Rosanna Schiaffino si prenderà la rivincita in America

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Rosanna Schiaffino che tempo addietro ruppe con i suoi produttori in maniera polemica ha trovato oltre Oceano quella considerazione che in patria le avevano negato

Roma, giugno 

«Rosanna va in America...». La notizia bruciava sulle labbra della signora Schiaffino, mentre, seduta accanto alla figlia, l’ascoltava enunciare i suoi programmi di lavoro, da oggi fino alla primavera dell'anno prossimo; ma seppe pazientare e trattenersi fino al momento in cui, dopo una graduale e ordinata enunciazione di titoli di film, di nomi di registi, di attori, di case di produzione, con relativa indicazione della loro importanza sul mercato internazionale, Rosanna affrontò, dandogli tutto il plastico risalto che meritava, questo importante capitolo del suo prossimo futuro di attrice, «E per finire — disse, con lo stesso tranquillo tono di voce di un amministratore delegato che legga un bilancio — ho firmato un contratto con la United Artists, la stessa casa che produce il film che sto girando in questi giorni: un contratto per tre film da realizzarsi entro il marzo ’62. Il primo, Teseo contro il minotauro, servirà di lancio; gli altri tre dovranno sfruttarne il successo».

1960 07 09 Tempo Rosanna Schiaffino f1Queste sono le ultime foto dell'attrice con i capelli neri: nel film "Teseo e il minotauro" ha dovuto sacrificarli

Sarà con il primo film, che appartiene ad un genere oggi molto in voga oltreatlantico, che Rosanna andrà negli Stati Uniti, e si può fin d’ora prevedere ciò che avverrà. La United Artists è una delle più importanti case cinematografiche hollywoodiane. Se ha impegnato un’attrice per quattro film («e gli altri tre — precisa Rosanna — saranno tutti di ambiente moderno...»), vuol dire che ha fiducia in lei e che punta su di lei. L’interesse della casa e il suo sono dunque ormai tutt’uno; o, comunque, vanno di concerto... Così quando, fra alcuni mesi, Rosanna giungerà in vista dei grattacieli di Manhattan, scatterà immediatamente al suo servizio la efficientissima macchina pubblicitaria americana, e durante il suo giro attraverso cinque città "chiave” sarà fotografata, intervistata, ripresa dalla TV, interverrà a "prime" a cocktails feste di beneficenza, i giornali saranno inondati di sue fotografie, e poiché la pubblicità è un suo hobby— «Beh, ho capito — dico — non tornerà più in Italia», «No, che c’entra — esclama

— tornerò certamente». Ma si vede che è molto soddisfatta, e non senza motivo, perchè, a parte le probabili conseguenze del suo viaggio in America, il contratto con la United Artists e tutto il fitto programma di lavoro che l’aspetta, rappresentano un bilancio notevolmente attivo e acquistano, in questo momento, un significato tutto particolare. L’argomento principale su cui la giovane attrice ha puntato. denunciando cinque mesi fa il contratto con la società di produzione Vides, era infatti sostanzialmente questo: «Non mi avete valorizzato abbastanza... Posso, sono certa di poter fare di più. Camminiamo in un tandem, ma io tiro e voi mi frenate...»; e così via.

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«E’ stata una battaglia molto dura» dice Rosanna ripensando ai mesi trascorsi, fra dicembre e aprile, con una causa in piedi, l’ostilità ufficiale dei produttori italiani, le diffide della sua ex-società, che raggiungevano tutti coloro per i quali lavorava. «Più dura di quella degli inizi. Non so proprio chi ci abbia dato la forza di affrontarla». O forse lo sa, aggiunge: la fiducia in se stessa, che non l’ha mai abbandonata. Aggirati gli ostacoli immediati con la creazione della "R.S." (la società di produzione Rosanna Schiaffino), mercè la quale ha potuto interpretare in Francia Le bai des éspions, la situazione non era affatto risolta. «La causa — dice l’attrice — poteva andare avanti all’infinito; e nel frattempo, era difficile impostare dei programmi impegnativi. Era come vivere facendo il tiro alla fune».

Sei mesi fa era facile parlare con Rosanna Schiaffino: bastava telefonarle e ti dedicava anche un intero pomeriggio.

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Oggi non ha saputo trovare altro tempo libero nella sua giornata che questo, dalle 2 alle 4. «Stamani — dice — sono stata a vedere una casa sull’Appia». «Antica?». «Antica, sì: dopo la villa della Lollobrigida. Ma la padrona voleva cedermi un piano soltanto, e non l’ho presa». Alle 4, aggiunge, va a vedere la sua ”MG" in pezzi, («Sì, è arrivata in pezzi da Torino»); alle 5 ha un appuntamento con un produttore; alle 6 l’aspetta il parrucchiere del film. Manda un sospirone. «Mi è dispiaciuto — dice — per i miei capelli. Erano ritornati neri, naturali: e invece hanno voluto che li schiarissi di nuovo». A causa del tipo di pellicola impiegato, e dei due personaggi che interpreta nel film. Sì, perchè questa volta fa due ruoli nello stesso film: Elettra e Arianna, due sorelle gemelle. 

Rosanna sorride: quando parla di lavoro, sorride sempre: è davvero la sua passione. E si anima tutta, muovendo le mani, che finora ha tenuto posate in grembo, sull’attillato e sobrio vestito bianco a grossi pois viola. Il lato interessante del suo attuale lavoro consiste nell’impegno che richiede caratterizzare diversamente due personaggi che hanno la medesima faccia, lo stesso trucco, («di proposito ho voluto che fosse uguale») e pochi elementi distintivi nell’abbigliamento.

La lavorazione di Teseo e il minotauro, in cui recita anche il tre volte campione mondiale di decatlon, Bob Mathias, («pensi che hanno dato il suo nome alla sua città natale: Mathias Ville si chiama»), finirà il 20 luglio; il 21 Rosanna comincerà, senza un giorno di riposo, un altro film. Le ragazze miliardo, diretto da Luigi Zampa. «E questo, (una storia spigliata, moderna) mi porterà via fino a settembre; a ottobre, mi aspetta un film in Francia, diretto da Hossein... Fra novembre e dicembre, girerò poi un terzo film, I giovani hanno fretta, diretto da un giovane regista in cui credo e interpretato da un giovane della nouvelle vague, Jean Sorel».

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ROSANNA SCHIAFFINO ha costituito una sua casa di produzione "RS" dopo la rottura con la Vides. Cosi ha potuto girare in Francia "Le bal des espions". Con lo stesso regista, Hossein, farà in novembre un altro film "I giovani hanno fretta", quindi si trasferirà in America; un contratto la impegna per tre pellicole che dovranno essere realizzate entro il 1962. Ha inoltre altri ambiziosi progetti.

Basta? No, ci sarebbe dell’altro; ma per questa volta basta, il resto, dice Rosanna, alla prossima puntata. E questo di concepire le interviste, e la propria vita, come una specie di romanzo a puntate, (del quale ogni volta si lascia intravvedere che ci sarà un seguito, più interessante ancora dei fatti già narrati), è proprio un tratto caratteristico della Schiaffino. Una malizia per metà consapevole, e per metà necessaria: propria di chi non può vedersi altrimenti che in movimento, proiettata nel futuro, e trae la sua felicità solo da questo. Del resto essa lo sa. «Nessuno — dice — ha avuto una carriera dura come' la mia». «Allora le difficoltà sono più delle soddisfazioni?». «Non si tratta tanto di soddisfazioni — precisa — si tratta di aver la passione di fare l’attrice e di aver la sensazione che ogni giorno la tua carriera fa un passo avanti».

A. D., «Tempo», anno XXII, n.28, 9 luglio 1960 Fotografie di Chiara Samugheo


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A. D., «Tempo», anno XXII, n.28, 9 luglio 1960 Fotografie di Chiara Samugheo