Le nozze proibite di May Britt

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1960 11 12 Tempo May Britt intro

Il matrimonio tra l'attrice svedese e il cantante ne*ro Sammy Davis è imminente. L’opposizione occulta e palese che, sopratutto negli ambienti di lavoro, si è manifestata contro la coppia non è riuscita ad aver ragione del loro amore

A Sammy Davis junior le donne piacciono bianche, bianchissime. Prima di May Britt, che ha la pelle diafana e i capelli quasi albini, nella sua vita ci fu Kim Novak. A noi la presenza può sembrare naturale, radicati come siamo quasi tutti, nella convinzione che quella bianca sia la migliore delle razze possibili. Il fatto strano però è che se a Sammy piacciono le bianche, le bianche e le bionde in particolare impazziscono letteralmente per lui. Basta andare a un suo concerto per rendersene conto. Ma lasciamo da parte il fatto artistico: basta guardarlo, in compagnia, nei nights, nelle feste a casa sua. E’ noto che Kim Novak non è una divoratrice di uomini. A volte è il suo agente pubblicitario che deve pregarla di farsi vedere in giro con qualcuno. Quando incontrò Sammy, invece, il press-agent era disperato. La diva era sfuggita al suo controllo, stava per commettere la pazzia. Alla fine il matrimonio non ci fu. Si disse che la Novak si era arresa alle pressioni della sua casa cinematografica. Ma più probabilmente aveva preso questo pretesto, perchè si era accorta che Sammy si stava raffreddando. Perchè Sammy Davis non si limita a farle innamorare, le bionde, ma, di solito, si permette anche il lusso di piantarle.

1960 11 12 Tempo May Britt f1Sammy Davis jr., il fidanzato di May Britt, è uno degli artisti di varietà più applauditi d’America. Sa cantare, ballare, mimare, e ama imitare i suoi colleghi; tutto questo per un milione e mezzo di dollari all’anno. Nella foto sopra a sinistra lo vediamo in una delle sue ultime interpretazioni, ballare un "cha-cha-cha” nelle vesti di un capo-tribù ne*ro. A destra invece a una festa mondana con la bella fidanzata. Sammy Davis ha 35 anni; è nato nel quartiere ne*ro di Harlem.

Eppure, lasciando da parte il colore della pelle, non è quella che si dice una bellezza: è magrissimo, alto un metro e sessanta, ha il naso grosso e rotto e, come se non bastasse, un occhio di vetro. Questo per la verità non gliel’ha fatto mamma: è la conseguenza di un grave incidente automobilistico avvenuto due anni fa. Sammy Davis infatti ha anche la passione della velocità. Non per niente gli americani lo chiamano ”the run-ning man”, l’uomo che corre.

La sua vita è piuttosto frenetica. Dopo i più estenuanti spettacoli Sammy non si rassegna ad andarsene a dormire. Se lo show finisce alle due, si può star sicuri che in casa Davis si farà baldoria fino alle j otto. Forse per una segreta tristezza, che egli non riesce del tutto a dissimulare: l’incubo di» restare solo. E con lui a fare baldoria si troveranno probabilmente Peter Lawford, Frank Sinatra, Mickey Rooney, Dean Martin, Eddie Fisher e la moglie, come dire, con qualche eccezione, l’intelligentia di Hollywood.

Sammy Davis gode fama di essere uno degli uomini più divertenti di America. E’ cantante, ballerino, mimo, imitatore. Forse la sua vena più autentica è quella del cantante. Uno dei suoi trionfi è stata la interpretazione del personaggio di Sporting Life in ’Torgy and Bess” di Gershwin. Ma. quando si trova solo sul palco, davanti agli spettatori, a un tratto cantare non gli basta più. Si trasforma. E’ un giocoliere. Allora si mette ad imitare Sinatra (che probabilmente non è molto diverso da lui).

1960 11 12 Tempo May Britt f2Ecco May Britt, quando girava il rifacimento dell’"Angelo azzurro” (a sinistra) e in una pausa della lavorazione del suo ultimo film ”Lawman”, con il fidanzato. Ora pare che la carriera dell'attrice svedese sia finita. La Century Fox l’ha licenziata subito dopo l’annuncio del matrimonio con un ne*ro. May Britt e Sammy Davis si sposeranno il 13 novembre. Si sono conosciuti circa un anno fa. Sono al secondo matrimonio e si convertirono di recente alla religione ebraica.

«Un ne*ro in questo paese — dice — può fare carriera solo come cantante o pugnatore o musicista. Poiché i miei erano gente di teatro, sono diventato cantante». E’ nato ad Har-lem 35 anni fa. Suo padre, sua
madre e suo zio erano artisti di varietà. A tre anni Sammy era già in teatro. Tutta la sua educazione se l’è fatta in scena. Ha imparato a leggere a diciott’anni, sillabando i manifesti di strip-tease. Con il padre e lo zio formò un trio di arte varia, il ”Will Mastin Trio”. Portavano i loro spettacolini da uno stato all’altro da un inverosimile teatrino alla più squallida bettola. A poco a poco l’attrazione del trio divenne lui. Nel ’51 ebbe il suo primo contratto importante in un locale di New York per tre settimane, a trecento dollari la settimana. Sammy si impuntò a chiederne trecentocinquanta. Al termine del contratto era conteso a colpi da duemila dollari la settimana.

La ricchezza cominciò a inebriarlo e non doveva più venirgli a mancare. Si comprò una enorme Rolls Royce grigio fumo, si circondò di servitù, si buttò nelle spese più pazze («Un giorno acquistai ventun paia di scarpe»); distribuiva mance favolose, come un maragià. E soprattutto esigeva intorno a sé uno stuolo di bionde bellissime.

Ora Davis guadagna un milione e mezzo di dollari all’anno (quasi un miliardo di lire!), alterna gli spettacoli di Las Vegas, con quelli di Londra, Parigi, New York. Non si abbandona più agli eccessi di allora, ma non manca mai di sorprendere con qualche nuova stravaganza. Quella delle bionde non è una stravaganza: è uno dei tanti elementi che spiega la personalità di questo uomo, reso sfrenato dall’esigenza di superare le proprie inibizioni. Che in fondo si riducono a una sola: quella razziale.

Cresciuto col complesso del disprezzo dei bianchi, nell’umiliazione di vivere tra gente che per principio ignorava la sua esistenza (il nero non esiste come individuo, soltanto come inferiore, come servo), si trova continuamente in preda al bisogno di imporre agli altri la sua presenza, esasperando ogni più piccola conquista. Tutti i suoi gesti sottintendono una provocazione ai bianchi, un desiderio di umiliarli con T affermazione di una uguaglianza che distrugga i tabù. Due anni fa Sammy si è fatto ebreo. E’ entrato nella più chiusa delle roccaforti bianche, quella cui appartengono i finanzieri e le classi dominanti americane. Può averlo fatto nell’intenzione di mettersi al di sopra della stessa massa dei bianchi, e non, come sostiene, per una crisi di coscienza. Probabilmente però ha inteso prima di tutto abbracciare la causa della razza che con la sua ha condiviso secoli di persecuzioni e di odio. L’opinione pubblica americana ha continuato ad approvarlo. E’ abbastanza significativo che la reazione contro di lui sia scoppiata soltanto quando egli ha voluto attaccare l’ultimo anello alla catena, arrivare cioè alla legalizzazione della conquista fisica della donna bianca. L’annuncio del fidanzamento con May Britt ha scatenato il livore, fino allora tenuto nascosto.

1960 11 12 Tempo May Britt f3Sammy Davis jr. nel 1958, all’epoca del suo matrimonio con la ballerina negra Loray White. May Britt aveva allora sposato da poco il diciannovenne attore americano Eddie Gregson. Prima di fidanzarsi con May Britt, stava per sposare la Novak.

May Britt rappresentava in quel momento la donna più desiderata, la grande stella del domani, destinata nelle intenzioni dei produttori americani a rinnovare i trionfi delle immortali svedesi del passato nella Mecca del Cinema. Dopo averla scovata in un ripostiglio di Cinecittà, che nel giro di quattro anni l’aveva scoperta, lanciata e dimenticata, le avevano affidato grandi parti di donna fatale: e May Britt era stata goffa ne ”I giovani leoni” e soltanto sbiadita nel rifacimento de ”L’angelo azzurro”; ma la stampa americana la paragonava a Greta Garbo, ”per il mistero del suo sorriso”, e a Marlene Dietrich, per la bellezza delle gambe. May Britt era invece soltanto un’attricetta appena uscita da un divorzio, piena di complessi, timida, con una sensibilità animale, negata alle grandi scene di seduzione; non aveva letto ”Les liaisons dangereuses”; per lei l’amore non era un gioco raffinato di conquiste, ma solo un’ esplosione naturale. In Sammy Davis credette di incontrare proprio quella primitività, che è la prima fissazione dei nordici.

Non solo, ma credette che quello di sposare un ne*ro, infrangendo un tabù, era il massimo limite cui poteva spingere il suo naturismo. Elaborava quindi un processo psicologico parallelo a quello che aveva condotto a lei Sammy Davis; e tutti e due, inconsciamente, riconoscevano con il loro modo di comportarsi di credere alla discriminazione razziale che volevano negare.

Ma il pubblico sorvolava sulle sottigliezze psicologiche. Le prime reazioni sorsero nella civilissima Inghilterra, dove Davis si trovava a cantare all’epoca del primo annuncio del fidanzamento; seguì l’opposizione del padre della Britt; e da ultimo ecco gli isterismi americani. Quattro giovani a Hollywood hanno indossato divise naziste e si sono diretti, brandendo cartelli di protesta al teatro dove Sammy Davis si esibiva, decisi a impedirgli di cantare (anche May Britt qualche giorno fa ha abbracciato l’ebraismo); sono stati sottratti a malapena al linciaggio. Con tutta probabilità però lo sdegno della folla era prodotto più dalle croci uncinate sui bracciali dei giovani, che dalla loro protesta razzista. Fatto sta che intanto May Britt è stata brutalmente licenziata dalla Fox, cui era legata da un contratto di cinque anni e da una opzione per altri tre. Forse la sua carriera è finita. Sammy Davis continua a cantare e in teatro il pubblico dimentica e lo applaude. Ma è proprio qui che comincia la storia. May Britt e Sammy Davis, il ne*ro e la bianchissima, si sposeranno il 13 novembre. Ma ormai non si tratta più soltanto di un matrimonio. Portando a galla i motivi che inconsciamente avevano avvicinato i due fidanzati, gli altri ne hanno fatto una sfida.

Franco Quadri, «Tempo», anno XXII, n.46, 12 novembre 1960


Tempo
Franco Quadri, «Tempo», anno XXII, n.46, 12 novembre 1960