I dispiaceri americani di Sofia Loren

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Il ritorno di Sofia Loren in America permetterà forse alla stampa destinata al grosso pubblico di tracciare un ritratto meno convenzionale dell’attrice, che con il suo clamoroso successo ha riproposto il tema dell’“invasione straniera” a Hollywood

Hollywood, agosto

Appena tornata negli Stati Uniti dopo la breve vacanza svizzera, ai giornalisti americani che l’avevano bloccata prima ancora che avesse terminato di scendere la scaletta dell’aereo, Sofia Loren s’è affrettata a dichiarare che aveva scelto la Confederazione elvetica come luogo di villeggiatura principalmente per sfuggire c alle insistenze di quei noiosi giornalisti italiani». Poi, interrogata a proposito della recente maternità della Lollobrigi-da ha detto che invidiava molto Gina perchè anche a lei piacciono molto i bambini e vorrebbe averne tanti. Due risposte che, ognuna a modo suo, forniscono una riprova della spontaneità di Sofia: una donna tanto pronta a seguire l’istinto da dimenticare, talvolta, le buone regole del ”fair play”.

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Infatti, se la seconda risposta è di una simpatica semplicità, non altrettanto simpatica è la prima (anche qualora la si voglia considerare, come forse era nelle intenzioni, una malriuscita battuta di spirito). In fondo, ai «noiosi e insistenti giornalisti italiani» la Loren deve qualcosa; o forse l’affermazione è nata dal fatto che fino ad ora i giornalisti americani generalmente non hanno sottoposto Sofia ad attacchi massicci, accontentandosi perlopiù delle veline fomite dagli uffici stampa. Ed è successo che fra veline e ritagli d'archivio, al grosso pubblico è stato presentato un ritratto abbastanza singolare della Loren (e lei stessa se n’è lamentata). Ora c’è da sperare che sul suo conto scrivano, con un po’ più di calma e di tempo, cose più plausibili e soprattutto nuove.

Proprio mentre stava per iniziarsi la seconda ripresa dell’incontro Loren-Hollywood, due importanti riviste americane davano all’attrice due dispiaceri: l’uno sul piano critico, l'altro su quello biografico. Una delle due riviste (l'autorevole "Time”), recensendo il secondo film americano della Loren liquidava la sua prestazione in questi termini: c La presenza dell’italiana Loren in "Orgoglio e passione" è dispensabile, in un racconto come questo che Forester aveva giustamente costruito con soli uomini». L’altra rivista (un mensile popolare di cinema a grande tiratura) presentava della Loren un profilo biografico ravvivato da battute e citazioni per le quali a suo tempo Sofia aveva minacciato, in Italia, di scatenare un putiferio legale.

1957 08 22 Tempo Sophia Loren f2I truccatori preparano Sofia Loren per una scena del suo nuovo film. «Hollywood non mi ha sorpreso». ha detto: e poi ha spiccato; «per molti anni ho visto un film americano alla settimana, e cosi il posto mi è apparso subito familiare».

Mentre da noi di solito si usa delicatamente sorvolare l’argomento della rivalità tra Sofia Loren e Gina Lollobrigida, all’estero pare che sia difficile parlare dell’una senza nominare l’altra. Ed ecco, quindi, che nell’articolo citato si leggeva tra l'altro: «Secondo Sofia, la battaglia (con Gina) ebbe inizio al Festival di Venezia di due anni fa, al quale entrambe le dive presenziavano. "Io ero una ragazza di appena vent’anni, mentre Gina aveva ventisette anni e godeva già di una fama internazionale", commenta Sofia con una scrupolosa precisione nata dalla consapevolezza che statistiche di questo genere saranno ancora più favorevoli tra. diciamo, quindici anni. "Voi avreste pensato che almeno si sarebbe fermata per dire qualche parola di incoraggiamento. E invece non lo fece”». E più oltre, riprendendo con le citazioni l’autore dell'articolo scriveva: «"Mi spiace sentire Gina dire queste cose di me", replicò amareggiata la Loren; "la sua personalità è limitata: è stata una meravigliosa contadina selvaggia, ma non potrebbe impersonare in modo convincente una signora del gran mondo"». Dopodiché l’articolo proseguiva con gli accenni d’ob-bligo alla passata povertà della Loren e alla sua attuale ricchezza («si racconta che dorma nel più grande letto di tutta Italia... passa per le strade di Roma nella sua Cadillac guidata da un autista, e altre volte sfreccia attraverso l’Italia in una velocissima automobile sportiva italiana, tutta nera»). Più interessanti di queste citazioni e rifritture di vecchie storie, che in fondo rientrano nella normale routine del pettegolezzo cinematografico a grande tiratura, sono però le considerazioni che. il "fenomeno Loren" suggerisce agli americani; o. almeno, a quei giornalisti americani che devono spiegarlo al grosso pubblico. Il quale ultimo, posto di fronte ad una ragazza di ventitré anni che piomba a Hollywood accompagnata dalla fama di essere l’attrice meglio pagata in tutto il mondo, si sente piuttosto sconcertato.

1957 08 22 Tempo Sophia Loren f3A HOLLYWOOD, la Loren è tornata dopo la vacanza svizzera per iniziare la lavorazione di "Houseboat”, un film del quale ella è la protagonista al fianco di Cary Grant E’ questo il suo quinto film americano. In precedenza ha interpretato "Il ragazzo sul delfino”, "Orgoglio e passione”, "Legend of the Lost” e "Desiderio sotto gli olmi". I primi tre le hanno fruttato duecento-mila dollari l’uno; e altri due milioni e mezzo di dollari le verranno dai compensi e dalle percentuali dei film che interpreterà a Hollywood (la cui serie s’è aperta con "Desiderio sotto gli olmi”: gli altri erano stati realizzati fuori degli U.S.A.).

Ora che la Loreq si appresta a iniziare il suo quinto film americano (il secondo girato a Hollywood: gli altri tre sono stati realizzati in Europa e in Africa), ci si comincia a domandare quale spiegazione abbia il "boom” della vulcanica bellezza di Pozzuoli. E le possibili risposte coinvolgono alcune considerazioni un po’ amare per gli americani. C’è stato per esempio chi si è ricordato, andando a scorrere l’elenco delle vincitrici degli "Oscar", che negli ultimi quattro anni le famose statuette sono andate ad un’olandese (Audrey Hepburn), ad una svedese (Ingrid Bergman), ad un’italiana (Anna Magnani) e ad un’attrice (Grace Kelly) che per educazione e linguaggio è sempre stata considerata più inglese che americana. Anche se non è totalmente esatto (anzi, lo si può considerare piuttosto superficiale), il ragionamento in parte fila. A parte Grace Kelly e le capziose osservazioni sulla sua nazionalità, le origini e di conseguenza l’educazione delle altre tre attrici sono indiscutibili. Ora, che cosa significa questo? Che da un po’ di tempo in qua Hollywood non è più capace di sfornare una donna che, oltre a poter essere considerata americana da almeno qualche generazione, sia anche un’attrice nel senso più completo della parola?

1957 08 22 Tempo Sophia Loren f4Sofia (dietro di lei c'è la sorella) non si preoccupa delle forme: lo dimostra questa foto in cui appare scalza.

Certo, un allarme in questo senso è almeno un po’ esagerato. Gli americani cominciano ad essere preoccupati dalle proporzioni sempre crescenti che assume il fenomeno dell’immigrazione a Hollywood (al quale fa però riscontro un fenomeno inverso). E se fino ad oggi il fatto era passato abbastanza inosservato, ora che è arrivata la Loren con le favolose cifre dei suoi contratti è come se fosse suonato un campanello d’allarme. Si tirano le somme, e ci si accorge che per Hollywood oggi lavorano o hanno lavorato, oltre alla Loren, le italiane Annamaria Alberghetti, Pierangeli e sorella, Elsa Martinelli, Milly Vitale, Già Scala, Rossana Podestà, Silvana Mangano, Anna Magnani; le inglesi Glynis Johns, Kay Rendali, Wendy Hiller, Claire Bloom, Joan Greenwood; le francesi Martine Carol, Zizi Jeanmaire, Nicole Maurey, Etchika Choureau, Barbara Laage, Corinne Calvet; le giapponesi Miiko Tako e Shirley Yamaguchi; l’indiana Anna Kashfl; la finlandese Taina Elg; la greca Irene Pappas; la svizzera Elizabeth Mueller; l'australiana Victoria Shaw. E l’elenco è ben lontano dall’essere completo.

1957 08 22 Tempo Sophia Loren f5A HOLLYWOOD, Sofia è riuscita a conquistarsi anche le simpatie delle più ferrate malelingue del giornalismo cinematografico. Hedda Hopper l’ha definita "decisamente incantevole”, e Louella Parsons "di una bellezza stupefacente”

Certo, però, che quando si tratta di arrivare — date queste premesse — alle conclusioni, capita di trovarsi di fronte a spiegazioni curiose. Essendosi chiesto il perchè del successo delle attrici straniere in America, un giornalista americano ha così risposto: t Parte della risposta sta in questa parola: sesso. In Europa, il sesso è parte della vita; in America, sembra che si awii a diventarlo... La preoccupazione americana nei confronti di certi elementi anatomici è vecchia quanto Eva e sfida ogni tentativo di indagine. Queste ragazze straniere affrontano decisamente i fatti della vita, e la casuale esibizione delle loro grazie ha funzionato come dinamite — per quel che riguarda gli incassi — in un Paese dove la pubblica menzione del sesso è ancora molto graziosamente confinata tra le pareti di casa. Un’altra ragione del successo delle attrici straniere sta nella loro capacità di unire alla bellezza l'abilità di recitare.

1957 08 22 Tempo Sophia Loren f7GLI SCACCHI sono uno dei passatempi di Sofia a Hollywood, quando il lavoro o i ricevimenti non la impegnano. Ma anche nelle ore libere, il più delle volte deve occuparsi di qualcosa collegato alla carriera: lo studio dell’inglese, per esempio. Dopo un anno e mezzo di lezioni sa esprimersi correntemente, ma non quanto basta per recitare con disinvoltura. A destra, una delle più tipiche foto di Sofia ”glamourizzata” da Hollywood.

1957 08 22 Tempo Sophia Loren f6"OGGI POSSO AVERE tutto ciò che voglio”, ha detto Sofia (qui fotografata nel bar della villa che ha affittato a Hollywood) a un giornalista americano; "e fino a poco tempo fa non avevo nulla. Ma non penso di essere diventata importante”. E ha concluso, modestamente: "Desidero solo lavorare”

In America, una bella ragazza che sappia recitare è una meraviglia. In Europa, tranne rare eccezioni, è cosa normale». Come esempio di idee confuse, è un bell’esempio. L’unica idea chiara era alla fine dell’articolo, dove si leggeva: c Sono pronto a scommettere che le ragazze americane non continueranno a fronteggiare l'invasione straniera standosene sedute; non per lungo tempo, in ogni caso». A parte il leggero tono da inno taglia, c’è da sperare che l’autore di questa affermazione abbia visto giusto. In tal caso, l’esperienza americana della Loren sarà stata utile non soltanto all’interessata, ma anche a Hollywood.

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Mike Losalvo, «Tempo», anno XIX, n.34, 22 agosto 1957


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Mike Losalvo, «Tempo», anno XIX, n.34, 22 agosto 1957