Alla tredicesima prova promossa Virna Lisi

Virna-Lisi


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Dopo aver interpretato in due anni dodici film per candide platee popolari, la più vivace "ingenua" del cinema italiano ha avuto finalmente la grande occasione di essere un'autentica attrice

In questi giorni Virna Lisi è ritornata a Roma dopo aver interpretato il suo tredicesimo film: se non interverranno ostacoli, derivanti dalla crisi del cinema, fra pochi giorni dovrà ripartire, per iniziare il quattordicesimo. Ed è già previsto, dal suo contratto con il produttore Pegoraro, che entro la fine dell'anno prenda parte a un altro film. Virna Lisi è una ragazza di diciotto anni e mezzo, ha iniziato la propria carriera alla fine del 1953, ciò significa quindi che nei primi due anni ha partecipato in media a sei film l’anno; e se nel 1956 si manterrà al disotto di tale media, ciò dipenderà assai meno dalla sua volontà che da quella dei suoi agenti, i quali le hanno imposto di calmarsi, di dire qualche volta di no, di starsene un po’ tranquilla.

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Sebbene a malincuore, Virna ha finito col dare retta a questo consiglio e dopo essersi inebriata della quantità ha cominciato ora a badare alla qualità. Il tredicesimo infatti è anche il suo primo film impegnativo: La donna del giorno, di Francesco Maselli. Ma Ano ad un anno fa, tanta moderazione le sarebbe parsa una cosa del tutto priva di senso. Era proprio una ragazza scatenata; accettava di fare tutto; ogni momento correva dai suoi agenti con un copione in mano, vantando la parte commovente ed umana che le avevano offerta, implorando a mani giunte che le dessero il permesso di dire di si. Ci fu un periodo che faceva la spola fra Parigi e Roma in aeroplano, per poter partecipare contemporaneamente ad un film italiano e a uno francese.

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VIRNA LISI ha terminato ora le riprese del film ”La donna del giorno", che l’hanno tenuta a Milano tre mesi. Nelle ultime settimane, al sopraggiungere dell’estate, la giovane attrice si è appassionata ai fiumi lombardi e vi ha trascorso le domeniche. Queste foto sono state scattate sul Ticino. Il suo ultimo film sarà forse presentato al Festival di Venezia.
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LA DONNA DEL GIORNO è il titolo del film che Virna ha interpretato a Milano, il suo tredicesimo lavoro, anche se la ragazza non ha ancora diciannove anni. Era stata quasi sempre, finora, l'"ingenua" di film dialettali, eroina di vicende popolari e melodrammatiche che non avevano mai attratto l’attenzione della critica. Ora, sotto la guida del regista Francesco Maselli, ha affrontato una parte di "finta ingenua", difficilissima e tutta "da interpretare": sarà probabilmente il suo lancio nel tanto cospirato mondo delle attrici
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FRA I FILM che Virna Lisi ha interpretato sino ad oggi sono da ricordare ”Le minorenni” e ”La corda d’acciaio”. Qui faceva la trapezista. Poco tempo fa Gassman pensò di farla debuttare in teatro nella propria Compagnia; tramontato il progetto, Virna rimandò ad altra occasione il passaggio al palcoscenico. Ha un fratello e una sorella; quest'ultima, di poco minore, la segue sempre e le serve da supervisore: conoscendola bene, giudica spietatamente il suo lavoro. Nel film "La donna del giorno” Virna Lisi ha recitato con Antonio Ci-fariello, Haja Hararit. Serge Reggiani e con Vittorio Sanipoli.

Dal punto di vista economico, non era nemmeno conveniente; ma ciò che le importava era di poter dare sfogo alla propria smania di fare, di recitare, di mettersi in mostra, di "arrivare". Era una smania che nasceva dalla sua giovanissima età e dal fatto che, improvvisamente, ciò che essa aveva sempre sognato si era tradotto in realtà. Per caso. La famiglia Lisi infatti è amica intima da molti anni di Giacomo Rondinella e un giorno il cantante, reduce dagli Stati Uniti, li andò a trovare. Si mise a parlare del suo prossimo lavoro in Italia, il discorso a un certo momento cadde sul fatto che un produttore stava cercando una ragazzina per affidarle la parte della protagonista in un film drammatico-musicale: doveva essere molto fresca, ingenua d'aspetto, fra i 15 e 16 anni.

La famiglia Lisi è una famiglia borghese del tipo tradizionale, quando ci sono degli ospiti si ricevono nel salotto buono e tutti devono essere presenti: il padre, la madre, gli zii, i figli. Cera quindi anche Virna. Aveva compiuto da poco i sedici anni. Frequentava la prima ragioneria. Lunghi capelli biondi le incorniciavano il volto di adolescente e gli occhi verdecelesti. Rondinella la fissò perplesso e poi le disse: «Virna, perchè non provi tu? ». Fu come se avesse dato fuoco a un barile di polvere e il ricordo di quello che accadde è ancora impresso nella mente di tutti: il giorno dopo Virna si presentò agli stabilimenti: era emozionata, nuova dell’ambiente, scambiava gli uscieri per delle persone importantissime, vedeva produttori dappertutto. Una cosa sola alla fine credette di avere capito: che per il provino le occorrevano molti vestiti.

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Ne possedeva tre. Gli altri li portò via alla sorella minore, alla madre, perfino alla zia; non ancora soddisfatta, andò nel negozio dello zio e lo saccheggiò. Raccolse cosi in poco tempo una ventina di vestiti, di tutti i tipi e colori, da mattina, da pomeriggio e da sera, ma quando giunse il momento di provare le annunciarono che ciò che serviva era un semplice grembiulino a quadretti, bianco e rosso. Virna Lisi cominciò così a far conoscenza con il mondo del cinema e con lei la fecero suo padre e suo zio: toccò a loro infatti, mentre Virna restava sul posto a fronteggiare gli eventi, correre a casa a cercare il famoso grembiule. Lo trovarono nella stanza della donna di servizio, ma era sporco. E ciò provocò il deciso intervento della signora Lisi «Così sporco» disse «non uscirà di casa mia». E si mise a lavarlo. Quando lo zio e il padre di Virna fecero ritorno agli stabilimenti, era quasi buio; e la loro macchina, con il grembiule bianco e rosso sventolante fuori del finestrino ad asciugare, venne scambiata per un auto portaferiti: ai semafori vigili le dettero via libera. Noi fu un'impresa inutile: a mezzanotte si seppe il responso del provino: positivo. La parte era sua. Virna si mise a piangere. Il film si intitolava ...E Napoli canta.

Fu il primo di tutta una se rie di film di "categoria B" nei quali ella venne impiega ta in ruoli patetici: di orfanella o di ingenua, che ispira delicati sentimenti d’amore, chi è destinata ad essere tradita che alla fine prevale sulla cattiveria. I produttori puntarono insomma soprattutto su suo aspetto fisico, sul biondi tenero dei suoi capelli e sugli occhi chiari, elementi questo che nel cinema equivalgono a purezza e suscitano pietà, e sul fatto che era bravissima a piangere. *

Una volta Virna si immaginava che suo padre fosse perito sotto le mote di un treno; un’altra che sua madre si fosse ammalta di una malattia mortale; una terza che sua sorella o suo fratello minori fossero morti in uno scontro; così, nello spazio di due anni, Virna fece "morire" almeno un paio di volte tutti i componenti della sua famiglia. Alla fine si trovò a corto di persone care.

Ma nel frattempo qualcuno si era accorto che sotto quel personaggio di ingenua piagnucolosa si nascondeva una ragazza di assai più valide qualità; che la terribile vitalità di Virna era il segno di una spiccata personalità. Il primo a scoprirlo fu Antonioni, ma il film per il quale l’aveva scelta, andò a monte; Antonioni allora la segnalò a Maselli e Maselli recentemente l’ha indicata a Pietrangeli.

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Il film di Maselli, che con tutta probabilità, sarà invitato alla prossima Mostra di Venezia, ha segnato dunque la definitiva promozione di Virna Lisi dalle attrici di categoria B a quelle di categoria A e la sua interpretazione nel film è, a quanto si dice, un’autentica rivelazione. Certamente il ruolo assegnatole era molto difficile. Liliana, la protagonista della Donna del giorno, è un personaggio complesso: è una donna che per la smania di farsi pubblicità giunge al punto di accusare tre uomini di una violenza che non hanno commesso, una donna cioè avida di "arrivare" vittima dei miti moderni, cinica, e alla fine anche acutamente sensibile e insofferente del male commesso. Come sempre. Virna Lisi ha messo tutta se stessa nella parte: i giorni in cui doveva interpretare ima scena allegra, cominciava a stare di buon umore fin dal mattino, quando invece le toccava una scena drammatica, si chiudeva per ore in una tristezza cupa, tenace. Una volta, a forza di caricarsi e di "montarsi" in questo modo, a forza di rivivere instancabilmente un certo episodio, si accorse che la vista le si annebbiava e si sentì sul punto di svenire: aveva passato la misura. Fra tante attrici che assomigliano a pezzi di ghiaccio, uno dei meriti di Virna Lisi è dunque questo; che invece di doverla risvegliare, chi la dirige deve stare attento a moderare la sua vitalità.

Stelio Martini, «Epoca», anno IV, n.155, 20 settembre 1956


Epoca
Stelio Martini, «Epoca», anno IV, n.155, 20 settembre 1956