Antonella Lualdi si sposa

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Antonella Lualdi e Franco Interlenghi “i fidanzati del cinema italiano”, hanno deciso di sposarsi nel mese di agosto. Stanno facendo di tutto per ottenere tre mesi di libertà che vogliono impiegare in un viaggio intorno al mondo. Inoltre, si sono impegnati reciprocamente ad accettare, dal matrimonio in poi, soltanto i film dove possano recitare insieme.

Roma, giugno

Quindici milioni per ammobiliare una camera da letto sono troppi anche per un’attrice. Antonella Lualdi sta arredando la sua nuova casa: il salotto - moderno - è già in ordine, qualche altro mobile trova ogni giorno sistemazione in questa o quella stanza e attende compagnia; ma, per la camera da letto, c'è stata una battuta d’arresto. L’attrice s’è innamorata dei mobili che l’arredatore ha messo nella camera di Maddalena di Coigny, il personaggio che essa interpreta attualmente nel film Andrea Chenier: pezzi autentici del Settecento francese, le cui eleganti volute avrebbe desiderato trasferire pari pari nella sua casa.

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A conti fatti, una spesa di quindici milioni. Antonella Lualdi vi ha rinunciato. A malincuore, ma ha dovuto farlo. Non ha rinunciato però all’idea di avere la camera arredata nello stesso stile, iniziando una sistematica battuta nelle botteghe dei mille e cento antiquari romani alla ricerca di pezzi meno costosi.

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Antonella Lualdi nel salotto della tua casa di via Monti Parioli. Il salotto è la sola stanza finora completamente arredata ed è qui che, in attesa di terminare l’arredamento per il giorno delle nozze, si svolge la vita dell'attrice. Vi si nota (sotto) una gabbia con due « pappagalletti innamorati » che hanno la caratteristica di passare ore ed ore a guardarsi negli occhi. Uno è della Lualdi, l’altro di Interlenghi.
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La nuova casa di Antonella Lualdi si trova in via dei Monti Parioli, nel cuore del quartiere preferito da attori, registi e produttori. Una volta i Parioli erano una mèta finale; oggi, che si va estendendo, fra gli arrivatissimi, la tendenza a disperdersi in amene ville fra i pini della via Appia Antica e della via Cassia, essi hanno perduto un poco della loro importanza. Oggi, dalle alte terrazze dei Parioli, lo sguardo indugia sul lontano verde della campagna per situare con la fantasia la villa di domani. Ma. per il momento, la Lualdi è soddisfatta di via dei Monti Parioli. In seguito, si vedrà. La sua qualità principale è la modestia e, del resto, lo stesso andamento della sua carriera cinematografica l'ha abituata a non abbandonarsi a «sogni proibiti»: una carriera sconcertante, piena di alti e bassi, in cui, accanto a film impegnativi e di rilievo, si trovano film trasandati e del più banale livello commerciale.

Nata a Beirut nel 1931 da' madre greca e padre italiano, si trasferì a Milano con la famiglia durante la guerra. Sorrise la prima volta dagli schermi per illustrare le magiche virtù di un dentifricio; poi dimostrò agli spettatori che insaponarsi il viso con un certo sapone era il modo migliore per conservare la freschezza della pelle. Furono questi due cortometraggi pubblicitari a segnalarla al mondo del cinema. Quando diceva che sarebbe diventata attrice, in famiglia la consigliavano di pensare a cose più serie. Un giorno arrivò con la notizia che la cosa era fatta, ma papà Giuseppe e mamma Teresa vollero, prima di convincersene, vedere il contratto che l'impegnava come protagonista di Signorinella, sotto la direzione di quello scaltro regista che è Mario Mattoli. Da quel giorno del 1949, la Lualdi ha interpretato una trentina di film, alcuni dei quali in Francia, senza tuttavia riuscire mai a emergere fra le nostre attrici di maggior richiamo. Eppure ha un viso dolce che si guarda volentieri, gli occhi hanno un’attraente espressione di melanconia e, in quanto alla recitazione, essa è senza dubbio fra le migliori. Ora abbiamo sentito arrivare dalla Francia grandi lodi della sua interpretazione di Le rouge et le noir e anche il nostro Filippo Sacchi l’ha giudicata alla pari di quella di Gérard Philipe e di Danielle Darrieux, gli altri due interpreti del film - il che non è dir poco. Un critico francese ha scritto che Stendhal si sarebbe innamorato di lei e avrebbe provato una glande gioia, lui che amava chiamarsi «milanese», nel saperla italiana. Forse la carriera cinematografica di Antonella Lualdi comincia veramente ora, in quest’anno di grazia 1955 che vedrà nella sua vita un altro grande mutamento: il matrimonio.

Idillio a Courmayeur

Due anni fa la Lualdi si trovava a Courmayeur per interpretare Le avventure di Guglielmo Teli, di cui era protagonista e produttore associato Errol Flynn. All’improvviso, le vicissitudini di questo film che non è stato mai terminato - riempirono le cronache dei giornali. Esaurito il denaro da parte dei produttori, con lunghi conti d’albergo da pagare, tutta la troupe era rimasta bloccata a Courmayeur. Fra gli attori bloccati si trovava anche Franco Interlenghi. La Lualdi e Interlenghi si erano già conosciuti ma, in quell’occasione, la conoscenza divenne amicizia e l’amicizia amore. Ecco, raccontato da lei, l’inizio dell’idillio: «Per Passare il tempo in attesa che i produttori regolassero i conti degli alberghi. Franco organizzava in continuazione gite ed escursioni. Aveva sempre intorno un mucchio di belle ragazza, ma un giorno, vinta dalla noia, anch’io mi unii alla comitiva. Da allora, le ammiratrici di Franco una alla volta si dispersero e finimmo per trovarci soli».

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Secondo la Lualdi, non esistono film facili e film difficili. Tutti esigono una preparazione accurata e il massimo impegno. Quando l’attrice o l’attore abbia ottemperato a questo suo dovere, avrà la coscienza tranquilla anche di fronte a un eventuale insuccesso, poiché successo e insuccesso dipendono da un complesso di fattori senza alcun rapporto con l'interpretazione. La Lualdi sta attualmente interpretando «Andrea Chenier » in Vistavision.
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Si rividero a Roma, poi la Lualdi partì per Parigi dove Christian-Jaque l’aveva chiamata per interpretare Quando le donne amano. Un attacco di appendicite costrinse l’attrice ad entrare in clinica e Interlenghi volò a raggiungerla. Quando fu guarita, Raf Vallone (che, anche lui, stava girando un film a Parigi) li invitò ambedue a pranzo nella sua casa di Maison Lafitte. C’erano la moglie di Vallone, Elena Varzi, e la loro piccola Eleonora. A un tratto, Interlenghi si accorse che Antonella non abbandonava con gli occhi Eleonora. Le prese la mano e disse a Vallone: «Se ci sposiamo, ci fai da testimone?».

Lavorare insieme

Antonella Lualdi e Inter-lenghi si fidanzarono in quel momento; tornarono da Parigi con l’etichetta «i fidanzati del cinema italiano». Si sposeranno nel prossimo agosto, faranno di tutto per mantenere l’impegno di questa data. «Avevamo deciso di sposarci» ci ha detto la Lualdi «quando ambedue fossimo stati liberi da impegni cinematografici per almeno tre mesi. Dopo il matrimonio vogliamo partire, fare il giro del mondo, ma senza un itinerario preciso. Faremo la prima tappa negli Stati Uniti, poi si vedrà: America del sud, Giappone, India... Ad ogni tappa sceglieremo la tappa successiva. Se non ci fossimo messi in testa questo programma, ci saremmo sposati già da un pezzo.»

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L'amore fra la Lualdi e Interlenghi nacque due anni fa a Courmayeur, durante la forzata sosta subita da un film per mancanza di fondi. Il fidanzamento è avvenuto l'anno scorso in occasione di un pranzo in casa di Raf Vallone a Parigi, dove l’attrice interpretava « Quando le donne amano ». Furono i giornali francesi a chiamarli « i fidanzati del cinema italiano ».L'amore fra la Lualdi e Interlenghi nacque due anni fa a Courmayeur, durante la forzata sosta subita da un film per mancanza di fondi. Il fidanzamento è avvenuto Tanno scorso in occasione di un pranzo in casa di Raf Vallone a Parigi, dove l’attrice interpretava « Quando le donne amano ». Furono i giornali francesi a chiamarli « i fidanzati del cinema italiano ».Sotto: Un passatempo preferito da Antonella Lualdi: sdraiarsi sui tappeti è per lei un modo di riposarsi, ma è tutt'altro che una pigra. Al contrario, ama molto praticare gli sport, soprattutto il pattinaggio, lo sci e il tennis. Per interpretare «Andrea Chenier» ha dovuto anche imparare a montare a cavallo e se ne è dichiarata pienamente soddisfatta.
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Essi hanno anche un altro programma da realizzare col matrimonio: di lavorare sempre insieme. Tutti i loro bisticci di due anni sono nati dalla difficoltà di trovarsi liberi da impegni nelle stesse giornate. Allora o è Antonella che accusa Franco di non aver fatto tutto il possibile per rendersi libero o è Franco che fa ad Antonella la stessa colpa. Si tengono il muso per qualche giorno, poi l’uno o l’altro compie il primo passo verso la pace. I «fidanzati del cinema» non sono, a quanto pare, diversi da tutti gli altri fidanzati. Eppure essi hanno un problema che gli altri non conoscono, un problema che deriva dalla professione stessa: quello delle ripetute separazioni con le difficoltà, quasi insormontabili, di far combinare luoghi e orari di lavoro. Antonella e Franco ritengono di averlo superato con l’impegno che abbiamo riferito. «Del resto * ci ha detto la Lualdi < anche gli attori hanno il diritto di sposarsi. Se l’altro coniuge fosse estraneo al cinematografo, gli sarebbe molto difficile accettare l’andamento irregolare della vita nel mondo del cinema. Meglio, dunque, sposarsi fra attori, fra persone alle prese con gli stessi problemi.»

Domenico Meccoli, «Epoca», anno VI, n.247, 29 maggio 1955


Epoca
Domenico Meccoli, «Epoca», anno VI, n.247, 29 maggio 1955