MONNA EVA

(1928-1929)

Scheda dell'opera

Titolo originale Monna Eva

  • Testo: rivista in tre atti e 30 quadri di Paolo Reni
  • Interpreti: Totò, Angela Ippaviz, Alfredo Orsini, Galliano Salvatori, Dino Lugara, Mario Panchetti, Rita Manuero, Riccarda Dal Cigno, Minnie Lises
  • Musica: Maestri Armando Fragna e Franco Coglitore su musiche scelte da Paolo Reni
  • Scene e costumi: Paolo Reni
  • Compagnia: Achille Maresca

Sketch, quadri e notizie

Paolo Reni, nella sua "fiaba ultraterrena" riproduce il Paradiso terrestre e c'è, fra satanelli e serpentelli, nostra signora Eva accanto all'ortolano Adamo, con relativo pomo. Eva, come in un sogno, fa una corsa attraverso il mondo, incontrando via via Don Giovanni e il Re Sole, diventando la più bella di tutte le epoche. Tutto è accompagnato dalle belle musiche di molti autori: Mascheroni, Pietri, Lanzetta, Schinelli, Mignone, ecc.

Dopo il debutto milanese la rivista apre la stagione romana al Teatro Adriano.


Così la stampa dell'epoca

1927 07 13 Il Popolo di Trieste Compagnia Maresca intro

Il tema principale dell’attuale stagione marescana al Fenice è indubbiamente la «rivista», tema d’altronde, che impera presentemente sui più importanti palcoscenici italiaini e dell’estero.
La «rivista» tuttavia, per le nostre scene non può dirsi veramente uno spettacolo di novità assoluta, in quanto il nostro teatro conta già molte riviste, che da tempo percorrono con successo i maggiori palcoscenici rappresentate da parecchie compagnie del genere.

La «rivista italiana» non è di oggi ed è ancor vivo in molti il ricordo delle belle riviste dell’anteguerra, prima tra le quali «La turlupineide», nell’esibizione della Compagnia Città di Milano, e di quello del dopoguerra, ad esempio le riviste, molto attraenti, della Compagnia Riccioli che furoreggiò nel «Barbapedana». E poi altre riviste ed altre ancora, che videro e vedono i nostri teatri, ottenendo un lusinghiero successo e riscuotendo la piena soddisfazione del pubblico.

Tuttavia, la «rivista italiana» presenta pur sempre un sapore di novità nel campo teatrale, nel senso che — molte essendo le riviste già lanciate sulle scene — s’è potuto costituire un «repertorio di riviste» che va di giorno in giorno arricchendosi di nuovi lavori del genere.

La novità quindi consiste nell’avere la rivista dato origine a un suo teatro proprio, al «teatro della rivista», il quale potrebbe anche definirsi come «la fusione del teatro di varietà nel teatro d’ope-
retta».

Decisamente la «rivista italiana» — poichè è in grado di farlo — sta attualmente prendendo possesso di buona parte delle nostro scene, per il fatto che rappresenta qualche cosa di nuovo che corre con i tempi e che interessa e, quel che più conta, che diverte realmente, sia essa la rivista mordace e pungente quale una satira, sia quella brillante quale una esibizione di tipi e macchiette, o sia quella attraente e suggestiva quale un’esposizione di figurini alla moda, più o meno arditi, d’indovinata creazione.
La «rivista» è pertanto il genere teatrale del giorno e diverse sono le compagnie che ne hanno fatto oggetto del proprio repertorio, che risulta perciò composto dallo «riviste» più in voga e destinate ali migliori successi. Nel particolare, una di tali compagnie è ben quella del cav. Achille Maresca, il quale, con fine intuito artistico, ha dato impulso alla «rivista italiana», allestendone parecchie — le più graziose e interessanti — con bellezza, ricchezza e proprietà di messa, in scena, degne certamente di far epoca nel «teatro della rivista».

«Il Popolo di Trieste», 13 luglio 1927


1928 10 23 L Impero Si si Susette Monna Eva intro

All'Adriano le repliche della brillantissima rivista di Ripp e Bel Ami «Si, si, Susette» vanno sempre a gonfie vele e il pubblico che affolla il teatro non si stanca mai di applaudire Angela Ippaviz che è una soubrette indiavolata, la Lises, Alfredo Orsini e il comicissimo Totò.

Domani sera avremo la prima novità della stagione con «Monna Eva», la fiaba ultraterrena di Paolo Reni. Questa rivista è stata data ultimamente a Milano, al Lirico, dalla stessa Compagnia Maresca, ed e stata accolta dal più caloroso successo.

1928 10 22 L Impero Si si Susette Angela Ippaviz f1

Paolo Reni riproduce in «Monna Eva» press'a poco li Paradiso Terrestre, e c'è, fra satanelli e serpentelli, nostra signora Eva accanto all'ortolano Adamo, col relativo pomo e il resto. Poi Eva, come in un sogno, fa una corsa a traverso il mondo e diventa la donna più notevole di tutte le epoche. Questo argomento già attraente per sè stesso,è illustrato dalle gaie musiche di molti autori moderni: Mascheroni, Pietri, Lanzetta, Schinelli, Mignone, ecc.

Questa sera ultima replica di «Si, si, Susette».

«L'Impero», 23 ottobre 1928


Una nuova rivista italiana, «Monna Eva», di Paolo Reni su musiche dei più noti autori moderni, andrà in scena prossimamente al Balbo di Torino, nell'esecuzione della Compagnia di Achille Maresca.

«Café Chantant», 1 gennaio 1929


1929 02 02 Corriere della Sera Monna eva intro

Questa rivista è immaginata con garbo e svolta con festosa invenzione. L’autore ha provveduto a tutto: al testo, alla scelta di piacevoli musiche, a disegnare gli scenari e i costumi. Lo spettacolo ha cosi acquistato armonia di toni, di tinto, di episodi e di movimenti. I quadri, che si susseguono numerosi, sono quasi tutti ideati con un attento gusto delle proporzioni e dell'effetto pittorico. Qualcuno è meno riuscito, ma In gran parte lo spettacolo è composto con cura.

L’avventura di Adamo ed Eva, — che, nel loro cantuccio di Paradiso terrestre da rivista moderna, s'addormentano e sognano, l’una di scappare per il mondo per istigazione del serpentello e l’altro di Inseguire la prima donna fuggiasca e di assumere via via la figura degli amatori più famosi delle varie epoche, da don Giovanni al Re Sole, — offre l’occasione di colorate e coreografiche visioni celesti e terrene in cui danzano damine e pianeti, dei e gitane, fiori e stelle. Il pubblico si è divertito e ha applaudito ripetutamente e vivamente dopo parecchi quadri e alla fine degli atti. La Compagnia Marasca è stata vivace e pronta. La lppaviz ha cantato e ballato con Indiavolata allegria, l'Orsini l’ha assecondata ; Totò è stato assai comico ma non sempre di buon gusto. Briosissimi gli altri. Stadera la rivista si replica.

«Corriere della Sera», 2 febbraio 1929


A Torino al Teatro Balbo, iscenata con inusitato fasto dalla Compagnia Achille Maresca è stata varata la nuova feriee - rivista di Paolo Reni dal titolo «Monna Eva» con musiche e couplets di vari autori, riuniti dalla nota casa editrice A. & G. Carisch & C. di Milano. Il successo a quauto c'informa il nostro Giamba è stato dei più grandiosi.

Al Lirico di Milano la compagnia di Achille Maresca ha conseguito uno dei suoi maggiori successi con la «fiaba ultraterrena» «Monna Eva» di Paolo Reni. Sono applauditi seralmente e domandate di bis e anche tris le belle canzoni dei noti maestri Mascheroni, Pietri e E. Lanzetta, il finissimo ed ispirato autore di tante bellissime composizioni musicali, nominato recentemente direttore della scuola di canto della Casa Editrice Carisch e C. di Milano.

«Café Chantant», 15 febbraio 1929


Lirico. Lunedì, 3 corrente, iniziò le sue rappresentazioni la operettistica di Achille Maresca con una novità : «Il paradiso delle donne», dei noti Ripp & Bel Ami che nel complesso non può vantare eccessi d'invenzione. I vari quadri che si succedono, non hanno il pregio della originalità, giacché ricordano vecchi motivi già noti e peccano spesso di non eccessivo buon gusto e genialità.

Monna Eva di Paolo Reni, ultima fatica dell' autore, ha ottenuto invece un buon successo mercè un considerevole numero di chiamate e richieste di bis. L’avventura di Adamo ed Eva - che s'addormentano e sognano l'una di scappare per il mondo e l'altro di inseguire la prima donna fuggiasca e di assumere via via la figura degli ama tori più famosi delle varie epoche; da don Giovanni al Re Sole - offre l'occasione di festosa invenzione.

Angela Ippaviz, come al solito, spumeggiante e biricchina, così pure dicasi della Lises e la De Rubeis, Totò e Orsini, date le lunghe parti, hanno modo di mettere in rilievo tutte le ottime qualità e di farsi calorosamente applaudire. Buona la messa in scena, indovinati i costumi, mentre non sempre piaciuti diversi balletti.

«Café Chantant», 15 febbraio 1929


1929 02 02 Corriere della Sera Monna eva intro

1929-02-24-L-Impero-Monna-Eva

Questa sera al Teatro Adriano avrà luogo la prima rappresentazione della rivista « Monna Eva », fiaba ultraterrena di Paolo Reni. « Monna Eva » è stata data ultimamente al Lirico di Milano dalla stessa compagnia e il successo è stato molto lusinghiero.

Un originale spunto ha suggerito all'autore, che ha pure creato e dipinto costumi o scenari, una serie di gustosi e garbati quadri, commentati musicalmente dalle pagine più vive di molti dei migliori autori nostri: da Pieri a Mascheroni, da Schinelli e Lanzotta, a Mignone.

Angela Ippaviz, che naturalmente interpreta il personaggio di Eva, in questa rivista ha modo di poter sfoggiare tutte le sue magnifiche qualità di cantante e di danzatrice. Totò ha modo di prodigarsi in un fuoco di fila di trovate spassosissime e Alfredo Orsini sa mostrarsi cantante ed attore signorile.

La messa in scena e i costumi è quanto di più sfarzoso si possa immaginare; e il buon Maresca ci ha già abituati a questi miracoli. Domani, nei due spettacoli replica di « Monna Eva ».

«L'Impero», 24 febbraio 1929


Paolo Reni riproduce in Monna Eva presso a poco il paradiso terrestre e c'è fra satanelli e serpentelli nostra signora Eva accanto all'ortolano Adamo, che coltiva nel frutteto i pomi. Poi Eva, come in un sogno, fa una corsa attraverso il mondo e diventa la donna più notevole di tutte le epoche: va a scuola di civetteria da Don Giovanni, diviene dama incipriata del'700 e la favorita del Re Sole, poi la sposa del Re Kaude, fra grandi sacerdoti e druidesse indiane, s'incontra con Giacomo Casanova a Venezia e raffigura la lussuria fra i floridi vigneti di Bacco per risvegliarsi all'ultimo quadro e tornare alla pace e alla serenità della sua capanna.

«Il Piccolo», 25 febbraio 1929


1929 02 25 Il Messaggero Monna Eva intro2

Il successo fu completo. La nuova rivista, che ha tutti gli elementi per suscitare il maggiore divertimento, è dovuta a Paolo Reni, autore ben noto per altri applauditi lavori teatrali, il quale ha immaginato una trama fantastica dove ritrae il «Paradiso terrestre». Monna Eva ne è la protagonista, e non vi manca, naturalmente. «Adamo», sotto le spoglie però di un ortolano. L'azione non si arresta all'epoca preistorica, ma attraversa tutte le epoche successivamente fino ai nostri giorni, ed Eva si va trasformando nelle sue corse per molte città adattandosi perfino ai gusti moderni.

Com'è facile immaginare, nei vari quadri, di cui la rivista si compone, si riproducono gli avvenimenti più notevoli e passano dinanzi agli occhi i personaggi più caratteristici. Il Reni vi ha fatto rifulgere tutta la sua fervida fantasia, ravvivando il dialogo di espressioni satiriche e di uno spirito frizzante riuscendo nell'intento di attrarre piacevolmente l'attenzione degli spettatori e di provocare spesso clamorose risate.

La musica poi è riuscita a rendere maggiormente delizioso il lavoro, con motivi brillanti, ben appropriati al movimento scenico e tratti da molte opere, come pure, da canzonette e ballabili, che tutti conoscono.

Quanto alla messa in scena, la compagnia Maresca ha allestita la rivista con gusto squisito ed una grande signorilità, tanto per la bellezza dei costumi, quanto degli scenari, che sono apparsi di mirabile effetto. Ed ha pure offerto un'esecuzione piena di brio e di comicità. Tutti gli artisti erano ieri sera, a posto ed ebbero le maggiori feste, specie Angela Ippaviz, una prtagonista impareggiabile per la vivacità ed il fascino. Essa cantò e danzò con grande abilità, avendo come degni compagni la Lyses, i due comicissimi artisti, Orsini e Totò ed il Galliano.

Stasera alle ore 17 e alle 21, si inizieranno le prime due repliche. 

«Il Messaggero», 25 febbraio 1929


1929 02 26 L Impero Monna Eva intro

La prima rappresentazione di «Monna Eva», fiaba ultraterrena, come la chiama l’autore Guido Reni ha costituito uno del più fragorosi successi della stagione. Questo lavoro che parte da una strana modernizzazione del mito di Adamo ed Eva, pur non distaccandosi dalla solita base rivistaioia a base di viaggi impossibili, ha tali e tante originalità di andamenti e di costruzione che veramente si può dire unica nel suo genere.

Lo scenario fastoso, i costumi magnifici, la musica, scelta tra le migliori e più originali produzioni degli autori modernissimi italiani, i balletti indovinati, la comicità profusa signorilmente e l'interprtazione fatta da ogni singolo artista con una coscienziosità senza precedenti, dimostrano con quanto amore la compagnia di Achille Maresca abbia seguito il pensiero dell’autore nella esecuzione di questa super rivista il cui valore supera di gran lunga tutte quelle che finora si siano avvicendate iji questi ultimi tempi sul teatro di questo genere.

Da una stilizzazione di un «Paradiso terrestre» di maniera a una scuola della civetteria, a uno spassoso scketch di Adamo in panne, dal quadro della Carrozza del Re sole ad una meravigliosa inquadratura di un Palazzo della notte è tutto un susseguirsi fantastico di cori, di scene, di canzoni squisite che passano per il secondo atto in quadri di colore indiano, in una magnifica e suggestiva interpretazione veneziana o da una comicissima scuola di danze si conchiude con un vigneto di Bacco di un’allegria senza pari.

1929 02 26 L Impero Monna Eva f1

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Il sogno si conchiude poi al terzo atto ove dopo una gita tra i corsari e una passeggiata in balena avviene un risveglio di grande bellezza coreografica. Figurini, costumi e scenario sono stati tutti dipinti dall'autore della Rivista.

Ripetiamo un elogio vivissimo per tutti gli attori. Totò è stato superiore a sé stesso, pieno di quella comicità spontanea, nuova, aderente alla mentalità del pubblico che lo ascolta, e gli spettatori gli hanno fatto ovazioni interminabili. E così Alfredo Orsini, signorilmente comico pieno di quell'«entraine» che lo fa il beniamino delle platee e cosi la Lyres, il Lugara, il Panchetti, e le due deliziose Riccarda del Cigno e Rita Manuero.

Un bel successo ha ottenuto l’«Ippaviz ballet » composto tutto di graziose e briosissime «girls». Da ieri le repliche che saranno molte.

Vice, «L'Impero», 26 febbraio 1929


1929 02 28 Il Messaggero Monna Eva intro

La replica di «Monna Eva» di Paolo Reni, richiamò ieri sera un folto pubblico, che seguì i vari quadri, allestiti con gusto, inframezzati da scene esilarantissime, e da graziosi ballabili, col maggiore godimento. Gli applausi furono continui, e si vollero molti bis. Le strofe del terzo atto su un motivo indovinato e orecchiabile furono ripetute varie volte.

Angela Ippaviz, la brillante soubrette della Compagnia, riportò un vero trionfo, cantando e danzando con grande abilità. Le fecero degna corona Totò, Orsini e la Lises. Ottimamente l'orcheetra diretta dal maestro Fragna.

Statera altra replica.

«Il Messaggero», 28 febbraio 1929


Al Teatro Adriano è tornato, dopo breve tempo, il cav. Achille Maresca con la sua rinomata compagnia di riviste. «Monna Eva» di Paolo Reni, nuovissima per noi, si è replicata parecchie sere, nella brillantissima e scoppiettante esecuzione di Angela Ippaviz, dell’Orsini, di Totò, della Lises, dal Lugara, del Cappelli e del Marchetti. Ha fatto seguito «Madama Follia» di Ripp e Bel Ami.

«Café Chantant», 15 marzo 1929


1929 08 04 Il Lavoro Monna Eva intro

Siamo nel regno della rivista fantastica e bizzarra che fa presa sugli spettatori e assicura il successo. L'azione di questa «Monna Eva» — immaginata da Paolo Reni, e da lui battezzata «fiaba ultraterrena» — è semplice, e dà modo alla Compagnia di mostrarsi in tutte le sue gioconde risorse.

Adamo ed Eva, filanti il perfetto idillio nel paradiso terrestre, si ad dormentano e sognano una strana avventura. Istigata dal serpentello tentatore, Eva se ne va per le vie del mondo, bramosa di avventure. Adamo la in segue, mentre i più famosi conquistar tori di donne l'assediano in ogni guisa: da don Giovanni a Re Sole. In questa scorribanda, varia e capricciosa, non è difficile seguire la vicenda, che il Reni ha commentato con musiche... dei più avariati autori, disegnando anche gli scenari e i costumi.

Ne risulta così uno spettacolo armonioso, per ricchezza ai tinte, buon gusto di quadri e di effetti luminosi, movimenti coreografioi e varietà di costumi, composti di tanta stoffa quanta ne occorre per andare svestiti con grande delizia e sollazzo degli spettatori. I quali hanno accolto con favore il lavoro, applaudendo i principali quadri e ogni finale d’atto, che è stato ripetutamente bissato. La fiaba potrà trarre indubbio giovamento dallo sveltimento di qualche scena, che è apparsa alquanto prolissa.

Buona e affiatata l'esecuzione. Angela Ippaviz è stata una soubrette espressiva e festosa di brio e di verve; l'Orsini ha riaffermato le sue qualità di comico multiforme e spassoso. Il pubblico ha salutato con simpatica cordialità Elodia Marasca, squisita di signorilità e di grazia, e quel mattacchione di Eller, che ha divertito il pubblico colle sue gioconde trovate, suscitando la più clamorosa allegria. La Lises, il Lugara, il Panchetti, la De Pra, il Marchetti, il Cappelli, il Cremonini, il Prola, la Morosowa e la Bagarotto hanno contribuito al lieto esito dello spettacolo, che si replicherà oggi alle 15 e alle 21, e domarsi sera.

Il maestro Franco Coglitore ha diretto l’orchestra coll’usata bravura. Per la cronaca: il teatro era esaurito in ogni ordine di posti.

«Il Lavoro», 4 agosto 1929


1929 08 10 Il Lavoro La giostra dell amore intro

Quante risate e quanta allegria ieri sera ai «Genovese », mentre di fuori imperversava il temporale! Nino Elier e Alfredo Orsini, in cui onore era lo spettacolo, hanno fatto trascorrere tre ore deliziosissime al pubblico che gremiva la sala, presentandosi in «Monna Eva» e in «Meglio soli che male accompagnati».

La brillante rivista del Reni, e la gustosa vecchia farsa, hanno dato modo ai due comici di mostrarsi in tutte le loro inesauribili risorse, e sotto tutti gli aspetti della loro poliedrica comicità, divertendo immensamente gli spettatori, che li hanno ripagati di festosi battimani, di fiori e di artistici doni. Al successo dallo spettacolo hanno validamente contribuito la lppaviz, la Maresca e la Lises, il Marchetti, il Lugara, il Cappelli, il Panchetti, la De Pra e gli altri artisti.

E’ annunciata per questa sera la seconda novità della stagione: «Giostra d'amore», superfantasia in tre atti e 30 quadri di Bixio e Cherubini, musica di Armando Fragna e C. A. Bixio.

«Il Lavoro», 10 agosto 1929


1929 12 28 La Stampa Monna Eva T L

«La Stampa», 28 dicembre 1929


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Ricostruzione delle rappresentazioni della rivista nelle varie città italiane


TITOLO DELL'OPERATAPPE

Monna Eva

Rivista in tre atti e 30 quadri di Paolo Reni

Compagnia Maresca

Torino, Teatro Balbo, 19-27 gennaio 1929

Milano, Teatro Lirico, 1-8 febbraio 1929

Roma, Teatro Adriano, 23 febbraio - 24 marzo 1929

Genova, Politeama Genovese, 3-9 agosto 1929

Napoli, Teatro Nuovo, 24 novembre 1929

Torino, Teatro Maffei, 28 dicembre 1929 - 1 gennaio 1930


Riferimenti e bibliografie:

Rassegna stampa dai quotidiani:

  • La Stampa
  • Corriere della Sera
  • Corriere d'Informazione
  • Il Messaggero
  • L'Impero d'Italia