La figlia dello Sciuscià

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È la piccola Stella spuntata all'orizzonte felice di Franco Interlenghi e di Antonella Lualdi, coppia dello schermo oltre che della vita, eterni innamorati.

Tra gli sciuscià che De Sica nel '46 portò sullo schermo, fermando in immagini indimenticabili uno dei momenti più tristi e più ricchi di umanità della nostra storia. Franco Interlenghi fu la patetica vedetta, il ragazzo uscito di fanciullezza e avviato con la sua magra adolescenza alla scoperta di cose tanto più grandi di lui. Quando lo rivedemmo ne I vitelloni di Fellini, Interlenghi aveva ancora negli occhi la smarrita tristezza di quegli anni, un’acerba e ambigua malinconia di provinciale rischiosamente vicino al vizio. Ora. queste sue immagini di padre felice accanto a Antonella Lualdi, accanto a Stella, la bambina nata dal loro amore, gli lasciano nell’espressione e nei gesti un’aria da ragazzo, l’antico impaccio. Franco e Antonella si dissero le prime parole d’amore in Val d’Aosta e galeotto involontario fu Guglielmo Tell.

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Tra i baci di babbo e mamma, Stella (foto in alto) impara a posare per l'obbiettivo. Buon sangue non mente. Nella piccola immagine in basso: Un fotogramma di Sciuscià, il famoso film che Vittorio De Sica girò nel ‘46, documentando la vita dei ragazzi di Roma dopo la guerra. Interlenghi è il ragazzo più alto in secondo piano.
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Il film sul famoso eroe della mela, finanziato da Errol Flynn, non fu portato a termine per mancanza di fondi: ma l’idillio che sembrava dovesse fare dei due attori gli «eterni fidanzati», come malignamente si sussurrava, ebbe la sua conclusione a Napoli, l’anno scorso, durante le riprese di Al-tair, una vicenda ispirata alla vita dei cadetti dell’Accademia aeronautica di Nisida. Altair è una costellazione e forse si deve a lei il nome di Stella che la piccolissima figlia dello sciuscià e di Matilde de la Mòle ha avuto in dono : un nome augurale.

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Antonello e Franco Interlenghi insieme fanno il bagno alla loro bombino di due mesi e mezzo. A chi somiglia, Stella? «A tutti e due», dicono gli amici. E i due sposi, che nel lavoro e nella vita non hanno reciproche invidie, sono d'accordo. Antonella è d’origine greca: «una figura sthendaliana» disse Autant-Lara.
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Interlenghi impara a tener bene in braccio la sua bambina, ma non riesce a celare lo sforzo con cui s'immedesima a lasciarla tutta comoda e tutto libera sul suo petto. Oltre a Sciuscià e a I vitelloni, Interlenghi ha interpretato Parigi è sempre Parigi di Emmer e Non c'è amore più grande di Giorgio Bianchi.
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Al momento della vestizione di Stella, dopo il bagno, Interlenghi non monca mai. Nello stanza tutta bianca, l'indimenticabile sciuscià che barattò tutti i suoi soldi per un cavallo segue con impercettibili movimenti delle labbra i gesti d'impaccio della sua piccola bambina, li rivive in sé, trepidando, sempre sul punto di parlare.

Tra le cure e le fatiche del cinema che fa di loro ormai una coppia dello schermo, oltreché della vita (li abbiamo visti ultimamente in un film che persino nel titolo, Gli innamorati, ha ancora lo zucchero della luna di miele), Antonella e Franco - che in due non fanno mezzo secolo - trovano I modo e il tempo di lasciar navigare la loro Stella in un cielo prò pizio: un cielo d’aria, di luce e di bucato nell'azzurro di Roma

«Epoca», anno VII, n.292, 6 maggio 1956


Epoca
«Epoca», anno VII, n.292, 6 maggio 1956