Antonella Lualdi innamorata fra cani e gatti

Antonella-Lualdi

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Le baruffe di Titina De Filippo e Umberto Spadaro non impediscono alla fragile attrice di dare un nuovo cittadino all'immaginario e spassoso paese di Ruvinello.

Antonella Lualdi è una attrice che ha tribolato più del necessario per arrivare a una celebrità relativamente duratura. Non lo direste, a vederla, così fragile, cosi giovane; ma la sua strada è stata lunga, quattordici film in due anni e mezzo, non pochi dei quali da dimenticare. Ma il fatto più strano è che sembrava non giovarle il fatto di aver lavorato con ottimi registi come Zampa , Stemmle, Christian - Jacque. Stentava a venir fuori, come se pesasse su di lei chi sa quale stravagante fatalità.

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Poi, d’improvviso, apparve in «Tre storie proibite» di Genina e « Il cappotto » di Lattuada, che hanno ottenuto grande successo nei recenti Festival europei; e cosi accade che ora la Lualdi si trovi nell'esiguo gruppetto delle attrici italiane "importanti". Ecco la sua ultima fatica: « Cani e gatti », film di Leonardo De Mitri. Un ameno film, che si riporta alla tradizione della cordialità strapaesana tipo c Vivere in pace ». I cani e i gatti sono gli abitanti di un immaginario paese di tremila abitanti; non uno di più e non uno di meno; è importante sottolinearlo, perchè la trovata del film è proprio in questa situazione anagrafica.

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Siamo in tempi di elezioni e vien fatto sindaco il farmacista del luogo (Umberto Spadaro); capo dell'opposizione è una sua antica fidanzata (Titina De Filippo), da lui abbandonata davanti all'altare. Titina, per far dispetto al sindaco, vorrebbe impiantare nel paese una nuova farmacia; ne avrà il diritto se il numero degli abitanti supererà i tremila. Perciò il problema è che nasca o che non nasca un nuovo abitante. Ma nel mezzo della battaglia demografica, il caso vuole che proprio la figlia del farmacista (Antonella Lualdi) e il figlio di Titina (Armando Francioli), i quali si sono amati fra i battibecchi dei genitori, provvedano ad arricchire il paese del nuovo fatale cittadino. Ce n’è abbastanza per far ridere e sorridere; anche perchè Titina è una grandissima attrice, che può muovere da sola l’ingranaggio di qualsiasi vicenda.

H. S., «Tempo», anno XIV, n.32, 2 agosto 1952


Tempo
H. S., «Tempo», anno XIV, n.32, 2 agosto 1952