Sofia Loren innamorata

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La recente dichiarazione fatta da Sofia Loren in Grecia, dove sta girando un film, sull’amicizia che da parecchi anni la lega all’industriale cinematografico Carlo Ponti, potrebbe preludere a una svolta decisiva nei rapporti tra la diva e il noto produttore.

Roma, settembre

Circa un anno fa, un diffuso settimanale francese pubblicò, definendola «sensazionale» la notizia del prossimo matrimonio di Sofia Loren con il suo produttore Carlo Ponti. L’annuncio non colse di sorpresa l'ambiente cinematografico romano, ma un solo settimanale italiano lo riprese dedicandovi una paginetta sotto il titolo: «Il futuro marito di Sofia Loren». «Il misterioso personaggio cui Sofia Loren ha sempre alluso parlando dell'uomo amato», spiegava un vistoso sommario «ha ora un volto ed un nome: è il produttore Carlo Ponti per il quale la bella "pizzaiola" nutre da tempo un profondo sentimento d'amore; egli divorzierà tra breve dalla attuale moglie e sposerà, quando sarà libero, la celebre attrice.» Nonostante la modesta tiratura del settimanale romano, l’annuncio assunse un certo sapore «scandalistico» ed il produttore lombardo interpellò il suo avvocato. All’impeto del primo momento seguì, tuttavia, una più saggia riflessione: convocato un piccolo consiglio di «amici fidati», Carlo Ponti finì per convenire che qualsiasi causa per diffamazione avrebbe semplicemente «allargato la macchia», attirando l’attenzione generale su un fatto che, invece, a molti era passato inosservato. Il settimanale romano evitò quindi di misura un processo, Sofia lasciò cadere l'argomento ed il produttore cercò di ritrovare la perduta pace domestica.

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A distanza di un anno i giornali italiani e stranieri sono tornati sulla faccenda con argomenti più precisi : una dichiarazione della diva che si dice innamorata di un uomo che ha di-ciott'anni più di lei (sposato con figli, ma in procinto di divorziare per amor suo) e una fotografia scattata all'aeroporto di Atene che ritrae il produttore e la diva mentre si scambiano un bacio nient'affatto convenzionale.

Sofia Loren ha oggi ventidue anni, Carlo Ponti quaranta. Si conoscono da sei anni ed hanno molti lati in comune: non hanno veri amici, cercano di tenere lontani i parenti dal proprio lavoro ma non sanno dire di no alle loro richieste di aiuto. Sono impulsivi, segretamente sentimentali e, a loro modo, ingenua-mente testardi. Quando si conobbero lui si presentava come uno dei produttori più coraggiosi della rinata cinematografia italiana, lei come una stellina del fotoromanzo. Ma, sembra, non tardarono a capirsi: Ponti le promise una carriera strepitosa. Sofia sorrise spavalda e pose la firma in calce ad un contratto quinquennale.

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Sofìa Loren, che come attrice ha conquistato ormai una fama mondiale nonostante abbia appena ventidue anni, sta attualmente girando un fìlm in Grecia, dopo aver ultimato da poche settimane Orgoglio e passione in Spagna Nella foto appare accanto al produttore Carlo Ponti, che può considerarsi l'artefice della sua ascesa cine matografìca. L'amicizia tra il produttore e l'affascinante « pizzaiolo » è tornata in questi giorni d'attualità, dopo una dichiarazione fatta dalla Loren ad Atene.

Carlo Ponti arrivò a Roma dalla natia Magenta per lavorare alle produzioni della Lux Film, ma il suo attivismo lombardo ebbe presto ragione della sconnessa cinematografia romana. Guadagnata la fiducia del presidente della Lux, produsse film di successo die facilmente si vendevano a scatola chiusa. Subito meditò di uscire da quella combinazione per mettersi a produrre in proprio. Il coraggio di quella nuova impresa glielo diede, pochi mesi dopo, un altro giovane produttore di origine napoletana, Dino De Laurentiis. Dal loro incontro nacque il più felice esperimento cinematografico di questo dopoguerra.

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Ponti e la moglie, signora Giuliana Fiastri, a passeggio in una via di Roma

Sofia era bella e simpatica, fresca e smaliziata e nell’ambiente cinematografico die ruotava attorno al produttore milanese portò subito una nota di spregiudicata sincerità, di mordente ironia. A poco a poco Ponti si rese conto die, opportunamente diretta, la ragazza avrebbe avuto successo. Con la decisione dell'uomo d’affari, non esitò ad accompagnarla nei locali alla moda, a presentarla a persone e registi influenti.

Giuliana Fiastri è, da dieci anni, la signora Ponti Figlia di un generale, proviene da un’ottima famiglia della borghesia milanese ed ha fatto un matrimonio d’amore. Dalle nozze sono nate due bambine, Guendalina che ha ora nove anni e Alex che ne ha cinque. Quando il marito venne a tentare l’avventura romana, lei non esitò a raggiungerlo e, per quanto abbia tentato di adattarsi alla diversa vita della Capitale, in verità non ha mai capito il mondo del cinema. Più di una volta è intervenuta ad una serata di gala o ad un cocktail in casa di ma raramente ha trovato qualche punto di contatto con le altre signore presenti. È rimasta quasi sempre educatamente in disparte, un po’ silenziosa, pensosa, annoiata. Definita da tutti una vera signora, una donna di indubbio fascino, Giuliana Ponti ha abitato prima un appartamento patrizio in Via de’ Lucchesi e vive ora nella sua villa sull'Appia Antica, vicino a quelle di Silvana Mangano e Gina Lollobrigida.

Come ogni donna saggia non era mai intervenuta nelle questioni del marito, ma rimase un po’ turbata quando vide le prime foto di Sofia. Era una beila ragazza piena di esuberanza, forse un po’ «eccessiva» per i suoi gusti, ma che, secondo quanto dicevano gli amici del marito, riscuoteva l'incondizionata approvazione degli spettatori. Era inevitabile che un senso di diffidenza si facesse lentamente strada nel suo animo, le rendesse più penosa l’attesa quotidiana, le turbasse i giorni di vacanza fuori di Roma.

Nei primi anni non fu facile per Carlo Ponti «lanciare» la sua protetta: il cinema italiano era ancora sotto il fascino dei divi sbarcati da Hollywood, Via Veneto era affollata di bellezze d’oltre oceano in cerca di scrittura. Poi, come succede in questi casi, il fascino di Sofia Loren «scoppiò» come una bomba. Dopo mesi e mesi di paziente attesa Carlo Ponti aveva finalmente nelle mani il «prodotto» finito, perfezionato, garantito. E senza esitare lo lanciò sul mercato.

Si era all’inizio del 1954 e la produzione Ponti-De Laurentiis attraversava un periodo prospero: i due produttori non erano mai andati tanto d’accordo, ognuno puntava con reciproca fiducia sulle rispettive dive: Silvana Mangano e Sofia Loren. La stessa signora Ponti, di fronte ad una cosi lampante dimostrazione die la tesi sostenuta dal marito era giusta, apparve perfino serena e sorridente. E se non giunse a fare il tifo per Sofia contro la «dominazione Lollo», fu proprio per l’amicizia che la legava da tempo ai coniugi Skofic.

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Sofia Loren è di origine napoletana ed ha iniziato la carriera cinematografica interpretando ruoli per i giornali a fumetti. Anche da adolescente Sofia possedeva già un fisico slanciato ed esuberante, come appare nella foto sopra scattata a 14 anni. Sotto, la «pizzaiola» pochi mesi prima di partire per Roma per tentare l’avventura della carriera cinematografica: aveva allora da poco superato i quindici anni.
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Visite a Porto Garibaldi per "La donna del fiume"

Ma qualcosa doveva improvvisamente cambiare: il successo, la popolarità della Loren forse finirono per entusiasmare troppo l’uomo che per primo aveva creduto in lei. Non bisogna dimenticare d’altra parte che l’acerba fanciulla di qualche anno prima aveva avuto modo di maturarsi, di raffinare le sue doti migliori. Ed eccola ricalcare le orme di Silvana Mangano In Riso amaro con La donna del fiume, eccola ,invidiare alla Lollobrigida la sua posizione coniugale prendendo al proprio seguito come consigliere, uomo di fiducia, accompagnatore e guardia del corpo il regista Basilio Franchina che aspettava da Ponti la direzione di un film e si vide affidata quella di una diva.

Ponti è sempre stato un produttore coscienzioso, ma mai aveva dimostrato tanto zelo come durante la lavorazione, a Porto Garibaldi, di La donna del fiume: non c’era settimana che egli mancasse all’appuntamento con la sua troupe in esterni alle foci del Po. Partiva da Roma con il primo rapido del mattino e scendeva a Bologna cinque ore dopo: qui lo attendeva una macchina per portarlo a Ferrara dove prendeva alloggio al Grande Albergo. Queste visite duravano due o tre giorni, alla fine di ognuna egli ripartiva per Roma sereno e tranquillo, evidentemente soddisfatto del lavoro di Mario Soldati. Ponti giunse a congratularsi con gli attori anche alla fine del film: rimase a Ferrara una intera settimana, allegro come un ragazzo che abbia marinato la scuola, e per nessun motivo fece sentire la sua voce roca solitamente irritata. La sera del suo arrivo non cercò subito di Sofia: chiamò Invece il signor Mattioli, direttore del «Grande Albergo» e gli consegnò un vistoso anello da custodire in cassaforte fino al giorno dopo.

Da quel lontano ottobre del 1954 molta acqua è passata sotto i ponti e molte cose sono cambiate: Ponti e De Laurentiis si sono divisi, il produttore milanese ha puntato e forse perso molto denaro nella disavventura della Minerva Film per ora si è chiuso in una specie di passiva attesa. Coproduttore di Guerra e pace senza amore e senza troppo impegno, non ha sfruttato il successo per combinare altri affari su scala internazionale. Si è viceversa «attaccato» sempre di più alla sua «scoperta». Da un paio d'anni a questa parte la diva occupa infatti il primo posto nei suoi programmi di lavoro e nei suoi pensieri.

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La scena di un «fumetto» interpretato dalla loren accanto ad Achille Togliani.

Offerte negli Stati Uniti per centinaia di milioni

Come qualche volta avviene in un romanzo o in un film, siamo di fronte ad un rapporto d’affari che ha finito per impadronirsi dei due contraenti, rivolgendosi in parte contro i loro stessi interessi. E se Sofia non nega ormai il suo amore, il suo desiderio (del resto naturalissimo) di interrompere la sua carriera di «donna sola», per sposarsi ed avere dei figli, il produttore Carlo Ponti - ammesso che queste voci siano vere - si dibatte ancora incerto tra i suoi doveri familiari.

Ai tavolini di Via Veneto si discute ormai senza mistero delle grosse cifre spese metodicamente da Carlo Ponti in telefonate interurbane con l'attrice che ormai lavora soltanto all’estero; delia Mercedes sport, del valore di sette milioni, del denaro speso in aerei per visite di mezza giornata tra una ripresa e l’altra. Qualcuno sorride riferendo che ogni viaggio a Madrid, dove Sofia girava Orgoglio e passione, Ponti lo ha fatto portando nella valigia almeno un chilo di finissimi spaghetti napoletani. Ma nessuna donna troverà ridicolo che qualche volta Sofia, dopo avergli telefonato il mattino dalla Spagna, sia comparsa la sera stessa nell'ufficio di Ponti «perché aveva un po’ di nostalgia», pronta a riprendere il primo aereo per Madrid.

Alla luce dei fatti più recenti il segreto amore di Sofia assume nuovo interesse. Appaiono però ancora improbabili le voci che vorrebbero la coppia sulle mosse di recarsi negli Stati Uniti dove le offerte per la diva sono sulla base dì centinaia di milioni. Può apparire determinante, a questo proposito, un recente incidente sorto tra Sofia Loren, che avrebbe voluto essere pagata in dollari depositati in una banca svizzera, e la Paramount che invece ha tutto l’Interesse di utilizzare i propri capitali in lire bloccati in Italia.

La stessa cosa si dica per il contratto quinquennale che legava la Loren a Ponti: quel contratto è scaduto nel marzo scorso, nessuno ha pensato a rinnovarlo ma, tra il produttore e la diva, vige tutt'ora il vecchio accordo.

Che in questa ingarbugliata e patetica vicenda Sofia Loren sia la prima a «forzare la mano» appare tuttavia abbastanza naturale: essendo il disaccordo con i propri genitori ormai palese, ella vorrebbe risolvere, in un modo o nell’altro, tuia situazione sentimentale divenuta ormai difficile.

Giorgio Salvioni, «Epoca», anno VIII, n.313, 30 settembre 1956


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Giorgio Salvioni, «Epoca», anno VIII, n.313, 30 settembre 1956