Claudia Cardinale trova nei libri le sue eroine

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In pochi anni Claudia Cardinale ha portato sullo schermo più personaggi tratti da opere di narrativa - dal "Bell'Antonio”, a "Senilità", al "Gattopardo" - di quanti non ne siano toccati ad altre attrici nel corso di una intera carriera

Roma, agosto

Quando si sente rivolgere una domanda imbarazzante Claudia Cardinale alza sull’interlocutore gli occhi innocenti e attende un attimo prima di rispondere. L’effetto è immediato: chi interroga perde tutta la sua aggressività e diviene incapace di replicare se l’attrice risponde con una frase completamente staccata dal dialogo precedente. Allora gli occhi innocenti divengono maliziosi, soddisfatti dell’ espediente riuscito.

Gli occhi innocenti sono il requisito cinematografico di Claudia, quelli maliziosi sono la sua personalità letteraria. Pochi si sono chiesti perchè questa attrice giovanissima, sia diventata rapidamente, non tanto una diva, quanto la interprete fortunata di molti personaggi letterari. Credo che il segreto sia tutto nella sua mutevolezza, nella possibilità di cambiare rapidamente non tanto di espressione quanto di atmosfera, cioè di trasformare l’ambiente che ruota intorno a lei.

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Se dovessi definirla direi che è la più letteraria delle attrici, e non soltanto di quelle italiane. E’ certamente quella a cui, in pochi anni di attività, sono toccati assai più ruoli tratti da opere di narrativa di quanti non ne siano capitati ad altre in una intera carriera. Potrebbe essere un caso: conseguenza dell’attuale interessamento del cinema per il romanzo a successo. Ma se proviamo a fare il "conto alla rovescia”, cioè a immaginare Claudia come possibile protagonista di altri film tratti da opere di narrativa, ci accorgiamo che la coincidenza non è ristretta al nostro tempo e che la "chiave Claudia-attrice moderna" apre anche le porte antiche. Esaminate le sue possibilità come un quiz e vi verranno immediatamente alle labbra non meno di venti personaggi femminili celebri di cui Claudia potrebbe essere l’interprete ideale.

Questa attitudine letteraria è soltanto formale, cioè circo-scritta alla sua personalità fisica, oppure è coltivata? Claudia non lo ha mai detto. Ma credo che l’attrice, non da oggi, ami immaginare se stessa nei panni della protagonista femminile delle letture che l’hanno maggiormente interessata. Del resto l’attitudine letteraria è confermata dal fatto che tutti i personaggi che ha creato, anche quelli tratti da una idea cinematografica hanno finito per avere una vernice letteraria. Esempio tipico La ragazza con la valigia.

1962 09 08 Tempo Claudia Cardinale f1Claudia Cardinale davanti al tavolo di toelette nella sua casa romana. L'attrice ha compiuto da poco i ventitré anni e si trova nel momento più favorevole della sua carriera, iniziata quattro anni fa con un fortunato ruolo nei "Soliti ignoti". Da allora ha già interpretato una quindicina di pellicole.

In queste settimane Claudia Cardinale sta indossando i panni di Angelica, la bellissima protagonista femminile del Gattopardo. Il personaggio è già conosciuto da tutta quella parte del pubblico che è abituata a leggere. Il pubblico che legge è una minoranza assoluta nei confronti della massa degli spettatori cinematografici; ma è una minoranza straordinariamente attiva che influenza l’andamento delle prime visioni e può determinare stati d’animo positivi o negativi sul "coperchio” del successo cinematografico. Secondo, infatti, un esperto produttore, il film è una grossa pentola, addirittura un calderone, in cui è possibile attingere fino in fondo, ma solo a condizione che il pubblico della prima visione lo "scoperchi” completamente, cioè ne apra la via del successo.

Angelica non è la protagonista assoluta del Gattopardo, come del resto non è protagonista neppure lo stesso Gattopardo. Tutti i personaggi principali sono essenziali alla costruzione del racconto, e molti di essi perderebbero coloritura se non fossero posti a contrasto con altri che hanno decisa funzione di reagente. Angelica e Tancredi sono appunto i reagenti che determinano una trasformazione nel Principe di Salina. Tomasi di Lampedusa ha inquadrato con sottile ironia gli effetti e le cause, ha distribuito senza esitazione impulsi nobili e meno nobili a tutti i suoi personaggi. La stessa scelta dei nomi: Angelica e Tancredi, è caricaturale in quanto riecheggia gli amori eroici di una coppia
celebre nell’epica più cara ai siciliani, quella dell’Opera dei Pupi. Due marionette, quindi, che brandiscono in egual misura spade e sentimenti senza esser feriti nelle dure anime di legno e ferro.

Angelica è una splendida ragazza costruita con straordinaria generosità dalla natura e arricchita dalla propria eccezionale ambizione. Il suo gesto più deliziosamente fresco ed istintivo, quando ella corre incontro al Principe di Salina e lo chiama "Zione” entrando in casa sua come fidanzata del nipote, è predisposto in lei con maturità di attrice e con rigore matematico. Lo stesso autore ammicca compiaciuto al gioco sottile rivelando che il "particolare” aveva la stessa efficacia di una delle più ammirate notazioni di regia cinematografica.

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Gli occhi luminosi, pronti a passare da un’espressione ingenua ad una maliziosa, la bellezza calma e riposante, il sorriso accattivante e la disciplina sul lavoro sono le doti che hanno fatto di Claudia Cardinale una delle attrici preferite dai maggiori registi italiani. Nella sua breve carriera la Cardinale ha già lavorato con Monicelli, Zampa, Germi, Bolognini, Zurlini e Visconti che l'ha scelta come interprete del "Gattopardo”. Anche Fellini ha affidato all’attrice una parte nel suo "Fellini otto e mezzo”.

Saprà Claudia conservare la consumata innocenza di Angelica? Il regista ha fiducia in lei ed il pubblico pure. Il ruolo, credo è connaturale al suo temperamento estrema-mente controllato. L’attrice è, in questo caso, assai diversa dalla donna che qualche settimana fa ha detto: « Io che passo per una creatura placida, a volte devo freneticamente combattere contro la tentazione di urlare, di ridere fino al parossismo. Mi capita, di solito, durante dei terribili cocktails in cui nulla e nessuno riesce a interessarmi. Devo stringere i pugni per resistere all’impulso di commettere stranezze. Al cinema poi, quando vedo il pubblico allineato ordinatamente nelle poltrone. sono colta da una frenetica paura a cui reagirei, come le creature primitive e gli animali: urlando ».

Claudia, insomma, non mette in scena se stessa ma un’altra donna, quella che il pubblico immagina che l’attrice sia. E’ il più valido titolo interpretativo che possa vantare.

Il successo degli ultimi due anni l’ha toccata senza scalfirla. Crede fermamente nel successo perchè è stata sempre sicura di poterlo ottenere ma non gli ha concesso nulla. Riesce spesso a mimetizzarsi, a non essere riconosciuta, senza usare alcun artificio. L’ho vista entrare una sera in una affollata trattoria di Trastevere, con la stessa tranquilla disinvoltura — insuperabile — che ha un cane quando attraversa, senza guardar nessuno, un salotto affollato. Nascosta in un semplicissimo abito di cotone con i capelli raccolti come quelli di uria gitante che torna dal mare e gli occhi leggermente abbassati per nasconderne lo splendore, riuscì a non farsi notare da alcuno.

1962 09 08 Tempo Claudia Cardinale f4In un angolo del suo appartamento Claudia Cardinale ha raccolto le testimonianze fotografiche della sua carriera. Nata a Tunisi da genitori italiani, Claudia è molto popolare anche in Francia dove ha già interpretato con successo alcuni film. Nel prossimo autunno l’attrice dovrà recarsi in Inghilterra per sostenere il ruolo di protagonista in un film di Joseph Losey.

E’ ancora la ragazza volitiva, attenta, misurata, studiosa che si concede un po’ di trasognatezza solo nell’intimità, come un lusso. Sembra dotata di una invincibile resistenza alle lusinghe del successo; non sembra affatto disposta a concedere al cinema quello che il cinema sta concedendo a lei.

Ma qual è, poi, la vera Claudia Cardinale? Difficile dirlo perchè se l’attrice è della forza che appare, difficilmente qualcuno riuscirà a penetrare nella "ridotta” di orgoglio professionale in cui sembra asserragliata. Forse è un’ambiziosa, forse è una passionale, forse una donna fredda, incapace di amare, una bambina ingenua, un’adolescente maliziosa, una signorina saggia ma divorata da un interno fuoco. Forse è tutto ciò che il pubblico vuole immaginare di lei ed è insieme un’altra cosa: un tesoro nascosto che non vuole rivelarsi.

U. D., «Tempo», anno XXIV, n.36, 8 settembre 1962


Tempo
U. D., «Tempo», anno XXIV, n.36, 8 settembre 1962