Maurizio Arena esagera

1958 Marurizio Arena jk8

1958 12 09 Tempo Maurizio Arena intro

La fuga nel bosco della minorenne francese Katia Caro è soltanto un nuovo e trascurabile episodio dell’Incredibile carriera sentimentale dell’attore romano; ma il popolare "bullo” del cinema italiano si sente un incompreso

Roma, novembre

Non passa settimana senza che, in qualche modo, Maurizio Arena non faccia parlare di sè. Sua madre, Maria Di Lorenzo, glielo ripete spesso: «Stai attento. Maurizio, che un giorno o l’altro finisci sulla cronaca nera». L’ultimo episodio quasi da cronaca nera riguarda Maurizio Arena e tre ragazze. «Volevo morire», ha dichiarato la giovane attrice Katia Caro, una delle tre ragazze. ai carabinieri. «perchè Maurizio mi ha trascurato per un’altra donna». L’altra donna si chiama Gaby Palazzolo. Arena l’aveva presa in collo per farle visitare la villa che si sta facendo costruire nella pineta di Ostia. Pioveva. La Caro era rimasta in macchina insieme con Linda Carlsen. la terza del quartetto: e siccome, dopo mezz’ora, Arena non ricompariva ancora. Katia si è gettata, a corsa pazza, dentro alla pineta. Ha 17 anni appena: i carabinieri l’hanno ritrovata, pian-i gente e zuppa di pioggia, mentre camminava tra i pini. Aveva, nella scollatura, una foto del divo della Garbatella.

1958 12 09 Tempo Maurizio Arena f1

1958 12 09 Tempo Maurizio Arena f2 

La sera di lunedì scorso, Maurizio Arena ha dato in casa sua una festa alla quale sono intervenuti qualche amico e diverse amiche: queste ultime, per lo più giovani attrici o aspiranti alla gloria di Cinecittà. Nel pomeriggio di lunedì. Maurizio Arena ha provveduto personalmente ai rifornimenti necessari; nella foto a sinistra, l’attore è ritratto mentre esce da un bar con alcune bottiglie di spumante. La sera, durante la festa, il giovane attore è stato particolarmente stretto d’assedio da due cinematografiche bellezze: Linda Carlsen (con lui nella foto in alto a destra) e Gaby Palazzolo (con la Carlsen e Arena, in basso).

Sembra una storia da fumetti, una invenzione pubblicitaria: Arena, dice la gente, le pensa tutte per farsi della pubblicità. E' vero; ma fino a un certo punto, perchè Arena non ha molto tempo per pensare. Quando non lavora, o non sta attaccato a qualche gonnella, dorme. Ma è uno che. qualsiasi cosa gli salti in mente, la fa: così la pubblicità, come le donne. gli corre dietro. Il miglior ritratto di sè. lo fa lui stesso quando, gli occhi usciti di fuori, dice: «Io non posso sentirmi stretto da nessun vincolo. Tutto ciò che mi dà l’impressione di un legame, non lo sopporto. Nè contratti, nè donne, nè cintura ai pantaloni, nè bretelle, nè orologio da polso, nè stringhe per le scarpe, nè giarrettiere».

La ragione del suo successo sta, forse, proprio in questo suo eccesso di vitalità fisica, in questa esuberanza da "bullo” di periferia. Egli cominciò a darne prova fin dall’infanzia. La sua fotografia comparve per la prima volta sui giornali quando aveva 4 anni: l’avevano proclamato ”il putto più bello di Roma”. E a 15. vinse il torneo di boxe dei novizi, mandando K.O. undici dei suoi dodici avversari. Nel pugilato riusciva bene, tanto che Tiberio Mitri gli propose di avviarlo nella carriera. Ma Arena si sentiva troppo bello, per passare la vita a farsi rompere il naso sul ring; già a quei tempi era il cocco delle cassiere e commesse del suo rione. E fu in omaggio a una di loro che decise un giorno di cambiarsi cognome. Il suo, Di Lorenzo, non gli piaceva; cosi cominciò a presentarsi con quello di Arena che aveva preso in prestito alla sua "fiamma”.

1958 12 09 Tempo Maurizio Arena f3La giovanissima attrice francese Katia Caro è stata la protagonista di uno strano episodio svoltosi una decina di giorni addietro (esattamente l’altra domenica): un tentato suicidio al quale, per la verità, nessuno ha creduto. Nella serata di domenica, la Caro venne fermata dai carabinieri mentre, sola e piangente, camminava nella pineta di Castelfusano. «Perchè siete venuti a cercarmi? Non sapete che voglio morire?», disse ai militi; poi estrasse dalia scollatura una fotografia di Maurizio Arena e dichiarò che aveva deciso di uccidersi perchè Maurizio l’aveva trascurata per dedicare le sue attenzioni a Gaby Palazzolo. Dopo una notte in guardina, Katia è stata affidata al console francese e da questi, successivamente, alla madre (nella foto con Katia), giunta in aereo da Parigi.

Anche in questo campo era un predestinato al successo: e infatti, dopo aver fatto strage di ragazze anonime e di miss regionali, la sorte cominciò a sospingerlo verso più floridi lidi. Il suo primo grande amore fu Eloisa Cianni. Un anno dopo. quando si lasciarono. Maurizio si era inimicato quasi tutti i produttori di sua conoscenza. Non sopportava i complimenti che essi pretendevano di rivolgere alla sua ragazza. Uno lo spedì all’ ospedale, con la mascella rotta. Ma anche la Cianni aveva i suoi motivi per essere insoddisfatta; ogni giorno che passava, Maurizio andava avanti manifestando una spiccata vocazione di dongiovanni. Oggi la lista delle sue conquiste annovera nomi famosi. da Linda Christian a Fawzia; ma quelli noti non sono che una minima percentuale dei suoi numerosissimi flirts. A Monteverde Nuovo. Arena possiede due appartamenti sullo stesso piano, con ingressi separati; uno. dipinto e arredato tutto di rosa, l’ha riservato, con squisito pensiero, alle sue gentili ospiti.

1958 12 09 Tempo Maurizio Arena f4La festa in casa sua. Maurizio Arena (qui fotografato mentre balla con un’invitata) l’organizzò il giorno successivo a quello del "tentato suicidio” di Katia, per festeggiare il lieto fine dell’episodio. Mentre in casa Arena aveva inzio la festa, Katia Caro si recava a cena da sola in un ristorante del centro di Roma. Qualcuno di buona memoria ha ricordato, in questa occasione, che tempo fa la Caro fu protagonista, a Parigi, di un altro "tentato suicidio” a sfondo pubblicitario.

E' quasi sempre occupato. Signore dell’alta borghesia. titolate, attrici, si passano, a quanto si dice, il numero di telefono di Arena; e qualcuna si presenta direttamente davanti alla sua porta di casa. «Io — dice Arena — ispiro simpatia alle donne, e, a molte, una specie di tenerezza materna». Chi l’avrebbe detto? Eppure, anche giorni fa ne ha avuto una prova. Da Pozzuoli è venuta a Roma, per conoscerlo, una graziosa signora. Essa non era riuscita a procurarsi il suo numero di telefono attuale, ma aveva quello della casa dei suoi genitori. «C’è Maurizio? — ha chiesto con voce dolce e trepidante — io sono sua madre». La signora Di Lorenzo ha creduto per un momento d’impazzire.

1958 12 09 Tempo Maurizio Arena f5Sul piazzale della stazione Termini, una folla di ammiratori stringe dappresso Maurizio Arena, che è a bordo di una delle sue numerose automobili. Due giovanissime e intraprendenti studentesse ostacolino, con le loro effusioni, l’attore, che è occupato a vergare autografi in grande serie.

Tre anni fa, come attore, non era nessuno; la sua fortuna data da "Poveri ma belli”. Ma prima di allora aveva lavorato come un cane, interpretando otto film, gratis o quasi, «L’importante è seminare — diceva — un giorno raccoglierò». Oggi guadagna circa 10 milioni per film, e alla fine del ’58 ne avrà interpretati 12. L’appartamento dove vive è il suo venticinquesimo; gli altri 24 formano un palazzo, tutto di sua proprietà. Oggi ogni sua stupidaggine ”fa notizia” ed egli può permettersi il lusso di tenere cinque macchine. Una, immensa, di rappresentanza, ferma davanti a casa sua; una, più agile, per le avventure galanti; due, d’affezione, inutilizzate. Non gli manca nulla eppure non è felice. Certi giorni cade, d’improvviso, in profonde malinconie. «Pianto tutto — dice — e vado a Milano a fare il manovale». Una volta ci si recò sul serio; giunto a Milano si chiuse in albergo e si fece portare una rivoltella. Dopo aver distrutto, una dopo l'altra, tutte le suppellettili, pagò il conto e tornò a Roma. Cos’è dunque che lo cruccia in modo così profondo? La paura che tutto finisca da un momento all’altro, così com’è cominciato, e, soprattutto, l’incomprensione del pubblico: il fatto che la gente si ostini a credere che egli sia un "bullo”, non solo sullo schermo ma anche nella vita. Lui, Maurizio, che ha il cuore traboccante d’amore, che compone versi, che veste solo di scuro e non ha mai saputo che cosa sia una giacca a quadri, «Se io fossi veramente un bullo — dice gonfiando il petto — come avrei fatto a diventare Maurizio Arena?».

Stelio Martini, «Tempo», anno XX, n.50, 9 dicembre 1958


Tempo
Stelio Martini, «Tempo», anno XX, n.50, 9 dicembre 1958