Claudia l'anti-diva

1962 Claudia Cardinale lo9

1962 06 30 Tempo Claudia Cardinale intro

Il suo è il ritratto di una ragazza qualunque che si muove con compostezza, che non va mai al night-club, non fuma, non beve, non pensa ai flirt, ha paura degli uomini e, soprattutto, ha un sacro terrore degli scandali

La fortuna accompagna Claudia Cardinale. Lunedì mattina la giovane attrice stava prendendo una delle sue prime lezioni di guida. La prendeva a modo suo: stando cioè al volante con Carolina, la segretaria, al fianco, e senza nessun istruttore. Già l'anno scorso Claudia aveva tentato di imparare a guidare seguendo lo stesso sistema, ma poi aveva desistito perchè nelle strade la gente la riconosceva e rideva, mentre i motociclisti la inseguivano per chiederle l’autografo. Il sole di lunedì mattina l’aveva invogliata ad uscire in macchina, ma questa volta aveva preso la precauzione di portarsi nelle strade più deserte della campagna immediatamente vicina a Roma.

Dovete sapere che Claudia non usa il pedale del freno. Sa che esiste, sa dove si trova, sa qual è la sua funzione, ma è come se non sapesse tutte queste cose, perchè una specie di forza invincibile la spinge a non toccare mai quel pedale. Si tratta di un suo atteggiamento intimo, rivelatore di lati del carattere che soltanto uno psicologo potrebbe mettere in luce. Resta il fatto che, senza freni, un automobile diventa un oggetto piuttosto pericoloso. E con Claudia Cardinale al posto di guida, ogni automobile diventa soprattutto pericolosa.

Lunedì mattina, dunque, Claudia Cardinale pilotava (si tratta di un modo di dire) lungo un’angusta strada fra i campi. La strada era in discesa, e alla sua estremità c’era una curva, piuttosto brusca. Al centro della curva un ponticello, ancora più stretto della strada, che poteva consentire il passaggio di una sola automobile, come annunciavano i cartelli segnaletici di traffico alternato.

Quando Claudia è giunta all’imboccatura del ponte, aveva alle spalle una automobile che cercava di sorpassarla: si è accorta allora che, in senso inverso, procedeva un’altra automobile. Qualunque altro guidatore avrebbe tentato di frenare: impresa difficile, perchè, con la discesa, il veicolo aveva già acquistato velocità. Claudia, però, che ignora possibilità del genere, ha quindi imboccato con sicurezza il ponte. Come sia successo, è impossibile descriverlo: resta però il fatto che, su un ponte costruito per il traffico di una soia automobile, ne sono passate tre contemporaneamente, e nessuna ha sfiorato le altre. Un guidatore esperto non se la sarebbe cavata così a buon mercato in una situazione tanto drammatica: soltanto l’incoscienza di una principiante poteva riuscirci. Più tardi, Claudia e la sua segretaria sono restate per oltre dieci minuti immobili, con la macchina ferma, madide di gelido sudore, nel tentativo di rimettersi dallo spavento provato. Eppure, avrebbero dovuto riconoscere, nell’episodio, un altro segno della fortuna che così spesso ha accompagnato Claudia.

1962 06 30 Tempo Claudia Cardinale f1Claudia Cardinale ha ventitré anni. Attualmente è impegnata in Sicilia - a fianco di Burt Lancaster - nella lavorazione del "Gattopardo" sotto la regia di Visconti. Contimporaneamente partecipa, a Roma, ad un film di Fellini.

Non esce mai di sera

Nel pomeriggio, raccontandomi l’episodio, Claudia rideva come una pazza. Per lei, la vita sembra un continuo motivo di ilarità. Certe volte sembra che Claudia viva affacciata ad una finestra, da cui guarda il mondo e la gente, con lo stupore e la curiosità di una bambina. «E dopo che hai fatto?» le ho chiesto. «Sono andata a casa e mi sono messa a leggere, a studiare!».

Claudia abita da poco nella sua nuova villa a Castel Giubileo sulla via Salaria, così vicina alla strada ferrata che, quando passa il treno, bisogna smettere di mangiare, di studiare perchè la vita si ferma completamente: e, a sentire Claudia, passa un treno ogni due secondi. «E che cosa hai studiato?» le ho chiesto. «Mi sono messa a leggere — ha risposto — un grosso volume di Giulio Cesare Castello, ”Il divismo”, molto divertente. Del resto, bisogna pure che io sappia come si fa a diventare una diva. In quel volume, per esempio, c’è scritto che Theda Bara, che diceva d’essere araba, fingeva continuamente d’aver paura del freddo, e una volta, a una conferenza stampa, nella torrida estate americana, con 40° all’ombra, si presentò tutta coperta di pellicce, riuscendo così a creare una certa sensazione. E io, che sono tunisina, cosa dovrei fare? Potrei comprarmi un cammello e andarci in giro in via Condotti, forse?».

Se Claudia è preoccupata dal fatto di non essere una diva nel senso tradizionale della parola, evidentemente riesce a nascondere assai bene questa sua preoccupazione. Il suo modo di muoversi e di vivere, è quello di un’anti-diva. Dirò, però, che non è neanche un’anti-diva: le manca quel minimo di polemica che occorrerebbe per costruire un personaggio del genere. Il suo è il ritratto di una ragazza borghese che si muove con compostezza, si veste senza troppo gusto, non va mai ai night-club, non fuma, non beve, non pensa troppo ai flirt, ha un po’ di paura degli uomini e soprattutto un sacro terrore degli scandali.

Claudia Cardinale è in realtà Tunica attrice italiana, che in quattro anni e diciotto film, non si sia mai vista attribuire un fidanzato, vero o presunto, dalla stampa o dalle conversazioni da salotto. Il suo nome non è mai stato al centro di un pettegolezzo e non è mai stato sfiorato da una ventata di scandalo. Per raggiungere un record del genere, Claudia ha adottato un sistema molto semplice: quello di non uscire. La sera è quasi impossibile incontrarla, perfino nei ristoranti più innocenti. Andare a cena fuori con della gente significa, per Claudia, avere il timore che la stampa o i fotografi possano attribuirle un legame, o Tini-zio di un legame, con uno dei commensali. Evita quindi di uscire la sera. Di giorno il problema non si pone, perchè è quasi sempre occupata con il lavoro o con io studio.

A ventitré anni, infatti, Claudia ha una vita d’attrice che non conosce soste. Fra quelle della nuova leva, è la figura cinematografica più sopportabile, anzi Tunica. Il suo è un viso moderno, quasi asessuale: se le togliete i capelli, le resta poca femminilità. Fino ad oggi non ha dato prova di possedere grandi capacità di recitazione: eppure, in qualche maniera, sono certo che arriverà a possederle. Per il momento, il suo, è già un grosso successo: basti pensare che in questi giorni è contemporaneamente impegnata nella lavorazione dei due film più importanti che si stanno girando e cioè: ”Il gattopardo" di Luchino Visconti e il misterioso film di Federico Fellini.

Di quest’ultimo film, il cui soggetto è stato tenuto gelosamente nascosto, Claudia non ha voluto dire una parola. Io però conosco abbastanza bene la trama e alla fine mi son trovato a doverla raccontare e spiegare alla giovane attrice. In questo film, Claudia interpreta se stessa, mentre Marcello Mastroianni impersona qualcuno che assomiglia a Federico Fellini. Il film ha un netto carattere autobiografico e, pur comprendendo molti periodi diversi della vita di Fellini, è ambientato più o meno nel momento in cui il regista ha girato ”La dolce vita”. Nel film, Mastroianni ha una moglie piccola e fragile, come Giulietta Masina, impersonata da Anouck Aimée, e una amante, grande e formosa, la signora Carla, interpretata da una Sandra Milo abbondantemente ingrassata. Mastroianni è un regista cinematografico e, all’inizio del film sta facendo la cura delle acque termali a Montecatini, come Fellini fa ogni anno, e lì stende un bilancio della propria vita trascorsa e del film che ha in mente, ma che non riuscirà a girare. Il film dovrebbe escludersi con la fine del mondo e con l’intera Chiesa cattolica, Papa in testa, Cardinali e Vescovi al seguito, che entra in un grande razzo diretto verso un altro pianeta. Parte di questa scena è già stata girata ed è sorprendente notare che tutte le alte gerarchie ecclesiastiche sono impersonate da donne.

Il cinema non l'ha cambiata

Il lavoro di Fellini procede a sbalzi, a tratti, a cambiamenti d’umore, a improvvisazioni, a braccio, a getti alternati, a colpi di fulmine. Eccetto Mastroianni, che ha dovuto sfoltirsi i capelli e spruzzarli di grigio per renderli più simili a quelli di Fellini, gli altri attori non conoscono la trama del film e neanche la parte che gli è affidata. Non esiste piano di lavorazione, nessuno sa che cosa si girerà il giorno dopo, quali ambienti e quali attori occorreranno. A questo punto l’opera di Fellini assomiglia al lavoro di uno scultore che sta sbozzando un blocco di marmo. Non si sa quando finirà, ma la spesa definitiva non sarà inferiore ai due miliardi.

In questo ambiente. Claudia, abituata sotto un ritmo di vita regolato e preciso, deve evidentemente trovarsi perplessa. Fellini non soltanto la costringe ad improvvisare, ma trae una ispirazione continua dai suoi gesti, dai suoi atteggiamenti, dalle sue battute. Il film ci darà quindi anche una descrizione di Claudia Cardinale com’è nella sua realtà intima, una realtà che la vernice borghese priva di angoli e dì toni accesi.

Claudia sostiene di amare il cinema. Le chiedo se piuttosto non ama invece | tutto quello che il cinema le ha dato: denaro, successo, popolarità, diverso atteggiamento della gente nei suoi riguardi. Dopo averci pensato un attimo, Claudia, risponde: «No. In fondo, la mia vita non ha subito tanti cambiamenti, il cinema non l’ha trasformata. Certo, se fossi rimasta a Tunisi tante cose non sarebbero successe, come andare a trovare la regina di Inghilterra, per esempio, e questa è certamente una cosa che mi fa piacere. Ma, per il resto, la vita familiare che è quella che prende tutto il mio tempo fuori dal lavoro, è rimasta la stessa. Anche se fossi restata a Tunisi, la mia casa non sarebbe diversa. Parlo naturalmente dell’ambiente e dell’atmosfera mia e della mia famiglia». Claudia ha ragione. Non ama la vita mondana e andare a un cocktail è per lei un problema che può risolversi in sofferenza. Non ha ancora imparato a guidare l’automobile e balla il twist solo davanti allo specchio della sua camera. A tavola mangia poco, per paura di ingrassare, e odia le ore di posa davanti ai fotografi. Dice che la sua ambizione unica è quella di fare l’attrice.

A me sembra che quello che le piaccia di più sia ridere. Ha infatti una risata così fresca, brillante, comunicativa, che potrebbe anche rappresentare il momento migliore della sua vita La verità è che Claudia appare così semplice e spontanea che viene naturale chiedersi se, al di là di questa facciata, ci siano le sofferenze, gli slanci, la vita intima di una donna di ventitré anni. Il suo nome di battesimo è Claude, ed è un nome maschile: forse anche questo ha .contribuito a fare di lei una specie di monello che ignora il pedale del freno, che non ha l’aggressività di una femmina e che tuttavia conserva la freschezza di una ragazza tranquilla e fiduciosa.

Mino Guerrini, «Tempo», anno XXIV, n.26, 30 giugno 1962


Mino Guerrini, «Tempo», anno XXIV, n.26, 30 giugno 1962