Mike Bongiorno ha imparato il colpo d'anca austriaco

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Anche Mike Bongiorno, l'uomo che ha scoperto negli italiani una insospettata passione per l’ «hobby», ha il suo bravo «hobby»: lo sci. Questa parola, «hobby», importata all’ingrosso con la messa in onda di Lascia o raddoppia, è entrata nell’uso comune al punto che gli italiani difficilmente, adesso, ammettono di avere la «fissazione», oppure il «pallino», oppure lo «sfizio», per una certa cosa, ma in sempre maggior numero adottano il diffusissimo termine anglosassone. A costo di contrariare i puristi della lingua occorre dire che, tutto sommato, fissazione, pallino, passatempo o sfizio, rendono solo parzialmente e in modo inesatto,' l’idea dello «hobby» vero e proprio. Pensate che Bongiorno per sciare spesso rinunzia al sonno e persino a parecchi di quegli «ingaggi» infrasettimanali che, con i film a soggetto e i cortometraggi pubblicitari, contribuiscono ad arrotondare, in modo cospicuo, il suo già consistente gruzzolo In banca. Detto questo, è doveroso aggiungere che Mike sugli sci ci sa fare: questo almeno affermano i vari Hans Nòbl; Leo Gasperi, Rolando Zanni, Passet o Augusto Besson, tutta gente che di queste cose se ne intende.

1957 02 24 L Europeo Mike Bongiorno f1Mike si esibisce nel passo del pattinaggio, uno dei più difficili. La tecnica è perfetta.

1957 02 24 L Europeo Mike Bongiorno f2Per ottenere questa fotografia, piuttosto spettacolare, Mike Bongiorno si è fatto un nemico: il fotoreporter. Il cristiania è riuscito alla perfezione, ma gli sci si sono fermati a meno di cinque centimetri dall’operatore il quale, con un certo stoicismo, ha fatto il suo dovere.

Di solito Mike va a sciare il venerdì e si trattiene sui campi di neve due o tre giorni. Quando però gli impegni di lavoro non gli permettono l’abbondante week-end, Bongiorno parte il giovedì sera, dopo Lascia o raddoppia, arriva al Sestriere che albeggia, fa la doccia, si mette in tenuta di sci, sale per quattro, cinque, otto volte alla Banchetta o al Sises, rifà la doccia e riparte, per essere di ritorno la sera a Milano.

1957 02 24 L Europeo Mike Bongiorno f3Mike è molto amico di tutti i maestri del Sestriere, con i quali tuttavia si «becca» di continuo. Qui Bongiorno viene punito dopo una sua criticata discesa dalla pista della Banchetta.

Dice Bongiorno che la passione per gli sci l’ha avuta da sempre. Tuttavia ha cominciato ad attaccare gli scarponi agli attacchi piuttosto tardi, a sedici anni. Il fatto è che Mike viveva a Torino pratica dello sport che più gli stava a cuore, ma Mike non se ne dette per inteso. In quel primo periodo, grazie anche alla buona preparazione fisica che gli derivava dalla precedente attività svolta nel campo dell’atletica leggera, Bongiorno vinse, o si classificò piuttosto bene, in parecchie gare.

Il periodo trascorso in America è forse quello che trasformò il suo «hobby» in fissazione. L'America è un paese ricco dove si guadagna bene; ma non tutti quelli che abitano, mettiamo a New York, possono permettersi di fare otto ore di volo per raggiungere i campi di sci delle Montagne Rocciose, scendere nei più costosi alberghi del mondo, e rifare il biglietto di aereo, più le otto ore di volo per rientrare in sede.

Dal 1945 al 1954 Mike Bongiorno rimase a New York come corrispondente della RAI. A proposito di questo periodo, più che nostalgia dell’Italia, Mike sentiva nostalgia per il Sestriere. «Il più bel giorno della mia vita», racconta, «fu quando il caposervizio della RAI mi ordinò di andare ad Aspen per parlare dei campionati invernali. Fu l’anno in cui Zeno Colò riportò le sue più belle vittorie e fu lo stesso anno in cui un miliardario dell’Arizona decise di "comprare” il paese di Aspen per farne una grande stazione sciistica. Aspen era una città morta da quando i cercatori d’argento l’avevano abbandonata, verso la fine del secolo scorso. Adesso è diventata un posto stupendo. Un tale, consigliato da me, si è fatto una fortuna in pochissimo tempo. Voleva fare carriera al Metropolitan, come cantante lirico. Adesso, con un suo ex-compagno di studi, passa la giornata nella propria trattoria cucinando e cantando i duetti delle opere più note. Il posto è sempre pieno di gente e i dollari fioccano che è un piacere».

1957 02 24 L Europeo Mike Bongiorno f4Augusto Besson, sullo sfondo, è il maestro di Mike. Besson è stato campione di fama internazionale. 

1957 02 24 L Europeo Mike Bongiorno f5Lo stile di Mike s’avvicina molto a quello dei celebri campioni austriaci del movimento a «colpo d’anca».

1957 02 24 L Europeo Mike Bongiorno f6A detta d’esperti la posizione degli sci è perfetta e i movimenti di braccia e gambe ben sincronizzati.

La più bella soddisfazione, come sciatore, Mike Bongiorno l’ebbe l’anno scorso, quando fu invitato a Cervinia per «aprire la pista» del Trofeo Fùrgeen. Questo è un onore che di solito spetta soltanto ai grandi campioni del passato.

Sotto la guida di Besson, Mike ha imparato a sciare all’austriaca. Questo stile, che ha reso celebri Tony Sailer, Tony Spiss, Molterer, Rieder e tutti gli altri assi austriaci, si basa sul famoso «movimento d’anca». Mike lo esegue quasi alla perfezione e lo ha ricordato giovedì scorso sui teleschermi interrogando il concorrente di Savona.

1957 02 24 L Europeo Mike Bongiorno f7L’incontro fra Ira Furstenberg e suo marito il principe di Holienlohe, con Mike Bongiorno. fu combinato da Hans Nòbl, il terzo da sinistra, sulla cima della Banchetta. La principessa aveva confidato a Nòbl di essere stata una «fan» di Bongiorno all’epoca in cui si trovava in Italia prima del suo matrimonio.

1957 02 24 L Europeo Mike Bongiorno f8I ragazzini fanno il tifo per Bongiorno e Mike si intrattiene spesso con loro. Il presentatore di « Lascia o raddoppia » è molto popolare a Sestriere, Sauze e Cervinia dove si reca quasi ogni settimana coltivando con vera passione di sportivo il suo «hobby». Mike è piuttosto orgoglioso delle sue qualità di sciatore.

Come tutti i patiti dello sci, Mike Bongiorno discute dell’argomento preferito la sera in albergo, i piedi infilati nei mocassini di foca, le spalle al caminetto e un buon whisky fra le mani. Di solito Bongiorno è un flemmatico e un formalista, ma quando parla di sci si accalora e c’è il verso che gli scappi anche la parolaccia. Le ragazzine gli fanno corona, estasiate. Il giorno dopo, si appostano sulla Banchetta o nei punti nevralgici delle piste, per scapicollarsi dietro di lui, nella speranza di stargli dietro, mentre lui fila via leggero con i suoi agili colpettini d’anca, l’ultimo chic per gli appassionati della neve. 

A. P., «L'Europeo», anno XIII, n.8, 24 febbraio 1957


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A. P., «L'Europeo», anno XIII, n.8, 24 febbraio 1957