Abbe Lane vuole essere la terza "L"

1955-Abbe-Lane

1955-11-10-Tempo-Abbe-Lane

Xavier Cugat ha deciso che nel cinema italiano, dopo Lollobrigida e Loren, c’è un posto vuoto per sua moglie Abbe Lane: da Roma partirà dunque il loro assalto allo schermo.

Roma, ottobre

Xavier Cugat ha deciso: Abbe Lane diventerà una stella del cinema, l’Italia sarà il suo trampolino di lancio, e l’esempio cui guardare, la meta alla quale tendere avrà il nome di Rita Hayworth. La decisione è maturata nel corso di quest’anno e si è concretata in questi ultimi giorni del soggiorno romano della celebre coppia. Ciò non significa che Abbe smetterà di cantare e di ballare; tutt’altro, soltanto essa ballerà e canterà d’ora in avanti sullo schermo, contorcendosi davanti a milioni di spettatori, al ritmo delle canzoni che suo marito compone ogni giorno per lei, che è la sua regina e la ispiratrice.

Sdraiata in una poltrona nella hall dell'Excelsior, le braccia nude nonostante la stagione avanzata, la rotondità del collo messa in risalto da una sottile catenina d’oro, Abbe segue attenta le parole di Cugat. Non ne perde una. Assentisce. Al nome della Hayworth un brivido la percorre e sorride ergendosi sul busto. Le piace ascoltare suo marito parlare del suo avvenire; egli trova sempre le parole giuste, le espressioni che rispondono ai suoi più vivaci desideri.

1955 11 10 Tempo Abbe Lane f1
 Abbe Lane, in visita a Roma, accenna spesso a movimenti di danza: è il suo modo istintivo di esprimersi.

Non potendo ignorare i desideri della moglie, che egli stesso ha contribuito a esaltare, Cugat se ne fa interprete e li precede; e senza parere cerca di guidarli, di smorzarli, di incanalarli per non esserne travolto. C’è di mezzo il suo matrimonio — il quinto — il suo amore per Abbe, e un ragguardevole giro di affari in cui i loro due nomi sono ormai indissolubilmente legati. E' tutta questione di accorta regia in questo inevitabile match fra il cinquantenne compositore di mambi e la sua indiavolata ballerina; e Abbe — Cugat non se lo è dimenticato — il primo round lo vinse assolutamente di prepotenza. Chi può dire che cosa si cela in quelle sue arie di pantera addomesticata e strisciante? Accadde quattro anni fa. Xavier Cugat andava cercando una nuova interprete delle sue creazioni e capitò una sera in un teatro secondario di Broadway. Fra le ballerine di prima fila c’era una ragazza dai capelli rame, più nuda che vestita, giovanissima. Egli la notò subito. Che cosa gli piacque di lei? «Oh», dice Abbe, ridendo, nel suo curioso linguaggio metà inglese e metà spagnolo, «gli piacquero i capelli, gli occhi, la bocca, il vestito, la linea del corpo, gli piacque tutto, tutto». E la sua scelta fu fatta.

La spiegazione di Cugat è più tecnica. Egli racconta che vide una ragazza graziosa, molto americaneggiante nel modo di muoversi e di cantare, però con qualcosa di ardente, un che di spagnolo che la distingueva dalle altre e che lo interessò. Ma la sostanza dei fatti, comunque siano andate le cose, non cambia: per la focosa ragazzina di diciannove anni si era dischiusa la porta della fortuna. Fino ad allora aveva bussato e strepitato invano. Figlia di genitori di modesta condizione, Abbe aveva vissuto gli anni dell’infanzia a Brooklyn e fu lì che imparò, probabilmente dai figli dei nostri emigrati, alcune parolacce che l’anno scorso erano tutto ciò che conosceva della lingua italiana. A quattro anni fece la sua prima prova di attrice. Cantò alla radio. Aveva una voce molto più consistente e piena di quanto non lasciasse supporre la sua giovanissima età.

1955 11 10 Tempo Abbe Lane f2
NATA DA GENITORI americani il 17 dicembre 1932 a New York, ma con ascendenza spagnola da parte di madre, Abbe Lane, oggi signora Cugat, era ballerina di fila a Broadway quando fu scoperta, quattro anni fa, da Xavier Cugat. Abbe lavorava nella rivista ”I ragazzi dai piedi scalzi”.

Del resto, non passarono undici anni che Abbe fece il suo primo vero debutto sul palcoscenico. Dopo il debutto, che non andò nè bene nè male, Abbe cercò ma invano di sfondare, firmò un piccolo contratto con la televisione, poi ci fu rincontro con Cugat. Su ciò che seguì i coniugi Cugat oggi amano sorvolare ma ormai esso è consegnato alla storia del pettegolezzo internazionale.

Accadde cioè che il famoso compositore di ritmi ispanoamericani, per di più cinquantenne, venne sorpreso alle quattro del pomeriggio nella stanza di Abbe Lane, in un albergo di Los Alamos; la porta della stanza era aperta; le scarpe del musicista nel corridoio, davanti alla porta. il divorzio di Cugat dalla sua quarta moglie fu inevitabile. E la ballerina diciannovenne, ormai scatenata, sembra vi abbia contribuito prendendo a schiaffi la moglie del suo futuro marito. Fu gelosia? Fu astuzia femminile? Abbe ha dimenticato, smentisce assolutamente la scena degli schiaffi; ma la sua giustificazione — «non rientra proprio nel mio carattere» — appare scarsamente convincente. Cugat dal canto suo se la cavò con la condanna a mille-duecento dollari al mese di alimenti e senza rimpianti: la sua penultima moglie amava soprattutto la vita di società, non lo seguiva mai, egli si sentiva solo.

1955 11 10 Tempo Abbe Lane f3
IL PRIMO FILM ITALIANO di Abbe Lane sarà "Lo scapolo"; i coniugi Cugat hanno in progetto di partecipare in seguito ad altri film in Italia, avendo scelto Roma come base d’operazioni cinematografiche. Negli ultimi anni il musicista e la sua quinta moglie hanno dato spettacoli in mezzo mondo.

Sono passati, da allora, poco più di tre anni e il ménage dei coniugi Cugat è un esempio di perfetta armonia coniugale. Dopo la scena degli schiaffi, che denotava un temperamento irrequieto, Abbe ritrasse completamente le sue unghie e divenne una moglie affezionata, fedele, e perfino moderatamente gelosa. Essa non fa nulla, non esce, non concede interviste, non si fa fotografare, senza prima aver chiesto il permesso di Cugat; egli le insegna lo spagnolo, ora anche l’italiano, quando capita la porta a visitare i musei e oggi Abbe è in grado di distinguere a prima vista un Velasquez da un Goya, artisti di cui prima non conosceva neppure i nomi. In compenso, in questi tre anni essa ha girato mezzo mondo e ha avuto tutto ciò che aveva sognato: il successo, gli applausi di pubblici deliranti («oh, il pubblico italiano, meraviglioso simpatico divino!...»), una tenuta in California, con un allevamento di 2000 microscopici Ciuaua, una villa a Hollywood, fama e ricchezza.

1955 11 10 Tempo Abbe Lane f5
AVEVA SOLTANTO quattro anni, Abbe Lane, quando sali per la prima volta su un palco-scenico; ne aveva sei quando cantò alla Radio americana e quindici quando debuttò come ballerina. Queste fotografìe sono state eseguite da Paolo Costa nella zona dell’ ”EUR”.
1955 11 10 Tempo Abbe Lane f5

E’ felice, perennemente sul punto di scoppiare a ridere, ma sarebbe un’ingenuità dire che e paga di quanto ha avuto. Nata in America ma di origine spagnola per parte di madre, Abbe è una creatura di una femminilità vorace. Ama gli sports, cavalcare sciare giocare a tennis, come un’americana, ma adora essere protetta, vezzeggiata, ammirata, come una europea. Una delle sue passioni più forti è la corrida, n combattimento nell’arena la incanta, la fa soffrire; la vista del sangue la eccita, ne parla con piccoli gridi soffocati. Le piace tanto che ha voluto registrare le sue impressioni su di un nastro magnetico, dal quale Cugat ha fatto ricavare un libro, Rampato non senza fortuna in America. E naturalmente le piace spendere, comprarsi toilettes, pellicce lussuose e soprattutto gioielli. Quando parla di gioielli i grandi occhi le si illanguidiscono di un’infantile cupidigia. Fra tutti preferisce gli zaffiri. Ne ha uno, infilato al dito, che sembra un sasso. «Costa», essa dice, c 40 mila dollari», ma possiede una perla che vale il doppio.

1955 11 10 Tempo Abbe Lane f6
XAVIER CUGAT, che nella foto è con la bella moglie, è nato a Barcellona il giorno di Capodanno del 1900. Andò in America giovanissimo, come violinista e accompagnatore di Enrico Caruso. Poi fu carica-turista in un giornale, il ”Los Angeles Times”, e infine, una quindicina di anni or sono, si dedicò alla musica da ballo diventando ”il re della rumba”

L’abilità di Cugat, che prima di sposarsi confessa di aver considerato seriamente lo scarto degli anni, consiste nell’aver stretto con questa donna pericolosamente conturbante una segreta alleanza. Un’alleanza nella quale sentimenti, ambizioni, lavoro, successo, interessi, sono strettamente legati gli uni con gli altri. In questi giorni, per esempio, Cugat ha composto una canzone nel nuovo ritmo ”cha-cha-cha” da lui inventato, che sarà il ballo di moda della nuova stagione. La canzone si intitola ”Ruata mu-chacha-cha”. Naturalmente gliel’ha ispirata Abbe, la bella muchacha è lei. Sarà incisa in America su migliaia di dischi, Abbe la canterà nel suo primo film italiano, Lo scapolo, costituirà, insieme a tutte le canzoni che essa gli ispira, l’accompagnamento indispensabile della sua nuova carriera cinematografica. «Ormai», conclude maliziosamente Cugat, «in Italia esistono tre L: Lollobrigida, Loren, Lane». Sorridendo Abbe lo guarda, e dolcemente il suo corpo sinuoso si appoggia a quello, un poco tozzo, di lui.

Stelio Martini, «Tempo», anno XVII, n.45, 10 novembre 1955


Tempo
Stelio Martini (foto di Paolo Costa), «Tempo», anno XVII, n.45, 10 novembre 1955