Articoli e ritagli di stampa: anni '90

1920


Mostre, retrospettive, serate a tema, Totò torna popolare come e forse più di quando era in vita. In suo onore vengono istituiti premi, giornate a tema, create associazioni commemorative, gli vengono dedicate strade, piazze e monumenti ed altre iniziative. Si parla della creazione di un museo a lui dedicato che si dovrà inaugurare a Napoli.


Totò


1990

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1991

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1992

1992 07 13 Corriere della Sera Toto Chaplin intro

Discussioni / Il principe de Curtis meglio di Chaplin? Una risposta a Renzo Arbore che difende Napoli contro tutti.

Se Renzo Arbore ci avesse confidato che per lui Totò è meglio di Charlie Chaplin dopo un'allegra colazione sotto il sole di Mergelllna, al momento del caffè, niente da obiettare. Anzi ci sarebbe da sorridere compiaciuti per una simile fragorosa opzione di napoletanità, nonché per la fedeltà arboriana nei confronti di quello che considera il suo maestro. E il nostro consenso conviviale sarebbe appena offuscato da un minimo sospetto di promozionalità in quanto è noto che l'animatore di «Quelli della notte» sta preparando da tempo un omaggio televisivo in due serate al Principe del varietà.

Ma il veder trasformata una battuta paradossale («Lo dico? Totò meglio di Charlot») in un titolo sulla prima pagina di un quotidiano serio come «l'Unità» (di ieri, 12 luglio) lascia davvero perplessi: e l'affermazione diventa diffìcile da condividere, mentre è facile indicarne tutti i rischi. Nel suo articolo Arbore afferma che Totò «è uno dei tre grandissimi geni destinati a durare nel tempo, nei secoli dei secoli».

Presumo si riferisca ai geni della comicità perché subito enumera Charlie Chaplin, Stanlio e Ollio e Totò. che per la verità sono quattro.

Ma ciascuno di noi, a questa stregua, potrebbe controaffermare che il più grande di tutti è Larry Semon detto Ridolini. E altri ancora potrebbero protestare: e Buster Keaton dove lo mettete? E Jacques Tati? E Harry Langdon? E Danny Kaye? E, per restare in Italy, sarebbe d’obbligo mettere in lizza l’immortale Peppino; e De Sica, quando decideva di farci ridere come nel «Processo a Frine»; e Eduardo con il suo pernacchio; e Fantozzi nostro contemporaneo: e il pirotecnico Benigni. Per tacere di molti altri. Se poi telefonate a Tellaro e chiedete a Mario Soldati qual è stato il migliore comico italiano del secolo, il grande vecchio vi risponderà quasi certamente con il nome triestinissimo di Angelo Cecchelin. Proprio come un tedesco vi direbbe che dopo Karl Valentin non si è andati oltre.

L'esazione della risata è un rito antropologico, legato alle vicende di un popolo, all’ambiente e al linguaggio.

Il riso è un fenomeno soggettivo, che risponde a una chiamata profonda prenatale, emergente a sorpresa dal nostro codice genetico. È comprensibile, quindi, che mezza Italia, quella del Sud, della pulcinellata, della sceneggiata, impazzisca per Totò; ed è del pari comprensibile che l'altra mezza Italia sia più che disposta a lasciarsi irretire in questa trama di buonumore. Tuttavia nessun rapporto si può seriamente istituire fra Charles Spencer Chaplin e Antonio de Curtis: e puntualizzarlo è perfino pedantesco.

Non occorre essere professori di cinema per sapere che Chaplin è l'autore unico, assoluto, indiscutibile dei suoi film: mentre Totò non ha mai fatto il regista e a tavolino, come scrittore, ha filiato qualche poesia partenopea e «Malafemmina». Inoltre Chaplin è stato sempre il produttore di se stesso, cioè ha fattoi ciò che voleva quando e come gli pareva, mentre Totò lui ha subìto, soffrendone, l'avvilente condizione dello scritturato.

Insomma Totò non può essere considerato ne meglio né peggio di Charlot per il semplice fatto che si tratta di due personalità incommensurabili.

Paradosso per paradosso, se volessimo davvero inviare qualcuno sul ring della popolarità universale nel secolo che si sta chiudendo, contro l'imbattuto fenomeno planetario costituito dal personaggio di Charlot potremmo immaginare un solo sfidante: Mickey Mouse alias Topolino.

Tullio Kezich, «Corriere della Sera», 13 luglio 1992


1992 04 15 Il Mattino intro 30

Sono diverse le iniziative previste per celebrare il venticinquesimo anniversario della morte di Totò, anche se a Napoli, la sua città, non è prevista alcuna cerimonia ufficiale. A Castellammare di Stabia, invece, hanno deciso di dedicargli una strada del centro, finora nota come via Silio Italico.

Se il progetto televisivo di Renzo Arbore è momentaneamente fermo, pronti sono invece l’annullo speciale delle Poste italiane e la medaglia creata dalla Zecca di Stato in onore del principe de Curtis che sarà presentata il 23 a Vicenza in occasione della manifestazione «Numismatica»: su un lato è effigiato il volto dì Totò, sull’altro la sua bombetta e la sua firma. In libreria sta per arrivare, invece. «Totò, a prescindere», il nuovo libro scritto per la Mondadori dalla figlia del grande attore, Liliana, e curato da Matilde Amorosi: nel volume una ricca raccolta di aneddoti e curiosità sull'uomo e sull’attore.

E Napoli? Dopo tante polemiche sull’opportunità di dedicare una statua - e quale - all’illustre concittadino, le istituzioni sembrano aver dimenticato l'anniversario della scomparsa di Antonio de Curtis. Questa mattina, alle 9,30, nel cimitero del Pianto, in suffragio dell'attore verrà celebrata una messa.

«Il Mattino», mercoledi 15 aprile 1992


1992 08 17 La Stampa Toto Croccolo intro

L'attore e i segreti di un grande sodalizio: «"Malafemmina" era la Pampanini. Era un uomo solo e triste»

Simonetta Roblony, «La Stampa», 17 agosto 1992


1992 10 15 La Stampa Toto Croccolo.intro

Simonetta Roblony, «La Stampa», 15 ottobre 1992


1992 10 15 Corriere Della Sera Carlo Croccolo intro

Sorprendente rivelazione sul grande comico napoletano nel venticinquennale della scomparsa. Carlo Croccolo: era malato, dopo il '58 gli ho prestato la voce in trenta film.

«Corriere della Sera», 15 ottobre 1992


1993

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1997

1997 08 10 Il Mattino intro

Stasera e domani, durante la seconda «Rassegna internazionale del cinema restaurato» di Castellabate saranno proiettati «Totò, Peppino e la malafemmina» e «Siamo uomini o caporali?» entrambi di Camillo Mastrocinque.

Da anni in Italia il Centro Sperimentale Cinematografia è molto atti vo per restituire ai capolavori la qualità perduta. Ora è toccato a due popolati film del Principe della Risata sottoporsi al restyling trovandosi in buona compagnia con opere di Visconti, Fellini o Antonioni.

La rassegna, diretta da Claver Salizzato, è inserita tra le manifestazioni del «Cilento Estate Festival» che prevede oltre agli appuntamenti cinematografici, spettacoli teatrali e musicali. La rassegna proseguirà fino al 24 con altri importanti film restaurati: «La vedovaallegra» di Lubitsch (13 agosto), «Madame Butterfly» di Gallone Gapoccini (17), «Lo spettro» di Preda (20), «Davanti a lui tremava tutta Roma» di Gallone (24) con Gobbi e la Magnani. L’omaggio a Totò cade mentre sfumano la celebrazioni per il trentesimo anniversario della morte e si stanno già scaldando i motori per festeggiare il centenario della nascita con un’overdose di iniziative. E rivedere sul grande schermo in copie nuove l’esplosiva miscela comica di Totò e, in particolare, in coppia con Peppino, riconcilia idealmente il pubblico con gli umori delle platee di un tempo.

Non sarà presente alle proiezioni per altri impegni la figlia di Totò, Liliana De Curtis, che non risparmia qualche critica allo stile dell'iniziativa. «Sono lusingata naturalmente del restauro dei due film - dice - che sono così consacrati tra i classici. Mi dà fastidio però che spesso vengo a conoscenza di iniziative che riguardano il cinema di mio padre quando già sono state decise e realizzate. Di questo omaggio, per esempio, sono stata informata solo qualche giorno fa quando mi hanno invitata a partecipare alle serate». Quella del restauro comunque è un’operazione impegnativa.

«Impegnativa e costosa: è riservato a poche opere, quindi la scelta di ”Totò, Peppino e la malafemmina" e "Siamo uomini o caporali?" acquista più valore». Questo omaggio è a cavallo tra le celebrazioni del trentennale della morte e del centenario della nascita.

«Siamo tutti già proiettati nelle iniziative che festeggeranno i cento anni della nascita di Totò. Come Associazione De Curtis siamo sempre impegnati in varie attività. Ora stiamo seguendo una mostra itinerante su Totò esposta al Massenzio e che dal 28 sarà a Reggio Emilia per il Festival dell’Unità. Poi c’è il progetto che ci sta più a cuore, l’apertura del Museo nel Palazzo dello Spagnuolo nei Vergini: deve essere ristrutturato coi fondi del Comune. I tempi si sono allungati per inevitabili lungaggini burocratiche, ma i lavori dovrebbero iniziare a settembre. Sarà una struttura multimediale con materiali teatrali, cinematografici, fotografici».

A trent’anni dalla morte e a quasi cento dalla nascita di Totò, qual è il bilancio dell’eredità lasciata da lui?

«Ormai su Totò è stato scritto e detto quasi tutto, ora bisogna lasciar parlare gli altri, i destinatari della sua comicità, i suoi spettatori che non si esauriscono inai. Quando vado in giro per presenziare alle varie manifestazioni mi rendo conto dell’ entusiasmo che i suoi film e il suo nome ancora suscitano. A Viareggio ho incontrato bambini di 4,5 anni che si stringevano intorno a me, ovunque i giovani mi abbracciano. Totò ha attraversato varie generazioni e resterà per sempre».

A che punto è il progetto film su suo padre?

«A settembre dovrebbe entrare in una fase operativa un film di fiction in due puntate prodotto dalla Rai, dovrebbe interpretarlo Sergio Castellitto mentre il regista dipende dalla Rete coinvolta. Certo il mio sogno resta De Niro. È un film che racconta Totò tra i 17 e i 18 anni e i 34 e i 35, una storia d’amore che è anche uno spaccato della Napoli del primo Novecento».

Alberto Castellano, «Il Mattino», 10 agosto 1997


1997 11 20 Il Mattino intro

Presto un disco di inediti. Liliana De Curtis: «Le ha incise Mariangela D’Abbraccio, papà amava le belle donne». Il 15 febbraio galà su RaiUno.

Tre canzoni inedite di Totò, «parole e mosica», assicura Liliana De Curtis, che le ha trovate mettendo ordine tra le carte del padre, catalogando autografi e fotografie destinati all’ atteso museo dedicato al principe della risata che sorgerà, chissà quando, al Palazzo dello Spagnuolo, alla Sanità. Dopo il colossale lavoro svolto da Vincenzo Mollica con i cofanetti della Fonit Cetra sulle «Canzoni di Totò», nessuno si aspettava altre novità canore del grande comico, e invece... Eccole qui, tre canzoni romantiche: la triste «Dincello mamma mia»,

«Me diciste ’na sera» e la più allegra «Me sò scurdato ’e te», che Liliana ha affidato alla voce di Mariangela D’Abbraccio, attrice napoletana che l’anno scorso ha portato in giro per l’Italia un recital dedicato al Totò autore e poeta.

«Mariangela è affascinante e bravissima», racconta la De Curtis, «l’ho conosciuta in occasione del suo spettacolo e sono rimasta conquistata dalla sua arte e dalla sua grazia. Quando mi sono capitate per le mani quelle canzoni, dopo aver scoperto in Siae che non erano nemmeno state depositate, ho deciso di farle uscire, al più presto possibile, su disco, come inizio delle celebrazioni per il centenario della nascità di papà, che festeggeremo alla grande l’anno prossimo. E ho pensato a lei. Con un sorriso sulle labbra: a mio padre un’operazione così sarebbe piaciuta anche perchè la D’Abbraccio è una bella donna, di quelle che lui sapeva apprezzare».

Considerata, probabilmente non a torto, una delle voci minori della produzione di Totò, la canzone era una delle passioni dell’artista: «Non c’è nessuna discrepanza tra la mia professione che adoro», dichiarò una volta, «e il fatto che ho composto canzoni e butti giù qualche verso pieno di malinconia. Sono napoletano e i napoletani sono bravissimi nel passare dal riso al pianto».

Ma torniamo al centenario di Totò, nato il 15 febbraio 1898: «Oltre al museo, che non so se sarà pronto per quella data, ci sono un sacco di iniziative che bollono in pentola», racconta la De Curtis. «Innanzitutto una serata di gala, anzi un Premio Totò, che si svolgerà il 15 febbraio a Napoli, sotto le telecamere di RaiUno, anche se non ho avuto ancora la conferma della messa in onda in diretta, bisogna controllare il palinsesto. E non abbiamo ancora deciso dove fare questo show, probabilmente in teatro, in quel periodo forse fa troppo freddo per puntare su piazza del Plebiscito, che pure sarebbe perfetta per rendere omaggio a papà: sarebbe uno spettacolo mai visto. Poi c’è il disco di canzoni e poesie interpretate dalla D’Abbraccio, che sarà pubblicato dalla Sony, e una grande mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma: è quella già vista a Napoli, ma ampliata. E queste sono soltanto le cose certe, sapesse quanti progetti ho...».

f.v., «Il Mattino», 20 novembre 1997


1998

1998 02 08 Il Mattino intro

Il comico sarà ricordato in Parlamento. In dubbio la serata Rai. La grande mostra a Roma: «Dove, quando?» Il film scomparso.

Quindici febbraio ’98: cent’ anni dalla nascita. Un evento. Ma «il più amato dagli italiani», in arte Totò, rischia di ricevere un omaggio parziale, confuso, disattento. «Siamo molto amareggiati»: la denuncia, dura, arriva dalla figlia del principe Antonio de Curtis, che ieri a Cagliari ha inaugurato la mostra itinerante «Totò dal varietà al cinema», una delle iniziative organizzate dall’Associazione de Curtis per celebrare la nascita dei grande comico.

Ecco il j’accuse di Liliana, che dell’ associazione è presidente: «Sugli omaggi in programma abbiamo poche certezze e molti dubbi. Tra le certezze c’è la celebrazione che Luciano Violante, presidente della Camera, farà in Parlamento il 18 febbraio, invitando anche molti attori che hanno lavorato con mio pad re». Il resto? È buio. «Non sappiamo nulla dell’omaggio promesso dalla Rai. Ancora meno della grande mostra "Totò, l’uomo, l’artista, il principe"». «Il progetto - spiega Giovanni Graia, consigliere dell’associazione - è già pronto da luglio. Abbiamo chiesto spazi, tempi e finanziamenti al Comune di Roma. Ci avevano promesso il Palazzo delle Esposizioni, all’Eur. Non abbiamo saputo più nulla, tranne che la sede scelta è già occupata da altre rassegne».

Poi la Rai: «E nulla si sa - insistono Liliana e Graia - a proposito della serata monografica inizialmente prevista per il 15 febbraio sulla prima rete, in diretta da Napoli, condotta da Proietti e Milly Carlucci, in cui si sarebbe dovuto assegnare il primo Premio Totò a un artista di rilievo internazionale e a un comico emergente. Forse il programma si farà in aprile, e da piazza del Plebiscito». Ma al Comune di Napoli fanno sapere che la Rai non ha mai chiesto l’uso della piazza e si è invece parlato di uno show tv da organizzare ai Vergini, quartiere natale di loto. «Insomma, una grande incertezza», incalza Liliana. E Graia: «la Rai ci ha risposto che il programma è stato rinviato per problemi di budget e di palinsesto. Ma è scandaloso che non riesca ad adempiere la sua funzione di servizio pubblico celebrando un comico così amato da tutti».

La sera del 15, al posto dello show, sarebbe dovuto andare in onda l’unico film di Totò mai trasmesso dalla tv, «Sette ore di guai», del '52, liberamente ispirato a una commedia di Scarpetta, con la Barzizza e due debuttanti doc, Giulietta Masina e Bice Valori. Il negativo del film andò perduto, fu ritrovato e venduto alla Rai. E ora non si capisce perché la messa in onda è stata cancellata. Nel corso del '98, però, Rai Uno proporrà altre iniziative. Il 13 e il 20 febbraio trasmetterà le due puntate dello special «Totò cento» curato da Giancarlo Governi, sottotitolo «Vita, opere, amori e immortalità del principe de Curtis». Per l'estate è prevista un’ampia retrospettiva dei suoi film. Per renderla storicamente completa, però, la tv pubblica, titolare dei diritti di 60 film del comico e dei dieci telefilm di «Tutto Totò», realizzati nel '67, è in trattative con Mediaset, che possiede i diritti dei rimanenti 20 film.

Infine, il museo, quello che dovrebbe sorgere nei locali messi a disposizione dalla Regione Campania a Napoli, nel Palazzo dello Spagnuolo (i lavori di restauro sono stati da poco affidati al Comune): «Là, in autunno - precisa Graia - dovrebbe approdare la mostra "Totò, l’uomo, l'artista, il principe", come atto di buon auspicio in vista dell’apertura del museo. Ma anche qui altre difficoltà, burocratiche questa volta».

Luciano Giannini, «Il Mattino», 8 febbraio 1998


1998 02 08 Il Mattino intro10

E' «totomania». Domenica prossima, a cent’ anni giusti dalla nascita (15 febbraio 1898), il principe della risata sarà celebrato tra l’altro con due manifestazioni teatrali e con l’inzio dei lavori per il museoa lui dedicato (ma riusciranno ad aprirlo entro l’anno?). Sabato Franca Faldini, la moglie, inaugurerà al Politeama la mostra «Dal baule di Totò» organizzata dall’ente autonomo Antonio de Curtis: una raccolta di oggetti personali e abiti tratti dal suo guardaroba, come il costume da Pinocchio e quello da Otello che indossò nella sua ultima rivista, «A prescindere», nel 1957.

Sempre al Politeama, tra parrucche, pantaloni e altri cimeli, sabato 14 e domenica 15 tornerà in scena, con Aldo Giuffrè, «Il medico dei pazzi», la commedia di Eduardo Scarpetta che Totò interpretò per il cinema negli anni '50.

Il teatro Bellini ricorderà Totò lunedì 16 con un spettacolo dedicato alle sue canzoni: «Malafemmena» e altri brani celebri saranno interpretati da Roberto Murolo, Teddy Reno, Fausto Cigliano.

Sempre sabato, una singolare iniziativa, una festa di giovani artisti per celebrare il grande comico, ideata dal fotografo Sergio Siano, si svolgerà al «Centro Incontri delle Arti», alle rampe Pizzofalcone al Chiatamone per iniziativa di Legambiente Campania, col patrocinio del Comune, e la partecipazione di «Napolimania» per la stampa d’un catalogò elaborato dà Giànni Somma con una introduzione di Pasquale Esposito: 35 artisti (pittura, scultura, fotografia, disegno, cyberspazio, grafica) renderanno omaggio al grande attore, la festa si protrarrà fino alla mezzanotte quando saranno spente cento candeline sulla torta (è stata invitata a farlo Liliana de Curtis).

La novità più curiosa, però, è forse la festa in discoteca: ieri lo «Chez-moi» ha dedicato una serata a Totò tra modernità e tradizione, con foto e manifesti d’epoca, ma anche con una collezione di t-shirt e dipinti che rivisitano il profilo del principe della risata in stile Andy Warhol.

«Il Mattino», 8 febbraio 1998


1998 02 08 Il Mattino intro11

Molti lo ricorderanno come il maggiordomo di Totò in «Signori si nasce», eppure lui, con il Principe de Curtis ha un rapporto più intimo. Carlo Croccolo è stato, infatti, la «sua» voce in decine di film, come doppiatore per gli esterni. Una voce ora stanca e provata dalla malattia, che mette i brividi tanto assomiglia a quella a noi nota di Totò, in una stanza stanza del II Policlinico, a Napoli, dove l'attore è ricoverato da una settimana, in attesa di subire un intervento per applicargli quattro by-pass dopo essere stato colto da malore a Palermo, poco dopo la fine di una delle repliche di «Una bomba in ambasciata», di Woody Alien, con Gleijeses.

Croccolo, come sta?

«Sono un po' preoccupato, devo subire una operazione abbastanza seria, non sono mica pinzellciccherè, avrebbe detto Totò».

Che cosa più la lega al principe della risata?

«Beh, sono stato la sua voce per tanto tempo... era un segreto tra me e lui, ma poi qualcuno lo ha scoperto e il segreto è stato svelato».

Cento anni fa nasceva Totò, cosa ricorda in particolare di lui?

«Proprio in questi giorni difficili per me ho pensato a una frase che lui diceva spesso durante gli ultimi mesi della sua vita. Ormai cieco, mi ripeteva: "Carlo, ricordati che quando sei al buio devi aver pazienza, e se sai aspettare un poco, anche al buio viene la luce.,.". Ecco... in questi giorni, forse perché anche io da un occhio non ci vedo quasi più, sto pensando spesso a quella frase e quasi mi pare di sentirmi come Totò; del resto ho quasi avuto i suoi stessi guai, ma non la sua grandezza infinita».

Ha ottenuto riconoscimenti tardivi...

«Stanno facendo scempio della sua immagine, ormai è inflazionata e ci sono tantissimi suoi pallidi epigoni che tentano di imitarlo, non hanno inventato nulla e hanno preso tutto da lui. Era un grandissimo attore e mi ha insegnato tantissimo, non solo sul palcoscenico».

E del centenario, che cosa pensa?

«Vorrei esser presente nel giorno del centenario, non vorrei fare la fine di Totò ed essere ricordato solo dopo. Ma prima vorrei darvi una notizia...».

Dica...

«Ho deciso, prima dell'intervento chirurgico sposerò Daniela, Daniela Cenciotti, la mia compagna, che non mi lascia un attimo».

r.s., «Il Mattino», 8 febbraio 1998


1999

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