Wanda Osiris e la rivista della censura

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1951 10 04 Settimo Giorno aIV n40 Wanda Osiris intro

"Galanteria" di Wanda Osiris dopo la correzione è irriconoscibile: per fortuna le modifiche fanno ridere.

Già era stata fissata la sera per la «prima» di Galanteria, quando V ufficio censura — ponendo il veto non solo a determinate scene o battute, ma alla rivista in blocco — obbligò Michele Galdieri a rifare tutto da capo. Poiché l'autore, nel primo quadro della rivista, aveva radunato a congresso tutte le più famose donne della storia e della mitologia per la consegna dell’Oscar da parte del dio Amore, la censura aveva ravvisato nel copione una riprovevole «esaltazione dell’amore profano». E perfino il titolo fu trovato sconveniente.

1951 10 04 Settimo Giorno aIV n40 Wanda Osiris f4Milano. Wanda Osiris in « Galanteria in bleu », dove un congegno la trasporta verso gli spettatori, uscendo da una cornice. Questa è la 25a rivista rappresentata da Wanda Osiris: il debutto avvenne all’Excelsior di Milano in « Piccolo caffè ». interpreti Totò e Lina Gennari, dove la Osiris stava seduta in un palco di proscenio come una qualsiasi spettatrice e veniva invitata a cantare una canzone. Ma già all'età di 14 anni aveva fatto un’apparizione al Dal Verme, nella parte di una ragazza che. essendo rientrata tardi e di nascosto, cominciava a spogliarsi fuori dall’uscio di casa, e attraversava il palcoscenico in camicia e con le scarpe in mano. Il successo fu tanto che la debuttante dovette ripetere la scena otto volte.

La censura è diventata oggi un organismo così efficiente da stritolare perfino gli stessi funzionari che l’hanno messa in movimento, tanto è vero che sono stati operati alcuni tagli anche ad una traduzione dell’«Enrico IV» di Shakespeare, compiuta dal direttore dell’ufficio stesso. Così, secondo una recente disposizione, Un tram che si chiama Desiderio, Occupati d’Amelia e Niente di dazio non potranno più essere rappresentate, mentre* a La pulce nell’orecchio di Feydeau, una commedia vecchia di 44 anni che è andata in scena all’Odeon nei giorni scorsi, sono stati operati 54 tagli: niente il solito letto in palcoscenico, sostituito da un divano, e proibizione a Marika Spada di mostrarsi in copribusto e mutande alla caviglia. L’occhio attento e ridicolo della censura ha frugato perfino in una didascalia, secondo la quale Ivo Garrani doveva baciare avidamente Laura Solari; e intanto, alla «prima» della commedia, un funzionario stava tra le quinte a sorvegliare attentamente col copione in mano. .

E il copione in mano lo tenevano anche il vice-questore e il capo-ufficio stampa della prefettura, alla prova generale di Galanteria, essendo intervenuti in ossequio ad un «ukase» dell’ufficio di Roma che aveva deciso infine di concedere il nulla-osta, dopo aver soppresso ben trentatrè pagine di testo. Non è un paradosso se affermiamo che il copione di Galdieri è più divertente da sfogliare che da ascoltare, tanto sono prive di senso comune le annotazioni della censura. Taide, ad esempio, non può' neppure essere nominata, ed egualmente non è lecito fare il minimo accenno ad Èva, che è una creatura di Dio e la nostra madre comune. Due persone che si trovano nell’aldilà, parlando tra di loro, debbono dire «qua» e non «quassù», poiché questa seconda locuzione sembra irriverente agli orecchi della censura. Così è proibito nominare la notissima canzone napoletana «I due paradisi», mentre, durante un intero quadro della rivista, la cintura di castità è diventata «cassaforte dell’onestà».

1951 10 04 Settimo Giorno aIV n40 Wanda Osiris f1Da sinistra a destra; 1) Wanda Osiris in passerella: 2) Dolores Palumbo e Gianni Cavalieri, rispettivamente nei personaggi di una sirena e di un satiro, nel quadro « Galanteria mitologica ». Gianni Cavalieri, nuovo alla rivista, si è disimpegnato brillantemente; 3) Gianni Cavalieri. Dolores Palumbo e Gianni Agus in a Galanterie terrestri»;

Galdieri, inoltre, aveva ideato un quadro che si ispirava alla vendita dei filosofi, di Luciano, ma l’attore Gualtiero Isnenghi. il quale aveva fatto una riuscita caratterizzazione di De Gasperi che, insieme ad altri, doveva essere messo all’asta, si è visto improvvisamente sopprimere la parte. Da questo e da molti altri episodi risulta evidente che sotto il pretesta della moralità si nasconde spesso l’intolleranza politica; come quando un funzionario ha minacciato di querela l’attore Gianni Agus, il quale — nella canzone «Cadono le foglie» — aveva fatto un accenno del tutto inoffensivo al ministro Pacciardi che «non cade mai».

La presentazione di Galanteria, che è costata 60 milioni ed è la 67a rivista scritta da Michele Galdieri, è festosa ed originale; realizzata dal giovane ingegnere milanese Giuseppe Zamperetti, utilizza la luce nera di Wood per ottenere effetti di grande rilievo. Oltre mille metri di seta sono stati trattati con particolari prodotti fluorescenti, provocando nella scena completamente all’oscuro il più vivo e gradevole risalto delle scenografie e dei costumi del corpo di ballo, mentre i volti appaiono color cioccolata. E’ questa una presentazione che dimostra come il gusto della Osiris sia molto vicino ai film-rivista americani in technicolor.

1951 10 04 Settimo Giorno aIV n40 Wanda Osiris f24) Lauretta Masiero e Marina Doge sorridono in passerella: 5) Aurora Banfi, Lauretta Masiero e Viviana Vallèe sedute in passerella; 6) Umor, Cavalieri. Berardi, la Banfi, la Vallèe e la Masiero in «Galanterie all'asta»;

C’era molta curiosità in giro per sapere come la Wandissima sarebbe apparsa in scena, dopoché negli ultimi due anni era scesa dalla luna ed aveva avanzato verso gli spettatori con un congegno piuttosto complicato; quest’anno è ritornata alla tradizione e quando in veste di principessa è apparsa al sommo dello scalone, sono ripresi i battimani che già avevano salutato l’eleganza della scena molto bella anche se anacronistica per i magnifici costumi indiani e per il fondale che sa di lacca cinese. Mentre l’Osiris scendeva 24 gradini, i battimani aumentavano di intensità; hanno avuto esattamente la durata di un minuto e 22 secondi, poi — dopoché uno spettatore ha gridato dalla galleria: «Wanda, tu sei la nuova atomica!» — hanno ripreso per altri dieci secondi. Ormai, alle prime della Osiris, si è presa l’abitudine di cronometrare i tempi come si potrebbe fare con Fausto Coppi o Ciccio Ascari.

1951 10 04 Settimo Giorno aIV n40 Wanda Osiris f37) Il finale del primo tempo, realizzato dalla casa di mode Noberasko: 8) Quadro d’insieme del « patio » di Madrid in « Galanteria al Bario Cino ». « Galanteria ». 67» rivista di Galdieri, fine, indovinata, sfarzosa nella coreografia, è costata sessanta milioni.

, La Osiris, a Milano, gode di una particolare popolarità e soltanto il Duomo e il panettone possono contenderle il primato. Ha buon gusto ed è molto appassionata al suo lavoro; i suoi ammiratori sono molti e non mancano mai alle «prime». Anche questa volta, appena si è aperto il siparietto sul finale dello spettacolo, si sono fatti sotto alla passerella come se fossero stati catapultati da una forza invisibile; per oltre un quarto d’ora hanno indugiato applaudendo freneticamente e gettando fiori. Hanno baciato e ribaciato la Osiris, qualcun altro ha baciato anche Marina Doge e Lauretta Ma-siero, mentre Wanda si è fatta portare tutte le ceste di fiori che gli ammiratori le avevano mandato. Così si accendeva una vivacissima battaglia a base di gladioli rossi; e intanto, ad ogni passerella, il numero delle persone aumentava. Infatti a Galdieri si aggiunsero il maestro Frustaci, il coreografo Dino Solari, il tecnico Rudy Bauer, il pittore Folco, che aveva disegnato bei figurini, ed infine il cane della Osiris, che ripercorse la passerella in braccio a Marina Doge più brava dello scorso anno. Anche Dolores Palumbo, Gianni Cavalieri e Gianni Agus sono stati molto applauditi; specialmente per i primi due il compito era particolarmente difficile, poiché nel copione (che a Galdieri, concessa pure l’attenuante della censura, non è del tutto riuscito) la comicità è piuttosto scarsa. La sera della «prima» le poltrone costavano tremila lire e l’incasso ha quasi raggiunto tre milioni e mezzo.

Carlo A. Giovetti, «Settimo Giorno», anno VI, n.40, 4 ottobre 1951


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Carlo A. Giovetti, «Settimo Giorno», anno VI, n.40, 4 ottobre 1951