Rosanna Schiaffino in America vale venticinque milioni

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Rosanna Schiaffino è ormai una delle attrici italiane più conosciute all'estero. A Hollywood le sue quotazioni sono in continua ascesa; ed anche in Italia, dove si prepara a girare “La corruzione” diretto da Mauro Bolognini, sta riconquistando quella popolarità che sembrava smarrita

Roma, luglio

«E allora, quando vi sposate?». Incontrando Rosanna Schiaffino, sebbene indiscreta, questa domanda è d’obbligo, e piuttosto sobria (nonché un po’ vaga) è la sua risposta, «Ora siamo strangolati dal lavoro, ma la data non è lontana». Ancora più sobria e scanzonata (conforme al suo carattere), è la risposta di Alfredo Bini. «Ai primi freddi», dice il produttore. Dunque è vero: le nozze tra l’attrice e il giovane produttore hanno subito una battuta d’arresto. Ma ciò non significa affatto che i loro rapporti sentimentali siano cambiati. E se a qualcuno è sembrata sospetta la fretta con cui Rosanna ha voluto terminare in Jugoslavia alcune scene del film The long ships, da quando è a Roma i suoi week-end hanno preso un ritmo cosi costante che anche le più imperterrite malelingue hanno dovuto rassegnarsi a tacere.

1963 08 10 Tempo Rosanna Schiaffino f1ROSANNA SCHIAFFINO sull'imbarcazione che il produttore Alfredo Bini ha affittato per il film "La corruzione”. In attesa che Mauro Bolognini dia il primo "ciak” della pellicola, di cui la Schiaffino sarà la protagonista, l'attrice e il produttore-fidanzato compiono lunghe crociere sul barcone che fino a poco fa era stato, l’ammiraglia di una flottiglia contrabbandiera.

Ogni sabato mattina dal porto di Anzio uno yacht salpa le ancore. E’ un due alberi che batte bandiera panamense: si chiama, giustamente, "Melo-ria”. Dietro il suo innocuo aspetto d’imbarcazione da diporto nasconde una carriera avventurosa. Nel passato recente ha esercitato a lungo il contrabbando, è stato più volte sequestrato, era la pecora nera della Finanza del Medi-terraneo occidentale. Alfredo Bini lo ha preso in affitto per girarvi il film La corruzione, che segnerà l’inizio della sua alleanza "artistica” con Rosanna Schiaffino. In attesa che Mauro Bolognini vi batta il primo "ciak”, il produttore lo usa per trascorrere in pace i suoi fine-settimana insieme con Rosanna e i loro amici. Cosi per due giorni Rosanna non pensa più ai fotografi nè allo studio accanito dell’inglese, Bini smette di occuparsi dei film e dei processi di Pasolini.

I loro svaghi sono molto semplici. Ore e ore di nuoto. Un po’ di pesca subacquea. Coralli più che cernie o dentici: stanno fermi e si prendono meglio. La sera buttano i tramagli, la mattina li levano. E poi grandi partite a scopa. «Anche tu?». «Oh, si, certamente anch’io», ride Rosanna. «E poi, quando vogliamo essere fini, giochiamo a canasta». Con un filo di rossetto alle labbra, viso e ginocchi abbronzati, l’attrice è in ottima forma; e il suo buonumore è la più netta smentita alle voci riguardanti i suoi dispiaceri di cuore «Oh, lo so — dice — che a voi giornalisti piacerebbe tanto poter scrivere: hanno litigato, nubi in vista. Invece, niente di niente». Tutto bene, dunque, dal lato sentimenti; e se il matrimonio (succede nelle migliori famiglie, ha subito una battuta d’arresto, la carriera di Rosanna sta prendendo invece un ritmo incalzante.

E’ presto detto. A soli ventitré anni, l’attrice è quotata sul mercato americano circa quarantamila dollari, moltiplicate per 625 e avrete l’equivalente in lire. L’ultimo suo film si chiama The long ships. E’ un film "Columbia", la casa per la quale la Schiaffino ha già girato I vincitori, il numero due nel cartellone della società per la prossima stagione, «Ho saputo proprio in questi giorni — mi dice l’attrice — che la prima di questo film sarà data alla presenza della regina Elisabetta». Rosanna ha già conosciuto la regina d’Inghilterra nel marzo scorso, in occasione della "Royal performance”. C’era anche la regina madre («così simpatica, alla mano; sorrideva a tutti»), e l'allora fidanzato di Alessandra di Kent, il quale si lamentava così buffamente: «Ditemi voi che cosa devo fare, per me la etichetta è arabo».

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Una merce commerciabile

Anche The long ships ("Le lunghe navi”, che sarebbero quelle dei Vichinghi), è un "grosso” film. In costume, è vero, ma con attori quali Sidney Poitier e Richard Widmark; sposa dell’uno, Rosanna è desiderata dall’altro, e così si. trova al centro della storia e del cast. Naturalmente ha dovuto girare delle grosse scene d’amore. Be’, sì, normali, precisa l’attrice. Sidney Poitier com’è? «Oh, un ragazzo pieno di calore umano, di sensibilità...». E ha mai provato a farle la corte durante i due mesi di vita insieme? «Innanzitutto — sentenzia Rosanna — uno ti fa la corte, è chiaro, se tu gii dai il modo. E poi, a parte che è attaccatissimo ai suoi quattro bambini, Sidney è molto professionale». Professionale, dall’inglese professional, è l’aggettivo che Rosanna ama e usa di più. Anche lei è molto professionale, cioè prende il lavoro estremamente sul serio. «Detesto coloro che hanno l’aria di dire che quello dell’attore non è un vero mestiere. Lo è, e come». E poi da tempo ha capito il latino.

E cioè ha capito che per avere più occasioni e più successo bisogna conoscere alla perfezione l’inglese. Da vari anni, lo studio di questa lingua è quello cui si applica con tutta la sua caparbietà di ligure. Nella nuova casa (la quarta da quando è arrivata a Roma), in cui si è trasferita in questi giorni, c’è un appartamento al superattico, che Rosanna si è riservata per sè. Si compone di una stanza da letto e di un grande studio. Attrice e studio sono dunque due parole che vanno d’accordo? «Ma certo, lo studio mi serve per ricevere, studiare i copioni, far conversazione in inglese col professore». I risultati sembrano ottimi. «Poteva capitare — ha detto uno che ha assistito alle riprese del suo ultimo film — che Widmark sbagliasse qualche battuta, ma lei ta-ta-ta-ta, non saltava una parola».

Perciò gli americani lavorano volentieri con lei, e lei con gli americani. Dal film di Minnelli, nel quale faceva la caricatura della stari ett di via Veneto, Rosanna è passata a ruoli di maggiore importanza e non si è fermata più. E’ già stata una volta a Hollywood e in autunno probabilmente ci dovrà tornare per un terzo film della "Columbia”. Se questa è dunque la sua "situazione” nei confronti del cinema U.S.A. (lontanamente simile a quella attraverso cui sono passate la Lofio e la Loren), in Italia oggi è una delle poche che lavorano. Oggi che quasi tutte si lamentano d’essere lasciate a casa o devono emigrare a Madrid o a Parigi. Non è un caso, nè soltanto la fortunata conseguenza del fatto che il film La corruzione è prodotto da Alfredo Bini. Dal di fuori è facile dire: «La Schiaffino è una di quelle fortunate: lavora perchè il suo fidanzato la fa lavorare...

La verità è un’altra. Rosanna Schiaffino, è oggi (come dice poco romanticamente il suo fidanzato), «una merce commerciabile». In Germania fa parte del cast, in Francia è molto nota, in Inghilterra pur di averla in un film concedono a chi gliela presta lo sfruttamento del film medesimo sull’intero mercato italiano. Dell’America si è detto, e tra breve "Life" consacrerà con foto e articolo quella fama che i publicity men hanno già centrato con la frase: «l’Italia ha fatto centro di nuovo». Conclusione: essa è già, ad un certo grado, un’attrice di livello internazionale, e quindi Alfredo Bini non l’ha scritturata per farle un regalo. Il suo disegno è più ambizioso: "qualificarla” in Italia, con un paio di buoni film (La corruzione è solo il primo), in modo che essa "tiri” da sola il film, e poi rilanciarla all'estero, avendole aggiunto alla sua dote il mercato italiano.

1963 08 10 Tempo Rosanna Schiaffino f3A VENTITRÉ’ ANNI Rosanna Schiaffino, la cui carriera aveva segnato il passo per qualche tempo, è oggi una delle attrici italiane più note ed apprezzate sul mercato internazionale. Ha terminato da poco di girare a Belgrado "The long ships”, un film in cui recita al fianco di Richard Widmark e Sidney Poitier. I numerosi impegni di lavoro hanno costretto l’attrice genovese a rinviare, sembra all’inizio dell’autunno, il suo matrimonio con Alfredo Bini.

Il regista di Claudia

E’ forse per questo che i rapporti sentimentali tra produttori e attrici finiscono quasi sempre con l’assomigliare a quelli tra padri e figlie? Comunque, tutto è stato preparato con cura. Come regista del film. Bini ha scelto Bolognini, che ha già diretto per lui La Viaccia e il Bell’Antonio; e non c’è dubbio che in tal modo il produttore (sorvolando sul fatto che proprio questi film portarono fortuna alla maggior rivale di Rosanna), conta sulla infallibilità del noto proverbio «non c’è due senza tre». Come partner di Rosanna ha preso quel grande attore che è Alain Cluny, oltre a Jacques Perrin; la parte di lei, infine, appare piuttosto adatta alle capacità dell’attrice. La corruzione è la storia della pressione psicologica e morale esercitata da un padre ricco e cinico su un figlio che, per rivolta alla mentalità affaristica e pratica di lui, si è indirizzato verso la vita religiosa.

Come strumento, contingente e catalizzatore, di questa "corruzione” il padre adopera la propria amica: «...una di quelle ragazze, dice Rosanna, che senza essere malvage, hanno imparato la lezione e di spregiudicatezza in spregiudicatezza fanno molta strada». Il disegno riesce, col favore oltretutto dell’estate e dei ridotti bikini della ragazza. Il giovane rinuncia alla sua (falsa) vocazione, e diventerà forse uno come gli altri. In Italia è noto, le vocazioni religiose sono in ribasso: se ora ci si mette anche la Schiaffino... Scherzi a parte, ad Anzio sullo yacht dei contrabbandieri, Rosanna Schiaffino e Alfredo Bini hanno cominciato insieme un’operazione a largo raggio, e le malelingue faranno bene a tenerne conto prima di mettere in giro altre voci. Da oggi in poi e per circa un anno, oltre che dai loro sentimenti la coppia è unita a filo doppio anche in affari.

Questi tipi di alleanze non sono nuove nel mondo del cinema, e in genere danno buoni risultati. Solo che, col cambiare dei tempi, prendono nuove forme. Sulla coppia Ponti-Loren, per esempio, la Schiaffino e Bini hanno il vantaggio di essere entrambi "liberi” e che non è stato il produttore a "fare” Rosanna. Casomai, ora egli tenta di "rifarla”. E ciò domani potrebbe diventare un handicap, nel senso che ciascuno dei due è convinto di valere qualcosa per se stesso, e in caso d’insuccesso essere indotto ad accusare l’altro d’esserne stato la causa. Remota ipotesi, soprattutto considerando (come dice la signora Jasmine), che «ormai Rosanna sta in piedi da sola, e nessuno può buttarla giù».

M.S., «Tempo», anno XXV, n.31, 10 agosto 1963


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M.S., «Tempo», anno XXV, n.31, 10 agosto 1963