Margaret Lee: «mi ero nascosta ma per studiare»

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Margaret Lee svela il segreto della sua scomparsa: «Macché malattie...!»

Roma, dicembre ..

Se fossi superstiziosa non mi sarebbero bastati gli scongiuri e gli amuleti. Margaret Lee gravissima. Margaret Lee colpita da una misteriosa malattia ha perso in venti giorni oltre 15 chili, qualcuno addirittura mi ha data per moribonda, inchiodata nel letto di una clinica. Sì, ho avuto dei disturbi gastrici, ho fatto il solito chek-up. mi sono sottoposta alla dieta prescrittami dal medico e sono calata cinque chili: questo è tutto».

Mentre ridimensiona le allarmanti notizie sulla sua salute, l’attrice inglese, che vive da otto anni a Roma, aggiunge con mano esperta altri ciocchi al fuoco del caminetto. E’ una giornata di scirocco opprimente e bastano i termosifoni a rendere il calore dell’ambiente insopportabile, ma Margaret sembra non accorgersene: ogni tanto allunga le mani ornate di gioielli di ogni foggia, e i piedi nudi, ultima testimonianza della sua appartenenza al mondo hippy, a questa viva, suppletiva fonte di calore. Sul tavolino ima teiera e un plum-cake mostrano chiaramente che non ha dimenticato le abitudini del suo Paese.

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«Leggo moltissimo. Da piccola, a Londra, ho studiato poco e male, e ora sento il bisogno di farmi un po’ di cultura. Mi appassionano i libri di filosofìa, sociologia, politica. Non voglio atteggiarmi ad intellettuale, ma viviamo un periodo così interessante, di tali trasformazioni, che voglio cercare di capirci qualcosa. Non mi è sempre facile, ma da un paio d’anni frequento un gruppo di amici, pittori e scrittori inglesi e tedeschi che mi aiutano molto. Direi anzi che sono stati loro ad aprirmi nuovi orizzonti. Ho cominciato a capire molte cose e voglio esprimerle, perchè le ritengo valide, e poiché non so scrivere nè sono portata alla politica attiva, così il mio mezzo di espressione sarà il cinema.

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Voglio girare dei film, o almeno idearli, essere sì, davanti alla macchina da presa, ma anche dietro di essa. So quello che sono capace di fare, ma devo provare a me stessa di saperlo fare. Così per farmi le ossa, come dite qui, comincerò a girare tra qualche mese a Londra e a Milano un documentario sulla gioventù delle due città. Ho scelto Londra per ovvi motivi, e Milano perchè tra i ragazzi italiani quelli milanesi mi sembrano più coscienti delle loro aspirazioni, dei motivi di malcontento. Forse non ho ancora idee chiare su tutti i loro problemi ma li scoprirò fermando i giovani nelle strade, nelle comunità in cui vivono, nelle case e facendoli parlare. La gioventù di ogni Paese vuole mostrare oggi al mondo le sue inquietudini e io voglio essere un loro tramite».

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Futura regista

E’ alla sua terza tazza di tè quando squilla il campanello. E’ il figlio Roberto, un bel bimbo di sei anni, che entra in casa abbracciato a un rotolo di fogli più grande di lui.

«Va alla scuola americana e una volta alla settimana a una scuola d’arte. Ha una grande disposizione per la pittura, al contrario di me che non saprei dipingere nemmeno un cucchiaino. E’ un bambino molto sensibile che nasconde la sua timidezza dietro atteggiamenti spavaldi. Cerco di educarlo ricorrendo sempre alla persuasione e quando gli proibisco qualcosa devo spiegargliene i motivi con lunghi discorsi, altrimenti non mi dà pace».

Margaret madre. Margaret futura regista impegnata. E Margaret attrice?

«Ho fatto un film molto interessante, che apparirà sugli schermi quest’inverno, ”K.O.”, di un giovane regista jugoslavo. Boro Drascovic, il cui primo film "Oroscopo” ha vinto molti festival minori. E' la storia di due giovani jugoslavi i cui caratteri sono agli antipodi: lui, interpretato da Milan Gallovic. è molto ambizioso, sa esattamente quello che vuole e dove vuole arrivare ma non raggiunge mai il successo. Lei non ha ambizioni, gira mezzo mondo senza una meta precisa, ma qualsiasi cosa intraprenda la porta felicemente a compimento. La sceneggiatura era appena accennata e il regista, che ha costruito la storia definitiva soltanto dopo aver girato tutto il film, ci ha dato quasi sempre mano libera lasciandoci parlare o discutere secondo il nostro stato d’animo del momento».

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«Questo — continua — è l’unico film che ho fatto quest’anno. Avevo avuto tre o quattro offerte, ma ho imparato a selezionare e rifiutare i. prodotti scadenti. E credo che riscuoterò il premio della mia prudenza. Sarò probabilmente l’interprete di un film che Marcel Carnè si appresta a girare fra poco con il cantante lacques Brel conosciuto in Francia e in Italia ormai da tempo. Per ora so soltanto che il personaggio femminile è una ragazza un po’ folle, proprietaria di un negozio di antiquariato. Anche se non ho letto la sceneggiatura il nome del regista è tale che anche le attrici più affermate accetterebbero di girare a scatola chiusa. E se le trattative andranno in porlo, io ne sarò felice non solo per il prestigio che mi può derivare dall'aver lavorato con Carnè, ma soprattutto perchè il compenso mi permetterà di dedicarmi al mio documentario».

E Margaret, infiammandosi, riprende a parlare di filosofia della vita, cercando di dare chiarezza alle sue suggestioni di natura politica, ma anziché renderle concrete le spinge verso la confusione dei sogni proibiti. Ed infatti confessa: «Sono poco coraggiosa perchè ho la mentalità di quei giovani che rifiutano la società con tutti i suoi mali e con tutte le sue comodità, ma non so respingere queste comodità. Trovo dentro di me una sola scusa: devo fare il gioco della società perchè ho bisogno di soldi, soldi che mi serviranno a produrre dei film che avranno lo scopo di combattere appunto i mali della società». E Margaret, rivoluzionaria freddolosa, riattizza il fuoco nel caminetto.

Marina De Simone, «Tempo», anno XXXIII, n.2, 9 gennaio 1971 - Fotografie di Chiara Samugheo


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Marina De Simone, «Tempo», anno XXXIII, n.2, 9 gennaio 1971 - Fotografie di Chiara Samugheo