, veloce e sufficientemente fantastico da fare a meno dei balletti e, perché no? delle musiche. Ma lei, uno spettacolo simile, saprebbe farlo? Ritengo che molti (e lei è tra questi), non sappiano valutare nella giusta misura la funzione e l’importanza delle coreografie.

D. Forse è così. E dato che i balletti ormai non ce li toglie più nessuno, approfondiamo le nostre conoscenze in materia. E’ più importante la bravura dei singoli esecutori o la facoltà di sintesi del coreografo?

R. Dipende. Se un balletto è basato sulla esibizione di solisti, la loro bravura è fondamentale.

D. Che effetto le fa sapere che per la massa dei telespettatori giovanissimi, lei, questa volta dietro le quinte, Mina, sempre più paludata, e gli altri semidei di « Sabato sera » siete dei vecchi incartapecoriti?

R. E’ poi vero? Io vado al «Piper» e ballo con i giovanissimi, mi confondo con loro. L’età è quella cosa che uno si sente, non quella che ha.

Antonio Sangiorgi, «Tribuna Illustrata», 23 aprile 1967



Filmografia

Rocco e le sorelle, regia di Giorgio Simonelli (1961) comparsa
Pugni pupe e marinai (1961) nel ruolo di sé stesso
Totò di notte n. 1 (1962) comparsa
Canzoni a tempo di twist (1962) comparsa
Il magnifico Bobo (The Bobo), regia di Robert Parrish (1967) nel ruolo di Ramon Gonzales
Casinò de Paris, regia di André Hunebelle (1957)
"FF.SS." - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?" (1982)
Arrivano i miei (1982)
Quo vadiz? (1984)
Il pesce innamorato (1999) nel ruolo di Pacini

Spettacoli teatrali

Peter Pan, regia di Jerome Robbins (Broadway, 20 ottobre 1954)

Discografia

1961 - Da-Da-Un-Pa/The Astaire Beat (Dischi Ricordi, 7")
1979 - Ruba Ruba/Square Disco Dance (Ariston, 7", 12")
1980 - Ballo tutto/Imparare a ballare (Ariston, 7")

Libri

Balla con me, Bietti, 1980

Note

  1. ^ Personaggi famosi al Cimitero del Verano, servizifunebricomunali.it. URL consultato il 14 febbraio 2017.
  2. ^ Don Lurio, cuore e denari
  3. ^ Biografia di Don (Donald Benjamin) Lurio