ORLANDO CURIOSO

(1942)

Scheda dell'opera

Titolo originale Orlando curioso (1942)

  • Testo: Michele Galdieri, rivista in due atti
  • Regia: Michele Galdieri
  • Interpreti: Totò, Lucy D'Albert, Clelia Matania, Vera Worth, Gianna Dauro, Riccardo Rioli, Eduardo Passarelli, Paola Paola, Harry Fiest, Giovanna D'Amico, Balletto Le 16 Pulcelle
  • Musica: Maestri D'Anzi, Giuseppe Palomby
  • Figurini e bozzetti: Mario Pompei
  • Compagnia: la "Spettacoli Errepì" (di Remigio Paone) presenta la Compagnia Totò-Lucy D'Albert

Sketch, quadri e notizie

Spunto narrativo: su una terrazza che affaccia su Posillipo, viene rimproverata ad un gruppo di ragazzi l’eccessiva gaiezza, visto il regime d’austerità vigente. Sul motivo del rimpianto per la Napoli di una volta, per i tipi che la rendevano unica - il Pazzariello, l’Acquaiolo ecc. -, entrano un Cantastorie che rievoca l’epoca dei paladini e il personaggio di Orlando, che arriva in scena e precisa che “Furioso” è frutto di un errore di stampa, in realtà doveva essere “Curioso”. Accompagnato dal Cantastorie e dalla Curiosità, Orlando incappa in tutti gli orrori e in tutte le contraddizioni del Novecento, attraverso un Excelsior 900, che inverte il senso e lo spirito “illuminista” del famoso ballo che a fine Ottocento esaltava le scoperte scientifiche con cui ci si preparava ad aggredire il futuro; preso atto del quale, Orlando finisce col perdere di nuovo il senno e col diventare da Curioso, Furioso. Sono la mancanza dell’Amore e della Grazia le cause principali degli orrori della modernità.

Alcuni quadri: Angelica, ormai divenuta una donna moderna, procura a Orlando un impiego dove possa soddisfare la sua curiosità: egli viene assunto nell’Ufficio Revisione Corrispondenza. Ma il Paladino è ignaro del linguaggio cifrato con cui, in tempi di restrizione, si indicano tutte le cose proibite e quindi fallisce regolarmente il suo compito facendo giocare in scena il senso letterale contro quello traslato, tanto che il Capo Ufficio è costretto a licenziarlo (Atto l).

Orlando poi si scontra con l’impossibilità di sfruttare i mezzi che il progresso scientifico gli offre; vorrebbe usare il treno per andare in Francia o il vapore per attraversare il Canale di Suez, ma la situazione politica non lo consente (Atto I).

Indossata un’armatura moderna che lo rende simile a un gagà, Orlando viene mandato a scontare la sua curiosità a Carbonia, dove incontra veri gagà e fa amicizia con uno di questi. Alla vista di una contadina sarda il Paladino, desideroso di conquistarla, chiede l’aiuto dell'amico perché gli suggerisca le parole adatte, quindi le ripete storpiandole in una parodia del Cyrano. «Che cos’è un bacio» diventa: «Che cos’è un cacio» (si trasformerà ancora in: «Cos’è un ba... bagno?» nella rivista di Biancoli Un anno dopo, 1945) (Atto II).

E' presente anche lo sketch "La camera fittata per tre".

Totò è Orlando ed entra in scena planando su un ippogrifo volante, tutto racchiuso nella sua armatura, mentre Angelica sopraggiunge in bicicletta. «Che fattezze!... ma io tengo tutte quante le bellezze!», dice a un fotografo che gli presenta la sua istantanea. E Glauco, nello sketch aggiunto e citiamo qui il commento del censore Zurlo, più efficace di ogni descrizione, in una relazione ai suoi superiori dove difende il testo, che pure ha censurato, in nome della Parodia e delle sue regole: «Chi è il Glauco di Morselli? Un giovane che abbandona l'innocente amore di Scilla, corre il mondo in cerca di fortuna e di gloria, si asside al banchetto di Circe l’incantatrice e dal suo bacio e dal suo vino trae una potenza immane. Diventa Dio! Galdieri ha fatto della pura Scilla una ragazza interessata e all’eroe ha sostituito, nientemeno, Totò!».

Censura: la rivista è tra le più censurate, vengono per lo più eliminati tutti i riferimenti troppo diretti alla situazione politica contemporanea. Alcuni esempi, la frase del Pazzariello: «Popolo! È sciuto pazzo lu padrone» sostituita con: «Popolo! È sciuto pazzo lu trattore». Quando il Cantastorie dice: «Adesso bisogna essere calmi, pazienti ed obbedienti», la parola sottolineata è sostituita con: «accomodanti»; di Orlando si dice: «Tornando al mondo dopo tanti anni non poteva certamente sapere che oggi si scrive una cosa per dirne un’altra», la parola sottolineata è stata tolta; la Canzone per l’autunno del cinema recita: «C’è una folla di Ministri, di Registi e di Maestri», la parola sottolineata è sostituita con: «C’è una folla di Registi, di Cineasti e di Maestri». Anche gli uffici a cui si rivolge Orlando per trovare lavoro si sentono colpiti dalla rivista: una lettera dell'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza denuncia che «[...] il noto comico napoletano Totò, avrebbe alluso, in modo ironico, alle figure del Presidente dell’ENDIROT e dell'INCIS».

Facendo da difficile mediatore tra le ubbie del Minculpop e l’irriverenza di Galdieri, Leopoldo Zurlo cerca di mitigare il copione: taglia e sostituisce, ottenendo per esempio che nell’evocazione del pazzariello che grida "Popolo! è asciuto pazzo lu patrone!" l’ultima parola venga sostituita con trattore, evitando accostamenti alla follia del cavalier Benito, padrone d’Italia.



Il 13 ottobre 1942 Totò debutta al Valle di Roma con la nuova rivista scritta e diretta ancora da Galdieri, Orlando curioso. Dopo Pinocchio, Totò incarna un altro dei suoi ambigui esseri a metà tra vita e morte, un pupo siciliano che si atteggia ad eroe ariostesco, protestando per il nome sbagliato: «Io non fui mai furioso!» è lo sfogo di Orlando/Totò, venuto apposta per chiarire l’equivoco che lo perseguita da tutta la vita. «Lo sbaglio è d’una lettera, perché io sono curioso!» Se ne va in giro a curiosare per l’Italia fascista, incontrando un’Angelica che va in bicicletta e visitando un ufficio che censura la corrispondenza dei cittadini dove, in preda a un parossismo, timbra qualunque cosa gli capiti a tiro.

Lucia d'Alberti, esuberante soubrette costretta dall’autarchia linguistica a italianizzare il suo vero nome Lucy D’Albert, sostituisce in corsa la Magnani, che dieci giorni dopo metterà al mondo il figlio Luca; nel cast tornano Harry Feist, Eduardo Passarelli e arriva Clelia Matania. Lo spettacolo ha successo; la critica non gli perdona qualche scurrilità di troppo, ma apprezza l’inesauribile vena comica di Totò e l’eleganza della messinscena, con una nota particolare per la debuttante Clelia Matania della quale vengono sottolineate la spigliatezza e l’originalità con cui disegna il personaggio della zitella inglese.

Orlando curioso dopo Roma va in tournée, e una volta a Milano la compagnia si ritrova spesso a dover interrompere la recita per via dei bombardamenti e correre verso i rifugi con indosso i costumi di scena. Tragicità del momento a parte, sarebbe stato da vedere Totò che fila veloce verso il rifugio vestito da paladino, bardato con l’armatura e il pennacchio. Clelia Matania glielo dice pure, nel timore che l’artista possa rendersi ridicolo:

- Principe, ma almeno il pennacchio ve lo potevate levare...
- E secondo voi i’ songo accussi fesso da fini’ acciso sott’ ’e bombe pe’ colpa ’e nu pennacchio?

risponde Totò, scatenando l’ilarità di tutti quelli che insieme a lui hanno cercato riparo dall’ira di Dio.

Come in Volumineide, anche ora Galdieri ricorre ai personaggi della letteratura, in questo caso Orlando e Angelica e li cala nella difficile realtà contemporanea, ironizzando, attraverso le loro peripezie, sull’avventura quotidiana dell’uomo comune. Ai personaggi presenti nella rivista, Galdieri aggiunge poi la parodia del Glauco di Morselli, interpretata da Totò, che gli viene contestata dalla Censura. Probabilmente viene sollecitato dalla messa in scena del dramma al Quirino avvenuta nel 1943 (successiva quindi alla prima della rivista ma contemporanea alle sue repliche) per la regia di Wanda Fabro e l’interpretazione di Gino Cervi. Ritornano i temi cari all’autore: la polemica sull’arte cinematografica incatenata a una rupe come Angelica; i problemi della censura sulla corrispondenza; le difficili relazioni tra le nazioni e le conseguenti difficoltà negli spostamenti.


Partitura originale "Un pianoforte suonava" (M.Galdieri-M.Ruccione) , dalla rivista "Orlando curioso", 1942

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Così la stampa dell'epoca


«Il primo tempo di questa rivista è forse la cosa più azzeccata che Michele Galdieri abbia ideato finora: ottimo lo spunto iniziale, frequenti le trovate, ben torniti i versi; insomma, una serie di quadri interessanti e spassosi. Poi, l'interesse non è più così continuo; e si spegne di tanto in tanto, per riaccendersi quando Totò compare alla ribalta.Giacché Totò, tranne alcune eccessive scurrilità finali che non gli sappiamo perdonare, ha dimostrato ieri sera di essere ben lontano dall'esaurire la sua vena comica. E' questo senza dubbio il più autentico e intelligente fra i nostri mimi; e ogni volta che sa attenersi al giusto mezzo, senza cadere nelle antiche volgarità e senza voler respirare in cieli che non sono i suoi, egli riesce a creare macchiette spassosissime e a stabilire col pubblico una irresistibile comunicativa. La rivelazione della serata è stata Clelia Matania, nuova alla rivista, che ha recitato, cantato e ballato con garbo e spigliatezza straordinaria: la figurina della zitella inglese, da lei creata, costituisce forse il "pezzo" migliore di tutto lo spettacolo. Assai bella, elegantissima e molto brava Lucia D'Alberti; e ottimi tutti gli altri; fastosi i costumi. Gli applausi hanno raggiunto vertici ormai irraggiungibili da un genere che non sia la rivista e da un autore di riviste che non sia Galdieri. Evidentemente, sono questi i gusti del pubblico».

Il Tevere, Roma, 4-5 novembre 1942


1942 10 31 Il Messaggero L Orlando curioso T LMentre molti suoi colleghi sono rimasti ancora alla “Gerusalemme liberata”, l'estroso Michele Galdieri è passato felicemente all’ Orlando curioso.
Come freddura è indubbiamente azzeccata; e, al di là del gioco di parole, il titolo della fortunata rivista - che un pubblico pigiato in ogni ordine di posti ha, ripetutamente e con vivo trasporto, ieri sera, applaudita - ha un suo significato che il susseguirsi dei numerosi quadri illustra con spirito e brio. Ritornato a vivere nel mondo, l'imbattibile paladino e sospinto da prepotente curiosità a ficcare il naso un po' ovunque, a rendersi conto di troppe cose, a chiedere - soprattutto - le più assurde problematiche spiegazioni. Di qua nasce - in prosa e, fa e là, in arguti versi - una brillante serie di gustosi equivoci, d’indovinate parodie, di satirici quadretti, di divertenti schizzi ricchi di umore e di attualità il tutto inquadrato in una smagliante cornice che dà al fastoso spettacolo (un impeccabile spettacolo Errepì) un fasto e una ricchezza davvero non comuni.
Quando avremo detto che nella corazza del non più furioso Orlando si è cacciato, niente di meno, che Totò, si capirà senz'altro come la serata sia stata un continuo crescente divertimento. Questo singolarissimo attore ci presenta sempre qualche nuova aspetto - un motivo inedito, una vibrazione impensata, una trovata inattesa, un'improvvisa risorsa, un estemporaneo cachinno - nella sua arte. Fra i nostri attori comici egli è certo il più originale, il più divertente, il più intelligente: i suoi numeri esilaranti, i suoi più trascinanti lazzi, le sue irresistibili battute lo spettatore ha l'impressione di vederli nascere in quell'attimo, come scintille che sprizzano dal contatto dell'attore col suo pubblico festante.
Lucia D'Alberti e Clelia Matania hanno diviso con Totò gli onori della serata. La prima, in forma più che mai, ha danzato, cantato e recitato con l'eleganza e il brio che le sono familiari: della seconda esordiente in rivista, diremo senz’altro che è una rivelazione: canta e recita con comunicativa freschezza, e sostiene con versatile fervore i numeri più disparati. A posto la graziosa Vera Wort, divertente Gianna D’Auro, spassoso - specie nelle vesti di un Gaga - Eduardo Passarelli. Applauditissime le danze di Harry Feist. Fantasiosi e improntati al più schietto buon gusto i figurini e i bozzetti di Pompei. Indovinate le musiche del maestro D’Anzi. Del successo si è detto. Insieme con gli attori e il corpo di ballo, l'autore è stato alla fine festeggiatissimo. Da oggi il fortunato spettacolo inizierà le sue repliche.

Vice, «Il Messaggero», 4 novembre 1942


1943 02 10 Gazzetta di Parma Orlando Curioso intro

E’ annunciata per il giorno 18, al Teatro Paganini, la rappresentazione di una nuova rivista da parte della primaria Compagnia «Totò».

Il noto attore comico, che tanto successo ebbe ad ottenere lo scorso anno nella, nostra città con la rivirta «Volumineide» apparirà questa volta sotto le spoglie del paladino Orlando non più furioso, ma curioso. Infatti il titolo della rivista, il cui autore è lo stesso Galdieri della «Volumineide», ha il titolo: «Orlando curioso».

Questo nuovo lavoro, della Compagnia Totò giunge a Parma preceduto dagli echi degli ottimi successi ottenuti sul palcoscenici delle miglicil città italiane.

«Gazzetta di Parma», 10 febbraio 1943


1943 02 16 Gazzetta di Parma Orlando Curioso Intro 

Come abbiamo già annunciato, giovedì prossimo, 18 del corrente mese, la compagnia del noto comico Totò presenterà al Paganini l'ultima sua rivista diai titolo«Orlando curioso» di Michele Galdieri. Il complesso di Totò, che è indubbiamente fra i migliori che esistano sui palcoscenici italiani, si preannuncia particolarmente armonico in tutti i suoi elementi e molto iben preparato. Di esso, fra gli altri fanno parte Lucia D'Alberti e Clelia Matania, attrice quest’ultima che la rivista ha recentemente rubato al cinematografo.

L’«Orlando curioso» giunge a noi preceduto dalle più favorevoli impressioni della stampa.

«Gazzetta di Parma», 16 febbraio 1943


1943 02 18 Gazzetta di Parma Orlando Curioso T L

1943 02 18 Gazzetta di Parma Orlando Curioso intro

Per la rappresentazione della nota rivista di Michele Galdieri «L’Orlando curioso» che la Compagnia del comico Totò effettuerà questa sera al Teatro Paganini i posti numerati del teatro risultano già esauriti da parecchi giorni.

Continua invece la vendita di biglietti di ingresso, per la gallerìa e per i posti di ordine inferiore.

Allo scopo di evitare eccessivi ammassamenti nelle ore immediatamente precedenti lo spettacolo, il botteghino del teatro resterà aperto ininterrottamente per tutta la giornata, di oggi.

Contrariamente a quanto era stato disposto in un primo tempo, anche per la rappresentazione di questa sera gli studenti iscritti al Guf usufruiranno delie riduzioni d’uso.

«Gazzetta di Parma», 18 febbraio 1943


1943 06 08 Gazzetta di Parma Orlando Curioso intro

Mercoledì sera 9 corrente avremo al Teatro Nuovo un’unica rappresentazione dei grandi spettacoli «Errepi» con la presentazione della nuovissima rivista di Michele Galdieri «Orlando curioso» nella divertente interpretazione di Totò, Lucia D’Alberti, e degli altri ottimi elementi di questa importante Compagnia di Riviste.

«Gazzetta di Parma», 8 giugno 1943


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1943 06 23 Gazzetta di Parma Orlando Curioso intro

Tra i vari «ritorni» che in questi ultimi tempi si sono verificati con pieno gradimento del pubblico sul palcoscenico del Teatro Paganini, quello della compagnia capeggiata da Totò è destinato ad avere particolari consensi.

Il personalissimo attore che procede, con un’andatura tutta sua speciale, nel bel mezzo della strada battuta dai nostri grandi comici, ripresenterà al pubblico di Parma quell' «Orlando curioso» di Galdieri che tanto successo ha avuto nel febbraio scorso.

La Compagnia sarà domani al Paganini per due rappresentazioni, una diurna, alle ore 15,45 ed una serale alle ore 21. Sono già aperte le prenotazioni al botteghino del Teatro.

«Gazzetta di Parma», 23 giugno 1943


1943 06 25 Gazzetta di Parma Orlando Curioso intro

Il pubblico che gremiva ieri sera all'inverosimile il Paganini, (evidentemente per il solo spettacolo tirale si erano dati convegno due masse di spettatori, e cioè anche quelli rimandati per la mancate rappresentazione pomeridiana) ha accolto ancora una volta con applausi e continua ilarità, sospesa a mezz'aria come il fumo delle sigarette che... è vietato fumare la spassosa rivista di Galdieri, «Orlando curioso».

Se i molti tagli alla rivista, hanno suscitalo disappunto in quanti lo spettacolo erano ritornati a vedere appunto per la sua completezza, la comicità geniale e classica di Totò si è tuttavia conquistata il pubblico determinando il successo più caldo e completo.

Domani si seggala un altro «ritorno» gradito ; sul palcoscenico del Paganini, con la compagnia Cluberti, di cui fa parte la briosissima Elsa Ardito.

«Gazzetta di Parma», 25 giugno 1943


Ricostruzione delle rappresentazioni della rivista nelle varie città italiane


TITOLO DELL'OPERATAPPE

Orlando curioso

Rivista in due atti di Michele Galdieri

Compagnia Totò-Lucy D'albert - "Spettacoli Errepi"  di Remigio Paone


Roma, Teatro Valle, 13 ottobre - 28 novembre 1942

Milano, Teatro Mediolanum, 5 dicembre 1942 - 10 gennaio 1943

Parma, Teatro Paganini, 18 febbraio 1943

Roma, Teatro Valle, 23 marzo - 21 aprile 1943

Milano, Teatro Mediolanum, 3-31 maggio 1943

Torino, Teatro Carignano, 2-4 giugno 1943

Parma, Teatro Nuovo, 9 giugno 1943

Milano, Teatro Olimpia, 14-20 giugno 1943

Parma, Teatro Nuovo, 24 giugno 1943


Riferimenti e bibliografie:

  • "Quisquiglie e Pinzellacchere" (Goffredo Fofi) - Savelli Editori, 1976 - «Glauco», «Orlando curioso», «Ufficio Revisione Corrispondenza», «Cyrano», pp. 141-179.
  • "Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
  • Sito http://www.trio-lescano.it/index.html
  • "Totò partenopeo e parte napoletano", (Associazione Antonio de Curtis), Marsilio Editore 1999

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