Attende piccoli ospiti la nuova casa di Isa

Isa Barzizza


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Isa Barzizza spera in una stagione libera da Impegni artistici per poter soddisfare la sua più grande aspirazione e dedicarsi finalmente alla vita familiare.

Dopo trentacinque film e una serie notevole di riviste e di spettacoli di varietà, dopo essersi cimentata con successo in teatro e negli studi televisivi in parti d’impegno, interpretando commedie del repertorio classico. Isa Barzizza candidamente confessa di sentirsi agli inizi della carriera artistica e di avere ancora moltissimo da imparare prima di potersi considerare un’attrice completa e sicura. «E’ vero». dice sorridendo timidamente; «soltanto ora considero iniziata la mia vita teatrale, ora che ho accumulato un po’ di esperienza, che conosco il palcoscenico, la macchina da presa e le telecamere, e che perciò posso dire di avere una base sulla quale costruire».

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Effettivamente Isa, in otto anni di vita artistica, ha assommato tante esperienze e anche tanti successi da potersi permettere, volendo — se non fosse per temperamento modesta — dichiarazioni diverse da quelle riportate. Da otto anni il nome di Isa Barzizza figura nelle "luminose” dei più noti teatri italiani, nelle prime righe dei "cast” cinematografici, in posizione di onore nelle locandine televisive; da otto anni, da quando, cioè, strappato il consenso al padre, Pippo Barzizza, poco più che bambina entrò nel mondo della rivista (in «Follie d’Amleto») come subrettina di Macario. Aveva sedici anni e alla rivista arrivo dopo aver seguito un corso di danze sotto la guida di due valentissimi maestri russi che tenevano scuola a Roma. Quando Isa annunciò che voleva "ballare”, il padre fece fuoco e fiamme, si consiglio con gli amici intimi e chiuse sotto chiave la figliola, ma non riuscì a impedirle di esordire sul palcoscenico, accanto a Macario. che fu ben felice di tenere a battesimo una così giovane promessa.

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Da allora, Isa di strada ne ha fatta parecchia. Mario Mattoli la chiamò per interpretare «I due orfanelli», con Totò e Campanini, nel 1949: ed essendo stato felice anche il battesimo cinematografico, Isa dovette cominciare a dividersi fra rivista e cinema, impegnata in una serie di produzioni che non le lasciarono mai un attimo di respiro. «Non riesco ancora a capire come abbia potuto trovare il tempo per sposarmi», dice Isa.

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In totale ha interpretato trentacinque film; ma confessa di non aver ancora potuto soddisfare la sua grande aspirazione: lavorare in un film comico-sentimentale, sul tipo di quelli americani di William Powell, per intenderci. Attualmente sta lavorando a «I pinguini ci guardano» con Rascel e Isa Miranda, regista Guido Leoni, e dal primo di agosto ne comincerà un altro di cui ancora non si conosce il titolo e che sarà girato parte in Italia e parte in Turchia. Per quel che riguarda il teatro Isa è alla finestra. Abbandonata decisamente la rivista (fatta eccezione per una breve "rentrée" alla fine di questo mese, in occasione del Festival Internazionale della Rivista, che si effettuerà a Caracas, nel Venezuela, e al quale Isa parteciperà insieme a Wanda Osiris e a Nilla Pizzi, in rappresentanza dell’Italia), sta attualmente esaminando la possibilità di riportare agli onori della ribalta la commedia musicale: uno spettacolo che aveva successo una trentina e più di anni fa, ma che ora è immeritatamente scivolato nel dimenticatoio.

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Ma, a quanto sembra, mancano i copioni; e Isa resta fedele al teatro. Dopo aver lavorato con Memo Benassi nel «Tartufo» di Molière, dopo essere stata «La locandiera» goldoniana sui teleschermi e la protagonista di «Spirito allegro» di Noel Coward, è ora in attesa di mettere in scena l' «Anfitrione» di Plauto, insieme a Scelzo e a Tedeschi. Verranno poi altri lavori: gli impegni sono numerosi, e anche per quest’anno la giovane attrice dovrà rimandare la sistemazione della casetta all’undicesimo chilometro della via Flaminia.

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Per la precisione, è la terza casa dei coniugi Barzizza-Chiesa, ma, in effetti dovrebbe essere la loro vera solida residenza stabile. Ne ha già due, di case, Isa: un appartamento a Milano e uno a Roma; ma non riesce mai a fermarvisi molto, sempre in giro come per lavoro. «Però» conclude Isa abbassando gli occhi «non vedo l’ora di avere una intera stagione libera da impegni teatrali per poter soddisfare una mia grande aspirazione, avere qualcosa che desidero moltissimo da lungo tempo». E Carlo Alberto Chiesa, il marito, sottovoce confida che nella villetta della via Flaminia sono previste stanze da gioco per bambini.

F.M., «Tempo», anno XVII, n.26, 30 giugno 1955


Tempo
F.M., «Tempo», anno XVII, n.26, 30 giugno 1955