Interlenghi Franco

Franco Interlenghi (Roma, 29 ottobre 1931 – Roma, 10 settembre 2015) è stato un attore italiano.

Biografia

Franco Interlenghi iniziò la carriera d'attore nel 1946, quindicenne, protagonista del film neorealista Sciuscià, di Vittorio De Sica. Con un volto di giovane bello e una recitazione intensa e pulita, fu interprete di molti film di Michelangelo Antonioni, Federico Fellini e Mauro Bolognini. Recitò in Don Camillo (1952), I vinti (1953), I vitelloni (1953), Giovani mariti (1958). Luchino Visconti lo diresse a teatro in Morte di un commesso viaggiatore.

Interlenghi continuò una carriera dignitosa, ma non più di primo piano. Le sue interpretazioni diventarono sempre più caratterizzate, prestandosi a personaggi di secondo piano, ma dalla resa cinematografica molto efficace.

Nel 1955 sposò l'attrice Antonella Lualdi. Dal loro matrimonio nacquero due figlie: Stella ed Antonella, entrambe attrici. Era inoltre nonno della conduttrice Virginia Sanjust di Teulada.

È morto a Roma nella sua casa nei pressi di Ponte Milvio la mattina del 10 settembre 2015 all'età di 83 anni.

Alla sua memoria è dedicato il documentario Sciuscià 70 di Mimmo Verdesca.


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1953 Noi donne Franco Interlenghi intro

«Appena sono libero dai miei impegni di lavoro, corro a casa felice di ritrovarmi tra i miei. Ma sono anche a disposizione degli amici, i vecchi amici con i quali ho vissuto tra i banchi di scuola, e che con me formavano la stessa banda quando si andava a giocare al pallone in Piazza dei Mirti. Se per essi, come dicono, è motivo di orgoglio avere tra loro il «caro Franco», per me è una ragione di vita, continuare a frequentarli alla stessa maniera. Quanto al cinema, sebbene nulla a questo mondo possa ritenersi definitivo, ormai lo considero il mio lavoro, cui mi sento affezionatissimo. Mi appassiona fare l'attore, ma se un domani, per una ragione o un'altra, non mi fosse più possibile, cercherei di lavorare sempre nel cinema, come assistente, in qualità di tecnico, e magari come uomo del «ciak».

1953 Noi donne Franco Interlenghi f1Franco Interlenghi e Gina Lollobrigida nel film di Soldati: « La provinciale».

Così parla Franco Interlenghi. Niente automobili fuori serie, niente ville sontuose, niente fidanzamenti clamorosi. nel caso di Franco Interlenghi. Ci troviamo di fronte ad un sano carattere di attore schivo dalla più semplice forma di vanità e di divismo.

E' vero che oggi anche il pubblico è cambiato e va cambiando si da accettare sempre di meno certi dei che prestano, a volte bene a volte male, le proprie sembianze ai personaggi creati dagli autori, ma crediamo di far cosa gradita a Franco Interlenghi rappresentandolo come veramente egli è: un ragazzo di una semplicità e di una modestia sconcertanti, un giovane il quale da tutto ciò che di esteriore e di falso il cinema comporta non è stato minimamente sfiorato, che del cinema conosce il buono e il cattivo perchè ha avuto ottimi maestri e ne ha ascoltato le lezioni.

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Quando De Sica pensò di andarsi a procurale dei ragazzi per il suo film «Sciuscià». Interlenghi aveva quattordici anni. Terminata la scuola media si era iscritto alla prima classe di un Liceo che a Roma si trova nei pressi della Stazione Termini. Fu in questo Liceo che De Sica volle dare un'occhiata. Tra i ragazzini il regista ne scelse una decina in mezzo ai quali avrebbe effettuato una ulteriore selezione. Nel primo gruppo capitò anche Interlenghi al quale l'idea di fare, anche per una volta l'attore, non dispiaceva. «anzi — sono presso a poco queste le sue parole - - avrei potuto essere per un po’ l'eroe di qualche cosa».

Poi De Sica operò la seconda scelta e buttò fuori Interlenghi. Ma il ragazzo non si diede per vinto. Sapendo che gli ultimi cinque selezionati si sarebbero dovuti presentare il giorno seguente presso l'ufficio del regista, mise in opera il suo progetto. Favorito dall'assenza forzala di un ragazzo. Franco si recò all'appuntamento con il regista unendosi agli altri quattro.

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Quando De Sica lo esaminò ancora una volta gli disse: «Ma come, tu non sei fra quelli che io avevo scelto!». Si. Si. sono proprio uno di quelli, non si ricorda?» — rispose deciso il ragazzo. A De Sica forse sembrò di essersi sbagliato, e con un pacato e gentile tono di riparazione aggiunse: «Ah già, è vero, scusami».

Superata quella difficoltà Interlen-ghi divenne addirittura uno dei tre interpreti principali di «Sciuscià». Per il ragazzo fu l'aprirsi di un nuovo mondo, un mondo che bisognava osservare con attenzione e capire bene per camminarci in mezzo agevolmente.

Tanto lui quanto gli altri ragazzi ubbidivano a De Sica, come avrebbero ubbidito al più severo padre, maestro o professore. Benché non capissero sempre lo svolgimento della vicenda a causa dei ritmi di lavorazione che, si sa. nel cinema non seguono il Alo del racconto, tuttavia essi sentivano quanto fosse importante ciò che a loro era dato di fare. De Sica faceva di tutto per tenerli continuamente nel dovuto stato di emotività: li schiaffeggiava anche, per poi subito accarezzarli ed abbracciarli.

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Quando videro il film per la prima volta nella salctta della casa produttrice i ragazzi rimasero sbalorditi. «Riconoscevamo noi stessi in quelle figure — dice Franco Interlenghi — ma stavamo incantati, senza parola, distaccati. Era come se ognuno di noi stesse leggendo un gran libro di avventure. la sera, prima di dormire, alla luce di una lampadina da notte».

Da allora la strada di Interlenghi è segnata da un numero straordinario di interpretazioni: «Domenica d'agosto» di Emmer; «Fabiola» di Blaset-ti: «Teresa»: «Giovinezza»; «Parigi è sempre Parigi»: «Don Camillo»: «Processo alla città»; «Canzoni, Canzoni. Canzoni»: «La provinciale»: «I vinti» di Antonioni; «Il mondo le condanna»: «I vitelloni» di Fellini e ultimamente «Ulisse». in cui ha sostenuto il ruolo di Telemaco.

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E' un bilancio notevole, specie se si pensa che all'attività cinematografica Interlenghi ha alternato la sua partecipazione a importanti recite in teatro. Se chiedete però a Interlenghi quale è dopo «Sciuscià» il film a cui egli tiene di più. ecco la risposta: «I vitelloni» di Fellini. Dapprima la parte del giovane che nel film abbandona disilluso quell'ozioso ambiente di giovani piccolo-borghesi della sua provincia. era stata affidata a Moraldo Rossi fratello di Ceretta Greco ed assistente del regista Fellini. In seguito Fellini pensò ad Interlenghi come più adatto, per cui il fratello della Greco cedette all'attore non solo la parte ma anche il suo vero nome «Moraldo» da dare al malinconico personaggio che ormai tutti conoscono, bravamente interpretato da Franco Interlenghi.

Di Fellini regista. Interlenghi dice che questi è un poeta messosi a scrivere versi a a raccontare non con la penna ma con la macchina da presa. Giudizio apprezzabile, lusinghiero per Fellini che quanto prima darà inizio ad un'altra fatica per narrarci la lotta per la vita «Moraldo a Roma». Rivedremo Franco Interlenghi. il ragazzo di via Palestro. in un grande film?

A. E., «Noi donne», 1953


Filmografia

Cinema

Sciuscià, regia di Vittorio De Sica (1946)
Fabiola, regia di Alessandro Blasetti (1949)
Domenica d'agosto, regia di Luciano Emmer (1950)
Teresa, regia di Fred Zinnemann (1951)
Parigi è sempre Parigi, regia di Luciano Emmer (1951)
Don Camillo, regia di Julien Duvivier (1952)
Ergastolo, regia di Luigi Capuano (1952)
Processo alla città, regia di Luigi Zampa (1952)
Gli eroi della domenica, regia di Mario Camerini (1952)
Giovinezza, regia di Giorgio Pastina (1952)
Don Lorenzo, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1952)
La provinciale, regia di Mario Soldati (1953)
Il mondo le condanna, regia di Gianni Franciolini (1953)
Riscatto, regia di Marino Girolami (1953)
I vitelloni, regia di Federico Fellini (1953)
Canzoni, canzoni, canzoni, regia di Domenico Paolella (1953)
I vinti, regia di Michelangelo Antonioni (1953)
The Story of William Tell, regia di Jack Cardiff - cortometraggio (1953)
Gli amori di Manon Lescaut, regia di Mario Costa (1954)
L'amore romantico, episodio di Amori di mezzo secolo, regia di Glauco Pellegrini (1954)
Garibaldina, episodio di Cento anni d'amore, regia di Lionello De Felice (1954)
Canzoni di mezzo secolo, regia di Domenico Paolella (1954)
La contessa scalza (The Barefoot Contessa), regia di Joseph L. Mankiewicz (1954)
Ulisse, regia di Mario Camerini (1954)
Le due orfanelle, regia di Giacomo Gentilomo (1954)
Non c'è amore più grande, regia di Giorgio Bianchi (1955)
Gli innamorati, regia di Mauro Bolognini (1955)
Altair, regia di Leonardo De Mitri (1956)
I giorni più belli, regia di Mario Mattoli (1956)
Totò, Peppino e i fuorilegge, regia di Camillo Mastrocinque (1956)
Padri e figli, regia di Mario Monicelli (1957)
Addio alle armi (A Farewell to Arms), regia di Charles Vidor (1957)
La regina della povera gente (La cenicienta y Ernesto), regia di Pedro L. Ramírez (1957)
Giovani mariti, regia di Mauro Bolognini (1958)
Il cielo brucia, regia di Giuseppe Masini (1958)
La ragazza del peccato (En cas de malheur), regia di Claude Autant-Lara (1958)
Polikuska, regia di Carmine Gallone (1959)
Educande al tabarin (Cigarettes, whisky et p'tites pépées), regia di Maurice Regamey (1959)
Sangue sull'asfalto (Délit de fuite), regia di Bernard Borderie (1959)
Il generale Della Rovere, regia di Roberto Rossellini (1959)
La notte brava, regia di Mauro Bolognini (1959)
Match contro la morte (Match contre la mort), regia di Claude Bernard-Aubert (1960)
Le svedesi, regia di Gian Luigi Polidoro (1960)
Viva l'Italia!, regia di Roberto Rossellini (1960)
Cronache del '22, regia di Francesco Cinieri (1961)
Una notte per cinque rapine (Mise à sac), regia di Alain Cavalier (1968)
La colonna di Traiano (Columna), regia di Mircea Dragan (1968)
Pianeta Venere, regia di Elda Tattoli (1972)
La polizia interviene: ordine di uccidere!, regia di Giuseppe Rosati (1975)
Amore, piombo e furore, regia di Monte Hellman, Tony Brandt (1978)
Miranda, regia di Tinto Brass (1985)
Juke box, regia di Carlo Carlei, Ernesto Civitareale (1985)
Il camorrista, regia di Giuseppe Tornatore (1986)
L'avaro, regia di Tonino Cervi (1990)
Pummarò, regia di Michele Placido (1990)
Le amiche del cuore, regia di Michele Placido (1992)
Gli assassini vanno in coppia, regia di Piero Natoli (1992)
Antelope Cobbler, regia di Antonio Falduto (1993)
Torta di mele, regia di Anna Carlucci (1993)
Copenhagen fox-trot, regia di Antonio Domenici (1993)
18.000 giorni fa, regia di Gabriella Gabrielli (1993)
L'orso di peluche (L'Ours en peluche), regia di Jacques Deray (1993)
Le roi de Paris, regia di Dominique Maillet (1995)
Marciando nel buio, regia di Massimo Spano (1995)
Mi fai un favore, regia di Giancarlo Scarchilli (1997)
La rumbera, regia di Piero Vivarelli (1998)
Il conte di Melissa, regia di Maurizio Anania (2001)
Una lunga, lunga, lunga notte d'amore, regia di Luciano Emmer (2001)
Due volte Natale, regia di Marco Falaguasta (2003)
The Accidental Detective, regia di Vanna Paoli (2003)
Tosca e altre due, regia di Giorgio Ferrara (2003)
Romanzo criminale, regia di Michele Placido (2005)
Notte prima degli esami - Oggi, regia di Fausto Brizzi (2007)
Io, Don Giovanni, regia di Carlos Saura (2009)
La bella società, regia di Gian Paolo Cugno (2010)
Sciuscià 70, regia di Mimmo Verdesca (2016)

Televisione

Canne al vento - sceneggiato TV (1958)
Una coccarda per il re (1970) Film TV
Addavenì quel giorno e quella sera (1979) Miniserie TV
Un inverno al mare (1982) Miniserie TV
Giovanni, da una madre all'altra (1983) Miniserie TV
Opération O.P.E.N. (1 episodio, 1984)
Un uomo in trappola (1985) Serie TV
Un bambino di nome Gesù (1987) Miniserie TV
Les dossiers secrets de l'inspecteur Lavardin (1 episodio, 1989)
Donne armate (1990) Film TV
...Se non avessi l'amore (1991) Film TV
Il coraggio di Anna (1992) Miniserie TV
Blinde Augen klagen an (1996) Film TV
Racket (1997) Miniserie TV
Il maresciallo Rocca (1 episodio, 1998)
Tre addii (1999) Miniserie TV
Gli amici di Gesù - Giuseppe di Nazareth (2000) Film TV
Padre Pio - Tra cielo e terra (2000) Film TV
On n'a qu'une vie (2000) Film TV
Papa Giovanni - Ioannes XXIII (2002) Film TV
Don Matteo (1 episodio, 2004)
Diritto di difesa (1 episodio, 2004)
Papa Luciani: Il sorriso di Dio (2006) Miniserie TV

Il teatro

Rosalinda o come vi piace di William Shakespeare, regia di Luchino Visconti, Teatro Eliseo di Roma, 25 novembre 1948.
Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, regia di Luchino Visconti, Teatro Eliseo di Roma 21 gennaio 1949.
Troilo e Cressidra di William Shakespeare, regia di Luchino Visconti, Firenze Giardino di Boboli 21 giugno 1949.
Storia di Pablo di Sergio Velitti, regia di Virginio Puecher, Piccolo Teatro di Milano, 20 marzo 1961.