Totò a fumetti

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La collana "I FUMETTI DI TOTÒ" è stata pubblicata nel 1953 dalle Edizioni Diana s.r.l. di Roma. Della collana disegnata da Castellari uscirono dodici albetti al prezzo di 25 lire.

Totò e il segreto atomico - Totò nell’oceano - Totò e i pirati cinesi - Totò fra i cannibali - Totò e le belve - Totò contro Totò - Totò caporale - Arrendetevi, gridò Totò - Totò e la bomba di provolone - Totò eroico paracadutista - Totò e il carro armato - Totò medaglia d’oro


3 albi formato “Albo d’oro” da 60 lire.

Totò a fumetti - La strenna di Totò - Totò a fumetti n.2

Strenna 01

Strenna 02

Strenna 03


Giornalino - Il grande giornale dei ragazzi

3 marzo 1993

1993 Il Giornalino


Il Grifo - I pensieri di Totò - Totò va al cinema

febbraio 1992

1992 Il Grifo


Comic Art - Totò, lo scugnizzo del Rione Sanità

novembre 1992

1992 Comic Art


© by "Ken Parker", n.36.
Berardi e Milazzo rendono omaggio a Totò riprendendo parte del duetto di ‘Pasquale’

Totò, l'erede di Don Chisciotte

Toto l eede di Cisciotte Cover L

Toto l eede di Cisciotte Cover 2 L

DESCRIZIONE

In occasione del 55° anniversario della scomparsa di Totò, il Principe della risata, è in arrivo il primo volume di Totò in L’erede di Don Chisciotte, la nuova opera inedita di Fabio Celoni, concepita a partire dal recupero di un trattamento cinematografico mai portato sul grande schermo, scritto a più mani da grandi sceneggiatori del passato come Antonio Pietrangeli, Cesare Zavattini, Lucio Battistrada e altri ancora. Un’occasione unica per portare alla luce un progetto che celebri il grande umorismo di Antonio De Curtis, il Principe Totò, che al suo fianco vedrà il sodale di una vita, Aldo Fabrizi, nei panni di un irresistibile Sancho. La grande maestria artistica di Fabio Celoni al servizio di un’opera che è destinata a diventare un cult.

MAGGIORI INFORMAZIONI

Autori: Fabio Celoni
Data di uscita: 21 apr 2022
Tipo prodotto: Fumetti
Pagine: 112
Formato: 21.8X28.7
Rilegatura: Cartonato
Interni: Colori
ISBN: 9788828711919



Rassegna stampa

1998 07 21 Il Messaggero Toto fumetti intro

Cinema & comic/Da tempo sono una coppia affiatata. Da Tarzan a Diabolik, la storia della fiction è ricca di esempi Ora cinque disegnatori ci riprovano, traducendo in tavole film mai realizzati. In mostra ad Acquaviva Picena

Non ci vuole un genio per scoprire che il cinema e i fumetti sono da decenni due forme di comunicazione molto simili: hanno entrambi una storia e una sceneggiatura, vivono di immagini, parlano due linguaggi che hanno mille punti di contatto, giocano su effetti che vanno dal muoversi della macchina da presa al tratto veloce di una matita, dall'alternarsi dei punti di vista alle suggestioni offerte da certi dettagli, dal fascino dei protagonisti all'incisività del disegno, dalle tinte del technicolor alle sfumature dei pastelli, dalla colonna sonora in presa diretta agli stilasti, i boom e i bang disegnati a caratteri cubitali, dalle battute degli attori alle nuvolette con le parole pronunciate dai personaggi.

Un film è fatto di volti, primi piani, campi lunghi, zoomate, panoramiche, carrellate, stacchi veloci fra una scena e l'altra, lente dissolvenze fra due situazioni. Un fumetto ha più o meno gli stessi ingredienti. E tutti e due puntano sulla creatività, sulla fantasia, sul ritmo, sull'immediatezza, sulla necessità di condensare un discorso compiuto in uno spazio limitato (come una quarantina di pagine per un fumetto o 100 minuti per un film) per raccontare un'avventura e regalare emozioni c sentimenti.

La differenza più evidente è il movimento, che nei fumetti è solo suggerito, ma poi non è uno svantaggio: come sosteneva Federico Fellini, «il mondo dei fumetti potrà generosamente prestare al cinema le sue scenografie, i suoi personaggi, le sue storie, ma non la sua suggestione più segreta c ineffabile, che è quella della fissità, l'immobilità delle farfalle trafitte da uno spillone». Una considerazione che è un po' come l'etemo dibattito tra chi preferisce la televisione e chi adora la radio, o chi apprezza i film tratti dai libri e chi non li sopporta. La radio o il libro non hanno immagini, si, però è proprio questo il loro punto di forza: farti immaginare dietro le parole, le pagine, le voci, i suoni o la musica qualcosa che solo la tua mente può costruire, cioè un mondo nato solo la tua fantasia.

Insomma, i punti in comune tra cinema e comics sono tanti, e tanti sono anche i film tratti dai fumetti, dalla serie di Tarzan a Flash Gordon, da Barbarella a Diabolik, da Dick Tracy alla famiglia Addams, da Superman a Batman e Robin, dal Modesty Blaise con Monica Vitti diretto da Joseph Losey fino a Dylan Dog, dalle storie di Sturmtruppen ideate da Bonvi alle pellicole ispirate alle opere di grandi illustratori (come Alien, le cui scene e i cui costumi nascono dalle tavole di Moebius, che ha anche lavorato al mai fatto Dune di Jodorowski) o ai fumetti ispirati al grande cinema («Corto Maltese è nato da un collage di volti e personaggi che negli anni ho visto in tanti film», diceva Hugo Pratt). E a proposito di tutti questi film: nella maggior parte dei casi non hanno soddisfatto i veri appassionati di comics.

1998 07 21 Il Messaggero Toto fumetti f1Totò visto da Domes Meloni

Cinema e fumetto, insomma, potrebbero tranquillamente andare sottobraccio, ed è quello che sta accadendo ad Acquaviva Picena, borgo medievale sulle colline ascolane sopra San Benedetto del Tronto, dove si è inaugurata domenica la terza edizione di Acquaviya nei fumetti, mostra-incontro-spettacolo che durerà l'intera settimana c che fra le sue sezioni ne offre una intitolata Fiumettiamo, cinema nella quale cinque fra i più noti disegnatori italiani hanno tradotto in tavole a fumetti altrettanti film basati su soggetti mai realizzati da famosi registi: film che non hanno incontrato i favori dei produttori, che non si sono fatti per le più svariate ragioni, che sono rimasti nel cassetto degli autori a volte per lungo tempo e a volte per pochi anni o addirittura pochi mesi.

Vedremo quindi, non su uno schermo ma su una serie di grandi tavole, Cornuto e bastonato di Dino Risi illustrato da Franco Allegra. Rock Island Sundays di Pupi Avati disegnato da Cesare D'Antonio, Alì Babà e il destino giocatore spericolato e spesso baro di Lina Wertmuller affidato a Lido Contemori, La colpa nel sangue di Giuseppe Piccioni disegnato da Roberto Battestini. e Capelli lunghi di Mario Monicelli fumettato da Massimo Bonfatti, l'autore di Cattivik.

Ma il rapporto col cinema non si ferma qui: i due concorsi che Acquaviva propone ogni anno sono dedicati a Felliniec Totò. Il primo, I sogni di Fellini, in collaborazione con l'Associazione Fellini di Rimini, era aperto a tutti e aveva un solo limite, sei tavole per disegnatore. Il secondo, in collaborazione con l'Associazione De Curtis. è una mostra-omaggio intitolata Un francobollo per Totò nella quale cinquanta artisti italiani (tra i quali Alessandri, Artibani, Bonfatti, Cavezzali, Cicarè, Interlenghi, Mastantuono, Ricci, Santonastaso, Starno e molti altri, fra i quali anche Giobbe Covatta) si sono cimentati nell'interpretazione grafica di un ipotetico francobollo che ricordi il grande attore nel centenario della nascita. Le tavole esposte saranno donate al Museo Totò di Napoli.

E poi ci sono: uno stage di una settimana sulla tecnica e la sceneggiatura del fumetto, tenuto a una sessantina di partecipanti venuti da tutta l'Italia da Lello Arena, da Francesco Artibani e dal disegnatore Guido Silvestri (ovvero Silver, il papà di Lupo Alberto), una mostra antologica di Silver, un omaggio al grande Andrea Pazienza, le più rare immagini di Movie Comics (la prima rivista interattiva tra fumetto e attori in carne e ossa), la mostra Il Totò disegnato (con materiale realizzato dal 1940 in poi), proiezioni di film tratti dai fumetti e dei cartoni animati di Lupo Alberto, un annullo postale dedicato a Totò, una mostra dello scultore Tonio Specchia. E ancora: concerti, spettacoli comici e teatrali, convegni, e persino un mercatino all’aperto dove trovare pezzi rari e da collezione. Domenica prossima, infine, tra i premi assegnati a disegnatori e illustratori ce ne sarà uno per Vincenzo Cerami, lo scrittore che ha sceneggiato tanti film di Roberto Benigni compreso La vita è bella.

Fabrizio Zampa, «Il Messaggero», 21 luglio 1998


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