Anna e Giulietta dietro le sbarre

1958 Masina Magnani

1958 09 28 La Domenica del Corriere aLX n39 Masina Magnani intro

Per il nuovo film di Renato Castellani, la Magnani e la Masina si sono trasformate in criminali e hanno trascorso qualche tempo in una immaginaria galera.

Anna Magnani e Giulietta Masina hanno trascorso assieme alcuni mesi, in una dimora di riposo e di meditazione della quale avevano varcato la soglia senza entusiasmo. Nessuno ci va volentieri, si trattava della prigione. Chi vive nelle camerate del carcere, dietro le sbarre, non tarda a stringere amicizia: è accaduto anche ad Anna e a Giulietta, sebbene avessero e-sperienze e temperamenti diversi. La prima era una briccona di quelle che la polizia registra nel libro nero della delinquenza abituale e batteva il primato della recidività; l’altra, Giulietta, era un’ingenua alla quale era stato attribuito un furto commesso da qualcuno che aveva abusato della sua credulità.

1958 09 28 La Domenica del Corriere aLX n39 Masina Magnani f1Anna Magnani nella clausura del carcere: sfrontata e cinica nella prima parte del film, risoluta a mutar vita nella seconda.

Ciò che è avvenuto alle due detenute non è diverso da ciò che accade a tante altre. Il carcere le ha radicalmente trasformate. Anna Magnani, stanca di un’esistenza irregolare, che le imponeva di considerarsi in conflitto con la società, ha trovato la strada della redenzione attraverso la nausea: nausea della disonestà, della clausura, di se stessa. Giulietta Masina, invece, ammaliziata dai cinici ammonimenti delle compagne, ha imparato come si contravvenga alla legge senza soffrirne il castigo: da ora in poi ruberà davvero, ma eviterà di farsi sorprendere. Così il crimine ha perduto una sacerdotessa e ha trovato ima neofita.

Questi casi, naturalmente, non riguardano la Magnani nè la Masina, bensì Egle e Lina, i personaggi che le due attrici raffigurano nel nuovo film diretto da Renato Castellani e da poco portato a compimento, Nella città l’inferno. Un titolo terrificante, attribuito a una pellicola desunta da un romanzo che ha sul frontespizio un’intestazione più pacata ma altrettanto significante : «Roma, via delle Macellate», di Isa Mari. Vi sono parecchi motivi di interesse, attorno a questa nascente opera cinematografica, cui conferisce autorità il nome del regista: ma' l’interesse maggiore nasce dal fatto che vi prendono parte le due attrici, le più dotate del nostro schermo, e che recitano fianco a fianco.

1958 09 28 La Domenica del Corriere aLX n39 Masina Magnani f2Giulietta Masina, candida detenuta, diviene fin troppo esperta grazie agli ammaestramenti delle compagne.

Per Anna Magnani si tratta di un ritorno, anzi di due ritorni. Le sue scritture americane, negli ultimi anni, sembravano averla definitivamente trasferita da Cinecittà ad Hollywood; si pensava che fosse difficile recuperarla, per il nostro cinema. E anche si temeva che ella avesse rinunciato, mutando clima, alle opere del neorealismo, cui deve le sue prime e maggiori fortune. Invece, eccola di nuovo interprete di un film italiano. di ispirazione evidentemente e crudamente veristica. Ed eccola accanto all’altra attrice che, per avere anch’essa ottenuto premi a decine, come lei, e come lei un «Oscar», poteva essere giudicata sua rivale.

Giulietta Masina, ripetendo l’esperimento di «Fortunella», anche per il nuovo film ha lavorato senza la regìa di suo marito, Federico Fellini, e il distacco contraddice a una regola fortunata. La strada e Notti di Cabiria sono le testimonianze più felici della loro collabo-razione artistica. E’ sembrato giusto a tutt’e due, e non senza ragione, tentare nuove vie, ciascuno con la propria personalità.

Nella città l’inferno è ancora un’opera ignota; non ne conosciamo che il canovaccio e alcune immagini. Castellani ha lavorato poco, negli ultimi tempi, ma non è regista di rapida improvvisazione, riflette a lungo prima di collocare i quadri sul telaio. E’ probabile che il suo nuovo film mantenga ciò che promette, l’attesa difficilmente andrà delusa; tuttavia, è troppo presto per pronunciarsi. Certo, il mondo delle irregolari, che si ribellano alla morale della gente sana e nel penitenziario si sentono vittime d’una vendetta della società, invece che colpevoli obbligate all’espiazione, è un mondo da non ignorare. Il cinema — e specialmente quello americano — ha più d’una volta descritto le prigioni femminili, non senza compiacimenti morbosi; supponiamo che Castellani sia riuscito nel suo intento nella misura in cui il suo buon gusto l’avrà indotto a rinunciare a questi compiacimenti. La tentazione era forte, ma il regista è capace di autocontrollo.

1958 09 28 La Domenica del Corriere aLX n39 Masina Magnani f3Un’inquadratura nell’angustia della triste camerata: Egle dà lezione a Lina, la Masina. L’allieva supererà la maestra.

La galera è, di norma, e purtroppo, troppo popolata perchè tutto si risolva in un duetto Magnani-Masina. C’è anche Myriam Bru, condannata per infanticidio; c’è Cristina Gajoni, giovane ladra romantica; e ci sono Milly Monti, Angela Portaluri, Virginia Benati e tante altre. Nelle tristi camerate chiuse dalle sbarre di ferro, si snoda una vicenda corale, un dramma con molte voci e con molti affanni. Si può mettere assieme un lavoro intimista, di quelli che frugano nell'interiorità, anche affrontando le reazioni di una collettività, quando i casi diversi, come stavolta, confluiscano a un destino comune. Il male, diceva un saggio orientale, ha una faccia sola; è il bene che ha tanti aspetti divergenti. Nell'inferno, tutto compreso, la punizione più dura consiste in questo: che nessuno, pentito o non pentito, si sottrae alla sfibrante stanchezza della noia. Il carcere non è l’inferno, forse il titolo esagera, ma è certo una sua succursale terrestre.

Art., «La Domenica del Corriere», anno LX, n.39, 28 settembre 1958


Domenica del Corriere
Art., «La Domenica del Corriere», anno LX, n.39, 28 settembre 1958