Quest'anno insieme Wanda Osiris e Macario

Macario


1953 07 05 Epoca Macario Osiris intro 

Apriranno la stagione della rivista con uno spettacolo di Garinei e Giovannini. Torna Rascel con Tina De Mola. Walter Chiari rifarà compagnia e scriverà un copione per Carlo Dapporto.

Roma, luglio

Come l'anno scorso anche quest'anno la «stagione» delle riviste si inaugurerà a Milano, al teatro Nuovo. La sera del primo settembre, infatti, il teatro milanese alzerà lentamente il sipario sulla più grande «formazione» rivistaiola, quella che riunisce, per la prima volta dopo quasi dieci anni, Wanda Osiris e Macario. Questa compagnia era già in programma per la stagione scorsa; poi non fu possibile realizzarla per molte ragioni, una delle quali era la scelta degli autori che dovevano essere incaricati di scrivere il copione. Quest’anno l’ostacolo è stato superato. Garinei e Giovannini hanno già scritto gli sketches per la rivista che si intitolerà Made in Italy e che riunirà attori e ballerine, il primo di agosto, per cominciare le prove. Stando a quello che si dice, la formazione «Osiris-Macario» dovrebbe essere la compagnia gigantesca che molti appassionati della rivista sognano da molto tempo. L’allestimento si aggirerà sui cinquanta milioni di lire e le paghe degli artisti costituiranno un «peso» di circa mezzo milione il giorno; questo significa che aggiungendo al «foglio paga» l’ammortamento delle scene, dei viaggi, dei costumi e via dicendo la «Osiris-Macario» costerà in media quasi ottocentomila lire il giorno: una cifra che nessuna rivista, fino ad oggi, è mai riuscita a sostenere. D’altra parte le speranze dell’impresario («Spettacoli Errepi») sono rosee; nella stagione scorsa Wanda Osiris ha sciolto la compagnia con un utile di quasi tre milioni. Il guadagno è minimo, quasi insignificante, se si pensa che deve essere calcolato come il frutto di un capitale di quaranta milioni immobilizzato per otto o nove mesi. Non è insignificante, invece, se ci si ricorda che le stagioni del 1949 e del 1950 si sono chiuse con un passivo di decine e decine di milioni.

La «Osiris-Macario», dunque, inaugurerà la nuova stagione a Milano. Ma altre compagnie sono già formate, alcuna ripetendo l’esperimento dell'anno scorso, altre tentando vie nuove. Renato Rascel ha già deciso il titolo della rivista con la quale debutterà a Roma: Alvaro, piuttosto corvo. Con sé, quale attrazione musicale avrà ancora le «Peter Sisters». La novità, invece è data dalla prima donna che sarà Tina De Mola, un tempo moglie dello stesso Rascel. La loro ultima apparizione in uno stesso spettacolo risale al 1948; improvvisamente sciolsero la compagnia teatrale e il matrimonio. Rascel continuò da solo la sua strada; Tina De Mola si presentò come prima donna in una rivista di Casalbore, Silva e Terzoli, poi preferì andare in cerca di glorie nell’America del Sud. Il ritorno nella compagnia del marito non sottintende una riconciliazione coniugale. Rascel e Tina De Mola saranno semplicemente primo attore e prima donna. Naturalmente la presenza della De Mola fa tornare Flora Medini sue parti di subrettina.

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Come ai tempi di «Lo vedi come sei?», del periodo cioè di cui questa foto è un nostalgico documento, Wanda Osiris e Macario ricompariranno appaiati nella rivista «Made in Italy».

Anche la compagnia di Billi e Riva rimarrà immutata nella sua formazione generale. La novità è costituita dalla prima donna; nella prossima stagione non sarà più Monique Thibaut a cantare e ballare; il suo posto è stato preso da Lucy D’Albert come cantante e da Gilda Marino come ballerina. Il titolo della rivista non sarà nuovo per gli ascoltatori radiofonici: Caccia al tesoro. È naturale però che sia conosciuto soltanto il titolo perché lo sviluppo della rivista non sarà per nulla simile a quello della nota trasmissione radiofonica. Nemmeno gli autori saranno gii stessi. Per Coccio al tesoro si inaugura una nuova combinazione: lo spettacolo nasce «da una idea di Garinei e Giovannini» ma è scritto da un gruppo di giovani autori di riviste radiofoniche. Puntoni, Zapponi, Verde, Ricci e altri. Una di queste tre compagnie, ma con molta probabilità quella della Osiris e di Macario, avrà, come «attrazione il Quartetto Cetra. Per Rascel, invece, si parla con molta insistenza di dodici ballerini negri che in questo momento stanno incantando il pubblico in un teatro di New York. Definitivamente tramontata, purtroppo, la possibilità di far debuttare nella rivista di Billi e Riva la giovane attrice cinematografica Liliana Bonfatti. Le trattative, giunte allo scoglio finanziario, sono fallite. La storia di quello che doveva essere un debutto interessante merita un accenno. Qualche settimana fa un settimanale romano pubblicò la fotografia della Bonfatti dicendo che l'attrice aveva avuto un’offerta dalla «Spettacoli Errepi». In quel momento l’impresario Paone si trovava a Londra e lesse la notizia piuttosto divertito; non sapeva neppure chi fosse, Liliana Bonfatti. Tornato a Roma chiamò al telefono l’attrice e le domandò quando mai le aveva fatto quella offerta. Liliana Bonfatti rispose che aveva fatto pubblicare la fotografia solo per avere un po’ di pubblicità. Dalla telefonata nacque un imito e quando la ragazzina si presentò a Paone, a Garinei e a Giovannini, si mostrò cosi aggressiva, spigliata e divertente che a tutti e tre venne un'idea: «Perché non la proviamo in rivista?». La Bonfatti si mostrò entusiasta e, con l’aria più candida domandò: «Va bene cinquantamila?». «Cinquantamila che cosa» le risposero. «Cinquantamila lire il giorno.» La cifra sembrò sbalorditiva; l’attrice scese a trentamila ma anche quella risultò eccessiva. Le furono offerte diecimila lire, la paga giornaliera di una buona attrice ma la Bonfatti rifiutò: perdeva troppo al confronto di quello che «avrebbe» potuto guadagnare interpretando un film.

Un'altra compagnia che ripeterà l’esperimento dell’anno scorso è quella di Elena Giusti e Ugo Tognazzi. Non si conoscono ancora i nomi degli autori e il titolo della rivista ma è già sicuro che il debutto sarà a Milano, al teatro Lirico. Chi invece diserterà Milano fino all’autunno del 1954 sarà Walter Chiari. Il comico milanese è diventato romano e a Roma, al teatro dei Satiri, farà compagnia stabile con Isa Barzizza e Alba Arnova. La sua rivista seguirà la linea del Teatro dei Gobbi e de Il dito nell'occhio. Pare anche che Walter Chiari, quest’anno, abbia intenzione di scrivere il testo per la rivista di Carlo Dapporto che - a quanto si dice - ha chiuso la stagione scorsa con un passivo di circa novanta milioni.

Dalla formazione di Chiari mancherà il fedele Carlo Campanini. Anzi nessuno vedrà Campanini per un anno intero; fino al 20 giugno dei 1954. Il comico balbuziente ha improvvisamente scoperto in sé una fede illimitata nel famoso Padre Pio. La settimana scorsa è andato a chiedergli consiglio con la coreografa Gisa Geert e Padre Pio lo ha ammonito: «Per un anno esatto non devi lavorare; devi rimanere in famiglia e fare il buon marito». Campanini ho rinunciato a qualsiasi offerta. Tornerà al teatro soltanto tra due anni.

E Anna Magnani? Da quattro mesi si parla di una sua rivista per il prossimo autunno ma tutto è ancora «avvolto nel più fitto mistero». Speriamo non si tratti di uno spettacolo giallo. Fino a questo momento la illustre attrice ha scritturato un solo attore, Luigi Cimara.

Carlo Croccolo non riesce a mettere insieme lo spettacolo annunciato. Lauretta Masiero si è ritirata dalla formazione. Eppure, per contratto, aveva preteso la direzione artistica assoluta della compagnia e il diritto di scegliere le altre attrici e ballerine; tutte dovevano essere più piccole di lei, di almeno cinque centimetri. Croccolo ha dovuto rinunciare anche a una possibile compagnia con Alberto Sordi e Isa Barzizza. Per poco Sordi non ha tolto il saluto all’impresario che gli aveva offerto di recitare con Croccolo.

A questo panorama di riviste che vedremo nel prossimo autunno e inverno va aggiunto uno spettacolo eccezionale di prosa che riunirà una sessantina di attori: il Cyrano di Bergerac interpretato da Gino Cervi e da Valentina Cortese. La «prima» sarà al «Nuovo» di Milano a metà dicembre. Poi questa colossale compagnia inizierà il giro dei teatri italiani rappresentando il dramma di Rostand e Il Cardinale Lambertini. Sia detto per inciso: la prosa, quest'anno, si trova in cattive acque; le compagnie saranno pochissime e molti teatri, tra i più importanti, non sono ancora riusciti a fare le programmazioni per i prossimi mesi (basta un esempio: l'Odeon di Milano è ancora scoperto per la settimana di Natale). Vanno poi ricordate le tournée delle grandi attrazioni straniere. La celebre cantante peruviana Yma Sumac, che aveva dovuto rinunciare ai concerti italiani lo scorso gennaio, per improvvisi impegni con la televisione americana, canterà a Milano la sera del 3 novembre e arriverà a Roma per il 9 novembre. Dopo la Sumac, a Milano, arriverà Jean Marais a presentare La machine infernale di Cocteau. Prima di loro, in ottobre, altre due grandi attrazioni francesi: Maurice Chevalier (26 e 27 ottobre) e Roland Petit, con la sua compagnia di ballo (dal 7 ottobre a Roma e dal 28 a Milano). In gennaio verranno in Italia Yves Montand e Edith Piaf e, infine, per la prossima Fiera Campionaria, è attesa Edvige Feuillère.

Alfredo Panicucci, «Epoca», anno IV, n.144, 5 luglio 1953


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Alfredo Panicucci, «Epoca», anno IV, n.144, 5 luglio 1953