Sofia Loren - Galleria fotografica e rassegna stampa

Sofia Loren

Sofia Loren, raccolta di articoli di stampa

Venticinque gonne negli armadi di Sofia Loren

Venticinque gonne negli armadi di Sofia Loren Il celeste pallido e il verde sono i colori che più si addicono alla bellezza della Loren Sofia Loren si è rimessa da poco da una broncopolmonite, presa durante la lavorazione del suo ultimo film.…
«La Settimana Incom Illustrata», anno VII, n.15, 10 aprile 1954
420

Vacanze selvagge di Sofia Loren

Vacanze selvagge di Sofia Loren Sulle rive del lago di Vico, fra canneti e cani randagi, l’attrice è vissuta sola in una tenda; gli abitanti del luogo se ne sono accorti troppo tardi. L’ATTRICE NAPOLETANA ha improvvisato una variante del classico "tuo…
«Tempo», anno XVI, n.33, 19 agosto 1954
756

Sophia sul fiume

Sophia sul fiume Il regista Mario Soldati ha girato a Comacchio il suo primo film a colori per mostrarci paesaggi e uomini di una zona suggestiva e fra le meno conosciute d'Italia. Comacchio, novembre Nel vasto e arroventato capannone per la…
Alfredo Panicucci, «Epoca», anno V, n.214, 1 novembre 1954
952

Pane, Gina e la Sofia

Pane, Gina e la Sofia Il clamoroso «caso» della terza puntata del film Pane, amore e fantasia, con il suo strascico di accuse, di smentite e di voci fantasiose, naviganti in un oceano di milioni, ha chiamato direttamente in causa Sophia Loren,…
Antonio Perria, «Noi donne», 1955
8

Mezzo Miliardo per Sophia

Mezzo Miliardo per Sophia La Loren è stata scritturata da una casa americana. Dopo le subdole dichiarazioni di Anthony Quinn questa notizia deve far riflettere le nostre attrici perchè, svanita la supremazia della bellezza, le «dive» troppo pagate…
Tommaso Chiaretti, «Noi donne», 1955
7

L'anno di Sophia

L'anno di Sophia Tutto lascia prevedere che la giovane attrice nel 1955 conquisterà definitivamente il mondo del cinema. Forse anche per lei si apriranno le porte delle Reggie. Mario Soldati, impegnato a fare il panegirico di Sophia Loren (al secolo…
Alfredo Panicucci, «Epoca», anno VI, n.224, 16 gennaio 1955
1226

La nuova casa di Sofia Loren

La nuova casa di Sofia Loren Vuotando più di un negozio di antiquario dei suoi pezzi migliori l’attrice ha arredato il suo nuovo appartamento in stile; la guerra delle dive ha un nuovo campo di battaglia: dai contratti più alti ai mobili più antichi.…
T. S., «Tempo», anno XVII, n.18, 5 maggio 1955
1721

La bella mugnaia ha paura di ingrassare

La bella mugnaia ha paura di ingrassare Sophia Loren sta girando accanto a De Sica il suo primo film in Cinemascope, diretto da Camerini. L’attrice è preoccupata per la propria linea e segue una dieta rigidissima: ha abbandonato il regime dei…
D.M., «Epoca», anno VI, n.243, 29 maggio 1955
1398

Sophia Loren vorrebbe lavorare meno

Sophia Loren vorrebbe lavorare meno A Tivoli c'è un mulino del Settecento che fino a non molti anni or sono era mosso dalle acque dell'Aniene. Oggi va a motore, ma nell’aspetto è rimasto quello di un tempo. Il regista Mario Camerini l’aveva preso in…
«Epoca», anno VI, n.249, 10 luglio 1955
829

Le baruffe sannitiche della mugnaia Sophia

Le baruffe sannitiche della mugnaia Sophia “Debbo confessare che a me piacciono le parti delle donne che promettono molto e concedono poco” ha dichiarato Sophia Loren parlando della sua ultima interpretazione Benevento, luglio Una memorabile…
L. C., «Tempo», anno XVII, n.28, 14 luglio 1955
729

Sofia Loren, un'attrice completa deve saper danzare

Sofia Loren, un'attrice completa deve saper danzare Così ha risposto Sofia Loren a chi le chiedeva i motivi professionali delle misteriose lezioni di danza che va prendendo da Ennio Sammartino; ma è molto facile prevedile che la metamorfosi…
«Tempo», anno XVII, n.31, 4 agosto 1955
362

Sophia Loren, la pizzaiola si istruisce

Sophia Loren, la pizzaiola si istruisce Diventata "diva" forse troppo presto, Sofia Loren si trova di fronte a problemi complessi che la sua Casa di produzione cerca abilmente di risolvere. Roma, dicembre Due settimane or sono, quando comparvero sul…
Stelio Martini, «Tempo», anno XVII, n.52, 29 dicembre 1955
1452

Sofia Loren e il cannone attraverso la Spagna

Sofia Loren e il cannone attraverso la Spagna Un gigantesco cannone che, trasportato da duecento muli e da una schiera di uomini disperati, decise le sorti di una città, è al centro del film interpretato da Sofia Loren, Cary Grant e Frank Sinatra.…
U.d.F., «Tempo», 1956
292

Sofia Loren subacquea sposa un archeologo

Sofia Loren subacquea sposa un archeologo Nel suo secondo film di produzione americana, “Un ragazzo sul delfino”, la Loren è una pescatrice di spugne che nelle acque dell’isola greca di Hidra scopre un favoloso tesoro archeologico Hidra (Grecia),…
«Tempo», 1956 - Fotografie di Franco Fedeli
293

La notte parigina di Sofia Loren

La notte parigina di Sofia Loren Dopo la presentazione del film “Pane, amore e...", Sofia Loren ha concluso la sua tumultuosa giornata parigina in un ristorante dei Campi Elisi con un anfitrione eccezionale: il direttore della Banca di Francia SOFIA…
«Tempo», anno XVIII, n.14, 5 aprile 1956
508

Sofia Loren è la tigre da prendere per la coda

Sofia Loren è la tigre da prendere per la coda Frank Sinatra saluta ogni mattina la Loren gridando: “Ti amo”, ma Sofia ha un debole per le buone maniere da vecchio gentiluomo di Cary Grant. Il produttore li guarda recitare nel film “Orgoglio e…
Federico Patellani, «Tempo», anno XVIII, n.31, 2 agosto 1956
418

Sofia Loren innamorata

Sofia Loren innamorata La recente dichiarazione fatta da Sofia Loren in Grecia, dove sta girando un film, sull’amicizia che da parecchi anni la lega all’industriale cinematografico Carlo Ponti, potrebbe preludere a una svolta decisiva nei rapporti…
Giorgio Salvioni, «Epoca», anno VIII, n.313, 30 settembre 1956
1515

Missione segreta di Sofia Loren a Nizza

Missione segreta di Sofia Loren a Nizza L’incontro dell’attrice con i dirigenti europei di una grande Casa cinematografica americana, su territorio neutrale, ha perfezionato un programma di lavoro che nessuna attrice può vantare oggi e che la…
V. B., «Tempo», anno XVIII, n.50, 13 dicembre 1956
444

Miliardi e ceci per Sofia Loren

Miliardi e ceci per Sofia Loren Entrai in punta di piedi nella sala di doppiaggio dove c’erano soltanto poche persone: Sophia Loren, davanti a una specie di leggio su cui stavano i fogli delle battute che doveva dire; il regista Jean Negulesco e…
Franco Giraldi, «Noi donne», 1957
8

Sofia Loren: «sono una milanese del sud»

Sofia Loren: «sono una milanese del sud» Con questa parole Sofia Loren spiega la propria eccezionale capacità di lavoro. Ma, a proposito della sua prossima partenza per Hollywood, afferma di non aver paura perchè “l napoletani in America se la sono…
C. S., «Tempo», gennaio 1957
349

Anche gli arabi si voltano per Sofia

Anche gli arabi si voltano per Sofia La Loren ha iniziato nel deserto di Gadames le riprese di un film insieme a Rossano Brazzi e all’attore americano John Wayne. Il suo fascino ha suscitato vivo entusiasmo anche fra la popolazione libica. Gadames,…
Domenico Meccoli, «Epoca», anno VIII, n.330, 27 gennaio 1957 (Fotografie di Pier Luigi)
607

Sofia Loren è contenta ma piange

Sofia Loren è contenta ma piange Giunta finalmente al grande viaggio verso Hollywood la Loren si sente immensamente triste. Quella che ora l’attende è una prova tutt’altro che facile e dovrà affrontarla da sola Roma, aprile Il grande viaggio di…
Stelio Martini, «Tempo», anno XIX, n.15, 11 aprile 1957
354

Sophia e i dollari

Sophia e i dollari Sette anni fa Sophia Loren si accontentava di lavorare, fra 3000 comparse, per 5000 lire al giorno. Oggi la nostra attrice vale tre milioni di dollari e perfino in Parlamento si parla dei suoi guadagni. Sette anni fa, una ragazza…
Domenico Meccoli, «Epoca», anno VIII, n.353, 1 luglio 1957
981

Questa è la Sofia americana

Questa è la Sofia americana Alla viglila dalla sua partenza per l’Europa, Sofia Loren ha ricevuto l’Inviato di “Tempo” nella sua villa di Hollywood, concedendogli una intervista durata tre giorni: ecco la viva Immagine dell’attrice napoletana nel…
Nerin E. Gun, «Tempo», anno XIX, n.29, 18 luglio 1957
814

I dispiaceri americani di Sofia Loren

I dispiaceri americani di Sofia Loren Il ritorno di Sofia Loren in America permetterà forse alla stampa destinata al grosso pubblico di tracciare un ritratto meno convenzionale dell’attrice, che con il suo clamoroso successo ha riproposto il tema…
Mike Losalvo, «Tempo», anno XIX, n.34, 22 agosto 1957
360

Per Sofia svizzera Ponti d'oro

Per Sofia svizzera Ponti d'oro Davanti a chi fugge Sophia Loren? Ecco qui il suo itinerario di tre settimane: da Hollywood è andata in Svizzera, dove, dopo aver affittato una casa e chiesto il domicilio (non si sa se per sposarsi o allo scopo di…
«Le Ore», anno V, n.221, 3 agosto 1957
5

La vincitrice è Sofia Loren

La vincitrice è Sofia Loren Ma le nozze messicane con Carlo Ponti, perseguite dall’attrice per tre anni con una intensità e una caparbietà che nessuno avrebbe Immaginato, lasciano molte vittime e sofferenze dietro di sè Roma, settembre Louella…
Armando Daniello, «Tempo», anno XIX, settembre 1957
401

Carlo Ponti: «non escludo di sposarmi in Messico»

Carlo Ponti: «non escludo di sposarmi in Messico» Per la prima volta Carlo Ponti ha parlato dei suoi rapporti con Sophia Loren: “E' una faccenda molto seria e complicata; quali siano i sentimenti fra me e Sophia non è un segreto per nessuno ormai, ma…
Domenico Meccoli, «Epoca», anno VIII, n.364, 7 settembre 1957
655

Carlo Ponti non sapeva di aver sposato la Loren

Carlo Ponti non sapeva di aver sposato la Loren ROMA, ottobre Il giorno del matrimonio con Sofìa Loren, il produttore Carlo Ponti se ne stava tranquillo ed ignaro nella sua villa al n. 183 dell’Appia Antica. Benché diviso da tempo dalla moglie…
r. t., «L'Europeo», anno XIII, n.40, 6 ottobre 1957
5929

Le difficili nozze di Sofia Loren

Le difficili nozze di Sofia Loren Sofia e Ponti sono sposati per tutto il mondo meno che per l'Italia e la Spagna. “Che altro potevano fare?”, ha detto la madre della diva. “ Un matrimonio così è già qualcosa, poi si vedrà.” Roma, ottobre Non appena…
Domenico Meccoli, «Epoca», anno VIII, n.366, 9 ottobre 1957
1197

Sofia Loren: «a Hollywood vivo così»

Sofia Loren: «a Hollywood vivo così» In questo diario l'attrice ha scritto le sue impressioni sull'America, dalle accoglienze degli ammiratori alle difficoltà alimentari, dai metodi di lavoro ai ricevimenti offerti dai colleghi. Sono pagine vive,…
Sophia Loren, «Epoca», anno VIII, n.368, 20 ottobre 1957
967

Bellissima e modesta Sophia Loren dalla Regina

Bellissima e modesta Sophia Loren dalla Regina Nel corso di una grande serata di gala all'"Odeon Thetre" di Piccadilly, Sophia Loren ha incontrato per la seconda volta la regina Elisabetta d’Inghilterra. L'attrice, emozionatissima, ha scelto per la…
«Epoca», anno VIII, n.372, 17 novembre 1957
841

I giorni inquieti di Sofia Loren in Svizzera

I giorni inquieti di Sofia Loren in Svizzera Giornalisti e fotografi si sono impegnati nella caccia ad una introvabile Loren il cui soggiorno in Svizzera preluderebbe, secondo talune voci, ad una decisiva svolta sentimentale. Ma, almeno per ora, la…
Umberto De Franciscis, «Tempo», anno XIX, n.40, 20 novembre 1957
401

Gli svaghi di Sofia nella campagna inglese

Gli svaghi di Sofia nella campagna inglese L’attrice e Carlo Ponti, in cerca di tranquillità, hanno preso in affitto quasi un intero albergo a cinquanta chilometri da Londra Londra, novembre Venendo da Hollywood dove tutto aveva trovato ad eccezione…
P. C., «Tempo», anno XIX, n.48, 28 novembre 1957
771

Vanno in America come se fosse per sempre

Vanno in America come se fosse per sempre Sofia Loren e Carlo Ponti ci hanno concesso un lungo colloquio alla vigilia della loro partenza per la California dove li attendono lavoro, rispetto, alti guadagni e la tranquillità di una casa nel Sunset…
Vittorio Bonicelli e Antonio Cesano, «Tempo», anno XX, n.4, 23 gennaio 1958
417

Sofia Loren a Parigi

Sofia Loren a Parigi Prima di partire per l’America Sophia Loren si è fermata qualche giorno a Parigi in compagnia del marito, divertendosi a pescare è a passeggiare per i viali dei Campi Elisi, come una turista qualunque. Queste foto sono state…
Guglielmo Coluzzi, «Le Ore», anno VI, n.247, 1 febbraio 1958
75

L'uomo che amo è Carlo non Gary

L'uomo che amo è Carlo non Gary L’attrice, che sta girando il film “Orchidea nera”, definisce grottesche le voci di un suo possibile divorzio dal produttore Ponti e si è detta addolorata che della sua carriera e della sua vicenda sentimentale si…
Sophia Loren, «Epoca», anno IX, n.391, 30 marzo 1958
730

Sofia ama i dollari

Sofia ama i dollari In questa breve intervista Sofia Loren, assestatasi ormai definitivamente nell'Olimpo hollywoodiano, confessa apertamente di essere divenuta una americana quasi perfetta e di non sentirsi più a disagio lontana dall'Italia…
Black Shoot, «Tempo», anno XX, n.16, 15 aprile 1958
505

Sofia Loren: "Lorenissima"

Sofia Loren: "Lorenissima" S’è fermata due giorni e non ha neanche aspettato il suo film, ma è stata una mossa abile; e poi è ormai tanto importante il nome di Sofia Loren che si poteva anche prendere la soddisfazione di restare fino al giorno di…
«Le Ore», anno VI, n.261, 10 maggio 1958
71

Sofia Loren, la regina di Cannes

Sofia Loren, la regina di Cannes Abbronzata dal sole, con un sorriso cordiale e gli occhi luccicanti di gioia, Sofia Loren è apparsa la stella più brillante nel firmamento di Cannes. Mitzi Gaynor, Geneviève Page, Lise Bourdin, Barbara Laage e la…
«Epoca», anno IX, n.397, 11 maggio 1958
390

Mi trovo bene qui anche se non c'è confusione

Mi trovo bene qui anche se non c'è confusione Sofia Loren - incontrata dall’inviato di “Tempo” nella sua nuova casa di Nuova York - ha espresso questa opinione sui metodi di lavoro americani. La maggior parte dei suoi ammiratori sono ragazze Nuova…
Bonaventura Caloro, «Tempo», anno XX, n.29, 15 luglio 1958
532

Due uomini per Sofia Loren

Due uomini per Sofia Loren A proposito di Sophia Loren, Tab Hunter è esplicito: «È una ragazza che non si incontra tutti i giorni». Quanto alla Loren, essa non si è ancora pronunciata su questo giovane attore, di lei innamorato in That tcind of…
«Epoca», anno IX, n.411, 11 agosto 1958
473

Due etti di formaggio per i coniugi Ponti

Due etti di formaggio per i coniugi Ponti A Saint-Tropez con scrupolosa economia Sofia si occupa della nota della spesa e di preparare il pranzo. Non lo fa per atteggiarsi a ragazza qualunque, ma per il segreto desiderio di una vita ordinata e di un…
Oriana Fallaci, «L'Europeo», anno XIV, n.36, 7 settembre 1958
780

E' sfumato il grande incontro di Saint-Tropez

E' sfumato il grande incontro di Saint-Tropez Dopo una breve vacanza in Svizzera, in una casa sul Burgenslock, Sofia Loren e Carlo Ponti si sono trasferiti sulla Costa Azzurra, in una villa vicina a quella della Bardot; ma l’atteso incontro non c’è…
Walter Mori, «Tempo», anno XX, n.37, 9 settembre 1958
487

Sofia Loren indossatrice

Sofia Loren indossatrice Cincillà, lince, scimmia, volpi: Sofia Loren presenta alcune delle più preziose o delle più attuali pellicce che ogni donna vorrebbe avere per l'imminente inverno L’ "americana di Napoli”, come ormai chiamano Sofia Loren i…
«Tempo», anno XX, n.45, 4 novembre 1958
386

Una montagna di legno per Sofia

Una montagna di legno per Sofia Coperta di veli, circondata da una folla turbolenta di cow-boys e cercatori d’oro che la saluteranno con salve di pistolettate, così apparirà la Loren nel primo dei tre importanti film che si appresta a iniziare in…
Sandro Volta, «Tempo», anno XX, n.50, 9 dicembre 1958
505

Sofia Loren: «sono una sempliciona»

Sofia Loren: «sono una sempliciona» Il pubblico vede in me una diva sofisticata, ma io so di essere genuina e spontanea: questo è il personaggio che vorrei portare sullo schermo. Sono una donna così: ho i piedi sulla terra. Sono attaccata alle cose…
Sophia Loren, «Epoca», 1960
357

La povera Sofia!

La povera Sofia! Derubata di 350 milioni di gioielli, tutti legati a dei ricordi Sofia Loren ha avuto la consolazione di essere stata posta al centro dell’attenzione del mondo intero. Tutti hanno spasmodicamente elogiato il suo coraggio, pianto con…
Giulietta Ascoli, «Noi donne», giugno 1960
4

Sofia Loren: «sono una ragazza rimasta povera dentro»

Sofia Loren: «sono una ragazza rimasta povera dentro» Questo ha ammesso Sofia Loren dopo il furto dei gioielli non assicurati : voleva toccare con le sue mani il proprio successo; e gli inglesi si sono commossi, anche se non dei tutto convinti…
Carlo Fenoglio, «Tempo», anno XXII, n.24, 11 giugno 1960
559

Sofia Loren ha paura

Sofia Loren ha paura L’impressione per il furto dei gioielli sconvolge ancora l’attrice, mentre da tutto il mondo le giungono manifestazioni di simpatia: persino un sacerdote cattolico le ha scritto informandola di aver iniziato una novena per lei.…
Giorgio Salvioni, «Epoca», anno XI, n.507, 19 giugno 1960
343

Sofia Loren, non ci si difende da una milionaria

Sofia Loren, non ci si difende da una milionaria Sofia Loren mostra ogni giorno di più di essere l’interprete più adatta dei brillante personaggio di Shaw cogliendo di sorpresa regista e produttore con le sue impreviste risorse, non ultima la lotta…
«Tempo», anno XXII, n.26, 25 giugno 1960
455

«Inutile nascondersi», dice Sofia Loren

«Inutile nascondersi», dice Sofia Loren La donna più discussa dell'anno, di cui pubblichiamo un'intervista esclusiva, ha esitato a lungo prima di recarsi al Festival di Taormina in compagnia di Carlo Ponti. Taormina, agosto Arrivando a Taormina per…
«Epoca», anno XI, n.514, 7 agosto 1960
334

Si perde la pista dei gioielli di Sofia Loren

Si perde la pista dei gioielli di Sofia Loren Abbiamo interrogato a Londra gli agenti investigativi incaricati dall’attrice di recuperare, collaborando con Scotland Yard, i gioielli rubati nel giugno scorso; ed ecco il romanzesco quadro delle…
Carlo Fenoglio, «Tempo», anno XXII, n.48, 26 novembre 1960
439

Un Cid moderno per Sofia Loren

Un Cid moderno per Sofia Loren Il regista americano Anthony Mann vuole che il cavaliere spagnolo più. famoso dopo Don Chisciotte riviva sullo schermo in una nuova interpretazione. Al fianco di Charlton Heston, il Cid, vi sarà una Cimena che non è la…
Franco Calderoni, «Tempo», anno XXIII, n.4, 28 gennaio 1961
340

Sofia Loren: «non sono un frutto di moda»

Sofia Loren: «non sono un frutto di moda» Così risponde Sofia Loren a quanti si complimentano con lei per il suo successo sugli schermi. L’attrice è convinta che la sua carriera cominci soltanto ora Roma, giugno Quando ancora non si sapeva che a…
A.D., «Tempo», anno XXIII, n.24, 17 giugno 1961
320

Sofia Loren, finta marescialla a Tirrenia

Sofia Loren, finta marescialla a Tirrenia "So già che questo personaggio mi resterà attaccato come un'etichetta per chissà quanto tempo, come quello delia pizzaiola”: così si esprime la Loren parlando di Madame Sans-Géne, che impersona in una…
F. C., «Tempo», anno XXIII, n.32, 12 agosto 1961
333

Sofia Loren è pronta per «I sequestrati di Altona»

Sofia Loren è pronta per «I sequestrati di Altona» La candidatura all’Oscar del film “La ciociara” ha dato più forza e più coscienza all’impegno con il quale l’attrice affronta, a 27 anni, la prova forse più difficile della sua carriera: la…
A. D., «Tempo», anno XXIV, n.14, 7 aprile 1962
234

L'Oscar riapre a Sofia Loren le porte di Hollywood

L'Oscar riapre a Sofia Loren le porte di Hollywood La conquista del più ambito premio cinematografico mondiale ha fatto dimenticare all’attrice napoletana le delusioni provate nel suo primo soggiorno americano. “Ora non sono più un’aspirante diva…
Franco Calderoni, «Tempo», anno XXIV, n.16, 21 aprile 1962
264

La Sacra Rota ha deluso le speranze di Sofia Loren

La Sacra Rota ha deluso le speranze di Sofia Loren Per la seconda volta il tribunale ecclesiastico ha confermato la validità del matrimonio di Cario Ponti con Giuliana Fiastri. Ormai le possibilità che il giudizio muti in terza istanza sono ridotte…
Guido Guidi, «Tempo», anno XXIV, n.18, 5 maggio 1962
254

Sofia Loren: «non mi sento colpevole»

Sofia Loren: «non mi sento colpevole» Così afferma Sofia Loren di fronte alla sentenza del suo rinvio a giudizio con Carlo Ponti imputati di bigamia. Con tenace ottimismo l’attrice spera che la sua situazione possa rientrare nella legalità Roma,…
M.S., «Tempo», anno XXIV, n.30, 28 luglio 1962 - Fotografie di Angelo Frontoni
258

L'album di Sofia Loren

L'album di Sofia Loren 1 In questa prima puntata delle sue confessioni dedicate ai lettori di “Tempo”, Sofia Loren ricorda con tenerezza la ragazzina di Pozzuoli sempre affamata e così magra da essere chiamata dai coetanei “lo stecchino”. Anche gli…
Sennuccio Benelli, «Tempo», anno XXV, n. 8, 9 e 10, 23 febbraio, 2 e 9 marzo 1963
205

Seicento milioni per Sofia Loren, la figlia dell'imperatore

Seicento milioni per Sofia Loren, la figlia dell'imperatore Alec Guinness e Sofia Loren, rispettivamente Marc’Aurelio e sua figlia nel film "La caduta dell’impero Romano", si avviano a diventare una coppia tanto celebre quanto quella Burton - Taylor…
M. S., «Tempo», anno XXV, n.25, 22 giugno 1963 - Fotofrafie di Chiara Samugheo
95

Sofia Loren senza segreti nella sua casa romana

Sofia Loren senza segreti nella sua casa romana Il successo non ha condizionato la personalità di Sofia Loren, le ha unicamente offerto una cornice lussuosa e raffinata. Il suo carattere mantiene intatti la freschezza, i dubbi, le certezze e gli…
Giorgia De Cousandier, «Tempo», anno XXV, n.29, 20 luglio 1963
71

La settimana nera di Carlo Ponti

La settimana nera di Carlo Ponti La febbre di Sofia Loren e la nebbia che invano la “troupe” del film “Ieri, oggi e domani" ha atteso che calasse su Milano hanno reso difficili e ansiose le giornate del produttore. Il solo a non rammaricarsene è…
Alfonso Madeo, «Tempo», anno XXV, n.45, 9 novembre 1963
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Hollywood rivorrebbe Sofia Loren

Hollywood rivorrebbe Sofia Loren La conquista dell’Oscar è stato solo il primo passo della rivincita della Loren dopo lo sfortunato soggiorno americano. Adesso che i suoi film sono in testa alla classifica degli incassi, i produttori d’oltre Oceano…
M.S., «Tempo», anno XXVI, n.7, 15 febbraio 1964 - Fotografie di Pierluigi
17

Sofia Loren, la donna che crede nei sogni

Sofia Loren, la donna che crede nei sogni Sofia Loren è rimasta la ragazza esuberante ed entusiasta della sua prima giovinezza: in questa intervista franca e senza peli sulla lingua parla di se stessa, del successo, dell’amicizia e dei problemi di…
Alda Radaelli, «Tempo», anno XXVI, n.18, 2 maggio 1964
42

Sofia Loren, la prima della classe

Sofia Loren, la prima della classe Sofia Loren occupa ormai da tempo il gradino più alto nella scala del divismo nazionale ed è ai primi posti in campo internazionale. Una posizione che difende con l'applicazione e la diligenza di una esordiente…
Stelio Martini, «Tempo», anno XXVI, n.27, 4 luglio 1964 - Fotografie di Chiara Samugheo
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Sofia Loren ha vinto la battaglia d'Israele

Sofia Loren ha vinto la battaglia d'Israele Il governo di Tel Aviv si è arreso senza combattere di fronte alla popolarità dell’attrice italiana che ad Haifa sta interpretando “Judith". Per proteggerla dall’entusiasmo degli ammiratori le ha riservato…
Stelio Martini, «Tempo», anno XXVI, n.46, 11 novembre 1964
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Sofia Loren, la donna del baule

Sofia Loren, la donna del baule Nel nuovo film “Giuditta”, girato in Israele, Sofia vive la storia di una donna del nostro tempo che passa da un disperato desiderio di vendetta ad un rinnovato amore per la vita Le prime due foto ritraggono diverse…
«Tempo», anno XXVII, n.20, 19 maggio 1965
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«Ora si, ho paura» ci ha detto Sofia Loren

«Ora si, ho paura» ci ha detto Sofia Loren L’abbiamo intervistata a Nuova York, subito dopo la rapina dei gioielli. «Ora che tutto è passato, sono più terrorizzata di prima. Mi sono improvvisamente resa conto che la mia presenza non protegge mio…
Pino Cimò, «Tempo», anno XXXII, n.43, 24 ottobre 1970
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Sofia Loren è nata il 20 settembre 1934 a Roma, ma è vissuta a Pozzuoli fino a quando, nel 1950, dopo avere interpretato a Napoli il film "Cuori sul mare”, si trasferì a Roma con la madre e la sorella minore Maria. Il suo vero nome era Sofia Scicolone, ma assunse quello di Sofia Lazzaro nei primi approcci col cinema e con i fotoromanzi. Ebbe parti insigni' Acanti, nei film "Era lui sì sì" ”E’ arrivato l’accordatore”, "La tratta delle bianche". Le aprì la via del successo il regista Roccardi facendole interpretare "Africa sotto i mari” (1951), cui seguì "Aida”. I migliori suoi film, fra i tanti che seguirono: "L’oro di Napoli" e "Peccato che sia una canaglia”

1956 Tempo Sophia Loren f1Domanda. - Signorina Loren, qual è il sentimento che la esalta di più?

Risposta. - L'amore.

D. - Veramente?

R. - E con questo?

D. - A quale età ed in quale occasione ritiene di aver lasciato l’infanzia?

R. - Credo di non avere conosciuto l’infanzia.

D. - Qual è il complimento che le farebbe maggior piacere?

R. - a Che perdita, per l'archeologia!».

D. - Il giorno in cui si accorgesse che la sua popolarità sta scemando in che modo cercherebbe di correre ai ripari?

R. - Quando me ne accorgessi, non sarei più in tempo.

D. - In una società pianificata, quale funzione le piacerebbe esercitare?

R. - La sfiderei a pianificarmi.

D. - Supponiamo che il suo successo aumenti fino al punto di minacciare di sommergerla. Lei vuole liberarsene. Come farebbe?

R. - Perchè dovrei liberarmene? E’ così bello, il successo.

D. - Chi è secondo lei il suo "equivalente” maschile, in campo cinematografico?

R. - Rodolfo Valentino.

D. - C’è, nella sua vita, una piccola azione che le ha lasciato un grande rimorso?

R. - Non ho molta memoria.

D. - Quale, dei suoi film desidererebbe mandare al rogo?

R. - Tutti, se penso a quanto avrei desiderato che fossero migliori. Nessuno se penso che tutti, anche quelli che ho interpretato come generica, mi hanno insegnato qualcosa.

D. - Ritiene che la interpretazione di un personaggio le abbia insegnato qualcosa sul suo conto?

R. - Non direi. Più che altro ad avere figli illegittimi, a tradire un marito e a vendere pizze, frittelle e pesci.

D. - Qual è, allora, il personaggio che ha sempre sognato e mai potuto interpretare?

R. - Starei per dire: il mio. Ma ho paura di averlo dimenticato.

D. - Chi è secondo lei la donna più bella del mondo?

R. - La Sfinge.

D. - In quale conto tiene la opinione altrui?

R. - Grandissima: credo che sia per tutti cosi.

D. - Con quale attributo vorrebbe passare alla storia?

R. - Sofia. Senza t miei attributi.

D. - Qual è lo spettacolo naturale che la eccita di più?

R. - La folla.

D. - Durante il suo soggiorno nei Paesi nordici i giornali hanno riferito che un principe è arrossito porgendole la mano. E' vero l’episodio? E quale riflessione le suscita?

R. - Non saprei, in ogni caso non me ne sono accorta. Arrossire non mi pare niente. Il peggio è che i principi le sposano, le attrici.

D. - Se la radio si mettesse ad annunciare che i marziani stanno calando sulla Terra, quale sarebbe la sua prima e spontanea reazione?

R. - Speriamo che non vengano a domandarmi cosa penso delle Silvane, delle Gine, eccetera.

D. - Se in questo preciso momento vedesse una cometa che sta cadendo dal cielo, farebbe anche lei un voto? Se sì, quale?

R. - No. Le stelle sono gelose, fra loro.

D. - Qual è in società la situazione che la imbarazza di più?

R. - Non saprei. Forse il momento di far capire che me ne voglio andare.

D. - Che cosa augura a sua sorella?

R. - Che si dimentichi di essere mia sorella.

D. - Se sapesse che le rimane mezz’ora di vita che cosa farebbe?.

R. - Morirei prima, a forza di tenere il fiato.

D. - In che modo ritiene di poter distinguere a colpo d’occhio un gentiluomo da chi non lo è?

R. - Da come mi guarda quando mi siedo.

D. - Qual è, secondo lei, il colmo delle vanità per una attrice?

R. - Essere convinta che il regista è un timido.

D. - Dovendo raccontare una favola ad un bambino quale sceglierebbe?

R. - La mia.

D. - Ritiene sia più grave, per un giornalista falsare la verità dei fatti o l’interpretazione di essi?

R . Il male è che sovente danno una interpretazione falsa di fatti inventati.

D. - Si riferisce a Oslo?

R. - E dintorni.

D. - Al Gala Performance di Inghilterra lei avrebbe detto ad un giornalista che le chiedeva in che cosa consistesse la differenza tra lei e la Lollo-brigida: «In un centimetro, signore». Vuol dirmi qual è secondo lei la vera differenza?

R. - L’aneddoto è naturalmente falso. Per distinguere dtie attrici non bisogna usare il sistema metrico decimale.

D. - Invitata ad un ballo mascherato, quale travestimento sceglierebbe?

R. - Quello del diavolo, e senza maschera.

D. - Vuol dirmi il nome di 4 attrici che inviterebbe a un pranzo senza il timore di creare una situazione imbarazzante?

R. - Marlene Dietrich, Greta Garbo, Ingrid Bergman e Anna Magnani.

D. - La decisione ultima se lei sia meritevole dell’Inferno o meno viene affidata sul modello de La leggenda di Lilion ad una buona azione che è in suo potere compiere tornando per un breve periodo sulla Terra. Quale sarebbe questa "buona azione”?

R. - Cercherei di far sposare una zitella.

D. - Vuol dirmi una frase che troverebbe tutti gli uomini d’accordo?

R. - Non è una frase.

D. - In quale circostanza lei si considererebbe, come attrice completamente arrivata?

R. - Il giorno in cui potessi togliere senza nessun pericolo la H dal mio nome e tornare a chiamarmi Sofia.

D. - In una rivoluzione, quale parte vorrebbe riserbare per sè?

R. - Candidata all'effìge dei nuovi francobolli.

D. - Qual è la domanda che la infastidisce di più?

R. - Quella di cui non trovo la risposta.

D. - Il giorno in cui si presenta davanti a S. Pietro, lei viene accusata di essere una seminatrice di scandali. Come si giustificherebbe?

R. - Non sono una seminatrice di scandali. Chiederei lo intervento di S. Tomaso.

D. - Volendo mettere in imbarazzo un noto personaggio in che modo cercherebbe di raggiungere lo scopo?

R. - Dipende dal personaggio.

D. - Leo Longanesi.

R. - Allora, gli chiederei di offrirmi il braccio.

La risposta più importante data da Sofia Loren è quella relativa alla sua infanzia. «Non l’ho mai conosciuta», dice Sofia. Senza questa frase sarebbe diffìcile trovare uno spirito unitario che colleghi le sue numerose boutades che figurano nell’intervista sopra riportata. Chi, come lei non ha avuto modo di conoscere l’infanzia (e sulla sincerità di questa risposta non c’è ragione di dubitare, perchè la sua biografia lo conferma) finisce per portarne le tracce su di sè, sotto forma di un perenne rimpianto. Queste tracce, per ciò che la riguarda si manifestano appunto nelle sue risposte più piccanti; in quella in cui, tanto per fare un esempio si paragona (indirettamente) al Diavolo. Ora, se Sofia non è certo e oer sua fortuna l’incarnazione terrestre del Demonio, si direbbe che lei lo ami far credere e quel che più conta che ne sia persuasa. Ciò si può spiegare in un modo solo: che del Diavolo ella ha una concezione spiritosa, cordiale, ma soprattutto scettica, tipica per l’appunto di quei bambini che avendo ormai lasciata la loro infanzia alle spalle, sanno che si tratta di una invenzione dei genitori, e non credono alla sua vera esistenza.

Con il Diavolo, ossia con il Peccato, Sofia si direbbe propensa, più che a identificarsi, a scherzare, a provocarlo, a stuzzicarlo, sapendo che non può mordere perchè non esiste. E’ infatti certo che se la Loren non ha avuto le gioie dei bambini, non ha nemmeno subito le ingiustizie delle persone grandi. Di ciò la sua sensibilità l’ha avvertita prova ne sia che, a proposito del suo personaggio, osserva: «Ho paura di averlo dimenticato». In realtà non lo ha mai conosciuto: a impedirglielo è infatti intervenuto il suo successo, con tutte le sue formidabili distrazioni, quel successo che in altre parole, lei oggi vive come una specie di rivincita sull’infanzia che le è stata negata. «Dovendo raccontare una favola a un bambino, quale sceglierebbe?». «La mia», risponde semplicemente la Loren e così dicendo, si definisce da sola.

Enrico Roda, «Tempo», 1956

Senza prendere le parti né dell’una né dell’altra delle nostre simpatiche attrici, noi vorremmo, innanzitutto, metterle in guardia da un pericolo: attente ai mali passi! Oggi, in Italia, il mestiere dell’attrice cinematografica sta divenendo qualcosa di molto redditizio, di affascinante e di sconvolgente, ma anche di molto instabile. Basta perdere una battuta perchè tutto il sapiente lavoro pubblicitario di anni crolli. Basta non essere più alla moda per cadere nel dimenticatoio. E come accade questo? Tutti sanno che ciò accade perchè in Italia il mestiere di attrice è sempre meno il mestiere dell’attrice e sempre più il mestiere della pin-up, della «ragazza da copertina». E’ del tutto evidente che gli attributi femminili sono una cosa assai importante per una attrice, ma importante dovrebbe essere anche qualcosa d’altro. Abbiamo letto con piacere, nella intervista che la Loren ci ha concesso, che ella sembra preoccupata di studiare e di affinare le proprie doti di interprete. E noi vorremmo incitarla a fare questo, sempre più. Forse, su questa strada, le nostre attrici troveranno un minore numero di soddisfazioni mondane ma certo potranno acquistare una coscienza nuova del proprio valore: la coscienza che se sono qualcuno lo sono per la propria bravura e per la propria volontà, e non per merito delle campagne pubblicitarie.

Non è, dunque, la questione di Gina e di Sophia, del somarello e di altre faccende del genere. La questione è della strada che il nostro cinema offre alle attrici. La questione è della crisi che investe il nostro cinema nel suo complesso. E, a costo di riuscire sgradevoli e paradossali, noi vorremmo dire alla bella e simpatica Gina che ella è rimasta più lungamente nel nostro cuore e nella nostra memoria, e rimarrà in quella degli spettatori, più per quel coraggioso, bel personaggio della ragazza genovese di Achtung banditi! che per le suggestive scollature e toilettes di altri suoi film. Perchè quello era un personaggio vero di donna italiana, mentre gli altri non erano altro che costosi manichini. E non sono i manichini che possono aiutare il cinema ad andare avanti e le attrici ad essere veramente attrici.


Se a qualcuno venisse in mente, in una qualsiasi parte del mondo, di indire un referendum o di tentare comunque un sondaggio tra gli uomini su quanto a loro sembra più degno d'attenzione in Italia, potremmo trovarci davanti a risultati di questo genere: prima assoluta, con grande scarto di voti, Sophia Loren; secondo il Vesuvio, terza la torre pendente di Pisa. E se le preferenze in fatto d’arte o di attrattive del paesaggio potrebbero subire delle variazioni, è certo che al vertice ci sarebbe sempre lei. la nostra attrice dalla bellezza immediata e prepotente. Ne avrebbe più che a sufficienza, la bella Sophia, di motivi per guardare il resto del mondo come se lei si trovasse su un reattore ed il resto dei mortali in fondo alla Fossa dette Filippine, ma il successo, la popolarità, il denaro non l'hanno guastata, non hanno trovato l'occasione buona per trasformare una ragazza spontanea ed intelligente in una melensa e tragicomica diva invaghita di sé.

Sulla nostra seconda diva nazionale si appunta dunque l'attenzione generale. Sta girando un film? Ha in programma una tournée all'estero? Va ad una festa di beneficenza? I giornali sono tutti per lei, pronti magari ad aumentare le pagine pur di poter descrivere minuziosamente le sue giornate, e presentarne le ultime allettanti immagini. Gli ammiratori, donne comprese, vorrebbero conoscere sempre nuovi particolari della sua vita, anche nel suo passato, di quando era una ragazza come tante altre e al cinema nemmeno ci pensava, se non in sogno. Per accontentare tutti, Sophia Loren dovrebbe ripetere la sua storia cento volte al giorno, perchè nessuno sembra rendersi davvero conto di cosa significa essere baciati in fronte, di punto in bianco, dalla celebrità : dovrebbe «confessarsi» senza soste, raccontare le proprie esperienze, dire delle sue speranze di un tempo, dei timori e dei batticuori, delle ansie e delle grandi, immense | soddisfazioni che le sono toccate. Ma Sophia fa l'attrice e meglio non poteva mostrarsi quale essa è se non recitando: davanti ad una macchina da presa, naturalmente, dietro alla macchina questa volta c’era Alessandro Blasetti, un regista di sicuro nome, che si è specializzato negli ultimi anni girando film soltanto divertenti all'apparenza, ma che in realtà tengono in serbo amiche una amabile lezione di costume. Da questo incontro è nato un film che è davvero una confessione, la trasposizione in chiave romanzata di un'avventura che a Sophia è capitata davvero e che potrebbe accadere anche a tante altre: l'incontro a tu per tu con la fortuna. La fortuna: come si può averne tanta da arrivare al successo? E' semplice, risponde la Loren, basta essere donne: solo per modestia essa non aggiunge «donne... carine». E per convincere gli increduli che è proprio cosi ci racconta una storia che, se è inventata nei particolari, ha però un fondo di verità tutt'altro che trascurabile.

«La fortuna di essere donna», oltre che il titolo di un film diventa quindi una «massima» di moralità, una regola di vita, ricavata dalle vicende di questo nostro tempo. Il film insegna in quale modo una ragazza fisicamente «aplomb» riesce a fare strada nel mondo d’oggi: le basta entrare in quello improvvisato ingranaggio creato per sfruttare le risorse della bellezza femminile, in quell’ambiente che ruota attorno agli studi dei fotografi, alle redazioni dei rotocalchi e, ultima meta, negli «studi» delle società cinematografiche. Niente di più semplice: Antonietta, la giovane protagonista di «La fortuna di essere donna» si trova all'improvviso «lanciata» in un mondo che non è più il suo per un banalissimo incidente. Per una smagliatura alle calze è costretta a scoprirsi per pochi secondi le gambe: un fotoreporter che passa di li per caso non si lascia sfuggire l'occasione di scattare un'immagine un po’ ardita e di correre poi a venderla. Il gioco è fatto: la ragazza è già «lanciata» nel più efficace dei modi, solo che lei voglia avrà ai suoi piedi uomini blasonati o ricchi a dismisura ed i registi più in voga se la disputeranno. Preferisce invece ancorarsi a quei pochi valori sicuri che, nella sua vita, ha imparato a distinguere dagli altri: l'amore sincero, una sicura vita familiare. La ragazza finisce per accorgersi di quanto sia importante essere donna proprio nel momento in cui dà un addio alle tentazioni che le baluginavano d'intorno e ritorna ad essere una ragazza come le altre.

Il film, evidentemente, vuol dare una lezione di ottimismo, anche a quanti abitualmente riflettono amaramente sui costumi non sempre adamantini della gioventù di i oggi. Anche Marcello Mastroianni, che interpreta nel film di Blasetti il ruolo del fotoreporter volante (ricordate la coppia Loren-Mastroiannt di «Peccato che sia una canaglia?» vuol dare una conferma in questo senso: la sua regola fondamentale è quella di arrangiarsi a fare i propri affari, e quella di sfruttare le occasioni che si presentano senza pensarci su tanto. Un po' cinico e un po' calcolatore, anche lui però non sa resistere agli slanci del cuore: ad un certo punto dà un calcio al suo baraccone delle meraviglie, che pur gli procura avventure e una indiavolata aureola da «cacciator di talenti» e chiede in sposa la ragazza che lui ha tentato di lanciare fuori dalla sua orbita.

Blasetti non fa del moralismo ad oltranza, ma non intende nemmeno travisare la realtà a fini scandalistici: penetrante com'è nelle sue indagini egli ha voluto questa volta ricorrere ad una testimonianza diretta, di una bella ragazza che ha davvero raggiunto la notorietà grazie alla sua bellezza, alla sua fresca spontaneità. La cosa più bella è che Sophia Loren abbia accettato questa parte, che, in molti punti, può essere considerata autobiografica. Nella finzione' del film essa rinuncia alla celebrità per restare ancorata al proprio mondo, nella realtà della vita ha invece ottenuto ciò che desiderava sema rinunciare a nulla. E' una fortuna quindi, essere donna, ma — bisogna aggiungere — donna di carattere. In altri termini è una fortuna essere onesti e sinceri con se stessi : sconfitti finiscono per essere sempre gli uomini come il «conte Cecchetti», co-j lui che, impersonato da Charles Boyer in questo film, dovrebbe essere maestro di belle maniere, ma in realtà ha un compito più impegnativo e più ingrato: quello di dare alla «fortuna di essere donna» un significato che non è quello voluto da Blasetti, da Sophia Loren, da Marcello Mastroianni e, buoni ultimi, da noi.

Piero Volta, «La Gazzetta di Mantova», 12 gennaio 1956


1957 08 10 Le Ore aV n222 Loren intro

Una delle disavventure tipiche di tutte le attrici europee importate ad Hollywood fu, quasi sempre, quello di essere «trasformate»: accadde a Marlene come alla Valli, alla Miranda come alla Morgan. Quando il pubblico continentale le rivide quasi non le riconobbe: tutte, seppure diversamente, avevano un denominatore comune, che le rendeva conformi a quel facile schema col quale le produzioni americane classificano il tipo di un'attrice e lo sostengono con monotona costanza. Per Sofia, invece, pare che sia accaduto il contrario e noi la rivediamo, dopo i primi mesi hollywoodiani, «diversa» ma non «trasformata»: per ani volta tanto il «personaggio» è lei stessa. I motivi di questa vittoriosa resistenza al conformismo sono certo legati a quella carica ed a quello slancio che la sostenne e la caratterizzò anche nei suoi anni meno lieti ma, soprattutto, alla sua «napoletanità», che, quando è sincera, consente di credere nella vita, malgrado tutto e contro tutti.

Chiara Samugheo, «Le Ore», anno V, n.222, 10 agosto 1957


y.k., «Gazzetta del Popolo», 28 settembre 1957


1959 01 05 Gazzetta del Popolo Loren Ponti intro

«Gazzetta del Popolo», 5 gennaio 1959


1959 01 07 Gazzetta del Popolo Loren Ponti intro

«Gazzetta del Popolo», 7 gennaio 1959



Il Leone d’oro è stato assegnato a un film giapponese “L’uomo del riksciò”. Alec Guinness, protagonista del “Buco nel soffitto”, e la Loren, interprete di “Orchidea nera”, sono stati giudicati i migliori attori.

Sophia Loren balla con Walter Chiari durante una delle poche pause della sua prima giornata veneziana. Il suo arrivo avevo fatto passare inosservata la partenza della Bardot. Sophia resterà a riposare in Europa fino a dicembre, quindi tornerà a Hollywood dove interpreterà un western sotto la direzione del regista George Cukor.

Domenico Meccoli, «Epoca», anno IX, n.415, 14 settembre 1958


Cesare D'Angelantonio, «Gazzetta del Popolo», 4 gennaio 1959


D. : Che parte ha nella sua felicità suo marito Carlo Ponti?

R.: Notevole. Se come donna sono felice, è perché Carlo ha un grande posto sia nella mia vita, sia nella mia carriera. Non sono due cose completamente differenti, la vita e la carriera.

D. : E se le dessero da scegliere tra vita privata e carriera?

R.: Ne parlerei a Carlo! Ma Carlo non mi chiederebbe mai di scegliere: se me l’avesse chiesto, non l’avrei sposato. Per ora, credo, sto facendo una carriera piuttosto seria: avere un premio a Cannes, alla mia età, è molto importante dal punto di vista artistico. Non lo è affatto dal punto di vista mondano.

D. : Ma se non avesse avuto il premio quest’anno, lo avrebbe avuto fra un anno o due...

R.: Con le attrici che cominciano a essere conosciute per il loro sex-appeal, non si sa mai... Nessuno sa quanto io abbia lavorato. Ho studiato dizione, ho imparato il francese e l’inglese. La grammatica francese mi ha fatto faticare parecchio. A Parigi, per tre mesi, ho anche preso lezioni di letteratura: un po’ di Voltaire, di Gide, di Sartre. Ho perfezionato le intonazioni della voce, in America, sotto la guida di una professoressa formidabile, una signora di sessant'anni, che aiutò molto Greta Garbo quando era agli inizi. Si comincia ad apprezzare ciò che faccio e ne sono lieta. Sapete, per una bella ragazza non è facile cominciare a fare del cinema, anche se è sempre più facile che per una che non sia bella; ma dopo, quando si è conosciute, bisogna fare cose più serie, altrimenti il pubblico si stanca.

D. : Se lei non fosse Sofia Loren, chi desidererebbe essere?

R. : Se non fossi Sofìa Loren, sarei gelosa di Sofìa Loren, perché ha tutto ciò che le altre ragazze desiderano: l'amore e una carriera.

D. : E se lei potesse tornare indietro di dieci anni?

R.: Farei tutto quello che ho già fatto. Non cambierei niente, proprio niente.

D. : Le piace trovarsi in mezzo a molta gente, oppure davanti al pubblico?

R. : Non sono selvatica, ma quando mi trovo davanti al pubblico in una occasione importante ho paura. Non sarei assolutamente capace di salire su un palcoscenico, e nemmeno di parlare in pubblico Vorrei fare del teatro, un giorno o l’altro ma adesso, ogni volta che dovessi presentarmi sulla scena, anche solo per dire «Grazie», non potrei né parlare né pensare. Ho soltanto paura. È una cosa terribile.

D. : Meno terribile di qualche anno fa.

R. : No, diventa sempre peggio. Prima per me, era un gioco. Desideravo solo es sere fotografata, senza pensare ad altro. Adesso ho delle responsabilità, non posso più posare come una stellina. Sono una donna, e una donna sposata. Debbo tenere un altro comportamento.

D. : Si sente diversa ora da quello che era cinque anni fa, per esempio?

R. : Sì, molto diversa. Ho cominciato a quindici anni: ero proprio una bambina, non sapevo nulla. Quando ho incontrato Carlo, ero a Roma da appena due mesi, per un concorso di bellezza. Carlo mi ha invitata nel suo ufficio, mi ha fatto fare un provino. Ncn andò per niente bene. Dieci anni fa... Sì, comincio ad avere dei ricordi.

D. : Ha mai avuto momenti di scoraggiamento?

R. : Sì, ma allora chiamo Carlo, che è molto razionalista. Non ottimista, ma razionalista. Mi dice cose che io capisco e, quando mi parla, mi passa tutto.

D. : Che difetti pensa di avere?

R. : Non sono bella. Ho dei difetti nel volto, ma credo che questo mi dia un aspetto originale. E poi ho difetti di carattere: sono un po’ pessimista, un po’ triste talvolta, ma mi piace essere così. Non vorrei cambiare con nessuno al mondo.

D. : Le piacciono i suoi difetti, dunque. Piacciono anche a Carlo?

R. : Sì, e anche a me piacciono i suoi. Lui è milanese, io napoletana. Abbiamo dunque caratteri contrastanti, ma proprio questo contrasto fa sì che ci completiamo l’uno con l’altra.

«Epoca», anno VII, n.546, 19 marzo 1961


Tra una ripresa e l'altra di "Madame Sans-Gène", l'attore spagnolo Enrique Avita ha improvvisato per Sofia Loren una lezione di "flamenco". Sofia ha apprezzato molto il virtuosismo del collega, ma ha rinunciato ad approfondire l’argomento: "Troppo faticoso", ha detto.

"Madame Sans-Gène", il film diretto da Christian-Jaque del quale Sofia Loren è la protagonista femminile, è attualmente in lavorazione in Spagna. Al film, che è una riduzione cinematografica del famoso lavoro di Sardou, e del quale ci siamo già occupati sul n. 32 di "Tempo", prende parte fra gli altri anche un giovane attore spagnolo, Enrique Avila. Non è ancóra noto da noi; ma si dice che dopo questa sua prova, che sembra avere affrontato con molto impegno, lo sarà. L’affinità dei temperamenti, entrambi latini e quindi esuberanti, ha fatto nascere una cordiale amicizia fra l’attore spagnolo e la Loren, che molto si è divertita - come qui si vede ad una estemporanea esibizione di Enrique in un "flamenco".

Come e più dei piedi, grande importanza hanno nel "flamenco" - uno dei più celebri balli spagnoli - le mani. A loro è affidato il compito di seguire il ritmo, anzi, di dettarlo: ed è quanto Enrique Avila sta dimostrando alla Loren nelle due immagini che vedete qui sopra. Tutto quello che Avila è riuscito a far fare all’attrice è stato però limitato all’accompagnamento ritmico. La Loren non si è voluta alzare, per cercare di imparare qualche passo della danza, dalla sedia sulla quale sì era sistemata in una pausa del lavoro. Prima si è difesa dicendo che i grossi zoccoli che portava per esigenze di personaggio le impedivano di muoversi con l’agilità necessaria; poi, perdurando le insistenze di Avila, s’è decisa a confessare che in realtà era già abbastanza stanca del lavoro per affrontare una prova che le si presentava piuttosto faticosa. Fra breve, cioè nella prima settimana di ottobre, Sofia Loren dovrà poi affrontare un’altra fatica, stavolta pubblicitaria. In quell’epoca si recherà infatti a Hollywood, per assistere alla presentazione in due cinema del film "La ciociara", che dopo essere stato proiettato in un certo numero di sale riservate ai film stranieri in edizione originale, affronta ora il giudizio del grande pubblico. In uno dei due cinema verrà proiettato in edizione originale con sottotitoli in inglese; nell’altro, in un’edizione doppiata in inglese. La Loren ha provveduto personalmente a doppiare in inglese il proprio personaggio.

«Tempo», anno XXIII, n.39, 30 settembre 1961


ROMA

«Quando ho cominciato a fare cinema, Totò è stato per me veramente un grande lancio»». Così Sophia Loren ricorda la figura del principe Antonio De Curtis, universalmente noto come Totò, a 40 anni dalla morte. Giunta a Roma da Ginevra per i festeggiamenti dell’80° compleanno di Papa Ratzinger, l’attrice ha aggiunto: «Totò è stata la prima persona che ho conosciuto a Cinecittà. E proprio lui mi ha dato una mano con la prima comparsata al cinema. Da lì, poi, sono andata avanti». La Loren, che con Totò ha lavorato in Totò Tarzan (recitava ancora come Sofia Lazzaro, ndr) e Miseria e nobiltà, ha precisato: «Fuori dal set non l’ho mai conosciuto. E sul set poco, perché ero una generica, non un’attrice». Si è detta poi d’accordo con il governatore della Campania, Antonio Bassolino, nel definire Eduardo De Filippo, Totò e Troisi la commedia di Napoli e «molto, ma molto entusiasta e onorata»» della sezione a lei riservata nel II Festival del Cinema di Roma dal 18 al 27 ottobre, proprio dedicato a Totò.

«Corriere della Sera», 16 aprile 2007