Oh, Giovanna visitiamo il Colosseo

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Roma, agosto

«Il grande successo del mio ultimo film — dice Giovanna Ralli, — "Una prostituta al servizio del pubblico”, mi ha portato una lunga serie di proposte. Ho scelto quella di Eriprando Visconti: un ruolo di insegnante in un film di denuncia sull’ambiente della magistratura. Comincerò il film a ottobre». Seduta nel suo elegante salotto dei Parioli, indossando un saio rosso alla moda, sorseggiando acqua minerale ghiacciata, Giovanna Ralli inizia subito a recitare, con molta diligenza, la parte di attrice intervistata. E ci rimane un po' male quando la blocco per dirle che non mi interessa sapere cosa ha fatto, cosa sta facendo e cosa farà. Per una volta tanto vorrei sapere invece cosa non ha fatto. Un'intervista del "non". Per esempio: Giovanna Ralli ha fatto nei suoi film la telefonista, la pescivendola, la monaca, la prostituta, la signora sofisticata, perfino la figlia del governatore messicano.

Ma c'è un ruolo che le sarebbe piaciuto e che non le è mai toccato?

«La domatrice di leoni. Adoro il circo equestre, una vecchia passione della mia infanzia. Ma in sessanta film non mi hanno mai messa fra gli animali. In effetti per anni non mi hanno fatto fare altro che la ragazzetta romana, "bbona" e di periferia. E' stato un po' anche per cercare ruoli nuovi che nel '65 accettai di andare ad Hollywood».

A proposito di viaggi: è stuta negli Stati Uniti, in Brasile, in Egitto, in Giamaica, un po' in tutto il mondo. C'è un posto dove non è mai andata?

«A Pisa, per esempio. A scuola ho tenuto per anni una cartolina della torre pendente come taglialibro ed ho fantasticalo intere lezioni di matematica su quella torre sbilenca. Del resto io, romana di Roma da sette generazioni. con il nonno che aveva l’osteria fuori-porta, non ho mai messo piede al Colosseo. Sempre visto di sfuggita da lontano».

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Ma le vacanze?

«In diciotto anni di mestiere d'attrice non sono mai andata in vacanza. In realtà a me piace moltissimo starmene a casa. Non sono un’angosciata che cerca solitudine e relax sulle isole e non sono un'agitata che ha bisogno di tuffarsi fra la gente».

Punto di passaggio obbligato: la diva che legge, la biblioteca intellettuale. Evitiamo il solito elenco di letture impegnate e veniamo subito a quello che Giovanna Ralli non legge.

«Non ho mai letto la "Divina Commedia”. Avrei potuto leggerla a scuola ma, avendo lasciato presto gli studi per fare il cinema, non mi è successo. Forse un giorno la leggerò,

Quando avrò novant'anni e smetterò i fare l'attrice. Oppure quando mi offriranno di fare Beatrice. Anche i "Promessi Sposi” non li avevo mai letti. L'ho fatto solo quando mi hanno proposto il ruolo della Monaca di Monza. Comunque lo confesso: leggo un po' di tutto, ma senza troppe pretese culturali. Preferisco andare al cinema. Una patita del cinema: certi periodi anche un film al giorno. In America, con tredici canali televisivi, c’era sempre un film da vedere: una domenica passai undici ore attaccata al televisore».

Ha viaggiato in jet, in nave, sui cammelli: c’è un mezzo che non ha mai usato?

«Al limite potrei dire l’automobile. Sì, non guido la macchina. Forse un fatto di pigrizia. Quando lavoro mi vengono a prendere perchè una clausola dell'assicurazione mi vieta i rischi della guida. Quando non lavoro trovo più comodo il tassì. Del resto il mio carattere casalingo mi porta a diffidare di ogni mezzo di trasporto. Sugli aerei ho una paura blu. Angoscio in continuazione le hostess e il capitano chiedendo se i motori funzionano regolarmente, se quelle nuvole bianche non annunciano tempesta. se voliamo nel corridoio giusto. Anche in nave riesco ad aver paura. Nell'ultimo viaggio, poi. avevo un cameriere di bordo. Edoardo, che ricordava sempre il suo naufragio con l'Andrea Doria: la notte mi sognavo salvataggi in scialuppa nell'Atlantico in tempesta».

Attrice di istinti domestici, come mai non trovo cani o canarini in salotto?

«No ho mai avuto animali in casa. Adoro, cani, pappagalli, pesci, canarini, cavalli. Solo i gatti mi stanno antipatici. Invece dall'Africa volevo portarmi a casa una scimmia. Mia madre però disse che non se la sentiva di portarsi la scimmia al mare sotto l'ombrellone con i nipotini quando io parto e le lascio in mano la casa. Così, niente scimmia».

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Ha fatto cinema, ha fatto teatro, ha fatto perfino con Rascel la commedia musicale: c'è un genere che non ha mai affrontato?

«La TV. L'unica TV che ho fatto sono stati alcuni caroselli con Manfredi. Per soldi, soprattutto. Ma lo spettacolo televisivo, commedia o rivista che fosse, l’ho sempre rifiutato. A me piace mangiare il panino con i macchinisti della troupe, giocare a briscola nelle pause con gli elettri-cisti. Nel cinema e in teatro questo è possibile; in TV tutto è asettico e burocratico. E poi c'è un altro motivo: guardo la TV da quindici anni e non mi ricordo un solo volto di attrice».

Qualche altro genere di spettacolo mai fatto?

«Il fumetto. Mai fatto un fumetto. Eppure mi avrebbe divertito moltissimo. Una volta vidi una troupe che girava un fumetto. Era una grossa troupe, con tanta gente, trfnti riflettori, tanta agitazione. Tutto come se fosse un film. Però non c’era la macchina da presa. Sembravano dei matti che facevano un film senza macchina da presa. Eh sì, un bel fumetto d’amore, con la nuvoletta "amor mio, sei tutta la mia vita" mi piacerebbe proprio!».

1971 09 04 Tempo Giovanna Ralli f3Giovanna Ralli ripresa in privata (in alto) sulla spiaggia di Fregene. «Al mare ci vado raramente - dice - solo quando ho qualche ora libera da impegni». Qui sopra, una scena di "Una prostituta al servizio del pubblico e in regola con le leggi dello Stato”, il suo ultimo film, che ha avuto molto successo. «Non sono ancora contenta - prosegue Giovanna - ho fatto cinema, teatro, e TV ma desidero affrontare un genere a me nuovo e che credo sia divertente, il fumetto».

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Come mai non partecipa alla grande corsa al nudo in cui sono impegnate quasi tutte le attrici?

«Non mi sono mai spogliata in un film. E' una vecchia storia: facevo la mia prima particina in "Luci del varietà", avevo mi sembra tredici anni, e dovevo indossare un costume da ballerina di avanspettacolo. L’idea di mostrare le gambe mi sconvolse talmente che fui sul punto di rinunciare a quelle prime sessantamila lire che mi offriva il cinema. E poi anche più tardi: con Monicelli scenate selvagge perchè in "Un eroe del nostro tempo” c'era una scena in costume da bagno. Se in un film c’è una scena in cui devo far vedere un pezzo di schiena nuda sto male per tre giorni».

Ci sono altri "non" importanti per Giovanna Ralli?

«Non ho mai parlato dei miei amori. dell'uomo o degli uomini che amo oppure ho amato».

Luigi Costantini, «Tempo», 4 settembre 1971 - Fotografie di Angelo Frontoni


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Luigi Costantini, «Tempo», 4 settembre 1971 - Fotografie di Angelo Frontoni