Giovanna Ralli - Galleria fotografica e rassegna stampa

Giovanna Ralli



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Roma, aprile

1956 04 14 Piccolo di Trieste Giovanna Ralli f1Decisamente il miglior modo per intervistare una attrice è quello di sorprenderla in un teatro di posa, mentre l’operatore, pignolo e coscienzioso, impiega molto più tempo del previsto per mettere a posto, come suol dirsi, le luci. E’ così che abbiamo colto il momento propizio alle confessioni, durante una pausa della lavorazione a Cinecittà di «La pelliccia di visone» con Roberto Risso, Paolo Stoppa, Patrizia Lori ed altri, per la regia di Glauco Pellegrino.

Giovanna Ralli, che ne è la protagonista, chiacchiera volentieri e risponde di buon grado ad alcune domande. «Riveli pure la mia età — ella dice. — Sono nata a Roma vent'anni fa, e quindi posso permettermi il lusso di certe indiscrezioni Forse col tempo ciò non mi sarà più possibile, e dovrò fingere che le lancette del mio orologio vadano indietro anziché avanti. E se ci tiene a saperlo le dirò anche che io ai sogni ci credo, perchè in gran parte si avverano. Ho un’esperienza in materia che esclude ogni dubbio».

Bene, questa giovanissima attrice, che a vent’anni gode già di una buona notorietà in Italia e all’estero, per sua e nostra fortuna non soffre di alcun complesso, ignora le crisi isteriche di nervi con la sarta od il truccatore, non si atteggia a superdonna, e ascolta volentieri l’ultima barzelletta che le racconta un vecchio elettricista della troupe.

Ricordate la romanina sbarazzina di uno degli episodi di «Villa Borghese» accanto a De Sica? Fu con quella interpretazione che Giovanna si guadagnò definitivamente le simpatie del pubblico, ma non fu il suo primo film. L’esordio sullo schermo, infatti, avvenne quando era appena una ragazzina quattordicenne, con la serie della «Famiglia Passaguai», nella quale sostenne il ruolo della figlia di Ave Ninchi e Aldo Fabrizi. Fu poi chiamata in Francia da Christian Jacques che le affidò una parte in «Madame Bovary» e fu ap punto a Parigi che le cronache mondane di «France Soir» si occuparono diffusamente di lei, descrivendola come un tipo di bellezza particolarmente «éclatant», che attira gli sguardi degli ammiratori, tenendoseli incollati addosso.

Le prime esperienze artistiche della Ralli risalgono al teatro, in quanto a soli tredici anni recitò per molti mesi nella Compagnia di Peppino De Filippo, i cui insegnamenti, ella afferma, le furono oltremodo preziosi. Dì temperamento romantico e sentimentale, i suoi sogni migliori si sono avverati grazie alla felice interpretazione di alcuni films, tra cui ricordiamo «Anni facili», «Prima di sera», «Le ragazze di San Frediano» e «Racconti romani». Giovanna confessa che ha sempre sognato in celluloide. Prima di fare del cinema, ad esempio, sognava di firmare centinaia di autografi e qualche volta al mattino si svegliava con dei crampi alta mano. Ma in realtà si trattava soltanto della sua posizione scomoda nel sonno. Ora ella attende la realizzazione di un altro sogno che le sta particolarmente a cuore: quello di trovare il marito ideale, l’uomo che possa renderla completamente felice. Ottimista per tutto ciò che la riguarda, ella non dispera affatto di trovarlo.

Giovanna preferisce i ruoli brillanti perchè la divertono e vi si trova perfettamente a suo agio. Ha dato vita con molta convinzione al personaggio affidatole in «La pelliccia di visone», del quale dice tra l’altro: «Si tratta di una vicenda divertente e sentimentale. Due giovani sposi, Franco e Gabriella, ricevono una pelliccia di visone come premio di una cassetta natalizia di spumante. E qui cominciano i guai perchè la moglie si monta la testa. Prima era felice di avere presto una piccola casa a riscatto in periferia, ma ora vorrebbe un appartamento elegante. Bellissima con la pelliccia che avrebbe intenzione di vendere, ella induce comunque il marito a comperarsi lo smoking per figurare degnamente in casa del direttore della fabbrica dove egli lavora. Franco fa quindi dei debiti, ma comprende che essi non possono fare, come suol dirsi, il passo più lungo della gamba. La moglie invece sembra ormai che viva in un altro mondo, nel vedersi tanto ammirata. Non ha più il senso della misura e delle loro misere condizioni. Di qui un suo violento litigio con il marito, ma poi il buon senso trionfa e la fa tornare al suo servizio di commessa. Ora finalmente Gabriella sta per vendere la pelliccia, ma viene informata che il premio non spettava a lei. Dovrà quindi restituirlo, trattandosi di un errore, e si pentirà di tutte le sciocchezze commesse.

Superfluo aggiungere che Roberto Risso, cioè il marito, perdonerà la mogliettina e tornerà l’amore in famiglia. Del resto è risaputo — conclude Giovanna Ralli — che gli uomini sono generosi e non serbano rancore quando sono innamorati.

Benché è molto giovane, questa simpatica attrice vanta una certa esperienza che la induce talvolta a dare saggi consigli ad amiche ed ammiratrici sul miglior modo in cui debbono comportarsi. Eccone alcuni: «A mie spese ho imparato che almeno tre sono i punti essenziali che una donna, se vuole piacere ed essere amata, non deve mai perdere di vista. Primo, è necessario conservare una certa indipendenza, avere spirito d’iniziativa e, perchè no, di guadagno. Secondo: ricordarsi che in nessun caso la timidezza aiuta il successo. D’accordo, bisogna essere riservate ma non timorose. Terzo, occorre adeguarsi a discorsi appropriati secondo la nostra cultura, capire certi stati d’animo, avere il senso del’opportunità e della misura».

Gino Barni, «Il Piccolo di Trieste», 14 aprile 1956


1957 07 07 Gazzetta del Popolo Ralli Gassman Lattuada intro

«Gazzetta del Popolo», 7 luglio 1957


Come per le squadre di calcio, agosto è il mese d’adunata per le formazioni di rivista. La prima a presentarsi per gli allena menti nel «campo» del teatro Lirico di Milano è stata la compagnia rii Renato Rascel, che qui vi presentiamo al «gran completo». Una compagnia che ha nel suoi effettivi i numeri per giocare un grosso campionato. Accanto al «piccoletto», centromediano-fulcro del complesso, il centroattacco più affascinante che I tifosi potessero aspettarsi: Giovanna Ralli, un acquisto «oriundo» di Roma. E per tanto acquisto, compagne di primo ordine: dodici stupende creature supercarrozzate giunte da Londra ed acquistate in blocco per non si sa bene quale prezzo: il Charley Ballett; per i tifosi basta così. La garanzia, da questo nome, è più che assicurata. «Patron» del complesso: Achille Trinca. Allenatori e managers: Garinei e Giovannini che imposteranno una nuova tattica di gioco dal titolo «Un paio d’ali». Gorni Kramer penserà alle musiche.

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«Le Ore», anno V, n.222, 10 agosto 1957