Claudia Cardinale: un anticipo di vacanze però con divieto di tintarella

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In Australia per un film con Sordi, Claudia Cardinale si era presa un bungalow a Dunk Island. Ora che è tornata (senza abbronzatura perchè glielo impone il contratto) dice: «Era così bello, ma ormai anche questo Paese sta cambiando»

Bella, famosa, rotonda e tenera come un ricciolo di burro, intelligente anche grazie a Moravia che in un ormai famoso "incontro” la fece passare — astutamente — per stupidina: Claudia Cardinale potrebbe ispirare aggrovigliatissimi pettegolezzi. Invece se si parla di lei è unicamente perchè fa un nuovo film. Ad esempio, per due mesi è stata in Australia, con Alberto Sordi, per la "Volpe volante”. Di questo film si sa tutto, la storia (un emigrato cerca moglie per corrispondenza e dall'Italia gli arriva una prostituta), il costo (un miliardo) perfino la data d’uscita (Natale) ; molti ne scrivono, i quotidiani più seri gli dedicano fotografie. Eppure mai che a nessuno venga in mente di dire, per esempio la Cardinale si è innamorata di Sordi. Delle altre attrici si dicono cose del genere, ma forse perchè un fondo di verità c’è sempre. Riferito a lei niente è più impensabile di un amore extraconiugale. Eppure Sordi è mica da buttar via, scapolo, ricchissimo, 51 anni, un tempo parve che perfino Silvana Mangano si fosse innamorata di lui. Perchè non è possibile che piaccia anche a Claudia Cardinale? Macché. Per inventare un pettegolezzo su di lei, un giornalaccio uscito da poco s’è arrampicato sugli specchi e ha scritto la bugia più trita: vorrebbe tanto avere un altro figlio, ma poverina non può per la sua situazione irregolare. La Vides ha replicato con una lettera in cui spiegava: 1) la signora Cardinale non desidera altri figli; 2) la sua situazione è regolarissima avendo sposato il produttore Cristaldi all’estero. Alla Vides bisogna credere: appartiene proprio al marito dell’interessata.

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Non c’è che da riportare ciò che racconta. Di sè non vuole dire niente, non vuol dire per esempio se sposa un’altra volta o no il suo produttore. Ora che Cristaldi ha ottenuto il divorzio italiano da Rosa Simonetti, lo potrebbe fare. Forse anzi lo ha già fatto. Ma tutti sanno come sia brava a mantenere i segreti. Tre anni fa il pubblico la credeva una ragazzina e invece se la ritrovò con un figlio di 8 anni. Parla però volentieri dell’Australia, uno dei pochi posti dove non era ancora stata. E’ interessante ascoltarla, l'Australia è così di moda, i giornali ospitano continuamente pagine di pubblicità che dicono: "Venite a vivere qui”; sicuramente nei prossimi anni molte persone andranno a lavorare laggiù e forse ad arricchirsi.

In Australia mi hanno molto colpito le casette tutte circondate da prati d’erba che non è erba ma plastica

Signora, ci vuole dire com’è l’Australia?

«Com’è veramente si vedrà benissimo dal film "La volpe volante”: Sordi è un elettricista che ripara i fili della corrente continuamente rotti da animaletti chiamati appunto volpi volanti. In definitiva un povero cristo che lavora duramente come fuori dal mondo, sempre in macchina per via di quelle grandi distanze. Decide di prendere moglie ma non può sposare ragazze di lì. sono troppo diverse, troppo lontane da lui. Si accontenta di una prostituta venuta dall’Italia semplice-mente perchè in lei ritrova la terra lontana. E’ proprio questo il dramma dei nostri emigrati: ne ho conosciuti tanti, tutti vogliono guadagnare in fretta quello che servirà a costruirsi un’altra vita. Poi sognano di tornare. Invece restano, impegnati nella "Australian way of life”: la casetta comperata in tre anni di lavoro, la casa del vicino almeno a dieci metri; e sempre una girandola di biancheria da asciugare, le cassette di coca-cola vuote, le carrozzelle di bambino, l’odore della carne gettata sulla griglia, la polvere rossa che rende paonazzi un po’ tutti, i prati da annaffiare con l’acqua che costa così cara. Così hanno il prato finto, di plastica; solo i miliardari hanno i prati fatti di erba vera. E questo dappertutto: nelle megalopoli di Sydney, Melbourne, Brisbane, Adelaide, Perth (dove si pigiano i tre quarti dei dodici milioni e mezzo di australiani), e anche nel resto del continente abitato però da piccolissimi gruppi».

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Però è Australia anche Dunk Island, dove lei ha passato questa vacanza, prima di tornare in Italia.

«Sì, e lì era bello davvero. Sembrava la Tunisia dove sono cresciuta. Di diverso c’era soltanto che dovevo star sotto le palme, che non posso abbronzarmi, per contratto. Però, vede, in Australia accade quello che accade in Europa: sono poche le "ultime spiagge", i paradisi puliti in un mondo inquinato. L'Australia è pulita dove è assolutamente spopolata, ma dove è popolata, Io è in un modo così urbanizzato da creare condizioni di inquinamento identiche alle nostre. Purtroppo gli austrialiani sanno che è vicina la fine del "bush”, la gran macchia di arbusti e di eucalipti che la ricopriva tutta. Io ho visto tanti eucalipti spelacchiati, tanti arbusti secchi dove stanno accovacciati soltanto corvi e sparvieri».

Sandro Villa, «Tempo», anno XXXIII, n.21, 22 maggio 1971


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Sandro Villa, «Tempo», anno XXXIII, n.21, 22 maggio 1971