Anna Maria Ferrero, la ragazza che ha messo le ali

Ritratto di una giovane promessa del teatro accanto a Vittorio Gassman

AM La ragazza che ha messo le ali


Nel 1956 la giovane attrice italiana Anna Maria Ferrero, già rivelazione del teatro classico accanto a Vittorio Gassman, vive un’intensa stagione artistica tra il film Kean tratto da Dumas e Sartre, il ricordo del debutto nell’Amleto, le nuove prove dell’Otello e il crescente successo nel cinema e nel teatro italiano degli anni Cinquanta.


Anna Maria Ferraro definita dalla sua rivale in amore e in arte “una ragazzina insignificante accanto a Vittorio Gassman una delle attrici di prosa più sensibili e dotate

Roma, agosto

Quest'anno, niente vacanze per Anna Maria Ferrero. I suoi unici giorni di riposo sono state le domeniche: le sue saltuarie mete balneari, quelle dei romani meno abbienti. Ostia e Fregene, a seconda dell’ora in cui Gassman decideva di interrompere la lavorazione del Kean: se prima dell’una di notte, Fregene; se, come è accaduto più di una volta, non prima delle tre o delle quattro, allora Ostia. «Proprio come i soldati», dice la giovane attrice, ma senza alcun rammarico nella voce, anzi ridendo. La scommessa con il tempo ingaggiata da Vittorio Gassman, il quale si è impegnato a realizzare cinematograficamente il nuovo Kean di Sartre in tre settimane, ha richiesto prima di tutto una partecipazione volonterosa da parte degli attori. E la Ferrero ha dato la propria, come gli altri, con tutto il cuore, interpretando in un solo giorno anche tre personaggi diversi, sottoponendosi perfino a tre ore di trucco, provando e riprovando, con un caldo da svenire, senza battere ciglio.

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LA LAVORAZIONE DEL FILM "Kean” di Dumas rielaborato di Sartre che Gassman si è impegnato a realizzare nel giro di tre settimane, è costato ad Anna Maria un "tour de force" senza precedenti: in un giorno solo ha dovuto interpretare tre personaggi diversi, con un regista intransigente come Gassman.

Ma non è la prima estate che essa trascorre lavorando: sono infatti ormai tre anni che Anna Maria non ha un momento di tregua. Da quando, nel ’53, debuttò nell’Amleto, la sua vita è stata un continuo alternarsi di teatro e di cinema, di prove e di recite, di recite e di film: dopo l'Amleto, due film, e dopo il Kean a teatro altri cinque film, ora il Kean per il cinema, domani le prove dell'Otello. Una sola volta si trovò con un mese e mezzo di tempo libero, ma arrivò un’offerta per il film Cime tempestose, ed essa non seppe dire di no. Non sa dire mai di no ad un’offerta. Le sembra che ogni offerta contenga qualche lato interessante; ma soprattutto non sa vedersi con le mani in mano, dopo cinque giorni che sta senza far nulla diventa nervosa. Già di sua natura era irrequieta, ma la vicinanza di Gassman ha accentuato questo lato del suo carattere. 

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«Egli», essa dice, «le ha trasmesso, poco per volta, il veleno dell’attivismo e del teatro». Cominciò, quasi distrattamente, quando partendo per Hollywood le mise in mano il testo dell’Amleto. Le disse di leggerlo, di provare a pronunciare ad alta voce qualche battuta, di riflettere sulla proposta di entrare a far parte della sua Compagnia. Anna Maria aveva 19 anni. Il palcoscenico l’atterriva. La intimidiva Gassman, così volitivo e autorevole. Un giorno partì per Locarno assieme alla madre e da qui scrisse una lunga lettera a Gassman, in America; gli spiegava che aveva riflettuto a lungo e che aveva deciso, «per motivi di forza maggiore», di rifiutare la sua proposta. Non sarebbe stata Ofelia: e invece lo fu, sia pure in extremis. Tornata a Roma, rivide gli attori della Compagnia; la madre la spinse: «Non fare la stupida», le diceva, «se Gassman ti ha scelto, significa che ha fiducia in te»; l'attore fu con lei completamente diverso da come se lo era immaginato, fraterno e paziente. Insomma, a settembre firmò il contratto e due mesi dopo debuttava a Sanremo.

DA QUANDO NEL 1953, Anna Maria Ferrero ha debuttato nell’ "Amleto" la sua vita è stata un continuo alternarsi tra teatro e cinema Accanto a Gassman, che le ha trasmesso l’ardore per le scene, il suo temperamento di bambina, pur conservando la istintiva grazia, è andato maturando. La carriera teatrale di Anna Maria coincide con la vicenda sentimentale dei due attori.DA QUANDO NEL 1953, Anna Maria Ferrero ha debuttato nell’ "Amleto" la sua vita è stata un continuo alternarsi tra teatro e cinema Accanto a Gassman, che le ha trasmesso l’ardore per le scene, il suo temperamento di bambina, pur conservando la istintiva grazia, è andato maturando. La carriera teatrale di Anna Maria coincide con la vicenda sentimentale dei due attori.

Il ricordo di quella serata è ancora vivissimo e angosciosamente presente alla sua memoria. Sapeva che stava mettendo in gioco tutto: non soltanto il suo destino di attrice teatrale, ma anche quello di attrice cinematografica. Se falliva, falliva per sempre. Fino a cinque minuti prima di entrare in scena fu straordinariamente calma; poi, di colpo, si accorse di aver dimenticato tutto, «Oh Dio. non parlo!», si ripeteva angosciata. Entrò in scena e durante la battuta di Laerte si sforzò di ricordare la propria. Niente, la sua testa era vuota come una zucca. Quando però Laerte terminò di parlare, automaticamente, da sola, la battuta le venne alle labbra; e fu così per tutta la recita durante la quale tirò avanti come una sonnambula. Alla fine, era stanca, pallida e disfatta come se avesse sollevato, per tutto quel tempo, dei pesi enormi. Questo supplizio durò per un paio di mesi; poi, piano piano, confortata dagli elogi, si scrollò di dosso la paura, acquistò un po’ più di fiducia in se stessa, azzardò perfino qualche sguardo e qualche pausa che Gassman non le aveva insegnato.

La carriera teatrale di Anna Maria Ferrero cominciò così; e contemporaneamente cominciò anche la sua storia sentimentale con Gassman. Tutte e due, ancora oggi, procedono parallelamente. Per coloro che giudicano dai precedenti e dalla irrequietezza sentimentale dell’attore, questo è un mistero quasi insondabile.

DOPO ESSERE STATA una sensibile Ofelia, Anna Maria si prepara a interpretare, nella prossima stagione, un altro difficile personaggio del repertorio shakespeariano, quello di Desdemona. Le prove per la messa in scena del nuovo dramma sono già iniziate e le recite dureranno fino a tutta la prossima primavera.DOPO ESSERE STATA una sensibile Ofelia, Anna Maria si prepara a interpretare, nella prossima stagione, un altro difficile personaggio del repertorio shakespeariano, quello di Desdemona. Le prove per la messa in scena del nuovo dramma sono già iniziate e le recite dureranno fino a tutta la prossima primavera.

Fra Shelley Winters, donna dalla personalità spiccata e tutt’altro che arrendevole, e colei che la Winters definiva una "ragazzina insignificante", vinse la ragazzina insignificante. E il mistero si spiega forse con il fatto che Anna Maria Ferrero è ancora una ragazzina, tutt’altro che insignificante, ma una ragazzina. Il successo non l’ha guastata per niente. Le piace giocare. Fare lo sgambetto agli operai della troupe, dando la colpa ad un altro. Se il lavoro va per le lunghe, sbuffa come una scolara annoiata; se qualcuno ha occupato la sua sedia, si siede in grembo alla sua sarta, che è una donnona grossa tre volte più di lei.

Stelio Martini, «Tempo», anno XVIII, n. 36, 6 settembre 1956


Stelio Martini, «Tempo», anno XVIII, n. 36, 6 settembre 1956

Autore delle fotografie: non identificato
Fonte originale: Stelio Martini, «Tempo», anno XVIII, n. 36, 6 settembre 1956
Riproduzione digitale: tototruffa2002.it
Diritti: © rispettivi aventi diritto – immagini riprodotte per finalità storiche e documentarie.

🎭 Conclusioni

Nel ritratto pubblicato da Stelio Martini sul settimanale «Tempo» nel settembre 1956 emerge l’immagine di una giovane attrice in piena formazione: Anna Maria Ferrero, appena ventenne, attraversa una fase decisiva della propria carriera tra il debutto teatrale nell’Amleto, la collaborazione artistica con Vittorio Gassman, il duro lavoro sul film Kean tratto da Dumas e rielaborato da Sartre e la preparazione dell’Otello. Il racconto restituisce l’atmosfera del teatro italiano degli anni Cinquanta, fatto di compagnie, tournée, prove interminabili e passioni artistiche totalizzanti, mostrando come il talento istintivo della Ferrero maturi rapidamente accanto a uno dei protagonisti della scena nazionale. Tra cinema e palcoscenico, tra timidezze giovanili e crescente sicurezza scenica, questa testimonianza giornalistica documenta un momento significativo della storia del teatro e del cinema italiano del dopoguerra.