La nuova casa di Sofia Loren

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Vuotando più di un negozio di antiquario dei suoi pezzi migliori l’attrice ha arredato il suo nuovo appartamento in stile; la guerra delle dive ha un nuovo campo di battaglia: dai contratti più alti ai mobili più antichi.

Roma, aprile

Nel punto in cui la via Salaria costeggia il parco di Villa Savoia prima di giungere alle catacombe di Priscilla, molte nuove costruzioni sono nate o stanno nascendo. La loro eleganza moderna trova nel verde degli alberi un elemento di raccordo capace dr inserirle senza stonature nella severa tradizione della vecchia strada. A questa altezza sfocia nella Salaria via di Villa Ada, dove al numero 10 abita da qualche giorno Sofia Loren.

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L’attrice riceve volentieri i visitatori, a patto che siano disposti ad ammirare le meraviglie che ha saputo raccogliere in questo appartamento tutto suo. Ha lavorato sei mesi per arredarlo e lavora tuttora, insieme all’architetto Tommasini. Di un paravento dipinto è particolarmente fiera. Dice di averlo "soffiato” a un collega: Massimo Girotti, si suppone. Le stanze sono arredate con mobili antichi di valore, comprese le quattro camere da letto e i due bagni.

Con Sofìa vivono nella casa la madre e la sorellina Maria, che ha quasi 16 anni, studia danza e non vuol fare del cinema.

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Sofìa, quando non lavora, passa le sue giornate, la mattina a studiare l’inglese e il pomeriggio a posare per i fotografi e a ricevere i giornalisti. La casa, per quanto confortevole, è ancora incompleta. Per esempio non si vedono dischi in giro nè libri. Se le si chiede la ragione di questa mancanza, l’attrice risponde che non ha ancora avuto il tempo di occuparsene. Comprerà libri e dischi in un prossimo futuro.

E’ dubbio tuttavia che il prossimo futuro di Sofia sia tranquillo. Da tre mesi circa non lavora, il che rappresenta una circostanza assolutamente eccezionale nella sua breve ma intensissima carriera. Le cause della sosta possono essere molte: difficoltà di trovarle parti adeguate a lei e soprattutto proporzionate al favore incontrato presso il pubblico; crisi di tutta la produzione italiana; reale necessità di un riposo. Comunque, le fatiche di Sofia stanno per ricominciare. Nei prossimi giorni essa si recherà a Cannes, al cui Festival viene presentato "Il segno di Venere”, ufficialmente. Com’è noto, infatti, non è compresa nella selezione italiana la pellicola di De Sica "L’oro di Napoli”, che è stata tuttavia invitata dai francesi. E’ ovvio che sulla sua interpretazione nel film di De Sica, Sofia conta soprattutto per dimostrare le sue qualità di attrice al mondo internazionale. In un certo senso, è la prima volta che la ventunenne napoletana si presenta a quel mondo.

Dopo Cannes, la Loren inizierà il lavoro nel film ”La bella mugnaia”, diretto da Mario Camerini, in colore e cinemascope; tale film non è che la riedizione di un famoso film italiano di vent’anni fa, ”Il cappello a tre punte”, allora interpretato da Leda Gloria e da Eduardo De Filippo. Nella attuale edizione, accanto alla Loren saranno De Sica e Mastroianni. E’ stato invece rinviato alla stagione dell’ anno prossimo il film ”Re Ferdinando”, di cui tanto si è parlato. Al posto di quello, nell’estate. Sofia interpreterà con certezza un nuovo film di Blasetti: ”La fortuna di essere donne”.

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Intanto, come si diceva, Sofia assapora il piacere di sentirsi per la prima volta padrona di una casa veramente sua. E la stessa legittimità di questo piacere taglia corto a tutti i pettegolezzi del momento, secondo i quali la faccenda delle case nuove non sarebbe altro che un nuovo episodio della cosiddetta « guerra delle dive».

Tale interpretazione nacque quando si seppe che la Loren avrebbe preso possesso del nuovo appartamento nello stesso momento in cui Gina Lollobrigida si occupava della nuova villa sulla Via Appia Antica (la quale Lollobrigida ha incontrato le note difficoltà derivanti dal divieto di costruire nella zona archeologica nuovi edifici; le stesse che costrinsero il produttore Ponti a comprare una tomba addirittura, il cui interno è divenuto la sua sala da pranzo.

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Ma Sofia, per temperamento, non è certo donna capace di perdere tempo in faccende del genere. C’è qualcosa di più serio e di più profondo nella sua ambizione di avere una « bella casa»: la sua infanzia non fu facile, e nemmeno l’adolescenza; alla fortuna attuale essa è giunta con i propri mezzi, e sarebbe di cattivo gusto alludere soltanto alla bellezza fisica. Nei grandi successi popolari, anche se conquistati con quello strumento di così facile presa sulle folle che è il cinema, esiste sempre un elemento che va molto oltre la elementare appariscenza delle forme. Chiamatelo come volete: coraggio, intraprendenza, tenacia, talento. E’ comunque ciò che Sofia, con la sua nuova casa, intende affermare.

T. S., «Tempo», anno XVII, n.18, 5 maggio 1955


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T. S., «Tempo», anno XVII, n.18, 5 maggio 1955